venerdì 27 giugno 2008

koes


http://www.koes.it/

ecco dov'eravamo il 29 maggio: al vernissage di andrea, arrivato a stoccolma quasi per caso... nelle foto anche gli aristocrats, il gruppo di michele, con i loro strumenti.

il gorilla è bellissimo!
disegni di andrea "koes"

Prendo la parola io (Davide) per fare notare come ancora una volta questo blog si dimostri un blog di servizio del piffero. Come diceva Giusi, la mostra è stata inagurata il 29 maggio e purtroppo, è appena finita O_o. Per scrivere il post abbiamo aspettato proprio la fine. Beh, meglio che niente (credo).

È andata molto bene, a detta anche dello stesso Andrea. Se vi piacciono i suoi lavori tenete d'occhio il suo sito, a breve ci saranno degli eventi in Italia. Andrea oltre che pittore, è un artista grafico e disegna di tutto, da magliette a tatuaggi.
Anche qui, apro una piccola parentesi che richiudo subito, in Italia uno si sbatte come un pazzo per fare qualcosa (e bisogna conoscere la gente giusta, frequentare gli ambienti giusti, e soprattutto avere studiato con determinati professori, nonché a volte pure pagare di tasca propria). Qui lui è arrivato, ha fatto vedere i suoi lavori ad alcune persone ed è partita la mostra personale in centro. Al vernissage, con sua stessa sorpresa, ha venduto metà dei lavori.
Parentesi chiusa.

Gli Aristocrats al vernissage di Andrea "Koes".
Immagini di proprietà di "Koes" - www.koes.it


... e chi più ne ha più ne dipinga.

lunedì 23 giugno 2008

vår stuga


la nostra casetta di campagna.

ecco, ora ci sentiamo un po' svedesi anche noi. sono bastate due notti in questo stuga in mezzo ai boschi.

gli stugor sono la quintessenza dell'estate svedese, o piuttosto della svezia stessa. piccoli, grandi, minuscoli, a cinque piani, in mezzo al bosco, in riva al lago... non importa. sono tutti graziosi, curati, e di legno verniciato di rosso falun con finiture rigorosamente bianche. d'accordo, esistono anche le casette color ocra, ma sono in netta minoranza.

il "nostro" si trova vicino a bollnäs, appartiene alla famiglia di sofia, un'amica svedese originaria del norrland, la regione più a settentrione del paese. è in mezzo agli alberi, adagiato su un prato muschioso, una gigantesca spugna verde imbevuta d'acqua su cui potrebbero tranquillamente zampettare i castori, ma anche alci, orsi bruni... eh, già. loro sono di casa, qui. e nel silenzio, quando imbrunisce appena, complici i cumulinembi di un temporale estivo che scorrazzano in cielo come pecore fantasma, non è difficile immaginarsi di potersi imbattere in uno di questi animali. la loro presenza si avverte, è palpabile. così come il senso di solitudine, quella dei grandi spazi, che ti costringe a osservare il mondo con la consapevolezza di essere una parte infinitesima del cosmo.

mi immagino come possa essere stato vivere qui cent'anni fa, d'inverno magari. casupole di legno sepolte dalla neve e sferzate dal vento, nel buio più assoluto. e ora capisco perché sia necessario festeggiare l'estate...

in ogni modo, non eravamo soli. le nostre due amiche amy e sofia stavano in uno stuga poco distante dal nostro, un po' più grande e con l'acqua corrente, insieme ai loro due animaletti: la gatta morris, elegante e riservata quanto basta, e la bassotta shystie, soprannominata "cane salsiccia" (indovinate chi le ha dato questo simpatico nomignolo).




inutile dire sono state al centro dell'attenzione per tutto il weekend (mangiate, passeggiate, chiacchierate),



soprattutto il cane salsiccia.

di lei abbiamo un intero reportage fotografico (prossimamente on line).






ecco un paio di scatti dei dintorni.

sabato 21 giugno 2008

ett tecken på sommaren


un simbolo dell'estate...


di che si tratta?

***

post scriptum: visto che l'indovinello è stato indovinato, ecco un paio di foto.
fragole svedesi DOP!







qualcuno ha ricette interessanti con le fragole???





io per ora sto pensando al cocktail di elena dell'altra sera, con fragole, vodka e acqua tonica. non so in che proporzioni fossero gli ingredienti, ma il risultato era davvero... BOOM!!!

venerdì 20 giugno 2008

midsommarafton

vigilia della festa di mezza estate.

cade sempre di venerdì, il penultimo del mese di giugno, nel giorno del solstizio d'estate, quando il sole raggiunge il massimo della sua declinazione.

ormai da un mese a questa parte il tramonto sembra non finire mai, il sole scompare all'orizzonte solo dopo le dieci di sera lasciando una luminosità diffusa nel cielo che non diventa mai buio. e alle due già albeggia... considerando il crepuscolo civile, le ore di luce totali sono 21 e 45 minuti.

anche nel cuore della notte, fra gli alberi, verso nord-est, c'è sempre una lingua di luce aranciata...

mezza estate, e le città si spopolano. se c'è una cosa che agli svedesi proprio non manca è la passione per la natura. non perdono occasione per vivere, passeggiare, correre, mangiare, giocare, dormire... nel verde (e nel blu, vista la quantità d'acqua che ci circonda).

midsommar rappresenta senz'altro l'apice di questo entusiasmo panteistico. cestini da picnic traboccanti di prelibatezze locali, snaps a fiumi, abiti leggeri, plaid da stendere sui prati, coroncine di fiori di campo, danze tradizionali intorno al simbolo della stagione dell'abbondanza, il midsommarstång, una sorta di albero della cuccagna senza grasso sul fusto né prosciutti posti in cima, ma con fiori e nastri tutt'intorno. la terra che incontra il cielo.

anche in questa occasione, skansen è al centro dei festeggiamenti degli abitanti di stoccolma. ci siamo andati con alcuni amici e non ci è mancato neppure il classico scroscio estivo... ma non c'è da scomporsi. un'oretta di pioggia e torna il sereno!

nelle foto: il midsommarstång di skansen e la foresta di bollnäs, nel cuore della svezia, intorno alla mezzanotte.

martedì 10 giugno 2008

betessläpp

al pascolo.

kossorna, kom, kom... venite, mucche, è ora di uscire all'aperto.

questo post era nell'aria già un mese e mezzo fa. colpa della languidezza primaverile se compare solo poco prima di midsommar.

prima il tetra pak del latte (foto accanto): "vieni a vedere i nostri allevatori che liberano le mucche al pascolo perché possano giocare e sbizzarrirsi insieme alle compagne!" [gulp! possibile?]

poi la pubblicità in televisione: kossorna...

dei commercial dell'azienda danese avevo già parlato. ma questa volta l'arla ha fatto di tutto per convincermi (oddio, non che ci volesse poi molto) a partecipare a quella che ormai pare sia diventata una tradizione irrinunciabile per molti abitanti delle città svedesi, famiglie con bambini in testa: assistere alle mucche che si scapicollano fuori dalle stalle per saltare come grilli e rotolarsi nell'erba fresca.

noi non potevamo mancare all'appuntamento. abbiamo guardato qual era l'azienda agricola più vicina a noi e siamo andati. abbiamo trovato una fattoria in piena regola, campi verdissimi, una folla che non avrei mai immaginato, kanelbullar, latte fresco.


e le mucche, certo, più briose che mai. ecco qualche foto di quella giornata.

Corri, mucca, corri

Mi permetto di editare il post di Giusi per dare anche la mia testimonianza dell'avvenimento. Dopo che sono state tutto l'inverno rinchiuse al calduccio, le nostre mucchine muoiono dalla voglia di essere liberate. Appena il tempo si fa bello, moltissime fattorie organizzano una giornata di festa a cui chiunque può partecipare. Sul sito dell'Arla, la grande ditta danese che ha pressoché il monopolio del latte nei paesi scandinavi, è riportata una mappa con le date delle varie feste di liberazione-mucche. Il giorno in questione si va, loro ti offrono la colazione, si accarezzano i vitellini e si attende il momento fatidico. Noi siamo andati qui vicino a Stoccolma, con il pendeltåg, abbiamo seguito la massa ed eravamo in prima fila. La giornata era soleggiata, le mucche muggivano impazienti, avendo capito che qualcosa era nell'aria... tre... due...uno... VIA ! Si aprono i cancelli e la corsa delle mucche verso il prato ha inizio. C'è quella che sgroppa, quella che trotta, quella che scatta veloce, quella che rincorre il fotografo e quando lo raggiunge scappa per farsi rincorrere da lui, quella che ara il terreno con il muso, quella che fa capolino timida, esce un pochino, poi si guarda intorno e rientra dentro spaventata, e così via.


Mucche trotterellanti. Quelle che correvano, non sono riuscito a fotografarle.
Andavano troppo veloci.


Ci siamo divertiti molto.
Per chi ci legge da Stoccolma, ci rendiamo conto che di queste cose dobbiamo parlare anche PRIMA che succedano, in maniera che chi è interessato possa partecipare. Prima o poi ci riusciremo.
Ecco, ora Giusi ci starebbe bene il piccolo video che abbiamo fatto, anche se non si capisce molto. Ah, mi correggi gli errori più grossolani? Ciao, ci vediamo dopo, butta la pasta che stasera ho fame.

giovedì 5 giugno 2008

studenter och sommarlov

studenti e vacanze estive.





anche in svezia è iniziata la bella stagione! anzi, sembra di essere sul mediterraneo, dato che il sole brilla ininterrottamente da almeno un mese. le temperature raggiunte fanno pensare alla ventilata sardegna e gli abitanti seminudi in giro per la città lasciano quasi credere di essere a rimini.

poi ci sono gli studenti delle superiori... e ad ascoltare i loro cori si riesce a immaginare anche il carnevale di rio! ogni giorno, da una settimana a questa parte, vagonate di liceali sfilano per le strade di stoccolma con i loro candidi berretti. festeggiano la maturità appena ottenuta a ritmo di samba, rock, r&b.

spensieratezza e infradito, torsi nudi ed effervescenza giovanile... che quasi ci hanno impedito di raggiungere in tempo la nave per riga, pochi giorni fa. ma questo è un altro post!

vedi la galleria fotografica di the local.

lunedì 26 maggio 2008

rapsolja

olio di colza.

non è certo la prima volta che se ne parla. l'europa dipende fortemente dal petrolio mediorientale, ma i paesi del nord sono costellati di campi gialli. sorvolando scania e selandia, come mi è capitato di recente, sembra quasi che gli scandinavi non coltivino altro. mica ci condiranno soltanto l'insalata...

è di questi giorni la controversa campagna dei flygbussarna, che dalle città portano agli aeroporti di tutto il paese, attraversando sterminati campi di... colza. i pullman vanno a olio vegetale. perché costa molto meno del gasolio, inquina il 98 - dico 98! - per cento in meno e ha prestazioni e consumi identici. io aggiungo che i fiori di colza sono pure belli da vedere!

sui cartelloni incriminati, ragazzini che bevono direttamente dalla pompa della benzina. sono rimasta colpita anch'io, quando li ho visti in metropolitana. ma da lì a pensare che a qualcuno venga voglia di bere il carburante...

per caso ho una considerazione troppo alta dei bambini?

venerdì 23 maggio 2008

om att ta av sig skorna

sul togliersi le scarpe.

l'abbiamo già scritto, da qualche parte. in svezia, prima di entrare in casa, ci si toglie le scarpe.

o meglio, non è come in giappone, dove se disgraziatamente manca lo scalino che divide l'ingresso dal resto dell'appartamento gli ospiti si trovano nell'imbarazzo di doversi scalzare già sul pianerottolo del condominio. i nipponici si tolgono le scarpe anche per entrare al ristorante e in certi musei. e pare addirittura che usino pantofole ad hoc per andare in bagno (e parlo dei servizi con la toilette, non di quelli con la vasca).

gli svedesi sono più flessibili. varcano la porta d'ingresso e lasciano le calzature in qualche angolo dell'anticamera, l'ordine o il disordine della disposizione dipenderà unicamente dal grado di meticolosità del singolo, non dalla rigorosità collettiva. dopodiché si sentono liberi di zampettare sul parquet di casa.

nell'ultimo anno abbiamo invitato tutti i nostri ospiti, genitori compresi, ad aderire alla comoda pratica. già, perché a casa in italia si usano quasi sempre le scarpe. certo, le pantofole non mancano. ma, a parte qualche eccezione, mai ci si sognerebbe di chiedere a un ospite che capita in casa per qualche ora di entrare scalzo (ma perché no, poi?).

gli scandinavi lo fanno senza neppure pensarci, forse per praticità, per evitare di sporcare il pavimento con le scarpe bagnate di pioggia o neve, per non infastidire il vicino del piano di sotto, per sentirsi più liberi. non so. mio fratello, ormai per metà danese, cammina scalzo anche sulle fredde piastrelle italiane. sembra persino che gli svedesi abbiano le scarpe più adatte per lanciarsi nell'impresa liberatoria, senza lacci né cinturini. fatto sta che qui anche l'idraulico o l'assicuratrice lascerà scarponi o ballerine sullo zerbino, è successo proprio oggi. ma la cosa che più mi sorprende è che lo facciamo anche noi, immigrati mediterranei. francesi, spagnoli, italiani, greci, croati... accettano tutti di buon grado. anzi, basta avere un personnummer ed ecco che diventa automatico! strano, ma vero.

(diamo a cesare quel è che di cesare: la prima foto pubblicata in questo post è tratta da questo sito; la seconda, è presa da qui).

venerdì 16 maggio 2008

Sicilia

Dopo un secolo o forse più, torno a farmi sentire con un mio post. Oggi sono qui in casa, aspettando l'arrivo di Lorenzo, che dovrebbe farsi vivo a minuti, e ho del tempo per scrivere anch'io un breve resoconto sul viaggio in Sicilia. Lo so, ne ha già parlato Giusi, e in più è anche passato un po' di tempo ormai. Ma siccome il blog è mio, ho l'incredibile lusso di poter fare quello che mi pare :)
Prima di tutto, la cosa più incredibile è come, pur essendo passati molti anni dall'ultima volta che ci eravamo visti, sembrava non fosse passato neppure un minuto. Siamo stati accolti da Sofia, Raffaele, Lia Chiara e Francesco in maniera splendida, e la loro casa è diventata anche casa nostra. Appena arrivati, una bella granita al latte di mandorle fatta in casa. E poi vai di piatti tipici (pasta alla norma, pasta con le sarde, melanzane a coppiette, ecc. ecc.), visite guidate per la città (lo sapevate che a Catania esiste una spettacolare "Antica Friggitoria", che è antica sul serio?) e in giro per la provincia (la bellissima Siracusa, Noto, Modica).
L'occasione era di quelle particolari: la cresima di Francesco, che incredibilmente dopo tanti anni ancora ha una buona opinione di me, così buona che ho avuto l'onore di fargli da padrino. Le parole che ha detto alla cena di festeggiamento con i parenti e gli amici mi hanno commosso...
Non mi dilungo oltre, visto che purtroppo per voi non sono vostri parenti ma i miei, e quindi non avete la fortuna di conoscerli.

I momenti belli e allegri sono stati tantissimi: aggiungo ancora qualche commento corredato di foto, evitando di proposito di inserire quelle che contengono parenti o amici, a cui purtroppo non ho avuto tempo di chiedere il permesso per la pubblicazione on-line.


1. Gita alla Necropoli di Pantalica.
Io la conoscevo già bene, Giusi no e se ne é innamorata.
C'è stato anche il mitico Alberto Angela, e se non sbaglio, come a noi, anche a lui Pino ha fatto da guida. Attenzione, stiamo parlando dell'Età del Bronzo, non di una delle comunque belle ma numerosissime necropoli bizantine presenti dappertutto in Italia (tra l'altro anche nella stessa Pantalica). Quindi Preistoria, di sicuro a partire dal 13 sec. a.C., per alcuni molto prima. Homo Sapiens e forse, sempre per alcuni, anche Neanderthal. By the way, è iscritta insieme a Siracusa tra i Patrimoni dell Umanità dell'UNESCO

In mezzo a una campagna arsa e brulla, infuocata dal sole, l'Anapo scava nella roccia un'oasi verde e fresca. Acque gelate, pesci, uccelli, fiori e piante rare. Alle ripide pareti di roccia che isolano questo piccolo paradiso, centinaia e centinaia di tombe, grotte scavate in posizioni impossibili.
Siamo scesi lungo una parete grazie a un sentiero nella roccia, abbiamo attraversato il fiume, risalendo poi dalla parte opposta. Completamente fuori forma fisica, arrancavo per il percorso disagevole (parte del fascino del luogo deriva proprio dalla difficoltà, ma nemmeno troppa, di arrivarci), sorpassato e distanziato dai bambini che componevano il gruppo, e per i quali fino a pochi minuti prima mi ero inutilmente preoccupato. Senza fiato per lo spettacolo antico e per l'ipossia in agguato, mi lasciavo nuovamente trasportare dalla mia macchina del tempo mentale in un viaggio semi-onirico (quanto basta a non cadere di sotto) nitido e dai contorni indefiniti al tempo stesso.
L'improvvisa attività fisica, una volta oltrepassato il momento critico di rischio infarto, ha fatto sì che il mio capace e spazioso stomaco digerisse le tonnellate del meraviglioso cibo preparato, cucinato e infornato precedentemente introdottovi, e descritto al punto seguente


2. Pranzo alla Braria.

La campagna di Francesco, Mariarosa, Beatrice e delle loro famiglie. Esattamente come me la ricordavo tanti anni fa. Loro non sono cambiati per niente. A parte il fatto che i loro figli, all'epoca una schiera di bambini vocianti, sono alti quasi come me ora, e ad essi si é aggiunta una seconda schiera di fratellini più piccoli.
Forno a legna acceso: le cugine e le zie preparavano di tutto, Francesco che infornava pizze e 'mpanate... Voci, rumori, risa. Bimbi che giocavano con cagnolini felici. Nero d'Avola prodotto da Pino, fresco di ombra fredda, stappato e versato. Brindisi. Giusi che ride, girandosi a destra e sinistra e capendo la metà di quello che viene detto, il piatto riempito di continuo dai parenti. Uno spettacolo. Una giornata che ripaga da mille stress lavorativi.


3. Miele, che passione.

Il paese di Sortino (Siracusa), oltre che per la vicina e già citata necropoli di Pantalica, è una delle Città del miele. Una tradizione antica, quella del miele, che fortunatamente è stata mantenuta in vita e sapientemente gestita fino ad oggi. Non mi aspettavo di trovare Beatrice impegnata in questa attività ("In Sicilia Sortino c'è" è il nome dell'azienda agricola). Ergo, gita a vedere le arnie: Indossati maschera e guanti, osserviamo e ascoltiamo interessati (potete immaginare Giusi, con la sua sfrenata passione per tutto ciò che riguarda gli animali) Carmelo che ci illustra la vita sociale delle api e per far questo è costretto anche a beccarsi parecchie punture sulle mani.
Poi, visita al laboratorio dove tocchiamo con mano come i prodotti dell'apicoltura vengono trattati e confezionati, in maniera che più naturale di così non si può.
Oltretutto veniamo abbondantemente riforniti di miele di zagare, millefiori, propoli, polline e chi più ne ha più ne metta, ad addolcire le nostre colazioni stoccolmesi.


4. Varie ed eventuali.

Mille altri momenti. Le storie sulla festa di Santa Sofia di nonna Lia, le chiacchiere con l'uccellino Cocco (il grido "Cocco, cocco" rimbalza ancora tra me e Giusi nei momenti di follia), la festa della cresima di Francesco di cui ho già parlato, la visita notturna ad Acicastello e Taormina, la festa del cioccolato di Modica, il tramonto che colora di arancio i palazzi barocchi di Noto, il chiassoso mercato del pesce di Catania, tutti i luoghi mostratici da Raffaele, lo spettacolare Etna, la visita alle Zia Rosa e Sara (ecco questo meriterebbe non dico un post, ma un racconto a sé), le chiacchiere con Sofia... ecc.


5. Catania e Siracusa. La Sicilia.

Per quanto mi ci impegni, non potrò mai illustrare come merita e come sento le meraviglie di questa regione e della sua gente, che è parte di me e delle mie memorie di bambino e di adolescente. Legatovi dalla nascita e per tutta l'infanzia con l'anima da persone che non ci sono più, legatovi oggi da un filo che non si è spezzato e che dopo tanti anni è più saldo che mai, e sta tutto nel profumo dei limoni che mi sono arrivati ieri per posta e che ha invaso la mia stanza a 2500 chilometri (in linea d'aria) di distanza.
Grazie ancora a Sofia e Raffaele, non dico altro.
Un bacione anche a Lia Chiara e al mio Francesco. Ps: ci vediamo presto.

mercoledì 30 aprile 2008

valborgsmässoafton

la notte di valpurga.

celebrata fra il 30 aprile e il primo maggio, è tra le festività svedesi - ma non solo, è presente in gran parte del nord e del centro europa - più attese, insieme a natale, santa lucia e midsommar. in origine era la notte in cui il confine fra i vivi e i morti diventava labile e i falò servivano a tenere lontani gli spiriti.

il giorno di santa valpurga cadeva nella stessa giornata in cui i vichinghi festeggiavano l'arrivo della primavera e forse, nell'intento di cristianizzare il rito, non è un caso che la festa pagana abbia preso via via il nome della santa.

oggi rimangono i grandi falò, accesi un po' ovunque, e i canti inneggianti alla luce. un po' come il calendimaggio dell'italia centrale (come scordare l'emozione dei canti di maggio a ca' di francia, sugli appennini bolognesi, con gli amici flavia e stefano?).

come gran parte degli abitanti di stoccolma, abbiamo celebrato valpurga a riddarholmen, un'isoletta del centro cittadino. nonostante la pioggia, una fiaccolata composta, partita dalla piazza centrale di gamla stan, è giunta sull'isoletta e ha dato fuoco all'enorme catasta di legna. poi sono partiti i canti.











la tradizione di valpurga è fortissima nelle città universitarie, dove gli studenti si scatenano per una giornata intera e bivaccano nei parchi.









abbiamo trascorso il primo di maggio, il giorno dopo i falò, proprio a uppsala e ancora si vedevano studenti ovunque, con il tipico berretto bianco.


ecco un paio di studenti, molto diversi da questi. i due si saranno accorti del mio scatto?


qui qualche foto di uppsala.





lunedì 28 aprile 2008

sicilien

la sicilia.

non saprei dire se mi ha affascinato più l'imprevedibile vulcano, con quel suo pennacchio beffardo e le pendici brulle e selvagge, colorate di minerali, o l'improbabile architettura rupestre di pantalica, abbarbicata sulle pareti della gola scavata dal fiume anapo, estrema dimora dei primi abitanti della sicilia orientale, fuggiti dalle coste per sottrarsi, forse, al terrore che veniva dai mari...

dolce e avvolgente, dicevo. struggente e molle. ma anche aspra e caotica. eppure si fa perdonare, la sicilia.


basta un piatto di pasta alle sarde con il finocchietto fresco (in assoluto, uno dei miei piatti preferiti) per riappacificarsi con il mondo vociante dei mercati e delle piazze e le interminabili code sulla circonvallazione. basta una 'mpanata in campagna; un cannolo al bar; una giornata trascorsa ad accarezzare un cagnolino e a rimpinzarsi di pizze e focacce, con le coccole del parentado tutto, che non è il tuo, ma è come se lo fosse.

l'ospitalità è davvero sacra, in sicilia. ne ho le prove!


un ringraziamento speciale a sofia, raffaele, francesco e lia chiara, briciola, cocco e l'uccellino silenzioso, che ci hanno ospitati in casa loro, dove c'è sempre il sole e non ci si annoia mai, e che ci hanno fatto conoscere le splendide catania, siracusa, sortino, noto, modica... a pino, mariarosa e loro ragazze, che ci hanno fatto da guida sui sentieri impervi fra le grotte di pantalica. a carmelo e beatrice, per l'inaspettata avventura a tu per tu con il misterioso mondo delle api e per il miele di sortino, delizioso (ci facciamo colazione tutte le mattine)! a enza e francesco, con il piccolo cesare, per l'amicizia dimostrata. e a tutti quelli che non nomino, perché la memoria mi tradisce, ma che non hanno mancato di farci compagnia!

ecco qui alcune delle nostre foto...

mercoledì 23 aprile 2008

tunneln slutar i sicilien


il tunnel finisce in sicilia, dolce e calda e avvolgente! stiamo per andare sull'etna...
dite che erutterà?

mercoledì 9 aprile 2008

ljuset vid tunnelns slut


la luce in fondo al tunnel... (d'accordo, la traduzione non era necessaria).

un po' come il tempo, agli sgoccioli dell'inverno. qui nevica ancora, ma già sbocciano i crochi e i bucaneve. gialli, arancioni, viola.

ci siamo, abbiamo quasi terminato i lavori che ci hanno tenuti sotto chiave nell'ultimo periodo. poi penseremo a riposare, stare bene, organizzare, progettare, esplorare...


sabato 29 marzo 2008

earth hour

è passata inosservata, in svezia, la campagna planetaria del wwf che invita tutti a spegnere le luci stasera, dalle 20 alle 21, quale piccolo contributo al taglio delle emissioni di gas serra e potente simbolo nella lotta contro i cambiamenti climatici.

solo il re, carl xvi gustaf, presidente onorario del wwf svedese, spegnerà le luci dei suoi castelli: ulriksdal, drottningholm e il palazzo reale nel centro di stoccolma.

il comune, invece, non ha voluto avere niente a che vedere con la campagna, a dimostrazione che non è tutto oro quel che luccica... va meglio nella vicina danimarca, dove molte città hanno deciso di aderire all'appello, come århus, odense, aalborg e la stessa capitale.

noi comunque parteciperemo, fossimo anche gli unici a stare al buio in tutto il wenner gren (cosa assai probabile, sigh). partecipate tutti!

giovedì 27 marzo 2008

Grandi Musicisti

Da oggi voglio inaugurare uno spazio culturale interno al blog. Mi sono accorto che scrivo troppe str...upidaggini e non posto mai niente di serio. Quelli che vi propongo oggi sono dei grandi musicisti cecoslovacchi, purtroppo non noti al grande pubblico. Io li ho conosciuti grazie a Marco, il fratello di Giusi, e hanno riscosso grande apprezzamento tra i miei contatti in facebook.
Quindi rilassatevi, abbassate le luci e guardate il video, fino in fondo.

lunedì 24 marzo 2008

annandag påsk

pasquetta a stoccolma...











è stata una settimana di improvvise tempeste di neve e raffiche di vento, ma non che il sole si sia negato del tutto, per la gioia della mia famiglia in visita.




alcune parti della città sono letteralmente lastricate di ghiaccio. da stamattina nevica di nuovo e gli uccelli del lago si sono ritrovati a zampettare su uno specchio gelido.

finalmente. un inverno a scoppio ritardato!


ma ormai è primavera, oso dire. qualche bucaneve ha avuto il coraggio di sbocciare al riparo di qualche grande albero ingemmato e alle 5 del mattino già albeggia! le giornate galoppano verso lo splendore di giugno, allungandosi di 5 o 6 minuti ogni giorno.

per avere un po' di caldo, basta una visita alla fjärilhuset nel parco dietro casa nostra.











ma bisogna essere pronti a denudarsi:







dai -7 del parco ammantato di neve si passa in un lampo ai 33 gradi centigradi dei tropici, con l'86 per cento di umidità e le goccioline di condensa che ti cadono in testa. uno shock! peggio di doversi rivestire per uscire e tornare a casa...


giovedì 20 marzo 2008

påsklov

vacanze di pasqua...


i trasporti di stoccolma approfittano delle vacanze pasquali per fare qualche lavoro sulle linee dei treni per i pendolari.

noi ne approfitteremo per stare in famiglia.

giovedì 13 marzo 2008

"Have you ever heard of a man called... Hercule Poirot?"

Se gli anni '80 sono stati, fra le altre cose, gli anni del Walkman, ora siamo agli anni del lettore mp3.
Una cosa che mi fa sorridere è vedere come la situazione si sia in qualche modo ribaltata. Negli anni '80 i più fanatici avevano degli scatolotti di walkman di medie dimensioni dotati di microcuffie, più piccole erano e meglio era. Ora (non so se vi sia mai capitato, ma qui è abbastanza frequente), si vedono ragazzini che girano con microscopici lettori e megacuffie imbottite da deejay.


Che sia iPod, cellulare (vera nuova mania) o lettore puro e semplice, ne siamo letteralmente invasi. In metropolitana praticamente ce l'hanno tutti quanti. Sarà capitato un po' a tutti almeno una volta di chiedersi che musica stia ascoltando la persona seduta di fronte. Un distinto signore in giacca e cravatta che si ascolta il reggae, un ragazzino vestito di cuoio e dai jeans laceri che si bea di Mariah Carey, e così via. E' vero che a volte il volume della musica è tale da non lasciare molto spazio all'immaginazione...

Di recente ho trovato anch'io il tempo di aggregarmi alla folla degli utenti di lettore mp3. Il mio è di marca anonima, comperato in un ipermercato due o tre anni fa a 20 euro, ma va benissimo. Solo che nel mio caso indovinare che cosa stia ascoltando è già più difficile.

Audiolibri.

La trovo una cosa entusiasmante. Il primo che ho ascoltato è "The Zombie Survival Guide: Complete Protection from the Living Dead" di Max Brooks. Molto carino, a tratti (pochi) un po' lento, ma a suo modo geniale. Se avete tempo, date un'occhiata anche al sito appena linkato, per essere il sito di un libro è fatto bene. E se invece volete più dettagli, chiedete a Stefano nei commenti, lui è il traduttore dell'edizione italiana!!! (Einaudi).


Da un po' di tempo sto ascoltando "Murder in Mesopotamia" di Agatha Christie. Non è un audiolibro nel senso vero e proprio del termine, ma uno sceneggiato della BBC radio, fatto mooolto bene, con suoni, effetti, musiche di sottofondo. Dopo un lungo prologo, la Lady di turno è stata uccisa. Proprio questa mattina, vista l'incapacità dei protagonisti di risolvere il mistero, il dottore ha chiesto al capitano:


"Have you ever heard of a man called... Hercule Poirot?"

E io ho sorriso.




Ok, sono solo cinque minuti al giorno, mentre si sale sull'autobus, si sobbalza in metropolitana o si cammina per un lungo viale, ma perché sprecarli guardando le scarpe del vicino?

E chi più ne ha più ne ascolti.

giovedì 6 marzo 2008

se världen


visita il mondo.

pioviggina, il cielo è grigio e fa un freddo cane. cosa fare?

un paio di domeniche fa, insieme a un gruppetto di amici, abbiamo accolto l'invito dell'östasiatiska museet: möt asien, vieni a conoscere l'asia!

la cina, dalla preistoria al ventesimo secolo. ma anche un pizzico d'india, con un assaggio di tutti i suoi colori e delle sue contraddizioni.

un museo piccolo, ma interessante e abbastanza spassoso. osate aprire i cassetti rossi della sezione preistorica, mi raccomando!

p.s. il ristorante del museo non è male, se vi piacciono tè e ravioloni cinesi.

p.p.s. a proposito di india, visto che ormai mi ci sono immersa completamente per il libro che sto traducendo, ecco un blog che ho scovato da poco: indonapoletano's weblog. è di un giornalista italiano che vive a nuova delhi. curioso e disincatanto, direi.