lunedì 28 settembre 2009

L'Arizona è più vicina


E' tempo di aggiornamenti. Non sia mai che i nostri affezionati lettori rimangano senza sapere come è andata a finire. Poi magari non riescono a dormire, si distraggono mentre sono alla guida... ecc. ecc., dando il via a un effetto farfalla di cui non vogliamo essere responsabili (ovviamente non mi riferisco al Butterfly effect di questo film, ma a questo classico racconto di Ray Bradbury, ispirato a questa teoria, il cui testo originale completo può essere trovato qui e quello italiano nelle raccolte "Il grande mondo laggiù" e "Le auree mele del sole", entrambe fuori catalogo ovunque. O se vogliamo, facciamo riferimento alla divertente parodia che ne fanno i Simpson nell'episodio di Halloween "La paura fa novanta").

Primo degli aggiornamenti. La camminata verso l'Arizona. I sei mesi sono passati e la competizione è appena finita. Indovinate a che posizione siamo arrivati nella classifica che conta per vincere il viaggio premio, e cioè quella del numero di giorni con più di 10000 passi?


PRIMI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ovviamente non siamo da soli. Insieme a noi, i Data Rats, ci sono altre 11 squadre. Beh, se contate che in totale, tra Università della California e Karolinska Istitute, sono arrivate alla fine ben 573 squadre...
Comunque, il viaggio premio sarà estratto a sorte fra noi 12 :)

Abbiamo compilato 3 questionari. Uno all'inizio, uno a metà e uno a fine gara. Come da regolamento, un nostro membro (Lovisa) è stato scelto per un check-up medico completo a inizio e fine competizione. Un nostro membro (sempre Lovisa) ha vinto uno dei premi settimanali a estrazione (due biglietti per un film a scelta, ovunque in Svezia; fra gli altri premi, magliette, massaggi e cotillon). Insomma contiamo sul c... ehm, sulla fortuna di Lovisa per essere estratti per il premio finale.

Lovisa corre più di tutti


Nella classifica per numero di passi compiuti, invece, siamo solo ventesimi, più che altro per demerito mio. Lovisa ha un impressionante 26° posto nella graduatoria INDIVIDUALE (cioè su 2023 iscritti, esclusi i ritirati, che nel totale dei sei mesi sono stati abbastanza numerosi). Jingmei e Lisen sono intorno al 150° posto, io al 523° :(((

Grafico del numero di passi in Agosto-Settembre. In Arancione la media di squadra, in rosso la mia performance, in grigio la media della competizione.


Prima di procedere nel dileggio, voglio ricordare che questa classifica, a differenza di quella dei giorni con più di 10.000 passi, vale solo a titolo personale, e non è associata ad alcun premio. Visto che io di soddisfazioni personali non ne cerco, chi se ne importa? :)

A questo punto volevo proprio postare una foto di gruppo dei Data Rats, ma è del tutto impossibile trovarsi per scattarla: Lovisa sta frequentando la scuola di medicina e passa in dipartimento solo la sera tardi, Lisen è ancora in maternity leave e c'è un paio di giorni random alla settimana, io ho cambiato lavoro e dipartimento, Jingmei ha un orrido sfogo sulla faccia che i dermatologi non riescono a spiegarsi.

Quindi riunisco virtualmente i nostri eroi con il buon vecchio photoshop e foto di repertorio.

Jingmei, Lovisa, Lisen (con la piccola Ester) e, dulcis in fundo, io da Starbucks.

Ora attendiamo il risultato dell'estrazione, pronti a difendere con le unghie e coi denti il nostro 8.33% di probabilità di vincere. Chissà.

martedì 22 settembre 2009

In zir par la furesta. Update/upgrade.

Il nostro raccolto, dopo la notevole scrematura effettuata dal micologo dei funghi vecchi o meno belli. In origine erano circa il doppio.


Siamo tornati a raccogliere i funghi. Il tempo non era ideale, ma ce la siamo cavata. Cesto da bici più una borsa di tela iperstrapieni di porcinelli e porcini. Battuto il record del fungo più grande, qui in foto con un modello.

Riuscite a trovare le 7 piccole differenze?

Come la volta passata, anche domenica abbiamo volutamente raccolto funghi del tipo Lactarius Torminosus. La volta scorsa se li era portati via Franco, il micologo, dicendo che ci faceva un trattamento lui con acqua e sale, altrimenti non erano buoni, e la cosa ci aveva fatto un po' sorridere, scettici.

Lactarius Torminosus

Ce n'era una quantità enorme e ne abbiamo riempita una borsa, ma avremmo potuto raccoglierne il doppio senza problemi.
Niente di strano se si considera che il Lactarius Torminosus è un fungo tossico e considerato velenoso e assolutamente non edibile in tutto il Mediterraneo. In Italia è chiamato "peveraccio delle coliche", per evidenti motivi...

Franco ci ha spiegato che in Finlandia lo consumano regolarmente, previo già citato trattamento. In effetti li avevamo raccolti per lui e glieli volevamo lasciare, ma non ha voluto, anzi ci ha reso edotti del segreto, che io ora divulgo...

-Pentola con 2 litri d'acqua
-3 misurini da caffè di sale (caffè svedese, un misurino circa... quanto? Aiutatemi... mezzo bicchiere?)
-Bollitura dei funghi tagliati a listarelle per almeno 10 minuti (noi abbiamo fatto 15)
-Eliminazione acqua di cottura e risciacquo
-Ricettina: condimento in insalata con pomodori a tocchetti, fagioli bianchi di Spagna, prezzemolo, aceto balsamico, capperi
-Riposo in frigo per un'ora
-Cena

Erano buoni. Un'insalata gustosa che Giusi, Mauro e io abbiamo mangiato senza nessunissimo problema, senza il minimo bruciore o la più piccola difficoltà digestiva.

Alla cottura odore di frutta (mele), carne soda e leggermente profumata di pepe (ma non piccante). Il giorno successivo il sapore era diventato un po' più amarognolo, ma di nuovo nessunissimo problema di alcun tipo. Non un fungo che ti cambia la vita, ma comunque nemmeno male.

Sino a qui il racconto, di seguito il commento:


NON FATELO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Proibisco a tutti categoricamente di ripetere la nostra esperienza, per una serie di validi motivi:

1) Tutto quello che ho scritto e scriverò potrebbe essere benissimo un'immane cavolata, io un pazzo malato o un burlone dal cattivo gusto.
2) Internet non possiede la verità assoluta e spesso vi sono scritte un mare di stupidaggini (tipo le mie). Ma con una rapida ricerca, potrete scoprire da soli che in Italia tutti gli esperti ne condannano il consumo. Scoprirete anche che in alcune zone della Calabria e Sicilia vengono tradizionalmente consumati (seguendo una ricetta più o meno simile), ma questo non cambia la classificazione del fungo: altamente tossico.
3) Se sbagliate qualcosa, o mi sono sbagliato io, o interviene un fattore X che qui non è venuto fuori, le conseguenze sono toste.
4) Non voglio prendermi, anzi solennemente e fortemente rifiuto, ogni responsabilità derivata dal consumo di Lactarius Torminosus.
5) Coi funghi non si scherza. Quasi tutti i Lactarius sono tossici, e ce ne sono di vari tipi, alcuni molto simili, ancora più pericolosi. I nostri erano stati tutti controllati da Franco, ed erano tutti Torminosus, ma i vostri?
6) Vi prego in ginocchio di non farlo.

lunedì 21 settembre 2009

bio och bioprogram

cinema e programmi

sono contenta perché stamattina ho fatto una felice scoperta, anzi più di una. mi sono imbattuta nel trailer di un film che si preannuncia quale evento mediatico in grado di lanciare un messaggio forte e chiaro ai 192 paesi che, a dicembre, saranno invitati a partecipare alla conferenza di copenhagen sulle sorti del nostro pianeta: the age of stupid, un ibrido fra documentario, genere drammatico e animazione sui cambiamenti climatici visti da un non troppo lontano 2055. si tratta di una produzione del tutto indipendente - motivo in più per parlarne - promossa da organizzazioni come greenpeace e wwf, finanziata tramite il crowd funding, un modello di raccolta fondi che si rivolge alla gente comune e che trova nel web 2.0 il suo sostrato ideale.

chiunque può acquistare la licenza di the age of stupid, organizzare una proiezione e tenere gli incassi per sé o per la propria campagna a favore dell'ambiente. ora a södermalm esiste - o forse sarebbe più appropriato dire "resiste" - un piccolo cinema che ha rischiato più volte di chiudere. si chiama rio, è gestito da una sola persona e vanta arredi degli anni quaranta recentemente restaurati grazie a diverse donazioni. il rio - che presenta film d'essai, 3D, opere in diretta dalla metropolitan opera di ny, letture di racconti per bambini e festival vari - è l'unico cinema di stoccolma che domani, 22 settembre 2009, proietterà la prima mondiale di the age of stupid, insieme ad altri cinquecentocinquanta cinema sparsi in quarantacinque paesi, dopo la presentazione ufficiale di oggi a new york, con tanto di tappeto verde, locale a energia solare e la presenza dell'ex segretario dell'onu kofi annan, cui seguirà l'incontro alle nazioni unite proprio in vista di copenhagen. la tecnologia satellitare, attraverso cui sarà trasmesso il film, permetterà di abbattere le emissioni di co2 risparmiando sulla produzione delle pellicole e sulla loro distribuzione.

purtroppo i pochi posti disponibili sono già esauriti, peccato non riuscire a partecipare all'evento! ma consiglio a chi vive in città di registrarsi sul sito del cinema rio per l'acquisto on line dei biglietti e per ricevere aggiornamenti sulle novità del programma (a breve l'ubuntu filmfestival, per esempio).

ed ecco il trailer di the age of stupid, che davide e io cercheremo comunque di andare a vedere in settimana:


mercoledì 9 settembre 2009

Titolo: Andrej Perboski. Ovvero incauti, sprovveduti principianti alla ricerca del porcino reale.

Sottotitolo: Per la föresta di Tyresta



Collocazione temporale: un discreto weekend di inizio autunno, con ancora nell'aria qualche lieve profumo tardoestivo.
Ambientazione: le foreste nei dintorni della capitale svedese.
Personaggi: "La banda dei cinque", versione ridotta de "I sinistri sei", ben noti al grande pubblico per le loro precedenti avventure.
Altri personaggi: la nervosa cavallerizza svedese, il micologo Franco.
Genere: avventura/thriller demenziale.


Stanchi della monotona vita cittadina e al contempo desiderosi di gustare prelibatezze della natura non apprezzate dagli indigeni, i nostri eroi decidono di passare una domenica diversa dal solito noleggiando una macchina e avventurandosi nella foresta. E' iniziata la stagione dei funghi, e gli stoccolmesi impazziscono per poche briciole di "kantarellen" (i nostri finferli, galletti, galluzzi, gallinacci).

Parentesi: tutte le altre prelibatezze micologiche che condiscono i nostri piatti, i locali non le conoscono. Apprezzano pizza o risotto coi porcini ordinati al ristorante italiano, ma non hanno idea di che cosa siano "i porcini". Verrebbe da pensare che questi e altri pregiati funghi qui non si trovino. Sbagliato. Ci sono, eccome. La varietà dei funghi è più o meno come quella italiana, e le foreste sono enormemente più grandi. Resta perciò un mistero perché negli anni non si sia sviluppata una cultura dei funghi simile alla nostra. Certo, ci sono gruppi micologici, mostre, come da noi, ma rimane assolutamente una cosa di nicchia. Gran parte della popolazione consuma e compra solo kantarellen, e se inciampa in un porcino, gli dà un calcio. Fine parentesi.

Consci delle enormi possibilità che la pressoché assoluta mancanza di concorrenza mette a loro disposizione, il magico gruppo di amici si butta all'avventura, nonostante la loro assoluta e scandalosa incompetenza.
Coraggiosi sì, ma stupidi no. Col fungo non si scherza. Viene definito da subito un piano di azione:

- dopo un breve brainstorming, concordano sul fatto che sommando tutte le loro conoscenze hanno un'idea di massima di come identificare il solo porcino. Sono ben di più i funghi che il palato vorrebbe assaggiare, ma l'inesperienza sovrana ne limita l'accesso. Ergo, si va a porcini, nient'altro. Coraggiosi e ottimisti.

- pare che al limitare della foresta di Tyresta, proprio domenica ci sia una mostra con esperti che si prestano al riconoscimento dei funghi. Questo è il punto nodale per gli ardimentosi. Se non dovessero trovare gli esperti, allora getteranno tutto.

- Marta conosce un posto. Tutti in coro: AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH! Ma alloraaaa!!! Beh? Coraggiosi, ottimisti, ma anche furbi come faine e approfittatori come il cagnolino di Amy quando ti giri e lasci il piatto incustodito. Zzzap!

Partono, lasciandosi dietro il reticente Antonio che adduce motivazioni verosimili di matrice vagamente lavorativa e che purtuttavia conferma da subito la sua presenza a un'eventuale susseguente mangiata di tagliatelle.
Il posto conosciuto da Marta (sul quale volutamente non sono qui rivelati dettagli) è al termine di una lunga stradina sulla quale forse le macchine non possono andare, ma che per pigrizia viene percorsa in macchina. Parcheggiano e si addentrano nel bosco alla rinfusa, senza bastone, un po' in fila indiana e un po' no, camminando su piani rocciosi o in mezzo a pozzanghere melmose, senza avere idea di come si cerchino i funghi.

-Ussssssignoreiddio!!! - esclama Mauro alla vista di un poderoso boleto, dopo pochissimi minuti.

Due degli esemplari raccolti. In questo caso entrambi leccini.


E non solo quello. In ogni angolo funghi di ogni tipo, di sicuro molti dei quali commestibili. In breve tempo la squadra riempie il cestino da bici che si era portata e posa per la foto ricordo, felice del risultato ottenuto, anche se incerta sulla commestibilità del raccolto.
I nostri vengono però interrotti nei festeggiamenti da una signora a cavallo che si avvicina e, con un sorriso gelido, senza nemmeno salutare, rammenta loro caustica che su quella strada le macchine non possono andare. Riporto questo passo per dare un'idea delle differenze tra Italia e Svezia: l'atteggiamento della signora equivale nella scala di comportamenti svedese a un più colorito "che c... ci fate qui con la macchina?" italiano, magari urlato.
I coraggiosi chiedono scusa e se ne vanno.


Foto di gruppo pre-assaggio funghi. Ci piace ricordarli così...


Destinazione Tyresta, foresta e parco Nazionale, di cui abbiamo parlato in un post qualche tempo fa. Bellissima, andateci. Tutte le info e i siti web di riferimento sono nel post già citato.
All'ingresso del parco, nel centro accoglienza, campeggia come sperato la mostra micologica, con relativi esperti a disposizione.
I due più impavidi, Marta e Davide, entrano timorosi con il loro cestino da bici dal contenuto dubbio, pronti a sottomettersi al giudizio dei luminari e speranzosi di non scatenare l'ilarità del convivio.
Mentre con fare giannipinottesco si palleggiano le responsabilità (-Vai avanti tu! -No, io non ci vado -Ma tu parli l'idioma... -E che c'entra, vai tu!) vengono interrotti da una voce che nella lingua natìa afferma:
-Qui si parla italiano, eh?

Il famigerato cestino, poi ulteriormente riempito...

E' il micologo Franco, un simpatico signore piemontese che da 35 anni vive a Stoccolma e che si è sempre occupato di funghi.
Racconta dell'associazione a cui appartiene, Svamp i Stockholm, ed esamina i funghi. Tutti leccini e porcini. Egregio lavoro. Alcuni li butta perché sono vecchi, e amministra consigli su come riconoscerli. Con estremo stupore si scopre che il tanto temuto boletus satanas è assente dalle terre di Svezia (a Gotland però c'è.). Nel frattempo arrivano i rimanenti eroi e si parla un po' di tutto, dell'Italia, della vita all'estero, della partita della nazionale, ecc.
Curiosamente, Nicoletta (minuta ragazza di origine sarda) viene da lui soprannominata la Sardina. Strano.

Ampiamente soddisfatti e appagati, i nostri trascorrono tronfi qualche altra ora per la meravigliosa foresta, buttando un occhio qua e là ogni tanto e rimediando un altro paio di porcini reali, facendosi un panino, e ritornando alla fine da Franco per un saluto e una controllatina finale agli ultimi reperti.

Sommamente stanchi e felici ritornano al fin de la historia a casa e impiegano le briciole di energie residue nel pantagruelico cenone a base di funghi serale, dove ricompare Antonio che, va detto, si dà molto da fare in cucina, e fanno la loro comparsa pure i meravigliosi fiori di zucca e le zucchine dell'orto di Marta... ma questa è un'altra storia.

Domenica 19 Settembre Franco e i suoi saranno ancora lì a dare una mano a chi ha bisogno di consigli. Per raggiungere Tyresta non è necessaria la macchina, ci si arriva anche in autobus. Se servono dritte, scrivete.
Noi ci torneremo di sicuro, questa volta con un cesto più grande.

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