lunedì 26 novembre 2007

Confermo: SONO ZIO!!! W Arianna!




Tengo a precisare con rinnovato vigore la notizia dell'anno (per quello che mi riguarda, ovviamente). E' nata ARIANNA, grazie a Sara e al me fradél.







Vivavivaviva!!!!!! Mi piacerebbe essere in Italia per passare un po' di tempo con la famiglia. Dovrò aspettare fino a Natale.




Dico solo che è bellissima, e già mi sento un sacco zio. Ora che sono finalmente annoverato nel loro esclusivo club, voglio ricordare in questa occasione altri famosi zii della storia e della cultura...


Zio Paperone






Zio Tom (quello della capanna)







Il mitico Zio Fester






Zio Sam





L'eccelso Zio Tibia






Zio Jesse di Hazzard







Lo zio Bill di "Tre nipoti e un maggiordomo"



Zio Vanja (grazie mirio, come sei acCOLturato)


E chi più ne ha più ne elenchi.



venerdì 23 novembre 2007

bara bröst

corriere della sera, versione on line: al primo posto fra i più letti di oggi, un articoletto che fa pensare. non tanto per la notizia in sé, di scarso rilievo, quanto proprio per il fatto che sia la più letta del giorno (con tutto quello che succede... d'altronde, a chi interessa com'è andata a finire la storia del disastro nel mar nero di una decina di giorni fa? saranno riusciti ad arginare la chiazza di petrolio? non mi è dato saperlo... per avere informazioni devo andare a spulciare i quotidiani stranieri).

l'articolo c'entra con la svezia, ma dubito che qui spicchi fra le news che destano più interesse.

bara bröst è il nome e lo slogan adottato da un gruppo di donne che, dopo alcuni episodi verificatisi in piscine pubbliche del regno, hanno deciso di rivendicare il diritto di tuffarsi a seno nudo. e forse dire "topless", per chi pensa in italiano, è un azzardo, poiché il rimando alla carica trasgressiva di BB è troppo forte. e sicuramente distante dalle affermazioni svedesi.

"bara bröst" significa sì "seni nudi", come puntualizza il giornalista del corriere, ma anche "nient'altro che seni", "soltanto seni". d'estate sono numerose le svedesi che prendono il sole sulle spiagge di laghi e mare senza il pezzo sopra del bikini. e, certo, nessuno si sconvolge a vedere una giovane mamma che allatta il proprio piccolo in qualche locale pubblico. tutto sommato mi sembra che gli svedesi, gli stessi che tagliano le scene di sesso per i film che vanno in tv, siano tranquilli di fronte alla nudità intesa come dato di natura. e allora, si chiedono queste bagnanti, perché in piscina le donne non possono mostrare i capezzoli, al pari degli uomini?

fra l'altro, chi ha sperimentato le saune nel nord europa sa bene che qui nessuno si turba a vedere donne e uomini nudi (non solo in topless) fra i vapori al profumo di arancio e lime. anzi, dirò di più. nessuno guarda. c'è chi legge il giornale in pausa fra una seduta e l'altra. c'è chi si beve una spremuta. è la cosa meno sessuale che si possa pensare.

allora mi chiedo: dopo il bombardamento televisivo di seni e sederi - fenomeno molto più italiano che svedese - lasciare l'ultimo velo di mistero o smantellare la discriminazione sessuale? il topless, oggi, è trasgressione, volgarità, emancipazione o parità? quest'ultima passa davvero per questo genere di rivendicazioni?

quand'è che un seno è "solo" un seno?

domenica potremmo andare al central badet, una delle saune più belle della città. e chi crede che la svezia sia tanto disinibita, ricordi che qui la sauna si fa divisi. i maschi da una parte, le femmine dall'altra...

giovedì 22 novembre 2007

välkommen


un enorme BENVENUTO ad arianna!


la nostra nipotina
- tre chili e trecentoventi grammi di bimba -
è nata stasera!

di sicuro a natale faremo a gara per tenerla in braccio...

tanti auguri alla mamma e al papà
e alla piccola, per un roseo futuro.

g&d

mercoledì 21 novembre 2007

language kompis

language kompis è un'idea indovinata, nata da due stranieri a stoccolma, un'americana e un francese, che hanno avvertito l'esigenza di un punto di incontro fra altri stranieri e svedesi.

language kompis è anche una certezza: ogni due martedì, al nada bar di södermalm, alle 7. si può bere un bicchiere di vino o una birra a prezzi speciali e fare due chiacchiere in tante lingue quanti saranno i presenti. non è necessario conoscere già qualcuno per trovarsi bene. basta entrare e qualcuno ti verrà incontro.

per i traduttori come me è manna dal cielo: ieri sera c'era chi parlava svedese, inglese, danese, suomi, francese, spagnolo, portoghese, giapponese, coreano, fārsi, arabo, greco, italiano, ungherese, rumeno... e non ho certo potuto parlare con tutti.

per chi non è traduttore, è un tuffo inaspettato nella vita di tante persone diverse provenienti dai mondi più disparati, a stoccolma per i motivi più vari. si incontra il musicista, l'impiegato, l'architetto, lo studente, il pizzaiolo, l'esperto di marketing... ieri sera, fra i tanti, ho trovato un paio di compagni con cui andare a pattinare sui laghi quando farà più freddo, una ragazza che mi ha raccontato dell'egitto in inverno (davide e io ci andremo dopo natale quindi ero molto interessata), un portento di ragazza brasiliana che vive qui con un compagno danese e che parla l'italiano quasi meglio di me, due amiche che vedo spesso e con cui uscirò anche stasera...

insomma, un'esperienza consigliata caldamente a chiunque si trovi a stoccolma anche solo di passaggio e voglia un po' di calore umano.

venerdì 16 novembre 2007

Happy Birthday Gnupi




TANTI AUGURI A TEEEE, TANTI AUGURI A TEEEEEE, TANTI AUGURI PIPINAAA TANTI AUGURI A TEEEEEEE.


Scegli una di queste torte:


opzione n.1:





opzione n. 2:





opzione n. 3:


mercoledì 14 novembre 2007

pippi långstrump


indipendente e
anticonformista, allora come oggi.

è pippi calzelunghe, uno dei personaggi più amati dai bambini - e non solo - di tutto il mondo e sicuramente una delle creature più originali e alternative di astrid lindgren, che iniziò a scriverne le fantastiche storie quasi per caso, per la figlia piccola che si era ammalata.

oggi la svezia festeggia il centenario della nascita di astrid lindgren. ieri sera in tv hanno dato un bel documentario sulla vita della scrittrice e ne è emersa una figura dolce e tenace, schiva ma anche divertente, un'idealista, una donna con la battuta sempre pronta e amore e rispetto profondi per i bambini, una ragazza che aveva dovuto lasciare il paese in cui era nata, vimmerby, per sfuggire alla disapprovazione per la gravidanza fuori dal matrimonio.

oggi chi non ricorda la pippi forzuta che solleva il suo cavallo bianco a pallini neri? e la scimmietta, il signor nilsson? io adoravo pippi proprio perché era sempre in compagnia dei suoi animali. libera.

chi ama la lindgren e viene a stoccolma, non scordi di visitare a djurgården il parco di junibacken dedicato alla scrittrice. noi ci andremo presto.

merita di essere ricordata la sigla! qui la versione svedese dei primi episodi tv :-)))

villa villacolle, che in originale è villa villekulla, si trova a gotland nelle vicinanze di visby!!! e noi ci siamo passati davanti in macchina senza poterci fermare...

fra le sigle a disposizione, in youtube, quella in inglese. riconosco le mura di visby, che strano effetto fa!

lunedì 12 novembre 2007

PIZZA PIZZA PIZZA



Sabato sera abbiamo invitato qualche amico a casa per una pizzata. Visto che non l'avevamo mai fatta prima, visto che ci siamo dovuti adattare agli scarsi mezzi a nostra disposizione, vista l'espressione moderatamente soddisfatta degli astanti, direi che è stato un successo.
Dopo una faticosa e ahimè lacerante spesa al supermercato, Giusi e Federica si sono date da fare con l'impasto, mentre io mi calavo con metodo Stanislavskij nella parte del tagliatore folle. Una via di mezzo tra Ratatouille e un Serial Killer.
E mentre al mio fianco ciò che era un incerto ammasso di farina bagnata veniva trasformato dalle abili mani delle pastaie in un soffice sferoide nuvolaceo, tutto ciò che passava per le mie di mani veniva istantaneamente triturato, rondellato, cubettato e ammucchiato a lato a produrre instabili cumuli pesudopiramidali.

A poco a poco la stretta cerchia degli invitati si è palesata, tutti muniti di bottiglia e dolce. Viste le esigue dimensioni dell'appartamento abbiamo dovuto effettuare una dolorosa cernita e limitarci a 14 persone, che riempivano le due stanze fino a scoppiare. Un gioco che mi piace fare è quello di contare le nazionalità rappresentate. In questo caso 10, se si contano Julius e Lidija come Filippine e Bosnia, 9 se li si conta entrambi come Australia, luogo dove le loro famiglie si sono trasferite qualche tempo fa.



La parte del leone la faceva la Germania, che nonostante l'assenza di Bettina e Wilmar contava 4 persone, seguita dall'Italia con 2 (Michele e Andrea), Russia, USA, Svezia, Cina, Olanda, Grecia, cui si aggiungono le già citate Bosnia e Filippine con un invitato a testa.
Colgo l'occasione per salutare e ringraziare Daniela, Andre, Petra, Katrin, Julius, Lidija, Amy, Sofia, Nina, Jingwen, Michele, Andrea, Merel, Eleftheria per essere venuti e avere mangiato e bevuto insieme a noi.
Altre statistiche descrittive. Contando Giusi, Federica e me (gli organizzatori) su 17 persone c'erano 4 uomini, 2 vegetariani, 5 biondi, 17 scalzi (per chi non lo sa, qui quando si va in casa di altri ci si toglie le scarpe all'ingresso, per cui prima di uscire di casa si sceglie con cura le calze e ci si lava i piedi).
E' stato preparato un impasto a partire da 2 chili di farina, e per un totale di 13 lievitatissime pallottole. 11 di queste sono state consumate, 2 sono nel freezer. E' stato sovrastimato il fabbisogno di mozzarella, tant'è che ne sono stati acquistati 3 panetti e consumati 1 e un po', nonché di passata, 3 bottiglie, una sola consumata, ma tutto torna buono nei prossimi giorni, per cui non siate tristi.
Tra i vari ingredienti menziono: funghi, gorgonzola, salamino, acciughe, peperoni gialli, arancio e rossi, tonno, cipolla, pomorodini, rucola, wurstel. E qui mi fermo.
Gli amici ci hanno caricati di dolci dalla torta all'arancia fatta in casa, a quella al marzapane di pasticceria, e chi più ne ha più ne mangi.
Abbiamo riso e scherzato tutti quanti fino a tardi, Jingwen ha fatto delle foto, vedo se riesco a metterne una.


Eccola.


Nonostante le previsioni e la temperatura intorno allo zero, non è nevicato, per cui la progettata battaglia di palle di neve non ha avuto luogo, peccato.
A chi ci viene a trovare nell'anno nuovo comunque prometto palle di neve a volontà, un bicchiere di glögg caldo e un po' di pizza avanzata.

Ciao!

venerdì 9 novembre 2007

gotland och fårö

eravamo rimasti qui.

a luglio (chi è questo sconosciuto? in questo preciso istante nevischia e il termometro segna 2,3 gradi centigradi... non che a luglio ce ne siano stati tanti di più - pare sia stata una delle estati più brutte degli ultimi cinquant'anni, del resto si sa che il pianeta sta andando a scatafascio - ma almeno il cielo era chiaro anche a notte fonda, ora fa buio già intorno alle tre e mezza del pomeriggio)... dicevo, a luglio, al rientro dalle magiche gotland e fårö, non c'è stato tempo di scrivere niente.

ma in questi giorni abbiamo avuto modo di sistemare - era ora! - le foto scattate in viaggio e, prima che i ricordi sfumino del tutto, mi piacerebbe elencare in ordine sparso le dieci cose per cui varrebbe la pena tornarci (in ordine rigorosamente sparso):

1. rabarberkakan, la torta al rabarbaro, (magari con un filo di crema alla vaniglia in meno, eh?); devo farmi venire in mente il nome del caffè dove ce la siamo gustata. è in pieno centro, a visby.
3. i raukar di fårö, formazioni di roccia calcarea erosa dal vento, dal mare, dal tempo; il ricordo tangibile del mare tropicale che 400 milioni di anni fa sommergeva l'isola.
5. la digerhuvuds naturreservat, a fårö: chilometri di spiaggia spazzata dal vento. licheni, qualche timido cespuglio dai fiori minuscoli e migliaia di uccelli. (un video)
2. gli uccelli che rispondono ai nostri richiami nelle oasi... (ecco un altro video! peccato, spegniamo la telecamera proprio mentre tre uccelli bellissimi si alzano in volo dai canneti... ovviamente non ci crederà nessuno)
4. duggregnet, la pioggia minuta, quasi di nebbia, che avvolge il campanile della cattedrale di visby. è più buio del solito, colpa delle nubi. la città è quasi deserta e noi vaghiamo per i viottoli, sbirciando nelle finestre altrui (d'accordo, io sbircio, davide preferisce non indugiare). nel silenzio color violetto emerge un suono chiaro, argentino. è la campanellina di un gattone che ci segue. ha un'impalpabile ragnatela di pioviggine sul pelo grigio. ahhh, perché gli animali vengono sempre a cercami? (poco importa se poi l'acquerugiola si è trasformata in pioggia scrosciante e torrenziale... siamo a gotland, mica in sicilia. e poi, vuoi mettere "vedere finalmente il sole a visby" come buon motivo per tornare?)

ci sono tante altre cose da dire...


ma lascio i punti 6, 7, 10, 9 e 8 a davide. sono certa saprà chiudere in bellezza.

le due favolose illustrazioni sono di stefano misesti. le fotografie e i video sono nostri.
ecco la ricetta della torta al rabarbaro. appena ho un attimo mi metto a tradurla, ma mi pare si riesca a intuire lo stesso. in caso contrario, sono a disposizione :-)

händelsevis

per caso.

non si può dire che siamo turisti, a stoccolma, anche se a volte lo spirito è quello.
ma sicuramente è per caso che siamo finiti qui.

da oggi siamo fra i "siti per caso" di

in svezia si direbbe: jaså.
se non è abbastanza, propongo un più espansivo oj!

lunedì 5 novembre 2007

BOZO

Non c'è un vero e proprio motivo per cui inserisco questa citazione. Se non che mi piaceva molto.

Bozo is the Brotherhood of Zips and Others. Bozos are people who band together for fun and profit. They have no jobs. Anybody who goes on a tour is a Bozo. Why does a Bozo cross the street? Because there's a Bozo on the other side. It comes from the phrase vos otros, meaning others. They're the huge, fat, middle waist. The archetype is an Irish drunk clown with red hair and nose, and pale skin. Fields, William Bendix. Everybody tends to drift toward Bozoness. It has Oz in it. They mean well. They're straight-looking except they've got inflatable shoes. They like their comforts. The Bozos have learned to enjoy their free time, which is all the time.

Firesign Theatre, "If Bees Lived Inside Your Head"


domenica 4 novembre 2007

årets första snö

la prima neve dell'anno.

è caduta nella notte fra venerdì e sabato. i primi fiocchi - del tutto inaspettati - hanno cominciato a scendere da un cielo a metà via fra il nero assoluto e l'arancione sporco, il colore inquinato del buio in qualsiasi città. quando verso mezzanotte sono sbucata dalla tunnelbana, i bioccoli bianchi volteggiavano in aria quasi senza l'intenzione di posarsi a terra. pensavo sarebbe durato un attimo. nient'altro che una spruzzata di acqua gelata, mi sono detta. invece i fiocchi sono andati infittendosi fino a trasformarsi in sottilissimi proiettili che pungevano la pelle, quasi ferivano gli occhi, nonostante gli occhiali.

ho voluto fare l'ultimo tratto di strada a piedi, per godermi la sensazione. ero elettrizzata! amo le nevicate, così come adoro le tempeste, i temporali, la carica di energia che trasmettono. e il senso di sicurezza che si prova osservando il cielo scuro dalla finestra. è come l'intima tranquillità che mi invade ogni volta che per strada mi capita di sbirciare nelle finestre illuminate degli altri, affaccendati nelle loro cose, incuranti di quello che succede fuori. a proposito, che bello che in svezia non si usino tende o tapparelle!

ecco come mi sono presentata a casa, dopo mezzora di camminata (non ci vuole così tanto dalla metro a casa nostra, diciamo che me la sono presa comoda...)


il mattino dopo la neve si stava già sciogliendo e quando siamo usciti a pranzo era come se non avesse nevicato per niente. ma ho fatto in tempo a scattare una foto dalla finestra della camera da letto (avevo messo la sveglia presto per godermi lo spettacolo, poi sono tornata sotto le coperte).

non vedo l'ora che nevichi di nuovo, ça va sans dire.

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