venerdì 13 marzo 2009

E cammina, cammina... arrivarono in Arizona


Chiunque si trovasse a passare per qualche giorno nei vari dipartimenti del Karolinska Institute, non potrà fare a meno di notare con una certa frequenza il ripetersi della stessa scena. Due o più persone che si incontano per i corridoi, a pranzo, sui sofà della sala comune, in caffetteria, in cucina (eh, sì, ci si tratta bene qui), che dopo essersi salutate si chiedono a vicenda: "A quanto sei oggi?" E prima di rispondere controllano un contapassi attaccato alla cintola: "Seimilasettecentootto". "Ah, beato te! Io sono ancora a quattromilaedue. Stasera mi tocca dell'extra jogging".
La competizione non è ancora iniziata, ma tutti sono già eccitatissimi.


Quale competizione? Qualche tempo fa è comparso un avviso: l'Università dell'Arizona (ASU) e il Karolinska Institute di Stoccolma (KI) hanno dato il via al progetto ASUKI. Ora, pur facendone parte come verrà a breve rivelato, non ne conosco tutti i dettagli e al momento non riesco neppure a documentarmi, per cui mi limiterò a fornire nformazioni di massima e a riportare i dovuti link.
Si tratta di reclutare il maggior numero possibile di individui fra tutti i dipendenti e gli affiliati alle due strutture (dai dottorandi in su, per intenderci) in team di 3-4 persone, fornirli di contapassi, di un elaborato questionario e di una buona motivazione per camminare ogni giorno per almeno 10.000 passi.
La buona motivazione risiede principalmente nel fatto che la squadra che supera per più giorni questa soglia vince un viaggio e un soggiorno in Arizona. Un altro team vincente sarà sorteggiato fra tutti i partecipanti, e altri ricchi premi e cotillon saranno distribuiti agli sconfitti.
E' un progetto scientifico: alla fine dei SEI MESI (lo enfatizzo perché a me era stato detto due mesi, sennò col cavolo che mi beccavano), con un altro questionario e, pare (ehm, non ho letto bene) alcune visite mediche volontarie e random, verranno valutate numerose variabili relative alla salute psicofisica dell'individuo.


Io sono stato reclutato all'ultimissimo momento, poco prima della scadenza del termine per iscriversi, e ho già ricevuto il mio contapassi (che poi potrò tenermi... vabbe', è una robina da 5 euro), con su scritto ASUKI. Non ho ancora compilato il questionario perché non ne ho voglia, ma lo farò prima di lunedì, quando la gara avrà ufficialmente inizio. Ho però scoperto che praticamente TUTTI sono iscritti e fanno parte di qualche team.
Il nostro si chiama Data Rats ed è il team più improbabile che si sia mai visto: Capogruppo Jingmei, dottoranda di Singapore con una passione per tutto ciò che è fashion e ritmi tutt'altro che sportivi, diciamo rilassati. Poi Lovisa, anche lei dottoranda ma stoccolmese doc, ipersportiva, iperginnica, che attualmente segue almeno 4 corsi fra danze orientali, fitness, e svariate altre attività (di quelle robe che, quando le vedo scritte sul tabellone in palestra, mi ritrovo per una metà atterrito al pensiero di che cosa si riesca a studiare per spillare quattrini alla gente e per l'altra ammirato per la fantasia che gli addetti ai lavori dimostrano nel combinare pratiche etnico/ginniche con la svariata e perennemente in rinnovo accessoristica da palestra).
Segue Lisen, ricercatrice svedese, che vive in un paesino appena fuori Stoccolma, neomamma per la seconda volta che si è imposta di camminare un po' di più per tornare in forma. Dulcis in fundo, io, che da bravo italiano avevo già studiato un modo per attaccare il contapassi ai conigli.
Insomma, al di là di ogni speranza.

L'idea del coniglio che corre al mio posto è in realtà abbastanza inutile per un motivo che farà inorridire tutti gli italiani che leggono (e cioè, credo, più o meno tutti quanti). Tenetevi forte. Inizia come una barzelletta (e forse lo è):
sapete come fanno a controllare quanti passi ogni persona compie ogni giorno?
No, i risultati non vengono trasmessi automaticamente dal contapassi al centro di raccolta dati via internet, sms, ecc...
No, non vengono nemmeno immagazzinati dall'aggeggio e poi scaricati alla fine del concorso...
Vi arrendete?
Ok, ve lo dico io. Siete seduti? Bene.
Semplice, ce lo chiedono. E noi, cortesemente, glielo diciamo.
In breve: si fidano.

Scusate, faccio fatica a scrivere perché l'eco delle risate di scherno proveniente dall'Italia intera copre i miei pensieri, ma questo è il succo. Noi segnamo su un foglio quanti passi facciamo e poi entriamo in internet e lo scriviamo. Punto.

Chiudo volutamente qui il discorso, aggiungendo soltanto che, quando ho detto a Lisen "Ma così chissà in quanti fregheranno!", ho ricevuto per tutta risposta uno sguardo inorridito e un "Starai scherzando, vero?"

Io e Lisen che ci alleniamo in una tiepida giornata primaverile a Stoccolma

Comunque, scherzi a parte, ho intenzione di provarci sul serio, e anche le altre del mio team hanno la stessa spinta. Non sottovalutiamo la bi-mamma, che alla mattina quando arriva in ufficio ha già al suo attivo quasi cinquemila passi, spesi solo per rincorrere i bambini per casa e accompagnare il più grande all'asilo e la piccolina dalla nonna. Jingmei ha già iniziato ad andare tutti i giorni a fare la spesa a piedi. Lovisa è una sicurezza, manterrebbe senza fatica una media ben più alta.

E dal canto mio, io non ho nessuna intenzione di barare, o comunque intendo farlo il meno possibile.
Promesso.

Arizona, arrivooooooooo!

Io finalmente arrivato in arizona, a piedi.

domenica 8 marzo 2009

radio 24

il riposo del guerriero

stefano gallarini, di radio 24, ha intervistato davide su come si vive a stoccolma, nell'ambito di un gioco a premi che mette in palio voli per le capitali europee. il tempo a disposizione era poco, ma chi avrà modo di ascoltare anche le interviste successive avrà un bel quadro della città.

per chi è di fretta, la voce di davide compare più o meno a metà del file audio.

sabato 7 marzo 2009

EU:s miljöhuvudstad

capitale verde europea

sono appena arrivata e ho scoperto che c'è verde ovunque! e blu, quello del cielo, del mare, dei laghi, dei canali che dividono le isole su cui è fondata la città stessa. i parchi e i giardini che tappezzano i quartieri sono un'esplosione di colori e ogni angolo di vegetazione ti tenta con un'improvvisa ondata di profumi: lillà, sambuco, caprifoglio... e c'è sempre vento, tanto vento, quasi a voler dare vita a quello che sembra un quadro! mi incanta, stoccolma, con i suoi tetti spioventi stagliati in un cielo imprevedibile...


ho ripescato questa vecchia e-mail, scritta a un'amica nel maggio di due anni fa, cercando di ricordare le mie prime impressioni sulla città. non mi ero sbagliata. a dimostrarlo c'è il riconoscimento appena ottenuto da stoccolma, che nel 2010 sarà la prima capitale verde europea. già, stoccolma ha vinto la prima edizione del nuovo premio istituito dalla commissione europea per incoraggiare le città a migliorare la vita urbana. e con il 95% degli abitanti - dico il novantacinque per cento! - che vive a una distanza massima di 300 metri da aree verdi, stoccolma non ha rivali (per ora). auguriamoci che siano sempre più numerose le città che intendano seguire il suo bell'esempio.

venite a trovarci a maggio e vi accorgerete di come il verde aumenti la qualità della vita, contribuendo a favorire la biodiversità, salvaguardare l'ambiente (riduzione del rumore e purificazione dell'acqua) e, aspetto non meno importante, a creare possibilità di svago (con grandi e piccini che rispettano, si godono e vivono la natura a loro disposizione fino in fondo, in qualsiasi momento della giornata, in tutte le stagioni dell'anno).

ecco un video di presentazione delle città finaliste:


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