sabato 29 marzo 2008

earth hour

è passata inosservata, in svezia, la campagna planetaria del wwf che invita tutti a spegnere le luci stasera, dalle 20 alle 21, quale piccolo contributo al taglio delle emissioni di gas serra e potente simbolo nella lotta contro i cambiamenti climatici.

solo il re, carl xvi gustaf, presidente onorario del wwf svedese, spegnerà le luci dei suoi castelli: ulriksdal, drottningholm e il palazzo reale nel centro di stoccolma.

il comune, invece, non ha voluto avere niente a che vedere con la campagna, a dimostrazione che non è tutto oro quel che luccica... va meglio nella vicina danimarca, dove molte città hanno deciso di aderire all'appello, come århus, odense, aalborg e la stessa capitale.

noi comunque parteciperemo, fossimo anche gli unici a stare al buio in tutto il wenner gren (cosa assai probabile, sigh). partecipate tutti!

giovedì 27 marzo 2008

Grandi Musicisti

Da oggi voglio inaugurare uno spazio culturale interno al blog. Mi sono accorto che scrivo troppe str...upidaggini e non posto mai niente di serio. Quelli che vi propongo oggi sono dei grandi musicisti cecoslovacchi, purtroppo non noti al grande pubblico. Io li ho conosciuti grazie a Marco, il fratello di Giusi, e hanno riscosso grande apprezzamento tra i miei contatti in facebook.
Quindi rilassatevi, abbassate le luci e guardate il video, fino in fondo.

lunedì 24 marzo 2008

annandag påsk

pasquetta a stoccolma...











è stata una settimana di improvvise tempeste di neve e raffiche di vento, ma non che il sole si sia negato del tutto, per la gioia della mia famiglia in visita.




alcune parti della città sono letteralmente lastricate di ghiaccio. da stamattina nevica di nuovo e gli uccelli del lago si sono ritrovati a zampettare su uno specchio gelido.

finalmente. un inverno a scoppio ritardato!


ma ormai è primavera, oso dire. qualche bucaneve ha avuto il coraggio di sbocciare al riparo di qualche grande albero ingemmato e alle 5 del mattino già albeggia! le giornate galoppano verso lo splendore di giugno, allungandosi di 5 o 6 minuti ogni giorno.

per avere un po' di caldo, basta una visita alla fjärilhuset nel parco dietro casa nostra.











ma bisogna essere pronti a denudarsi:







dai -7 del parco ammantato di neve si passa in un lampo ai 33 gradi centigradi dei tropici, con l'86 per cento di umidità e le goccioline di condensa che ti cadono in testa. uno shock! peggio di doversi rivestire per uscire e tornare a casa...


giovedì 20 marzo 2008

påsklov

vacanze di pasqua...


i trasporti di stoccolma approfittano delle vacanze pasquali per fare qualche lavoro sulle linee dei treni per i pendolari.

noi ne approfitteremo per stare in famiglia.

giovedì 13 marzo 2008

"Have you ever heard of a man called... Hercule Poirot?"

Se gli anni '80 sono stati, fra le altre cose, gli anni del Walkman, ora siamo agli anni del lettore mp3.
Una cosa che mi fa sorridere è vedere come la situazione si sia in qualche modo ribaltata. Negli anni '80 i più fanatici avevano degli scatolotti di walkman di medie dimensioni dotati di microcuffie, più piccole erano e meglio era. Ora (non so se vi sia mai capitato, ma qui è abbastanza frequente), si vedono ragazzini che girano con microscopici lettori e megacuffie imbottite da deejay.


Che sia iPod, cellulare (vera nuova mania) o lettore puro e semplice, ne siamo letteralmente invasi. In metropolitana praticamente ce l'hanno tutti quanti. Sarà capitato un po' a tutti almeno una volta di chiedersi che musica stia ascoltando la persona seduta di fronte. Un distinto signore in giacca e cravatta che si ascolta il reggae, un ragazzino vestito di cuoio e dai jeans laceri che si bea di Mariah Carey, e così via. E' vero che a volte il volume della musica è tale da non lasciare molto spazio all'immaginazione...

Di recente ho trovato anch'io il tempo di aggregarmi alla folla degli utenti di lettore mp3. Il mio è di marca anonima, comperato in un ipermercato due o tre anni fa a 20 euro, ma va benissimo. Solo che nel mio caso indovinare che cosa stia ascoltando è già più difficile.

Audiolibri.

La trovo una cosa entusiasmante. Il primo che ho ascoltato è "The Zombie Survival Guide: Complete Protection from the Living Dead" di Max Brooks. Molto carino, a tratti (pochi) un po' lento, ma a suo modo geniale. Se avete tempo, date un'occhiata anche al sito appena linkato, per essere il sito di un libro è fatto bene. E se invece volete più dettagli, chiedete a Stefano nei commenti, lui è il traduttore dell'edizione italiana!!! (Einaudi).


Da un po' di tempo sto ascoltando "Murder in Mesopotamia" di Agatha Christie. Non è un audiolibro nel senso vero e proprio del termine, ma uno sceneggiato della BBC radio, fatto mooolto bene, con suoni, effetti, musiche di sottofondo. Dopo un lungo prologo, la Lady di turno è stata uccisa. Proprio questa mattina, vista l'incapacità dei protagonisti di risolvere il mistero, il dottore ha chiesto al capitano:


"Have you ever heard of a man called... Hercule Poirot?"

E io ho sorriso.




Ok, sono solo cinque minuti al giorno, mentre si sale sull'autobus, si sobbalza in metropolitana o si cammina per un lungo viale, ma perché sprecarli guardando le scarpe del vicino?

E chi più ne ha più ne ascolti.

giovedì 6 marzo 2008

se världen


visita il mondo.

pioviggina, il cielo è grigio e fa un freddo cane. cosa fare?

un paio di domeniche fa, insieme a un gruppetto di amici, abbiamo accolto l'invito dell'östasiatiska museet: möt asien, vieni a conoscere l'asia!

la cina, dalla preistoria al ventesimo secolo. ma anche un pizzico d'india, con un assaggio di tutti i suoi colori e delle sue contraddizioni.

un museo piccolo, ma interessante e abbastanza spassoso. osate aprire i cassetti rossi della sezione preistorica, mi raccomando!

p.s. il ristorante del museo non è male, se vi piacciono tè e ravioloni cinesi.

p.p.s. a proposito di india, visto che ormai mi ci sono immersa completamente per il libro che sto traducendo, ecco un blog che ho scovato da poco: indonapoletano's weblog. è di un giornalista italiano che vive a nuova delhi. curioso e disincatanto, direi.

mercoledì 5 marzo 2008

Apology

Ecco, chiediamo scusa ai nostri lectores aficionados perché è da un bel po' di tempo che non postiamo più nulla.
Sarebbe troppo semplice spiegarlo col fatto che siamo oberati di lavoro, sarebbe.
Ma la verità è che siamo oberati di lavoro, ecco.
Forse, dico forse, per quanto riguarda la mia medesima persona stessa, le cose andranno un pochino migliorando verso la fine di questa settimana. Per cui se il tempo me lo permette (nel senso che se piove lo faccio, altrimenti vado fuori a mangiarmi un gelato), posterò un riassunto delle nostre mirabolanti avventure, vissute ai limiti dell'incredibile (oddio, starò esagerando?) nell'ultimo periodo.


Bella questa immagine, eh? Non c'entra niente.



Già che ci sono, ieri ho trovato in rete un brano preso da un libro di Mark Leyner che mi piacerebbe sottoporvi. Mark Leyner è un autore che mi va a genio (chi mi conosce, appena letto il testo capirà perché), di cui ho letto purtroppo solo un paio di libri. Questo, il suo libro d'esordio, si intitola "Mio cugino, il mio gastroenterologo" (trad. italiana di Dario Fonti, sono stato bravo, Giusi ?), e inizia in maniera folgorante.
Buona lettura.

ero un puntino infinitamente caldo e denso.
per evitare di schiacciare quei brandelli di pelle morta grigliati al sangue ero costretto a sterzare continuamente a destra e a sinistra, procedendo in uno zig-zag folle e incontrollato. guidavo come meglio mi permetteva il mio macinino coreano, ma la testa era altrove. erano giorni che non mangiavo. stavo letteralmente morendo di fame. improvvisamente, dopo la cima di una collina, un neon intermittente emerse dalla nebbia: PROSSIMA USCITA FOIE GRAS E HARICOTS VERTS. controllai sulla guida: cibo ottimo, ambiente antipatico. stavo abusando di un ormone estratto illegalmente da ghiandole pituitarie di cadaveri e mi sentivo annegare in un marciume escrementizio, ma la prospettiva di avere qualcosa di buono da ingollare mi tirò su. chiesi alla cameriera quale fosse la soup du jour e lei mi rispose zuppa primordiale: ammoniaca e metano mixati con acqua dell'oceano fulminata dal temporale. oh, prenderò una ciotola di quel brodo embrionale, le dissi, sentendomi subito meglio; ma non appena lei se ne andò, il mio buonumore finì per essere disintegrato dall'ambiente antipatico. i buttafuori stanno addosso a un gruppo di teppistelli che vogliono ubriacarsi; invece di controllarne i documenti, li sottopongono a un test al radiocarbonio per determinare la loro età. un fighetto della A&M a un tavolo vicino al mio chiede delle pastiglie antiulcera tritate sulle fettuccine e due camerieri untuosi se lo coccolano brandendo pepiere grosse come mazze. me ne torno in macchina a pettinarmi narcisisticamente la chioma corvina nello specchietto retrovisore e butto un occhio alla guida. c'è una locanda nella zona (si chiama riccioli d'oro) ed è frequentata da pastori. dopo una lunga giornata passata ad accudire le pecore, tosarle, suonare i corni per invocare le muse e conversare in egloghe è finalmente l'ora di una birretta e il riccioli d'oro straripa di arcadiani che hanno appena lasciato gregge e luce del sole per il fascino morboso e collettivo dell'amplesso sociale. tutti vorrebbero essere serviti da kikugoro. indossa un kimono in seta blu pallido e un caffetano broccato con crisantemi in oro e argento tra i cui petali si nasconde un piccolo ventilatore. il suo viso è truccato e incipriato per sembrare candida porcellana. un bovaro di oltreconfine ordina un biggo makko.


ma kikugoro lo rimprovera: "questo non è un makudonarudo". prende un lungo cilindro di arseniuro di gallio e ne taglia una fetta sottile che gli serve con salsa di soia, wasabi, zenzero sciroppato e daikon. "conduce gli elettroni dieci volte più veloce del silicio... è buono, mangia, gaucho-san, mangia" gli dice, inchinandosi.mia sorella è il bel giorno. oh, bel giorno, sorella mia, soffiami il naso, cullami in tessuti che sanno di fresco. mi nutro al capezzolo adamantino, succhio latte dal bel giorno e, per la prima volta dal 1956, faccio un ruttino in braccio al bel giorno. oh, bel giorno, lavami nel tuo lago limpido e azzurro. mi sono fatto un overdose di televisione, sono catalettico e cianotico, fammi rivivere nella tua doccia di gelida luce e fammi camminare nella tua antica piazza acciotolata. oh bel giorno, baciami. la tua bocca è come il columbus day. sei un mentolato profumo autunnale. i miei polmoni hanno sete di te. resuscitami, non sprecherò i tuoi gas tonici. gonfiami, ché io possa innalzarmi nei cieli e piangere la monotona topografia della mia vita. oh, bel giorno, sorella mia, soffiami il naso e avvolgimi nel tuo gaio splendore. andiamo a pranzare in un déor. i tuoi club sandwich sono imbottiti di fertile terriccio e vento olezzante di vecchi giornali. i tuoi stuzzicadenti stuzzicosi sono gli alberi caduchi dei giorni di scuola.


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