mercoledì 3 maggio 2017

Ah, dimenticavo...

...avevo lasciato una cosa volutamente in sospeso quando ho dato quest'annuncio qui.
Era mia intenzione fare partire un sondaggio per determinare il sesso del nascituro, come fatto con successo per Annika.
Tuttavia il poco tempo a disposizione, ma soprattutto il fatto che il blog lo stiamo usando sempre meno, ha fatto sì che io non ci sia riuscito. Ora, anche se sono sicuro che il nascituro non me ne vorrà (perlomeno per i prossimi 14-15 anni), sento una forte responsabilità nei confronti dei numerosi e sfegatati fan (diciamo pure seguaci) del blog, che stanno probabilmente lacerandosi le vesti dallo strazio e dalla disperazione.


Vorrei porre rimedio a questo increscioso incidente.
Ebbene, a netto di pelliccia e tavolozza, la creatura sarà di questo tipo qui.



Ergo un maschietto.
Per il nome siamo ancora moooolto indecisi, non ce ne è uno (che sia italiano o svedese) che piaccia ad almeno uno dei genitori e che non sia stato appena assegnato a qualche bimbo di familiari o cari amici.
Abbiamo chiesto aiuto ad Annika, che, dapprima riluttante, dietro nostra insistenza ha risposto alla domanda "Come lo vuoi chiamare il bebis?" (bebis in svedese significa bebé) con un deciso:

1) Bebisitter. E su questo nome è rimasta arroccata per un mesetto circa.

2) Gino. Questa seconda opzione è stata strenuamente difesa per un'intera giornata.

3) Topizio. Al che abbiamo smesso di insistere, vedendo che si stava percorrendo una direzione pericolosa e che ci stavamo rimettendo noi.

Qualcosa salterà fuori, per il nuovo fagiolino... Ecco, Fagiolino!!!
Giusiii, l'ho trovato...!






mercoledì 5 aprile 2017

I saluti mattutini di mia figlia



Facendo spesso tardi al lavoro e tornando a casa a sera inoltrata, capita che il giorno successivo me la prenda un po' comoda.
In quei giorni Giusi e Annika escono di casa per andare all'asilo prima di me. Qualche tempo fa, Annika ha preso l'abitudine di rivolgermi frasi di saluto particolari, diciamo "non convenzionali".
Il copione è pressoché identico ogni volta. Giusi apre la porta, Annika tutta infagottata nei vestiti antipioggia mi dice un primo "Ciao!" con manina in movimento e si avvia verso l'uscita. Con un piede aldilà della soglia la piùcheduenne immancabilmente si ferma, si gira su sé stessa e, tutta seria, dice cose del tipo:

-ci vediamo su youtube.
-ci vediamo lunedì (detta il martedì).
-ci vediamo alla prossima.
-ci vediamo sull' acusu (autobus).
-ci vediamo l'anno prossimo (questa l'ha detta anche alla maestra dell'asilo prima di tornare a casa).
-ci vediamo a Capri (O_o ? Da dove è arrivata questa ancora non me lo spiego)
-ci vediamo a feisbuc.

Poi si rigira e se ne va, lasciandomi questa sentenza finale come ultima memoria mattutina da portarmi al lavoro.

Queste sono solo alcune delle frasi pronunciate sino ad oggi... altre purtroppo me le sono dimenticate.
Fuori elenco ma degna comunque di menzione c'è "Ci vediamo su Skype" che è la maniera di Annika di chiudere le proprie telefonate immaginarie con pupazzi e affini da quasi un anno.
Quello che mi fa morir dal ridere è che ogni volta cambi, e si sforzi di trovare qualcosa di nuovo. Da notare la presenza di più saluti legati al mondo di internet e della comunicazione del terzo millennio.
Comprensibile, certo, ma in ogni caso tocco ferro: al momento non mi vengono in mente motivi validi e accettabili che mi possano portare a finire dall'ufficio a un video virale su Youtube.
No, per quanto ci pensi non me ne vengono.









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