mercoledì 31 ottobre 2007

allhelgonaafton

halloween.

in svezia, come in italia, si fa visita ai defunti, ma niente ponte. e poi halloween è una festa importata anche qui...

tuttavia mi andava di ravvivare l'atmosfera e così, fra una traduzione e l'altra, ho improvvisato una marmellata di cranberry, tranbär in svedese. erano in frigo da qualche giorno ormai e non chiedevano di meglio. il sapore asprigno delle bacche, mescolato alla punta di dolce pepato e quasi caldo dei chiodi di garofano, ha inondato la stanza in cui lavoro. inebriante.

sì, ho messo anche i chiodi di garofano, ma proprio due di numero. un esperimento (di cui sono contenta).

ci starebbe bene una torta, adesso...

lunedì 29 ottobre 2007

en gång till

ovvero... bravo, bene, bis!

è così che il pubblico del berlin ieri sera ha acclamato le baskery di cui ha appena scritto davide. io non ho molto da aggiungere, se non che adesso voglio imparare a suonare il contrabbasso. mi è sempre piaciuto e da ieri sera lo adoro.

p.s. il berlin è sicuramente un locale in cui tornare. un francobollo di ristorante, a dire il vero. ma con un menu da buongustai divoratori (e neanche troppo caro). e, appunto, musica dal vivo.

en gång till, en gång till...

Se un giorno d'Autunno un viaggiatore...

Cominciamo dall'inizio, da un post mancato che avrei voluto seriamente scrivere.

Il nostro amico Liutaio Benni, che d'ora in poi chiamerò Michele come in effetti si chiama, lavora, per l'appunto, come liutaio nel più grande negozio di chitarre di tutta la Svezia.

Che è successo? È successo che un giorno, da poco uscito dall'Accademia Stradivari di Cremona si è detto: "Che ci sto a fare in Italia, ad ammazzarmi per ricevere poco o nulla, ecc. ecc. ecc. ?" (insomma il discorso che comunemente si sente fare da NOI emigranti). "Vado a vivere... vediamo... in Svezia!". Così è partito, con delle polaroid in tasca di alcuni suoi lavori e, credo, anche un basso smontato in valigia, ed è venuto a farsi un giro qui. È entrato al JAM gitarrer e ne è uscito con un lavoro. Niente di strano se si pensa che qualche giorno dopo ne è uscito fidanzato.

Niente di strano se si pensa che è un liutaio molto bravo, diplomato in strumenti classici, ma che lavora da sempre su chitarre e bassi elettrici.


Chitarra BlueDophin, copyright by Michele


SPAZIO PROMOZIONALE

Chiunque sia interessato a cotali strumenti, vada a vedere il suo sito, è proprio bravo. Tra l'altro non credevo che una chitarra custom-made potesse costare così poco.

FINE SPAZIO PROMOZIONALE


Insomma per farla breve, una volta al mese in negozio c'è vino e birra gratis, e tre o quattro gruppi che suonano. Tutto, lo ripeto, AGRATIS. Per coincidenze varie fino ad ora non c'ero potuto andare, ma mercoledì scorso ce l'ho fatta.

Mi sono trovato in un posto fantastico, un'estensione di metri e metri cubi di chitarre, bassi, banjo, ukulele e chi più ne ha più ne suoni. Da impazzire, roba di milioni di euri appesi ovunque.
Ho incontrato lì il mio amico, nonché insegnante di Tai Chi, Wilmar, e la nostra amica Jing Wen.

Il concerto è stato mooolto carino. Prima un gruppo acustico di quattro ragazzi in giacca e cravatta che suonavano del country vecchio stile (alla "Fratello dove sei", per intenderci), molto ben fatto. Poi una cantautrice, brava, e a seguire quattro ragazzi che suonavano pop-rock, bravi e volenterosi. In realtà tutti erano molto bravi, molto più della media di Bologna, ma ora a pensare a quello che è venuto dopo rientrano nei ranghi della normalità.

Infatti, verso la fine, quelle che sembravano tre spettatrici, mescolate tra la folla dei tipi e delle tipe vestite Rockabilly, sono salite sul palco. Tre ragazze carine - una delle quali portava con sé un contrabbasso, una con una chitarra e la terza che non la finiva mai di sistemare i suoi strumenti, da quanti ne aveva - si sono presentate come le "Baskery", e hanno iniziato a suonare.

Mioddio.

Io e Michele ci siamo guardati negli occhi. Mai sentito nulla di così trascinante negli ultimi anni.


Facevano un country-rock, con un pizzico di bluegrass, travolgente. La tipa con contrabbasso (Stella) slegava note che non le si vedeva la mano. Sunniva, cantante (anche se sono numerosi i cori a più voci) e chitarrista acustica pure. Ma la più incredibile di tutti era la terza, Greta, che suonava (e bene) tutto il resto. Con un piede la cassa, con un altro piede il rullante, al collo l'armonica e in braccio il banjo a sei corde, con cui faceva paura. Con e senza bottleneck, con e senza distorsore, comunque una cascata di note. Alternandovi, ovviamente, chitarre acustiche, slide sguitars, ecc. ecc. etc.

Tutte e tre brave e integrate benissimo, con le tre voci che si sovrapponevano in tre tonalità diverse. Insomma bello bello bello. Ecco.
La gente era estasiata, i pur freddi svedesi si erano sgolati a furia di battere le mani e gridare "yahoo".

Mi sono divertito molto.

Tanto che sono andato sul loro sito e ho scoperto che qualche giorno dopo (ieri sera) avrebbero di nuovo suonato a Stoccolma. Pensato e fatto, sono tornato con Giusi, Amy e Sofia, a sentirle... ma di questo vi racconterà Giusi stessa...
Da disco, subito. Io ho comperato il singolo, autoprodotto, e sono in attesa dell'album. Spero che facciano successo, perché sono tipe carine e alla mano e perché (lo si era capito?) sono brave.

Girano un sacco, Svezia, Finlandia, Francia, Svizzera, e per altri due mesi almeno non ricapiteranno a Stoccolma, ma quando succederà ... beh, per allora ci sarò.

Aggiungo una cosina: se siete interessati andate a vedere la loro pagina su myspace, si possono ascoltare 2 canzoni. Ok, dal vivo è tutta un'altra cosa, ma meglio di niente...

giovedì 25 ottobre 2007

morgonstund har guld i mun


























il mattino ha l'oro in bocca.

non che ci siamo svegliati proprio all'alba - non sia mai - ma considerato il panorama che ci troviamo davanti in questi giorni non appena usciamo di casa... mi pareva che il proverbio calzasse a pennello.

foto: dall'uscio di casa in fogdevreten, campus del karolinska institutet.

domenica 21 ottobre 2007

föräldrar

genitori.

per loro non è mai semplice accettare un "mamma, papà, vado a vivere a duemila chilometri di distanza". e duemila sono anche pochi, considerato che si coprono in due ore di volo o poco più.

forse, poi, è un atteggiamento tipicamente italiano - o comunque mediterraneo, ma mi divertirebbe essere smentita - quello dei genitori che si preoccupano di mandare scatoloni traboccanti di generi alimentari ai figli all'estero, quasi il paese in questione - figurarsi nel nostro caso - fosse sprovvisto di salami, speck, bottiglie di vino, vasetti di pesto, barattolini di pomodori secchi e chi più ne ha ne metta.

però devo ammetterlo: fa sempre molto piacere ricevere quelli che ormai chiamo "pacchi sussistenza", anche se il contenuto è talvolta, se non spesso, reperibile anche nel più vicino dei supermercati.

ma vuoi mettere il sapore del grana mandato da casa?

non si discute neanche, poi, della marmellata preparata con i fichi dell'orto dei tuoi o della coppa nostrana...

in questi giorni abbiamo ricevuto un pacco sussistenza speciale, consegnato di persona! i genitori di davide sono stati a trovarci e pare che la nostra sistemazione a stoccolma abbia superato la prova del nove, quella in cui il genitore tocca con mano la nuova realtà del figlio e rientra a casa contento e soddisfatto. o comunque un po' meno mesto di quando il figlio è partito.

rimaniamo in attesa del prossimo corriere espresso...



martedì 16 ottobre 2007

Malata...



Il motivo per cui nessuno ha scritto niente in questi giorni risiede principalmente nel fatto che Giusi è malata.


Oddio non malatissima.





Diciamo malatina, vah...



venerdì 12 ottobre 2007

cendrillon

ieri sera, alla kungliga operan, c'era una replica di cendrillon. erano anni che non assistevo a un balletto e sono rimasta incantata. è stato bello sentire il rumore delle punte e il peso - dolcissimo - dei ballerini che ricade sulle assi del palco.

fresche le idee del coreografo francese, jean-christophe maillot, che ha riletto la fiaba inserendo flashback sorprendenti e spassosi spunti di realismo, come gli atti seduttivi della matrigna o la fatuità degli esperti di moda e bellezza - oggi qualcuno direbbe "fashion & make-up artists" - che dispensano consigli alle vanesie sorellastre.

ho apprezzato molto la novità di una cenerentola, unico personaggio senza punte, che va al ballo armata della sua semplicità, con i piedi nudi e scintillanti d'oro. allo scoccare della mezzanotte, di cenerentola rimarrà solo una traccia luminosa, l'impronta del piede sulla scalinata del palazzo.

la scenografia è a pannelli, come le pagine di un libro illustrato.

dolente e immaginifica, come sempre, la musica di prokofiev.

mercoledì 10 ottobre 2007

valar

balene.
sappiamo tutti che dal 1986 vige una moratoria internazionale sulla caccia a scopi commerciali e che alcuni paesi - giappone in testa, ma anche le nostre vicine norvegia e islanda - si trincerano dietro pretestuosi "motivi scientifici" per alimentare un'industria baleniera tutt'altro che smantellata.

il risultato: capidogli, molte specie di balenottere e megattere sono in pericolo di estinzione.

è di oggi una bella notizia: il ministro dell'ambiente australiano si rivolge ai ragazzi (anche quelli nipponici) con un video sottotitolato in giapponese, ora disponibile anche su youtube.

la controversa iniziativa s'inquadra nell'impegno più generale, assunto anche da italia, svezia e numerose altre nazioni, ad adoperarsi perché i cetacei siano protetti.

com'è ovvio, il video ha già suscitato l'ira dei giapponesi che tacciano gli australiani di emotività contro ogni logica (il banale e prosaico "perché le mucche sì e le balene no?").

allora facciamolo per orgoglio (tanto siamo bravi in questo): non salviamo moby dick perché è splendida e pacifica (anche la mucca lo è, insieme a tutti gli altri animali), perché i metodi di caccia sono terrificanti e disumani, perché non c'è più bisogno di olio di balena per i cosmetici o per produrre energia... no, salviamo moby dick perché la sua estinzione sarebbe l'ennesimo peccato capitale (originale?) di una specie, quella umana, incredibilmente capace di conoscenza, lungimiranza (non sempre, ahimè) e conquista.

p.s.: sembra che l'islanda abbia trasformato tante delle sue baleniere in navi per il whale watching. che il fattore economico legato al turismo sia più convincente? magari!

lunedì 8 ottobre 2007

Ciao Ari!


Un salutino veloce anche ad Arianna, la piculina di Sara e Daniele (mio fratello). Ancora per un pochino nella pancia di mamma... Ma tra pochissimo sarò ZIO!!!!!! Yeeeeee!!!!



Per i bimbi oggi ci sono un sacco di gadget bellissimi, libri con disegni fantasmagorici e tante cose carine! Non vedo l'ora di passare agli acquisti.

Beh, altre cose lasciano un po' perplessi, ad essere buoni...
Ad esempio, che dire di un bel giro sull'ape rotellata?




O di un bel costume da aragosta, per tenere gli amici allegri durante una cena a base di pesce...


O quando arriva la primavera, durante i picnic in campagna...



I genitori rockettari possono portare il bebè ai concerti adeguatamente vestito:




E se il piccolo ha sempre il broncio, basta comperare il ciuccio adatto.




Per i naturalisti, esiste invece il ciuccio mora di bosco. In plastica, sapore non incluso.






Una volta una sola paperella era un lusso. Oggi, nell'era degli eccessi, esiste il set da bagno paperato.




Da abbinare con questa coccinella. Si mette nella vasca e inizia a sparare giochi d'acqua a mo' di fontana. Anche in versione rana.


Da piccolini, si arrivava al mare e via a giocare nella sabbia e in acqua, con le madri che cercavano di evitare che ci prendesse un'insolazione. Ora è tutto più facile col misuratore di raggi UV da polso.




Tappeto scrivibile, a mo' di lavagna (tanto poi il piccolo scrive sul muro, vuoi mettere il divertimento?)



Perché sprecare tempo a insegnare come allacciarsi una scarpa vera, quando esistono delle economiche scarpe in legno su cui imparare?



Al piccino piacciono le banane a fette.... Oddio come fare ? Non è più un problema con l'affettabanane !!!



Palla luminescente, perché il buio non sia più tale, e tuo figlio un dì diventi uno scrittore di storie di fantasmi.



E infine il più bello di tutti: la trombetta sparabolle, per fare casino e sporcare casa al tempo stesso.... fantastico!




nobelpriset i fysiologi eller medicin


ultim'ora: a cinquecento metri da qui, probabilmente proprio mentre mi gustavo lo spuntino di metà mattinata, è stato annunciato a chi verrà assegnato il premio nobel per la medicina: mario r. capecchi (americano di origine veronese, come i quotidiani italiani si stanno affrettando a dire con orgoglio), sir martin j. evans (britannico) e oliver smithies (americano).


la cerimonia si è appena svolta in una sala conferenze del karolinska institutet e il comitato, composto da professori del karolinska stesso, ha premiato gli scienziati per i loro studi sulle cellule embrionali e lo sviluppo del "targeting gene" nei topi, una tecnica usata ormai in quasi tutte le aree della biomedicina che consente di modificare un determinato gene e, dunque, di stabilire il ruolo dello stesso gene in una malattia. in pratica i ricercatori possono usare questo procedimento per costruire modelli di malattie genetiche umane, seguirne l'evoluzione e verificare l'efficacia delle terapie oggetto di studi clinici.


tutto questo mentre io inzuppavo una fetta di knäckebröd nel caffè.
p.s.: se è raro che sorgano controversie intorno ai dieci milioni di corone per la medicina e la chimica, il premio per la pace - l'unico assegnato dal parlamento norvegese, con travaso di bile per gli svedesi - e quello per la letteratura finiscono sempre in una grande bagarre. pare che quest'anno la segretezza sia assoluta. ma si accettano scommesse sui nobel in questione!

venerdì 5 ottobre 2007

kanelbullar


sì, me ne rendo conto... sembrano tante luisone! invece sono brioche alla cannella. e pure molto buone!

in svezia, il 4 ottobre di tutti gli anni, si festeggia il kanelbullens dag.

pensavo fosse uno scherzo!

ma gli scandinavi fanno sul serio. gran parte dei quotidiani ne hanno pubblicato la ricetta e anche in tv, sulle scrivanie dei giornalisti, sono comparsi i classici elementi del più classico dei fika: tazzona di caffè nero e rotolino alla cannella cosparso di grani di zucchero (pärlsocker in svedese, perline di zucchero).

questo a dimostrare che in svezia il fika è un'istituzione, un vero e proprio rito sociale. basti pensare che al meb, il dipartimento di davide, c'è un fika ogni giovedì pomeriggio. e a turno dottorandi, ricercatori e professori si industriano per portare a tutti ghiottonerie varie, dalla torta di mele con crema alla vaniglia ai semplici biscotti al burro fatti in casa.

ma attenzione, non c'è fika senza caffè. contrariamente a quanto succede in italia, dove il caffè viene bevuto in fretta (oddio, come potrebbe essere altrimenti, visto che al massimo è un dito per volta?) e in piedi, qui rappresenta un'ottima scusa per sedersi a tavola, mangiucchiare dolcetti e farsi mezzora di chiacchiera. i popoli scandinavi sono grandi estimatori di caffè (credo che alla finlandia spetti addirittura il record di consumo pro capite) e gli uffici si sono dovuti adeguare...

una curiosità per i linguisti: fika, che significa "prendere una tazza di caffè" (verbo) o semplicemente "caffè" (sostantivo), è un termine d'uso comune. ma si tratta di una specie di backslang, o verlan, chiamato fikonspråket. il termine deriva infatti da kaffi, variante di kaffe.

ingredienti per un bel po' di kanelbullar: 25 g di lievito, 50 g di burro, 3 dl di latte, 0,5 dl di zucchero, 1 pizzico di sale, 8 dl di farina.
ripieno: 50 g di burro, 2 cucchiaini di cannella in polvere.
per guarnire: qualche spennellata di albume e grani di zucchero.

giovedì 4 ottobre 2007

Ogni popolo ha la sua piadina




Questa perla di saggezza (non sto scherzando) scritta da Giusi qualche tempo fa, mi ha colpito molto, tanto che l'ho messa come frase di presentazione in SkyPe. In effetti è un po' che ogni tanto salta fuori l'argomento tra di noi. Sulla veridicità dell'affermazione non si discute, e anche le cause del fenomeno possono essere facilmente spiegate.
Quello che mi interessa, invece, è, in questo clima di multiculturalità che aleggia nel blog, vedere sin dove si può arrivare se si prova ad elencarle.
È un po' un gioco, un po' una sfida (sento già qualcuno fremere)... Ovviamente il tutto deve essere documentato dal link all'immagine.
Inizio io con i più ovvi:

Piadina Romagnola (Italia)
Naan (India)
Naan (Afghanistan) (giusto per mettere a tacere i precisini ;) )
Tunnbröd (Sarek - Svezia)


Via alle danze ...!


Injera (Etiopia) - da Giusi
Pita (Grecia) - da Giusi
Pane Carasau (Sardegna - Italia) - da Lorenzo
Rieska (Saami - Finlandia) - da Stefano
Tortilla (Messico) - da Lorenzo - immagine da vedere

martedì 2 ottobre 2007

Ho sonno



Dopo una lunga e attenta riflessione sono giunto alla conclusione che ho sonno.
Ma proprio sonno.
Se vado a letto a mezzanotte non riesco ad alzarmi prima di mezzogiorno. (Coro: Beato te che puoi...!). No, in effetti non posso. Ieri ho saltato una riunione di Facoltà, e chissà quante altre cose in questi giorni.





Mah, sarà l'Autunno. Sarà che dormo male, che mi sveglio di notte. Il fatto è che muoio di sonno. Muoio di sonno la mattina appena sveglio, dopo una doccia fredda e un caffè bollente, dopo un'ora che sono alzato. Rischio di addormentarmi mentre saetto in bici con il vento a 3 gradi che mi soffia potente addosso e che mi sbatacchia le palpebre semichiuse. Sonnecchio a pranzo, faticando a deglutire.
Alla terza tazzona di caffè americano mi rendo conto che a tratti sogno.
Scrivere al computer è un lavoro degno di uno scriba egiziano considerato il tempo che ci metto.
Ora devo alzarmi per tornare a casa, e mi rendo conto che non riesco, ho troppo sonno.






Ma proprio sonno.


Non vedo l'ora di essere a casa per andare a dormire...sempre che riesca ad alzarmi, andare a prendere la bici, slegare la bici, pedalare, fortunatamente in discesa, fino a casa (ben 500 metri), legare la bici, tirare fuori le chiavi di casa dalla tasca, aprire la porta, trascinarmi fino al letto... Oddio che sonno....







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