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giovedì 30 maggio 2013

vår ruset



avevo già parlato della corsa di primavera quattro anni fa.

ecco, no, non ho partecipato nemmeno questa volta. però ci sono andata per incoraggiare due amiche, maria letizia e valentina, che invece si sono messe in gioco. e mi è piaciuto molto, sottofondo musicale a parte...

non sono sportiva, non lo sono mai stata, anche grazie a tutti gli insegnanti - di nuoto, ginnastica, tennis, pallavolo, karate, hockey su prato, eccetera; non si può dire che non ci abbia provato! - che ho avuto durante l'infanzia e l'adolescenza e che invece di insegnare la propria disciplina pensavano solo a urlare... solo i maestri di equitazione, danza e yoga facevano eccezione.

insomma, lo sport non mi piace granché, però a volte mi emoziona. e molto.

come in questa occasione. 

mi sono messa in un angolo del percorso a scattare fotografie e quello che mi è passato davanti è un fiume di donne di ogni età e condizione fisica, un continuum di passi e respiri che si accavallavano nel silenzio, un vento di aria calda di corpi. qualche sorriso. infinite smorfie di fatica.


non so quanto durerà, ma mi è venuta una gran voglia di correre...

e magari alla prossima vår ruset mi vesto da banana anch'io!
 

lunedì 28 settembre 2009

L'Arizona è più vicina


E' tempo di aggiornamenti. Non sia mai che i nostri affezionati lettori rimangano senza sapere come è andata a finire. Poi magari non riescono a dormire, si distraggono mentre sono alla guida... ecc. ecc., dando il via a un effetto farfalla di cui non vogliamo essere responsabili (ovviamente non mi riferisco al Butterfly effect di questo film, ma a questo classico racconto di Ray Bradbury, ispirato a questa teoria, il cui testo originale completo può essere trovato qui e quello italiano nelle raccolte "Il grande mondo laggiù" e "Le auree mele del sole", entrambe fuori catalogo ovunque. O se vogliamo, facciamo riferimento alla divertente parodia che ne fanno i Simpson nell'episodio di Halloween "La paura fa novanta").

Primo degli aggiornamenti. La camminata verso l'Arizona. I sei mesi sono passati e la competizione è appena finita. Indovinate a che posizione siamo arrivati nella classifica che conta per vincere il viaggio premio, e cioè quella del numero di giorni con più di 10000 passi?


PRIMI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ovviamente non siamo da soli. Insieme a noi, i Data Rats, ci sono altre 11 squadre. Beh, se contate che in totale, tra Università della California e Karolinska Istitute, sono arrivate alla fine ben 573 squadre...
Comunque, il viaggio premio sarà estratto a sorte fra noi 12 :)

Abbiamo compilato 3 questionari. Uno all'inizio, uno a metà e uno a fine gara. Come da regolamento, un nostro membro (Lovisa) è stato scelto per un check-up medico completo a inizio e fine competizione. Un nostro membro (sempre Lovisa) ha vinto uno dei premi settimanali a estrazione (due biglietti per un film a scelta, ovunque in Svezia; fra gli altri premi, magliette, massaggi e cotillon). Insomma contiamo sul c... ehm, sulla fortuna di Lovisa per essere estratti per il premio finale.

Lovisa corre più di tutti


Nella classifica per numero di passi compiuti, invece, siamo solo ventesimi, più che altro per demerito mio. Lovisa ha un impressionante 26° posto nella graduatoria INDIVIDUALE (cioè su 2023 iscritti, esclusi i ritirati, che nel totale dei sei mesi sono stati abbastanza numerosi). Jingmei e Lisen sono intorno al 150° posto, io al 523° :(((

Grafico del numero di passi in Agosto-Settembre. In Arancione la media di squadra, in rosso la mia performance, in grigio la media della competizione.


Prima di procedere nel dileggio, voglio ricordare che questa classifica, a differenza di quella dei giorni con più di 10.000 passi, vale solo a titolo personale, e non è associata ad alcun premio. Visto che io di soddisfazioni personali non ne cerco, chi se ne importa? :)

A questo punto volevo proprio postare una foto di gruppo dei Data Rats, ma è del tutto impossibile trovarsi per scattarla: Lovisa sta frequentando la scuola di medicina e passa in dipartimento solo la sera tardi, Lisen è ancora in maternity leave e c'è un paio di giorni random alla settimana, io ho cambiato lavoro e dipartimento, Jingmei ha un orrido sfogo sulla faccia che i dermatologi non riescono a spiegarsi.

Quindi riunisco virtualmente i nostri eroi con il buon vecchio photoshop e foto di repertorio.

Jingmei, Lovisa, Lisen (con la piccola Ester) e, dulcis in fundo, io da Starbucks.

Ora attendiamo il risultato dell'estrazione, pronti a difendere con le unghie e coi denti il nostro 8.33% di probabilità di vincere. Chissà.

lunedì 31 agosto 2009

Ricominciamo


Eccoci di nuovo.
Anche quest'anno ci siamo assentati per un po'. Vacanze, riposo dopo le vacanze, stress da inizio lavoro, pigrizia... beh, ora ci siamo. Siamo pronti a ricominciare.
Certo, ci dispiace anche quest'anno di non aver raccontato l'estate di Stoccolma. Abbiamo parlato spesso in passato di neve, laghi ghiacciati, tavolate di Natale, ecc., ma ci è quasi sempre sfuggita l'occasione di descrivere il sole a mezzanotte (beh, quasi...), i barbecue sui prati, le gite in kayak, e così via. Quest'anno in particolare ci sono stati un paio di momenti in cui il post stava per scaturire spontaneo dalla tastiera, e solo la già citata pigrizia lo ha impedito.
I rimasugli di quei pensieri mi sono rimasti appiccicati alle dita, e mi accorgo ora che sbatacchiandole ne salta fuori un nanoblog post-estivo...


Vacanze: Giusi e io per la via dell'influenza suina. Alla scoperta di New York prima e in giro per il Messico (Yucatan) in autobus poi. I primi Backpacker-Gourmet-Ambientalisti-Viveur che il mondo ricordi. Una vacanza che collocherei esattamente al centro del triangolo televisivo "Passaggio a Nord Ovest", "Pianeta mare" e "Gusto", con una puntatina involontaria a "E.R. medici in prima linea".

Famiglia: le cene in Romagna, principalmente a base di pesce e prodotti tipici. La fatica di mesi passati in palestra resa vana dai profumi e dai sapori di casa. Il viaggio in Danimarca, dove si è fatta conoscenza con la piccola e dolcissima Frida, neo-nipotina di Giusi (e per proprietà transitiva pure mia). Un batuffolo patatoso che ci ha rallegrato la fine dell'estate.

Stoccolma: di nuovo la nostra città, invasa come ogni estate (forse quest'anno ancora di più) dagli italiani, che nella sua dimensione non turistica ha offerto interessanti svaghi. Scuoto ancora un po' anulare e mignolo e ne salta fuori un microblog fotografico:


Stoccolma: didascalie estive


Pride: anche quest'anno ce lo siamo perso, essendo arrivati in città che era appena finito. La festa che caratterizza l'inizio di agosto, dove senza eccessivo caos, senza polemiche inutili, con una buona dose di divertimento e autoironia si manifesta per i diritti della popolazione omosessuale in tutti quei paesi dove tali diritti vengono lesi o negati. Vengono anche portati avanti interventi sociali e solidarietà. All'interno della manifestazione numerosi sottocortei hanno sfilato, come le fantastiche golden ladies, o varie categorie lavorative (ad esempio i medici, i poliziotti, gli insegnanti). Una festa.

Golden ladies




Proud policemen





Kulturfestival: una settimana dedicata alla cultura e alla musica, dal 10 al 15 agosto. La città era tutta un palco, un evento, un reading. Tutto gratis.
Dalla piazza dove si esibiva un ensemble di danzatori armeni, all'angolo dove sparava note un gruppo ska-punk turco. Film, musica d'avanguardia, musica classica, tango. Architettura, fumetti, fotografia, libri usati.









La corsa di mezzanotte: la Midnattsloppets è ormai una tradizione stoccolmese (e non solo). 21000 corridori registrati (numero massimo consentito, raggiunto diverse settimane prima della gara) si sono dati appuntamento il 15 di agosto per correre insieme per la città. Alla registrazione veniva fornito un chip e una maglietta Nike (sponsor). Ogni anno il colore è diverso, quest'anno è stato il turno del verde. Colpo d'occhio notevole. Corsa, fuochi d'artificio e città in festa fino a tarda notte.


venerdì 13 marzo 2009

E cammina, cammina... arrivarono in Arizona


Chiunque si trovasse a passare per qualche giorno nei vari dipartimenti del Karolinska Institute, non potrà fare a meno di notare con una certa frequenza il ripetersi della stessa scena. Due o più persone che si incontano per i corridoi, a pranzo, sui sofà della sala comune, in caffetteria, in cucina (eh, sì, ci si tratta bene qui), che dopo essersi salutate si chiedono a vicenda: "A quanto sei oggi?" E prima di rispondere controllano un contapassi attaccato alla cintola: "Seimilasettecentootto". "Ah, beato te! Io sono ancora a quattromilaedue. Stasera mi tocca dell'extra jogging".
La competizione non è ancora iniziata, ma tutti sono già eccitatissimi.


Quale competizione? Qualche tempo fa è comparso un avviso: l'Università dell'Arizona (ASU) e il Karolinska Institute di Stoccolma (KI) hanno dato il via al progetto ASUKI. Ora, pur facendone parte come verrà a breve rivelato, non ne conosco tutti i dettagli e al momento non riesco neppure a documentarmi, per cui mi limiterò a fornire nformazioni di massima e a riportare i dovuti link.
Si tratta di reclutare il maggior numero possibile di individui fra tutti i dipendenti e gli affiliati alle due strutture (dai dottorandi in su, per intenderci) in team di 3-4 persone, fornirli di contapassi, di un elaborato questionario e di una buona motivazione per camminare ogni giorno per almeno 10.000 passi.
La buona motivazione risiede principalmente nel fatto che la squadra che supera per più giorni questa soglia vince un viaggio e un soggiorno in Arizona. Un altro team vincente sarà sorteggiato fra tutti i partecipanti, e altri ricchi premi e cotillon saranno distribuiti agli sconfitti.
E' un progetto scientifico: alla fine dei SEI MESI (lo enfatizzo perché a me era stato detto due mesi, sennò col cavolo che mi beccavano), con un altro questionario e, pare (ehm, non ho letto bene) alcune visite mediche volontarie e random, verranno valutate numerose variabili relative alla salute psicofisica dell'individuo.


Io sono stato reclutato all'ultimissimo momento, poco prima della scadenza del termine per iscriversi, e ho già ricevuto il mio contapassi (che poi potrò tenermi... vabbe', è una robina da 5 euro), con su scritto ASUKI. Non ho ancora compilato il questionario perché non ne ho voglia, ma lo farò prima di lunedì, quando la gara avrà ufficialmente inizio. Ho però scoperto che praticamente TUTTI sono iscritti e fanno parte di qualche team.
Il nostro si chiama Data Rats ed è il team più improbabile che si sia mai visto: Capogruppo Jingmei, dottoranda di Singapore con una passione per tutto ciò che è fashion e ritmi tutt'altro che sportivi, diciamo rilassati. Poi Lovisa, anche lei dottoranda ma stoccolmese doc, ipersportiva, iperginnica, che attualmente segue almeno 4 corsi fra danze orientali, fitness, e svariate altre attività (di quelle robe che, quando le vedo scritte sul tabellone in palestra, mi ritrovo per una metà atterrito al pensiero di che cosa si riesca a studiare per spillare quattrini alla gente e per l'altra ammirato per la fantasia che gli addetti ai lavori dimostrano nel combinare pratiche etnico/ginniche con la svariata e perennemente in rinnovo accessoristica da palestra).
Segue Lisen, ricercatrice svedese, che vive in un paesino appena fuori Stoccolma, neomamma per la seconda volta che si è imposta di camminare un po' di più per tornare in forma. Dulcis in fundo, io, che da bravo italiano avevo già studiato un modo per attaccare il contapassi ai conigli.
Insomma, al di là di ogni speranza.

L'idea del coniglio che corre al mio posto è in realtà abbastanza inutile per un motivo che farà inorridire tutti gli italiani che leggono (e cioè, credo, più o meno tutti quanti). Tenetevi forte. Inizia come una barzelletta (e forse lo è):
sapete come fanno a controllare quanti passi ogni persona compie ogni giorno?
No, i risultati non vengono trasmessi automaticamente dal contapassi al centro di raccolta dati via internet, sms, ecc...
No, non vengono nemmeno immagazzinati dall'aggeggio e poi scaricati alla fine del concorso...
Vi arrendete?
Ok, ve lo dico io. Siete seduti? Bene.
Semplice, ce lo chiedono. E noi, cortesemente, glielo diciamo.
In breve: si fidano.

Scusate, faccio fatica a scrivere perché l'eco delle risate di scherno proveniente dall'Italia intera copre i miei pensieri, ma questo è il succo. Noi segnamo su un foglio quanti passi facciamo e poi entriamo in internet e lo scriviamo. Punto.

Chiudo volutamente qui il discorso, aggiungendo soltanto che, quando ho detto a Lisen "Ma così chissà in quanti fregheranno!", ho ricevuto per tutta risposta uno sguardo inorridito e un "Starai scherzando, vero?"

Io e Lisen che ci alleniamo in una tiepida giornata primaverile a Stoccolma

Comunque, scherzi a parte, ho intenzione di provarci sul serio, e anche le altre del mio team hanno la stessa spinta. Non sottovalutiamo la bi-mamma, che alla mattina quando arriva in ufficio ha già al suo attivo quasi cinquemila passi, spesi solo per rincorrere i bambini per casa e accompagnare il più grande all'asilo e la piccolina dalla nonna. Jingmei ha già iniziato ad andare tutti i giorni a fare la spesa a piedi. Lovisa è una sicurezza, manterrebbe senza fatica una media ben più alta.

E dal canto mio, io non ho nessuna intenzione di barare, o comunque intendo farlo il meno possibile.
Promesso.

Arizona, arrivooooooooo!

Io finalmente arrivato in arizona, a piedi.