martedì 30 settembre 2008

födelsedag

compleanno.

la torta non è certo di pasticceria, ma è preparata col cuore... e, cosa ben più importante, sa di buono!

:-)

venerdì 26 settembre 2008

lunedì 22 settembre 2008

hoppa, kanin, hoppa

salta, coniglio, salta.

ecco la scena cui abbiamo assistito ieri, al nostro hagapark, l'enorme parco che abbiamo dietro casa e di cui abbiamo parlato già altre volte.

ahhhhhhhhhhhhhh!

sabato 20 settembre 2008

förkylning + luktande ost

raffreddore + formaggio odoroso (per rimanere in tema con il post di davide che precede questo)











riemergo solo oggi da una settimana di raffreddore coi fiocchi. e gli gnomi...

ancora non ho recuperato l'olfatto. ma forse questo mi ha agevolata nell'acquisto di alcune ghiottonerie...

mi spiego meglio. dopo una settimana di clausura forzata, sono uscita con alcuni amici per fare compere all'international street market a sergels torg.





















c'è un po' tutto il prevedibile: marmellate inglesi, salumi castigliani, dolcetti mediorientali, formaggi savoiardi e altre prelibatezze (per i golosi di dolci, c'è pure una bancarella con pasticcini siciliani).












a dire il vero sono rimasta un po' delusa, ma solo perché mi aspettavo una specie di salone del gusto di torino. qui le bancarelle saranno una trentina e gli assaggi sono elargiti con il contagocce.

in ogni modo n'è valsa la pena. sono tornata a casa con un sacco e una sporta di cose:

fra i vari dolci, non mi sono fatta scappare questo kadayif con un chilo di pistacchi.
particolarmente consigliato nei momenti duri.






croissant. c'è sempre un buon motivo per farne scorta.











reblochon e tomme de savoie.

ed ecco che rientra in gioco il mio raffreddore! non mi ero resa conto del loro profumo per così dire spiccato finché non sono rientrata a casa tutta pimpante e ho mostrato la mia spesa a davide, il quale strabuzzando gli occhi ha commentato: "mamma, che puzza!"

per fortuna che poi ha aggiunto: "buoni!" perché domani non potrà resistere a una bella tartiflette.

per chi volesse fare un salto, il mercatino è aperto fino a domani pomeriggio!

lunedì 15 settembre 2008

Surströmming. The final chapter.

Ieri, alle ore 19.00, si è compiuto un rito che ci ha resi un pochino più svedesi e al tempo stesso ha fatto sì che ci venissero mostrati nuovi orizzonti olfattivi e gustativi. Visto anche il risultato del sondaggio lanciato tempo fa (quindi anche un po' colpa vostra) abbiamo deciso di provare il surströmming.


Mioddio. Diommiomioddio.

Ci era stato spiegato da molti che l'odore era disgustoso, ma che il sapore non era poi male. Qualcuno aveva tenuto a puntualizzare che l'odore era disgustoso e il sapore pure. Ma, a tutt'ora, posso affermare che non avevamo sufficienti indizi per formulare una scelta obiettiva.


Ieri ci siamo recati a casa di Amy e Sofia e lì (...mannaggg...) si è compiuto il misfatto.
Siamo andati in terrazzo dove Sofia ha aperto la scatoletta.
Più o meno già immaginate cosa sia successo, soprattutto se avete letto questo post. Avete presente l'odore di cadavere? No?, Ok, vi è mai capitato di andare in ferie e tornare dopo quindici giorni scoprendo che si è rotto il freezer dove giacevano hamburger ormai marci nell'acqua dello scongelamento? Vi sono per caso venuti conati di vomito?

Appunto.

Noi siamo scappati di corsa mentre Sofia preparava i piatti.

Rullo di tamburi... Apertura della scatoletta...


La scatola ormai aperta. Notare il liquido grigio-marrone

Ma questo ce lo aspettavamo... (più o meno..., alla putrescina e alla cadaverina non si fa mai l'abitudine).

Quello che non avevamo bene capito era cosa sarebbe venuto dopo.
Posto che Sofia e Amy avevano predisposto ciotole con cipolle a dadini, pomodori a dadini, patate bollite, burro salato, formaggio da affettare e tunnbröd, e che eravamo ben preparati ad affrontare il seguito, ognuno si è coraggiosamente preso il suo piatto. Ohi, non ci si stava davanti!!! Impossibile. Dovevi sempre tenerti a distanza e operare lateralmente.

Io che tento di pulire il pesce. La mia reazione è assolutamente spontanea e non esagerata per la fotografia

In più non avevamo idea che il pesce marcio fosse in realtà ANCORA DA PULIRE. Cioè, viene messo via a marcire nella sua acqua con ancora le interiora dentro. Solo la testa è stata tolta (a questo punto non capisco perché... marcio per marcio). Vi giuro che non sto esagerando. Marcio. Non nel senso di spappolato dalla putrefazione, ovviamente, anzi ancora tosto e lucido. Ma marcio.

A questo punto la prima cosa da fare è aprire il pesce e rimuovere le interiora. Si può immaginare la nuova zaffata di odore che ne viene fuori. Una volta estratte le interiora marce e messe di lato nel piatto (o meglio buttate proprio via, incartate e spostate a debita distanza, se non si è masochisti), si ribalta il pesce aperto sulla pancia e gli si schiaccia la schiena, in maniera da avere una sorta di doppio filetto. Si ribalta nuovamente questa volta sulla schiena il pesce schiacciato e gli si rimuove la lisca. La pelle rimane.
Il tutto sempre con esalazioni di marcescenza costanti.

Poi si fanno dei pezzettini che si mettono sul pane insieme a burro salato, patate, cipolle (consigliate TANTE), ecc., ecc., si mangia e ci si beve su birra o snaps.


A questo punto se ne assapora il gusto.




Cercando di rimanere il più obiettivo possibile, cosa che credo di saper fare, visto che in materia di cibo non ho assolutamente preconcetti, il sapore che vagamente si sente è quello dell'aringa, che tra l'altro a me piace molto. Ma vagamente. Il tutto è sovrastato dal sale. Di per sé questa non è una cattiva cosa, ma non giustifica il perché consumare surströmming invece della semplice aringa.
Quello che in realtà differenzia i due piatti, è il retrogusto, che si fa sentire appena deglutito il boccone, e che corrisponde esattamente all'odore che si era percepito fino a poco prima. Marcio.
Permane a lungo in bocca il sapore della putrefazione.

Deduco (e temo) che sia questo che intriga tanti estimatori, ma ciò va contro ogni mia logica. Quell'odore e quel sapore sono la maniera che la natura ha per dirci: "Non buono! Non mangiare! Vomita!". Mi risulta difficile credere che possa costituire prelibatezza di qualsiasi tipo.

Inoltre non finisce qui. Si può mangiarci su altro, berci vino, amaro, lavarsi i denti dieci volte, il sapore continua a riproporsi per ore, proveniente dal profondo del tuo stomaco (e ci credo, sta cercando di ribellarsi con tutte le sue forze a quello che gli è stato introdotto).



Nel mio caso, ciò ha causato una notte tormentata, in cui il mio corpo ha portato avanti un'eroica battaglia contro l'invasore, e ne uscito debole vincitore, madido di sudore e stremato.
Nel frattempo, la mia mente ha cercato una fuga nel sogno, a dire il vero uno dei più belli che mi sia trovato a fare da tempo. C'entravano un'originale razza di alieni che aveva sopraffatto numerose civiltà di questo universo e un paio di altri, invadendole dall'interno del loro potente pianeta-astronave.



Grazie a una serie di miracolose coincidenze nonché all'abilità di un manipolo di coraggiosi, una piccola parte degli oppressi riesce a cavarsela e a trovare rifugio appena sotto la superficie del pianeta-astronave dei cattivi, in una situazione che non permette agli alieni di disfarsene, pena la distruzione del loro stesso pianeta. I superstiti delle varie civiltà organizzano la loro vita quotidiana in questa nuova condizione, in una sorta di simbiosi con gli alieni, maldigerita dagli alieni stessi. E anzi, ad ogni nuova specie che questi invadono e distruggono, riescono a fare in modo che qualcuno si possa rifugiare da loro.


In più non rinunciano ai tentativi, nel tempo sempre più efficaci, di sconfiggere i loro originari distruttori.



La svolta avviene quando il grande capo e ispiratore dei ribelli si trova a lottare per la propria vita in seguito a un banale avvelenamento dovuto a intrighi interni alla nuova società appena formatasi. Gli altri al comando realizzano di non possedere la tecnologia medica e scientifica necessaria a salvarlo, e che senza quest'uomo la civiltà ribelle non ha futuro, non hanno scelta che scendere ai patti con gli alieni, legando a doppio filo la loro esistenza con quella dei loro nemici, in un modo che non mi dilungo a descrivere.



Ovviamente non so come va a finire il tutto perché mi sono svegliato.


giovedì 11 settembre 2008

kräftskiva




Crayfish party.

Anche se il titolo è in svedese, questa volta il post non è di Giusi, ma mio (Davide). Le rubo lo stile in questa particolare occasione, per raccontare del fantastico crayfish party da noi appena provato.

L'anno scorso l'avevamo saltato ed eravamo rimasti con la curiosità... un piccolo pezzo di Svezia che ancora ci mancava.
Ieri sera la nostra amica Barbara ha organizzato per gli amici del gruppo di lavoro un crayfish party in piena regola, perfetto nei minimi dettagli.
Ma andiamo con ordine, e partiamo da dove di solito si parte... dall'inizio.

Che cos'è il crayfish. Astice? Gambero? Astice d'acqua dolce? Gambero d'acqua dolce? Non mi inoltro nella traduzione del termine perché so che i crostacei, assieme alle bacche, sono una delle sfide che più esaltano i nostri amici traduttori. Però metto una foto.


E' un'antica tradizione svedese (POI esportata anche in Finlandia) organizzare cene a base di crayfish alla fine dell'Estate, da metà Agosto a metà Settembre, più o meno.


Questo deriva dal fatto che in seguito alla pesca indiscriminata e alla diffusione di un parassita nocivo, la popolazione di crayfish è stata decimata, e solo minime quantità ne sono sopravvissute. Da lungo tempo la pesca del crayfish svedese è proibita al di fuori dei mesi citati.
Il crayfish rischia ancora l'estinzione, oggi più che mai, e quello che appare sulle tavole degli svedesi non è quasi mai crayfish autoctono, ma in generale statunitense o cinese, che si trova quindi tutto l'anno. Nonostante questo, l'usanza di cibarsene in questo particolare periodo è rimasta.

Il party va organizzato secondo precise caratteristiche e prevede:


del crayfish. Tanto crayfish. La ricetta tradizionale prevede la cottura tramite bollitura con aneto (usatissimo qui in Svezia). Il nostro era stato preparato da una signora che conosce Barbara secondo una vecchia ricetta. Buonissimo.
Coltellini per aprire il crayfish e pinze per schiacciare le chele.
Cappellini di carta con su disegnato il crayfish (1, 2, 3, 4, 5). Noi ne avevamo di bellissimi.
Knäckebröd, il tipico pane croccante ai cereali. Quello a nostra disposizione era prodotto artigianalmente e molto buono.
Burro salato da spalmarci sopra.
Västerbotten ost, saporito formaggio del nord della Svezia.
Snaps, tanto snaps. Tutti di sicuro sanno cos'è lo snaps (chi non lo sa a quest'ora avrà già cliccato sul link), e il nostro era stato preparato da Barbara secondo una ricetta particolare, che mi ha detto e che ora non mi ricordo più, ma mooolto buono.

Noi avevamo tutto, di prima qualità, Barbara aveva curato come ho detto ogni dettaglio.
Da bravi italiani, abbiamo allegato anche del Prosecco di Valdobbiadene nonché, a fine pasto, sorbetto al limone e all'hallon.

Che bontà.


Si mangia con le mani, e la prima cosa che si fa appena lo si è aperto è succhiare rumorosamente il sughino all'interno, poi si svuota tutto lo svuotabile. Si alterna il tutto con uno snaps e con un po' di pane, burro e formaggio ogni tanto; si canta, si fa confusione, e si torna a casa sotto la pioggia dimenticandosi l'ombrello. Ok, quest'ultima parte non è obbligatoria, ma solo quello che è successo a me, ma il resto sì, compresa la cosa del succhiare rumorosamente.

E' stata una bellissima serata, e devo dire che da oggi mi sento un pochino più svedese.


mercoledì 10 settembre 2008

Finalmente il blog di servizio...


Eccomi di nuovo per segnalare quello mi dicono essere un evento importante per la città di Stoccolma. Anche in questo caso, per il momento, non ho un'esperienza diretta, per cui non mi dilungherò in commenti.
Sto parlando di una fiera di lunga tradizione che si terrà a breve a Stoccolma. L'amore degli svedesi per l'alcol e i superalcolici, ed in generale di tutti gli scandinavi, è noto.
Ciò, come si sa, ha portato i vari governi ad adottare misure per combattere il consumo eccessivo di alcol, mentre contemporaneamente il mercato preme per la diffusione dello stesso. Ricordiamo brevemente che la vendita degli alcolici è in Svezia monopolio di stato ed è gestita dal "Systembolaget" con obiettivi e risultati sulla carta a mio parere differenti da quella che è la realtà. Ricordo anche che sugli alcolici gravano pesanti tasse, volte, a quanto si dice, a ridurne il consumo, proporzionali alla gradazione alcolica delle bevande.
In questo contesto si inserisce lo

"Stockholm Beer and Whiskey Festival"

che si terrà dal 18 al 20 e dal 25-27 di questo mese a Nacka Strand, Stoccolma.
Questo è il sito della fiera, e pare sia una cosa veramente molto grande. Sono organizzati spostamenti e pernottamenti per visitatori che pare arrivino da tutto il mondo.
L'evento viene definito come la più grande e prestigiosa mostra-mercato al mondo per quello che riguarda il whisky e tra le prime tre per la birra.



Riporto di seguito un estratto dal comunicato relativo alla manifestazione che si può trovare sulla rivista mensile "What's on?", ottenibile gratuitamente in vari uffici, hotel, ecc, della città o scaricabile in pdf qui (immagino questo link non funzionerà per sempre, ma il sito precedente è sempre valido):

The Stockholm Beer & Whiskey Festival is being arranged for the 17th consecutive year. This trade show is ranked as the world’s largest and most esteemed whiskey show and one of the world’s three biggest and most respected beer shows. Learn more from the experts while you taste and enjoy these noble beverages. There will also be food, music, contests, and entertainment. The event will be held at Factory Nacka Strand.



I biglietti di ingresso costano 170 SEK per i giovedì e 190 per i venerdì e sabato (immagino ci saranno assaggi gratuiti, anche se credo non più di tanto, visto quanto detto poco fa) e sono acquistabili esclusivamente su ticnet.

Chiedendo in giro mi hanno detto che per gli estimatori è una cosa assolutamente da non perdere, dove si possono assaggiare prodotti difficilmente reperibili altrove (men che meno qui in Svezia, dove la scelta non è elevatissima).
Quindi una cosa per palati sopraffini e per intenditori, anche se la scelta del giovedì, venerdì e del sabato come giorni di fiera, mi fa pensare a un malcelato tentativo di tenere la domenica come giorno per riprendersi dall'hangover.

E chi più ne ha più ne beva.

martedì 9 settembre 2008

elementen


i termosifoni...
è il 9 settembre e sono accesi.
devo preoccuparmi?


radiators...
it's september 9th and they are on.
should i be worried?

domenica 7 settembre 2008

Pon and Zi

© Jeff Thomas // Azuzephre

Mi è capitato di scoprire tramite facebook un illustratore che fa disegni piuttosto carini.
Il suo nick è Azuzephre (Jeff Thomas), e si sta facendo conoscere per una serie di illustrazioni che hanno come protagonisti due esserini, Pon e Zi e i loro sentimenti.

Tramite il suo sito deviantart ho letto qualcosa di più su di lui. Proprio oggi c'è un post che racconta molto della sua vita.
Devo dire che gli ultimissimi lavori a mio parere sono a volte troppo melensi (forse questo è dovuto a necessità commerciali). Trovo molto più originale quando le tenerezze, le frasi carine sono sovrapposte a testi o disegni forti, a volte al confine dello splatter. Li vedo come la versione cruda e postatomica dei fidanzatini di Peynet (che non mi sono mai piaciuti granché).

In ogni caso, bravo.

© Jeff Thomas // Azuzephre

sabato 6 settembre 2008

Pet Sounds Bar


Uno scopo per cui il blog ha la sua ragione di esistere, non è certo quello di essere il "repository" delle mie occasionali str...upidaggini, ma piuttosto quello di dare indicazioni, più o meno desiderate, più o meno utili, alle anime erranti della rete. Di solito questo compito è portato avanti da Giusi, ma questa volta voglio contribuire anch'io. Da tempo mi frulla in testa l'idea di indicare locali/ristoranti/caffé che più ci sono piaciuti tra quelli dove siamo stati in questo anno e un po'.


Un paio di sere fa sono stato al "Pet Sounds Bar". E' un locale strafamoso, qui a Stoccolma.
La fama è quella di essere locale "cool" e molto "trendy" e anche un po' "fashion" e così via, per cui non ero entusiasta di andarci, ma un amico si era assolutamente impuntato e lo abbiamo seguito.
Devo essere onesto e dire che ne è valsa veramente la pena.
E' in Skånegatan, una via che a me piace molto per tutta una serie di locali carini, dove bere qualcosa, cenare ed ascoltare musica. E' il bar associato al fornitissimo omonimo negozio di dischi cd e dvd musicali, il più vecchio di Stoccolma (dove si trova di tutto e si ascoltano band dal vivo), e si trova dall'altra parte della strada rispetto al negozio, a qualche metro di distanza.


Anche tra gli Svedesi ha la fama di essere un locale fighetto e un po' snob, per cui a volte finisce per subire la stessa sorte e venire a sua volta snobbato. A me e ai miei amici (italiani, svedesi e indiani) non è parso così. Per lo meno NULLA in confronto ai locali dello stesso tipo in Italia. Assolutamente affrontabile.

Aspetti positivi:

-In assoluto, la caratteristica che lo ha reso famoso. Un'ottima selezione musicale... Indie rock, ma non solo. Musica vecchia e nuova, tutta robbba buona. Mooolto valido.
-Buon assortimento di vini, birre e cocktail (per gli standard di Stoccolma).
-Come tanti altri locali a Stoccolma è anche ristorante e mi dicono che la cucina sia di tipo creativo e di buon livello, ma personalmente non l'ho sperimentata, per cui riporto l'opinione di terzi (ps: è comunque da ricordare che il volume della musica è abbastanza alto).



Aspetti negativi:

-Come in tanti altri locali della città (ma non nella maggioranza), più di metà locale è riservato a chi pranza, e quelli sono gli unici posti a sedere. Per cui, o si sta in piedi con il bicchiere in mano, o si aspetta che la cucina chiuda e che chi è seduto se ne vada. In genere verso le 22.30-23.00, durante la settimana, ben più tardi durante il week-end (chi è stato a Stoccolma sa che questa è un'eccezione, e che è difficile trovare un locale disposto a sfamarti dopo le 22.00). In soldoni, ci si rassegni a stare in piedi.
-Durante il fine settimana è gremito di gente fino a tardi. Questa cosa la metto tra gli aspetti negativi perché intendo VERAMENTE gremito. A livello di metro nell'ora di punta. Con la coda fuori per entrare.
-Prezzi leggermente più elevati che da altre parti (ma non tanto).

Nonostante quello che può sembrare leggendo questa sorta di "recensione" (brrr), ribadisco che è da provare, magari, se si ha del tempo, durante la settimana ed evitare così la ressa.


venerdì 5 settembre 2008

Teatro, che passione.

Ok, ancora una volta non siamo in tempo, perché l'evento che vado ad illustrare è già passato. Ma ve ne saranno altri per le prossime 3 serate (incluso oggi). Direi che ci stiamo avvicinando a grandi passi verso il blog di servizio! :)


Per l'intera durata di questa settimana, che come già puntualizzato siamo tutti concordi nel definire "agli sgoccioli", c'è stata/c'è/ci sarà una serie di commedie e spettacoli in lingua inglese , dal titolo "A touch of Britain" allo Scalateatern, in Wallingatan 32, a Stoccolma.

Noi ci siamo stati lunedì e abbiamo visto "The sinking of the Titanic", una sorta di commedia/documentario rappresentata da due comici britannici a mio parere molto bravi, Kesselofski & Fiske. Questo duo gira il nord Europa da molti anni ed ha un suo pubblico di affezionati. "L'affondamento del Titanic" era già stato rappresentato molte volte a Stoccolma ,per cui il teatro non era pieno. Per me è stata una piacevole scoperta, e anche Giusi si è divertita un sacco. Ho riso di gusto a lungo e me ne sono tornato a casa veramente soddisfatto. Il loro umorismo è diretto, semplice, a tratti perfino sciocco, ma non privo di trovate geniali. Sono molto buffi e ricalcano lo stile della classica coppia comica, in cui uno è il vessatore, il furbo, e l'altro è il succube, il sempliciotto. Al tempo stesso sono entranbi dei bambinoni e si ride delle loro stramberie.



Tramite questa tonalità leggera, però, riescono a comunicare i particolari, spesso ignoti al grande pubblico, di una tragedia che poteva essere mille volte evitata, e che invece è stata aggravata dalla superficialità di chi ne è stato protagonista.
Insomma, una bella serata. Ora aspetto di vederli ne "il mastino dei Baskerville", e spero che accada presto.
Tra l'altro questa serata mi ha dato l'occasione di scoprire un caffè/ostello non troppo costoso e carino, del quale riferirò presto in un altro post.



In cartellone per i restanti giorni della settimana c'e' "The Ukulele Orchestra of Great Britain", una sorta di concerto comico di un'orchestra (appunto) di ukulele. Il loro repertorio spazia su tutti i generi musicali, da Tchaikovsky agli Iron Maiden. Tutto, ovviamente, con l'ukulele. Sul loro sito (linkato) ci si può fare un'idea di che cosa si andrà a vedere, ed addirittura ascoltare alcuni loro brani.



Hanno suonato praticamente in tutto il mondo e mi dicono siano molto bravi (però, io non li ho mai visti, per cui non posso darlo per certo. Vedendoli su youtube sembra proprio cosi). Il biglietto costa 350 SEK, come per "The sinking of the Titanic". In quel caso noi abbiamo prenotato in 10 ed abbiamo ottenuto uno sconto, pagando alla fine 250 SEK a testa. Gli studenti al di sotto di 26 anni pagano 100 SEK.



Gli spettacoli dureranno fino a domenica, ulteriori dettagli sul sito del teatro.
E chi più ne ha, più ne rappresenti.

mercoledì 3 settembre 2008

Nooooo...



da "Il grido" - Michelangelo Antonioni (1957)



Mi hanno rubato la bici! :(



Foto di bici rubata trovata in rete. Della mia non è rimasto nulla. E' sparito pure il lucchetto tagliato.


martedì 2 settembre 2008

...

Scusate, oggi sono logorroico (oggi ?).
Non è che voglio recuperare il tempo perduto in poche ore, ma è tutto il giorno che mi frulla in mente questa cosa:

To make a prairie it takes a clover and one bee, -
One clover, and a bee,
And revery.
The revery alone will do
If bees are few.

from "Poems" by Emily Dickinson (1830-1886), published 1896

Strano ma vero.


Ok, la soluzione era: il ticket di entrata per la palestra. (Un coro di "OOOOHHHH!!!" da parte di tutti gli amici di lunga data, e di "embe'?" dagli altri.)

Questo è il commento quasi a caldo di ieri.


Oggi è un giorno storico per me.
Dopo quasi 20 anni, ho messo piede in una palestra.
L'ultima volta è stato per la lezione di ginnastica (ok, Educazione Fisica), dell'ultimo anno di liceo... E quella non era nemmeno una vera a propria palestra. In pratica si giocava a calcetto in cortile.
In soldoni, non avevo mai visto nemmeno dall'interno una vera palestra in tutta la mia vita.



Ho assistito con sguardo curioso, ma al tempo stesso distaccato, al proliferare di questi nuovi luoghi di culto e alla comparsa di macchinari sempre più fantascientifici. Ho visto amici mingerlini trasformarsi in muscolosi atleti. Ho visto cose che voi umani... No aspetta... quella è un'altra storia...


In ogni caso la palestra è sempre rimasta là e io qua.

In generale sono sempre stato convinto che fare tutta quella fatica dovesse essere finalizzato ad un guadagno economico, non ad un esborso.

Sono sempre stato fieramente conscio del fatto che il mio stato di forma stesse peggiorando, ultimamente però ho iniziato a preoccuparmi sul serio.
Un avviso a chi viene a vivere in Svezia: è pericoloso, c'è la possibilità che il vostro peso corporeo aumenti considerevolmente e in breve tempo, anche se ci fate attenzione.
A dire il vero non succede a tanti, ma a qualcuno sì. L'anno scorso in pochi mesi ho messo su 8 chili.

E vi assicuro che mangio più moderatamente qui che in Italia, praticamente non tocco alcolici (mentre in Italia una bottiglia di vino ogni 2 pasti non me la toglieva nessuno), e faccio molto più movimento.
Ora, sarà una coincidenza, sarà il mio metabolismo che cambia con l'età (in pochi mesi? Mah!), saranno le salse che qui mettono dappertutto e che comunque cerco di evitare per quanto posso, sarà che per adattarsi al clima nordico il mio corpo ha deciso di dotarsi di uno strato di grasso supplementare, non lo so. Fatto sta che metà dei vestiti che ho portato non mi vanno più bene.

Ma questo non sarebbe neanche niente. Ogni piccolo sforzo ha iniziato a causarmi stiramenti. Praticamente tutte le mattine quando mi metto l'accappatoio.
Ho causato l'ilarità generale, diventando pure la barzelletta del dipartimento quando mi sono fatto male ai pettorali per prendere una patatina dal pacchetto (già aperto).

All'interno del campus c'è una palestra ben attrezzata, una delle tante della catena "Friskis&Svettis", presente in tutta la Scandinavia.
Parentesi. Forse c'è qualche sfumatura della cultura svedese che da Italiano mi è difficilmente comprensibile. Ad esempio, io non avrei mai chiamato la mia catena di palestre: "Freschi e Sudati". Ok, "friskis" si può anche intendere come "in forma", ma a detta degli stessi Svedesi "freschi" è la prima cosa che viene in mente. (Ohi, che fatica dover postare tenendo conto che metà dei tuoi lettori sono traduttori di professione).


Insomma, per una convenzione con il Karolinska (nel senso che l'istituto paga la differenza per tutti i dipendenti e gli studenti. Non commento.), le palestre di questa catena hanno fissato un prezzo di 500 corone per l'abbonamento semestrale. Circa 55 euro. Ingresso illimitato e moltissimi corsi inclusi, dallo yoga allo spinning.

Visto quanto detto sopra, nell'anno e mezzo passati ho apprezzato l'iniziativa ma non ho potuto fare a meno di constatare che nel mio caso sarebbero stati 55 euro buttati, dato che non ci sarei mai andato.
L'amico Hatef, anche lui fuori forma al pari di me, è cintura nera di taek-kwon-do e desideroso di riprendere a gareggiare. Cercava qualcuno che gli facesse compagnia e rendesse le visite in palestra meno monotone, per cui mi ha martellato per 3 mesi e alla fine mi ha convinto, puntando anche sul fatto che le patatine mi piacciono e che non voglio ferirmi più nel tentativo di afferrarle.

Ero preparato al peggio, ma devo dire che non è stato così terribile. Devo anche dire che ci siamo andati molto leggeri. E che nessuno mi vedrà mai, nemmeno tra cent'anni, lanciare urla disumane per mostrare a tutti gli eroici sforzi che sto facendo e impressionare gli astanti. Sempre a dire il vero, lì nessuno lo faceva, nemmeno gli Arnold della situazione.


L'atteggiamento da noi adottato era quello opposto. Non si perdeva occasione per scherzare su quanto pigro e fuori forma io fossi (tipo fingere una fatica sovrumana per spostare il piccolo piolo che regola l'entità dei pesi sulle macchine).

Sapevo che avrei patito le fatiche del giorno solo in seguito, ma devo dire che temevo molto peggio. L'unica cosa che ha testimoniato quanto fuori forma, al punto di avere tutto il metabolismo sballato, io sia è che sto continuando a sudare dopo due docce e parecchie ore dalla fine dell'allenamento.

Per adesso abbiamo deciso che ci andremo 3 volte a settimana. So che quelli che mi conoscono di persona sono a dir poco scettici e che mi danno al massimo 2 settimane prima di mollare. Ma ci proverò.



E chi più ne ha più ne sollevi.

;)

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