martedì 3 novembre 2009

Goodbye Arizona...


Beh, non abbiamo vinto.

Ce l'abbiamo messa tutta (chi più, chi meno), ma non abbiamo potuto nulla contro la sorte malevola. Tra le 12 squadre prime in classifica sono stati estratti come vincitori del viaggio i MouseTramp: Johannes Wilbertz, Erik Nilsson, Jan Ove Bratteng, Hanna Karlsson. Non ho idea di chi siano, anche se dal cognome dovrebbero essere tutti più o meno Svervegi. Potrei fare una polemica Italian style ventilando un'estrazione pilotata a favore dei concorrenti autoctoni, ma temo che sarei platealemente nel torto. E poi 3 anni in Svezia stanno già lasciando il segno e mi stanno trasformando in un buon cittadino ossequioso delle regole (scrosci di risate misti ad applausi).


Per ricapitolare chi si fosse perso le puntate precedenti:


QUI c'è il racconto di quando siamo partiti per questa fantastica avventura (yuppiii).
QUI invece esprimo la gioia per la fine della competizione e per essere arrivati primi (ma più per la fine della competizione).
Ma noi non ci arrendiamo. L'anno prossimo ci riproveremo (scrosci di risate, applausi, chiusura sipario).

mercoledì 14 ottobre 2009

hur dricker du?

come bevi? o meglio, chi sei quando bevi?



la canzone mi piaceva e ho fatto un po' di ricerca sul web. le parole sono di carl michael bellman, poeta e compositore svedese fra i più significativi nel panorama scandinavo del '700, il cui primo traduttore fu nientemeno che hans christian andersen. il pezzo del video si intitola vila vid denna källa, (riposa a questa fonte, ndr), e mi ricorda tanto un canto tradizionale italiano che secoli fa suonavo a quattro mani con il maestro di pianoforte: parlava di un cervo in mezzo a un bosco, che si abbevera... ovviamente non sono più in grado né di suonare né di fare la così poco gratificante parte da contralto, ma pazienza. senz'altro, in comune i due componimenti hanno qualche elemento barocco e idillico. l'originalità di bellman - per il suo tempo, almeno - sta nell'aver cantato la stoccolma di allora, nonché la vita di prostitute e marinai, con tanto di taverne, risse e scene di sesso, senza tralasciare le ambientazioni bucoliche. su musiche popolari destinate a diventare parte integrante del patrimonio culturale svedese, molte delle sue composizioni sono intonate ancora oggi in occasioni formali o comunque di festa o commemorazione.

questo canto, che fa parte della raccolta "le epistole di fredman", narra di un orologiaio realmente esistito - il signor fredman, appunto - che invita la sua sposa, la bella ulla, a unirsi a lui nei brindisi: una colazione a base di vino rosso speziato (ecco che entra in gioco la pimpinella d'inizio canzone, per cui davide sorride sempre) e carne di beccaccia, nei pressi di una sorgente orlata di fiori di ogni specie e ninfe zelanti del proprio dovere. peccato che i brindisi di fredman siano un po' troppi e che a fine canto lo conducano alla morte. äntlig i detta gröna / stod ulla sista gången brud / den sist gången brud (infine, in mezzo a questo verde / ulla fu sposa per l'ultima volta / sposa per l'ultima volta).

immagino sia proprio per evitare questi eccessi e portare l'attenzione sui rischi dell'alcol che la canzone di bellman è stata scelta per la campagna che imperversa in tivù. scelta azzeccata direi, ancor più per come il tema brioso stride con il delirio riproposto in video.

l'iniziativa è dell'iq, consociata della systembolaget ab (la catena di negozi a gestione statale, unici venditori al dettaglio di bevande alcoliche in svezia). lo scopo dell'azienda stessa è promuovere un approccio intelligente al consumo di alcol, aumentato significativamente negli ultimi anni. secondo i dati dell'iq, nel 1996 il consumo annuo di alcol puro per svedese dai 15 anni in su era di 8,4 litri ; nel 2005, era salito a 10,2 litri. l'oms avrebbe statistiche diverse, che vedrebbero gli italiani più bevitori degli svedesi.

in realtà, credo che il vero problema sia come è ripartito questo consumo. se in italia si beve in media un bicchiere di vino a pasto, per esempio, e si registra una minore frequenza di abusi alcolici, qui si tende più che altro al cosidetto "binge drinking", la prassi del bere finalizzata alla sbronza.

chi conosce lo svedese, potrà rispondere alle domande del test suggerito dallo spot (su una scala da 1 a 10, io arrivo alla seconda tacca, con un dito di vinello rosso quasi tutte le sere e un superalcolico una volta al mese...).

bellman, fra l'altro dedito a bacco, non avrebbe potuto augurarsi un uso migliore dei suoi pezzi!


Update:

ecco il video di IQ precedente, di cui si è discusso nei commenti. Anche qui il contrasto tra la melodia e le immagini è molto interessante ed efficace...



mercoledì 7 ottobre 2009

italienska filmfestivalen

dal 2 all'8 ottobre si tiene la dodicesima edizione del festival del cinema italiano in svezia, organizzato con il contributo del ministero per i beni e le attività culturali.

sì, lo so. mi ero riproposta di parlarne tempo fa e ora la comunicazione arriva in ritardo, ma forse siamo - e siete - ancora in tempo per vedere le ultime proiezioni.

stasera alle 18:15 andremo a vedere focaccia blues, un film documentario del regista nico cirasola, che sarà in sala. è la storia realmente accaduta di un panettiere pugliese che sfida un colosso americano... ce la farà? è chiaro per chi faremo il tifo.

pare segua focaccia & wine party. se riuscite a venire, ci trovate lì.

martedì 6 ottobre 2009

blogfesten









finalmente la festa dei blogger italiani in terra scandinava.
qui il post a reti unificate, grazie mauro!

lunedì 28 settembre 2009

L'Arizona è più vicina


E' tempo di aggiornamenti. Non sia mai che i nostri affezionati lettori rimangano senza sapere come è andata a finire. Poi magari non riescono a dormire, si distraggono mentre sono alla guida... ecc. ecc., dando il via a un effetto farfalla di cui non vogliamo essere responsabili (ovviamente non mi riferisco al Butterfly effect di questo film, ma a questo classico racconto di Ray Bradbury, ispirato a questa teoria, il cui testo originale completo può essere trovato qui e quello italiano nelle raccolte "Il grande mondo laggiù" e "Le auree mele del sole", entrambe fuori catalogo ovunque. O se vogliamo, facciamo riferimento alla divertente parodia che ne fanno i Simpson nell'episodio di Halloween "La paura fa novanta").

Primo degli aggiornamenti. La camminata verso l'Arizona. I sei mesi sono passati e la competizione è appena finita. Indovinate a che posizione siamo arrivati nella classifica che conta per vincere il viaggio premio, e cioè quella del numero di giorni con più di 10000 passi?


PRIMI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ovviamente non siamo da soli. Insieme a noi, i Data Rats, ci sono altre 11 squadre. Beh, se contate che in totale, tra Università della California e Karolinska Istitute, sono arrivate alla fine ben 573 squadre...
Comunque, il viaggio premio sarà estratto a sorte fra noi 12 :)

Abbiamo compilato 3 questionari. Uno all'inizio, uno a metà e uno a fine gara. Come da regolamento, un nostro membro (Lovisa) è stato scelto per un check-up medico completo a inizio e fine competizione. Un nostro membro (sempre Lovisa) ha vinto uno dei premi settimanali a estrazione (due biglietti per un film a scelta, ovunque in Svezia; fra gli altri premi, magliette, massaggi e cotillon). Insomma contiamo sul c... ehm, sulla fortuna di Lovisa per essere estratti per il premio finale.

Lovisa corre più di tutti


Nella classifica per numero di passi compiuti, invece, siamo solo ventesimi, più che altro per demerito mio. Lovisa ha un impressionante 26° posto nella graduatoria INDIVIDUALE (cioè su 2023 iscritti, esclusi i ritirati, che nel totale dei sei mesi sono stati abbastanza numerosi). Jingmei e Lisen sono intorno al 150° posto, io al 523° :(((

Grafico del numero di passi in Agosto-Settembre. In Arancione la media di squadra, in rosso la mia performance, in grigio la media della competizione.


Prima di procedere nel dileggio, voglio ricordare che questa classifica, a differenza di quella dei giorni con più di 10.000 passi, vale solo a titolo personale, e non è associata ad alcun premio. Visto che io di soddisfazioni personali non ne cerco, chi se ne importa? :)

A questo punto volevo proprio postare una foto di gruppo dei Data Rats, ma è del tutto impossibile trovarsi per scattarla: Lovisa sta frequentando la scuola di medicina e passa in dipartimento solo la sera tardi, Lisen è ancora in maternity leave e c'è un paio di giorni random alla settimana, io ho cambiato lavoro e dipartimento, Jingmei ha un orrido sfogo sulla faccia che i dermatologi non riescono a spiegarsi.

Quindi riunisco virtualmente i nostri eroi con il buon vecchio photoshop e foto di repertorio.

Jingmei, Lovisa, Lisen (con la piccola Ester) e, dulcis in fundo, io da Starbucks.

Ora attendiamo il risultato dell'estrazione, pronti a difendere con le unghie e coi denti il nostro 8.33% di probabilità di vincere. Chissà.

martedì 22 settembre 2009

In zir par la furesta. Update/upgrade.

Il nostro raccolto, dopo la notevole scrematura effettuata dal micologo dei funghi vecchi o meno belli. In origine erano circa il doppio.


Siamo tornati a raccogliere i funghi. Il tempo non era ideale, ma ce la siamo cavata. Cesto da bici più una borsa di tela iperstrapieni di porcinelli e porcini. Battuto il record del fungo più grande, qui in foto con un modello.

Riuscite a trovare le 7 piccole differenze?

Come la volta passata, anche domenica abbiamo volutamente raccolto funghi del tipo Lactarius Torminosus. La volta scorsa se li era portati via Franco, il micologo, dicendo che ci faceva un trattamento lui con acqua e sale, altrimenti non erano buoni, e la cosa ci aveva fatto un po' sorridere, scettici.

Lactarius Torminosus

Ce n'era una quantità enorme e ne abbiamo riempita una borsa, ma avremmo potuto raccoglierne il doppio senza problemi.
Niente di strano se si considera che il Lactarius Torminosus è un fungo tossico e considerato velenoso e assolutamente non edibile in tutto il Mediterraneo. In Italia è chiamato "peveraccio delle coliche", per evidenti motivi...

Franco ci ha spiegato che in Finlandia lo consumano regolarmente, previo già citato trattamento. In effetti li avevamo raccolti per lui e glieli volevamo lasciare, ma non ha voluto, anzi ci ha reso edotti del segreto, che io ora divulgo...

-Pentola con 2 litri d'acqua
-3 misurini da caffè di sale (caffè svedese, un misurino circa... quanto? Aiutatemi... mezzo bicchiere?)
-Bollitura dei funghi tagliati a listarelle per almeno 10 minuti (noi abbiamo fatto 15)
-Eliminazione acqua di cottura e risciacquo
-Ricettina: condimento in insalata con pomodori a tocchetti, fagioli bianchi di Spagna, prezzemolo, aceto balsamico, capperi
-Riposo in frigo per un'ora
-Cena

Erano buoni. Un'insalata gustosa che Giusi, Mauro e io abbiamo mangiato senza nessunissimo problema, senza il minimo bruciore o la più piccola difficoltà digestiva.

Alla cottura odore di frutta (mele), carne soda e leggermente profumata di pepe (ma non piccante). Il giorno successivo il sapore era diventato un po' più amarognolo, ma di nuovo nessunissimo problema di alcun tipo. Non un fungo che ti cambia la vita, ma comunque nemmeno male.

Sino a qui il racconto, di seguito il commento:


NON FATELO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Proibisco a tutti categoricamente di ripetere la nostra esperienza, per una serie di validi motivi:

1) Tutto quello che ho scritto e scriverò potrebbe essere benissimo un'immane cavolata, io un pazzo malato o un burlone dal cattivo gusto.
2) Internet non possiede la verità assoluta e spesso vi sono scritte un mare di stupidaggini (tipo le mie). Ma con una rapida ricerca, potrete scoprire da soli che in Italia tutti gli esperti ne condannano il consumo. Scoprirete anche che in alcune zone della Calabria e Sicilia vengono tradizionalmente consumati (seguendo una ricetta più o meno simile), ma questo non cambia la classificazione del fungo: altamente tossico.
3) Se sbagliate qualcosa, o mi sono sbagliato io, o interviene un fattore X che qui non è venuto fuori, le conseguenze sono toste.
4) Non voglio prendermi, anzi solennemente e fortemente rifiuto, ogni responsabilità derivata dal consumo di Lactarius Torminosus.
5) Coi funghi non si scherza. Quasi tutti i Lactarius sono tossici, e ce ne sono di vari tipi, alcuni molto simili, ancora più pericolosi. I nostri erano stati tutti controllati da Franco, ed erano tutti Torminosus, ma i vostri?
6) Vi prego in ginocchio di non farlo.

lunedì 21 settembre 2009

bio och bioprogram

cinema e programmi

sono contenta perché stamattina ho fatto una felice scoperta, anzi più di una. mi sono imbattuta nel trailer di un film che si preannuncia quale evento mediatico in grado di lanciare un messaggio forte e chiaro ai 192 paesi che, a dicembre, saranno invitati a partecipare alla conferenza di copenhagen sulle sorti del nostro pianeta: the age of stupid, un ibrido fra documentario, genere drammatico e animazione sui cambiamenti climatici visti da un non troppo lontano 2055. si tratta di una produzione del tutto indipendente - motivo in più per parlarne - promossa da organizzazioni come greenpeace e wwf, finanziata tramite il crowd funding, un modello di raccolta fondi che si rivolge alla gente comune e che trova nel web 2.0 il suo sostrato ideale.

chiunque può acquistare la licenza di the age of stupid, organizzare una proiezione e tenere gli incassi per sé o per la propria campagna a favore dell'ambiente. ora a södermalm esiste - o forse sarebbe più appropriato dire "resiste" - un piccolo cinema che ha rischiato più volte di chiudere. si chiama rio, è gestito da una sola persona e vanta arredi degli anni quaranta recentemente restaurati grazie a diverse donazioni. il rio - che presenta film d'essai, 3D, opere in diretta dalla metropolitan opera di ny, letture di racconti per bambini e festival vari - è l'unico cinema di stoccolma che domani, 22 settembre 2009, proietterà la prima mondiale di the age of stupid, insieme ad altri cinquecentocinquanta cinema sparsi in quarantacinque paesi, dopo la presentazione ufficiale di oggi a new york, con tanto di tappeto verde, locale a energia solare e la presenza dell'ex segretario dell'onu kofi annan, cui seguirà l'incontro alle nazioni unite proprio in vista di copenhagen. la tecnologia satellitare, attraverso cui sarà trasmesso il film, permetterà di abbattere le emissioni di co2 risparmiando sulla produzione delle pellicole e sulla loro distribuzione.

purtroppo i pochi posti disponibili sono già esauriti, peccato non riuscire a partecipare all'evento! ma consiglio a chi vive in città di registrarsi sul sito del cinema rio per l'acquisto on line dei biglietti e per ricevere aggiornamenti sulle novità del programma (a breve l'ubuntu filmfestival, per esempio).

ed ecco il trailer di the age of stupid, che davide e io cercheremo comunque di andare a vedere in settimana:


mercoledì 9 settembre 2009

Titolo: Andrej Perboski. Ovvero incauti, sprovveduti principianti alla ricerca del porcino reale.

Sottotitolo: Per la föresta di Tyresta



Collocazione temporale: un discreto weekend di inizio autunno, con ancora nell'aria qualche lieve profumo tardoestivo.
Ambientazione: le foreste nei dintorni della capitale svedese.
Personaggi: "La banda dei cinque", versione ridotta de "I sinistri sei", ben noti al grande pubblico per le loro precedenti avventure.
Altri personaggi: la nervosa cavallerizza svedese, il micologo Franco.
Genere: avventura/thriller demenziale.


Stanchi della monotona vita cittadina e al contempo desiderosi di gustare prelibatezze della natura non apprezzate dagli indigeni, i nostri eroi decidono di passare una domenica diversa dal solito noleggiando una macchina e avventurandosi nella foresta. E' iniziata la stagione dei funghi, e gli stoccolmesi impazziscono per poche briciole di "kantarellen" (i nostri finferli, galletti, galluzzi, gallinacci).

Parentesi: tutte le altre prelibatezze micologiche che condiscono i nostri piatti, i locali non le conoscono. Apprezzano pizza o risotto coi porcini ordinati al ristorante italiano, ma non hanno idea di che cosa siano "i porcini". Verrebbe da pensare che questi e altri pregiati funghi qui non si trovino. Sbagliato. Ci sono, eccome. La varietà dei funghi è più o meno come quella italiana, e le foreste sono enormemente più grandi. Resta perciò un mistero perché negli anni non si sia sviluppata una cultura dei funghi simile alla nostra. Certo, ci sono gruppi micologici, mostre, come da noi, ma rimane assolutamente una cosa di nicchia. Gran parte della popolazione consuma e compra solo kantarellen, e se inciampa in un porcino, gli dà un calcio. Fine parentesi.

Consci delle enormi possibilità che la pressoché assoluta mancanza di concorrenza mette a loro disposizione, il magico gruppo di amici si butta all'avventura, nonostante la loro assoluta e scandalosa incompetenza.
Coraggiosi sì, ma stupidi no. Col fungo non si scherza. Viene definito da subito un piano di azione:

- dopo un breve brainstorming, concordano sul fatto che sommando tutte le loro conoscenze hanno un'idea di massima di come identificare il solo porcino. Sono ben di più i funghi che il palato vorrebbe assaggiare, ma l'inesperienza sovrana ne limita l'accesso. Ergo, si va a porcini, nient'altro. Coraggiosi e ottimisti.

- pare che al limitare della foresta di Tyresta, proprio domenica ci sia una mostra con esperti che si prestano al riconoscimento dei funghi. Questo è il punto nodale per gli ardimentosi. Se non dovessero trovare gli esperti, allora getteranno tutto.

- Marta conosce un posto. Tutti in coro: AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH! Ma alloraaaa!!! Beh? Coraggiosi, ottimisti, ma anche furbi come faine e approfittatori come il cagnolino di Amy quando ti giri e lasci il piatto incustodito. Zzzap!

Partono, lasciandosi dietro il reticente Antonio che adduce motivazioni verosimili di matrice vagamente lavorativa e che purtuttavia conferma da subito la sua presenza a un'eventuale susseguente mangiata di tagliatelle.
Il posto conosciuto da Marta (sul quale volutamente non sono qui rivelati dettagli) è al termine di una lunga stradina sulla quale forse le macchine non possono andare, ma che per pigrizia viene percorsa in macchina. Parcheggiano e si addentrano nel bosco alla rinfusa, senza bastone, un po' in fila indiana e un po' no, camminando su piani rocciosi o in mezzo a pozzanghere melmose, senza avere idea di come si cerchino i funghi.

-Ussssssignoreiddio!!! - esclama Mauro alla vista di un poderoso boleto, dopo pochissimi minuti.

Due degli esemplari raccolti. In questo caso entrambi leccini.


E non solo quello. In ogni angolo funghi di ogni tipo, di sicuro molti dei quali commestibili. In breve tempo la squadra riempie il cestino da bici che si era portata e posa per la foto ricordo, felice del risultato ottenuto, anche se incerta sulla commestibilità del raccolto.
I nostri vengono però interrotti nei festeggiamenti da una signora a cavallo che si avvicina e, con un sorriso gelido, senza nemmeno salutare, rammenta loro caustica che su quella strada le macchine non possono andare. Riporto questo passo per dare un'idea delle differenze tra Italia e Svezia: l'atteggiamento della signora equivale nella scala di comportamenti svedese a un più colorito "che c... ci fate qui con la macchina?" italiano, magari urlato.
I coraggiosi chiedono scusa e se ne vanno.


Foto di gruppo pre-assaggio funghi. Ci piace ricordarli così...


Destinazione Tyresta, foresta e parco Nazionale, di cui abbiamo parlato in un post qualche tempo fa. Bellissima, andateci. Tutte le info e i siti web di riferimento sono nel post già citato.
All'ingresso del parco, nel centro accoglienza, campeggia come sperato la mostra micologica, con relativi esperti a disposizione.
I due più impavidi, Marta e Davide, entrano timorosi con il loro cestino da bici dal contenuto dubbio, pronti a sottomettersi al giudizio dei luminari e speranzosi di non scatenare l'ilarità del convivio.
Mentre con fare giannipinottesco si palleggiano le responsabilità (-Vai avanti tu! -No, io non ci vado -Ma tu parli l'idioma... -E che c'entra, vai tu!) vengono interrotti da una voce che nella lingua natìa afferma:
-Qui si parla italiano, eh?

Il famigerato cestino, poi ulteriormente riempito...

E' il micologo Franco, un simpatico signore piemontese che da 35 anni vive a Stoccolma e che si è sempre occupato di funghi.
Racconta dell'associazione a cui appartiene, Svamp i Stockholm, ed esamina i funghi. Tutti leccini e porcini. Egregio lavoro. Alcuni li butta perché sono vecchi, e amministra consigli su come riconoscerli. Con estremo stupore si scopre che il tanto temuto boletus satanas è assente dalle terre di Svezia (a Gotland però c'è.). Nel frattempo arrivano i rimanenti eroi e si parla un po' di tutto, dell'Italia, della vita all'estero, della partita della nazionale, ecc.
Curiosamente, Nicoletta (minuta ragazza di origine sarda) viene da lui soprannominata la Sardina. Strano.

Ampiamente soddisfatti e appagati, i nostri trascorrono tronfi qualche altra ora per la meravigliosa foresta, buttando un occhio qua e là ogni tanto e rimediando un altro paio di porcini reali, facendosi un panino, e ritornando alla fine da Franco per un saluto e una controllatina finale agli ultimi reperti.

Sommamente stanchi e felici ritornano al fin de la historia a casa e impiegano le briciole di energie residue nel pantagruelico cenone a base di funghi serale, dove ricompare Antonio che, va detto, si dà molto da fare in cucina, e fanno la loro comparsa pure i meravigliosi fiori di zucca e le zucchine dell'orto di Marta... ma questa è un'altra storia.

Domenica 19 Settembre Franco e i suoi saranno ancora lì a dare una mano a chi ha bisogno di consigli. Per raggiungere Tyresta non è necessaria la macchina, ci si arriva anche in autobus. Se servono dritte, scrivete.
Noi ci torneremo di sicuro, questa volta con un cesto più grande.

lunedì 31 agosto 2009

Ricominciamo


Eccoci di nuovo.
Anche quest'anno ci siamo assentati per un po'. Vacanze, riposo dopo le vacanze, stress da inizio lavoro, pigrizia... beh, ora ci siamo. Siamo pronti a ricominciare.
Certo, ci dispiace anche quest'anno di non aver raccontato l'estate di Stoccolma. Abbiamo parlato spesso in passato di neve, laghi ghiacciati, tavolate di Natale, ecc., ma ci è quasi sempre sfuggita l'occasione di descrivere il sole a mezzanotte (beh, quasi...), i barbecue sui prati, le gite in kayak, e così via. Quest'anno in particolare ci sono stati un paio di momenti in cui il post stava per scaturire spontaneo dalla tastiera, e solo la già citata pigrizia lo ha impedito.
I rimasugli di quei pensieri mi sono rimasti appiccicati alle dita, e mi accorgo ora che sbatacchiandole ne salta fuori un nanoblog post-estivo...


Vacanze: Giusi e io per la via dell'influenza suina. Alla scoperta di New York prima e in giro per il Messico (Yucatan) in autobus poi. I primi Backpacker-Gourmet-Ambientalisti-Viveur che il mondo ricordi. Una vacanza che collocherei esattamente al centro del triangolo televisivo "Passaggio a Nord Ovest", "Pianeta mare" e "Gusto", con una puntatina involontaria a "E.R. medici in prima linea".

Famiglia: le cene in Romagna, principalmente a base di pesce e prodotti tipici. La fatica di mesi passati in palestra resa vana dai profumi e dai sapori di casa. Il viaggio in Danimarca, dove si è fatta conoscenza con la piccola e dolcissima Frida, neo-nipotina di Giusi (e per proprietà transitiva pure mia). Un batuffolo patatoso che ci ha rallegrato la fine dell'estate.

Stoccolma: di nuovo la nostra città, invasa come ogni estate (forse quest'anno ancora di più) dagli italiani, che nella sua dimensione non turistica ha offerto interessanti svaghi. Scuoto ancora un po' anulare e mignolo e ne salta fuori un microblog fotografico:


Stoccolma: didascalie estive


Pride: anche quest'anno ce lo siamo perso, essendo arrivati in città che era appena finito. La festa che caratterizza l'inizio di agosto, dove senza eccessivo caos, senza polemiche inutili, con una buona dose di divertimento e autoironia si manifesta per i diritti della popolazione omosessuale in tutti quei paesi dove tali diritti vengono lesi o negati. Vengono anche portati avanti interventi sociali e solidarietà. All'interno della manifestazione numerosi sottocortei hanno sfilato, come le fantastiche golden ladies, o varie categorie lavorative (ad esempio i medici, i poliziotti, gli insegnanti). Una festa.

Golden ladies




Proud policemen





Kulturfestival: una settimana dedicata alla cultura e alla musica, dal 10 al 15 agosto. La città era tutta un palco, un evento, un reading. Tutto gratis.
Dalla piazza dove si esibiva un ensemble di danzatori armeni, all'angolo dove sparava note un gruppo ska-punk turco. Film, musica d'avanguardia, musica classica, tango. Architettura, fumetti, fotografia, libri usati.









La corsa di mezzanotte: la Midnattsloppets è ormai una tradizione stoccolmese (e non solo). 21000 corridori registrati (numero massimo consentito, raggiunto diverse settimane prima della gara) si sono dati appuntamento il 15 di agosto per correre insieme per la città. Alla registrazione veniva fornito un chip e una maglietta Nike (sponsor). Ogni anno il colore è diverso, quest'anno è stato il turno del verde. Colpo d'occhio notevole. Corsa, fuochi d'artificio e città in festa fino a tarda notte.


mercoledì 1 luglio 2009

Occhio alla zecca


Né l'orso affamato a caccia per i boschi, né l'alce imbranato che staziona di notte in mezzo alla strada possono competere in termini di pericolosità per l'uomo con la più temibile delle creature che vivono in Svezia: la zecca.
Torniamo ad assumere, dopo tanto tempo, il ruolo di "blog di servizio in ritardo", che tanto ci era caro.
"In ritardo" perché la stagione delle zecche è già iniziata. "Di servizio" perché non è ancora terminata e si fa in tempo a vaccinarsi.

Zecche e Svezia. Un binomio sempre più forte, consolidato nel tempo.
Qui il mutamento climatico non si fa sentire, come accade in Italia, con estati sempre più torride (per quanto l'afa, fino a pochi anni fa sconosciuta, faccia di anno in anno sempre più spesso la sua comparsa e negli ultimi anni mezzi pubblici e negozi inizino a dotarsi di condizionatori, cosa impensabile fino a qualche anno fa). Qui il problema grosso sono gli inverni miti e piovosi (quello passato è stato tutto sommato un'eccezione) e il proliferare tardo primaverile degli insetti.
Tra loro le pericolosissime zecche, portatrici di varie malattie, come la borreliosi o malattia di Lyme (casi riscontrati negli ultimi 20 anni anche in zone alpine italiane), molto pericolosa ma se diagnosticata in tempo curabile abbastanza facilmente con terapia antibiotica, e la TBE, o encefalite trasmessa da zecche (comparsa per la prima volta in Italia nel 1994, in provincia di Belluno, e fortunatamente ancora relegata solo ad alcune aree delle Alpi del nord est), raramente mortale, molto più spesso gravemente degenerativa a livello neurologico e con prognosi variabile a seconda dell'età e del tipo di vita condotta. La TBE non è curabile.
Esiste però la vaccinazione. Viene effettuata in tre dosi, le prime due nell'arco di 1-3 mesi (garantiscono una protezione dell'85%), la terza entro il primo anno, cui seguono richiami triennali.
Qui in Svezia la zecca infetta è presente soprattutto nelle zone costiere del sud e negli arcipelaghi, zone molto popolose o comunque meta di transumanze turistiche estive.


Zone maggiormente a rischio per la TBE


Per quanto l'area di diffusione non sia estremamente estesa, l'ammontare delle persone esposte e la proporzione di zecche infette fa sì che la Svezia al 2008 sia stato il paese con il più alto tasso di encefalite trasmessa da zecche in tutta l'Europa occidentale, con un aumento esponenziale rispetto agli anni passati, aumento che tuttora continua.
La Svezia si sta impegnando enormemente per affrontare il problema. La campagna iniziata qualche settimana fa è imponente:
pubblicità televisive, cartelli per strada, interventi nelle scuole, addirittura il bus per vaccinarsi che gira per Stoccolma.

Fästingbussen

Quest'anno più che mai abbiamo sperimentato la cosa in prima persona. Innanzitutto ci siamo vaccinati, anche se all'ultimo momento. Sono diversi i centri in città in cui è possibile farlo, come Sveavaccin e Centrumkliniken.
Durante la gita in barca a vela, Marta, Nicoletta e Antonio hanno trovato zecche che camminavano sui loro vestiti, in cerca di un punto in cui mordere. Qualche giorno dopo io ne ho incautamente e involontariamente staccata una che mi aveva morso attaccandosi all'interno dell'articolazione del ginocchio e se ne stava lì beata.

Per cui ce la sentiamo di darvi brevi consigli:
- se prevedete un soggiorno prolungato, una lunga camminata in un parco, giornate in giardino o qualsiasi attività da svolgersi in zone umide e erbose costiere o dell'arcipelago, considerate la possibilità della vaccinazione e rivolgetevi al vostro medico o a uno dei centri che la praticano per ricevere consigli e informazioni;
- usate un buon repellente per gli insetti, preferibilmente quelli in cui è indicata l'azione contro le zecche;
- esaminate attentamente i vestiti, gli zaini. Quando possibile, controllate minuziosamente tutta l'epidermide (e dico TUTTA, chi vuole capire capisca...), in particolare dove la pelle è più morbida (i.e. interno ginocchio, gomiti, ascelle, ecc.);
- se trovate una zecca attaccata, rimuovetela cautamente, se possibile usando l'apposito attrezzino, evitando di lasciare la testa dell'insetto all'interno della pelle;
- se la testa dovesse rimanere all'interno, può essere rimossa con l'ago come si fa per le schegge di legno. A questo punto, però, confido che vi siate già consultati con qualcuno ;)















Qualche esempio dei citati attrezzi rimuovi-zecche...



Beh, non vorremmo a questo punto avere scatenato allarmi e panico generalizzato... bastano poche e semplici precauzioni, essere coscienti della cosa, e il resto vien da sé.

Per cui se vi capita, se vivete qui o se siete in vacanza e avete qualche giorno per godervi una Svezia decisamente poco conosciuta alla maggior parte dei turisti italiani, visitate senza indugio il meraviglioso arcipelago di Stoccolma, magari pernottando in qualche isoletta boscosa e facendovi un bel giro in kayak per le acque placide e i paesaggi da fiaba della zona...

E in bocca alla zecca ! (ops, questo forse non dovevo dirlo... ;) )



lunedì 29 giugno 2009

Sailing



Bellissimo, inaspettato. Io ho un po' paura dell'acqua (in particolare quando è tanta, come nel mare) e a nuotare me la cavo appena, per cui una vacanza in barca a vela prima del week-end appena trascorso non l'avrei definita una delle prospettive più allettanti. Mi sono buttato nell'impresa proprio perché mi attirava la dimensione di sfida personale, e soprattutto perché, data la compagnia, ero sicuro che mi sarei divertito.
E così è stato.
Meraviglioso.
Dal primo giorno, quando ci siamo messi i giubbetti salvagente appena usciti dalla marina e tremavamo impauriti a ogni movimento dell' imbarcazione, all'ultimo, quando chiedevamo allo skipper se potevamo andare controvento per poter fare qualche strambatina con la barca piegata di lato.

Siamo stati anche fortunati col tempo, che doveva essere pessimo, stando alle previsioni, e che invece si è dimostrato magnanimo. Abbiamo vissuto un po' di tutto. Dal viaggiare nell'occhio della tempesta, con nuvoloni neri e fulmini che saettavano attorno, al pomeriggio di calma piatta con il sole che picchiava e il silenzio assoluto, interrotto soltanto dal cigolare delle corde.

Ovviamente non ci siamo fatti mancare le libagioni. Barbecue tutte le sere, con salsiccia toscana, roast beef e filetto di maiale. Aperitivi, con coppa e salame emiliani e pecorino più che DOP sardo. E a Midsommar avevamo pure l'intramontabile classico svedese, una buona aringa, accompagnata da un'ottima Vodka russa di 40 gradi che andava giù che sembrava acqua fresca. Per finire, caffè e ammazzacaffè, laddove la parte del leone l'ha fatta il limoncello fatto in casa da Marta. A dire il vero ci sarebbe dell'altro (che dire della pasta all'amatriciana cucinata in barca mentre si navigava?), ma è meglio che lasci stare.... E meno male che si era deciso che si sarebbero fatti pasti frugali perché lo spazio sulla barca era poco.

Abbiamo visto bellissime isolette, in particolare quelle del gruppo di Lilla Nassa, e ambienti perfetti per un film fantasy, con panorami mozzafiato e natura incontaminata.

Che bello navigare, farsi spingere dal vento, affrontarlo, imbrigliarlo e guidarlo con movimenti studiati e conoscenze che il genere umano ha acquisito in tempi antichissimi.
Bello.
Non sentire bisogno di internet e del cellulare per un po', essere liberi di dire tutto ciò che ci viene in mente, sempre felici, anche delle zanzare che ci martoriavano a centinaia.
Abbiamo noleggiato la barca a Djurö: un'Arcona 370, 13 metri e 6 posti circa. Insieme alla barca ci è stato fornito il bravo skipper Rikard, ex marinaio militare e ora velista, molto alla mano e simpatico.
La ciurma era composta da 6 intrepidi: Nicoletta, Marta, Mauro, Antonio, Giusi e io.
Per l'occasione abbiamo deciso di fare un post un po' particolare: abbiamo chiesto ai nostri compagni di viaggio se se la sentivano di raccontare qualcosa di loro gradimento pescando tra gli innumerevoli aneddoti, e loro hanno accettato...
Et voilà:

Parte prima: il racconto di Antonio
Il salmone volante

Il momento è di calma apparente. Mare piatto, sole a picco, tutto l'equipaggio rilassato. Si decide così di fare un cambio di mansioni, promuovendo il mozzo di quarta classe Antonio a provvisorio comandante della nave. Il mozzo, da esperto pescatore, si mette a pescare la cena per la sera mentre disinvoltamente controlla il timone della nave con il piede destro, ricordando vagamente il famoso Sampei dei cartoni animati.

Antonio Sampei (mentre lo skipper non guardava)

Il dolce rollio della barca nella tarda ora pomeridiana stimola un leggero languorino negli stomaci dell'equipaggio. Per placarlo il capitano in seconda Nicoletta decide di dispensare biscotti al cioccolato – ultimo rimasuglio delle scorte della ciurma – a ciascun membro dell'equipaggio.
Tutto è calmo.
Il capitano Nicoletta porge il pacchetto al capitano-mozzo in quarta Antonio.
Tutto è sotto controllo.
Ma proprio nel momento del passaggio, una brusca folata di vento inclina la barca su di un lato esponendo la plancia al mare aperto. Un salmone volante ghiotto di dolciumi spicca il volo dal mare increspato e con un sol colpo di coda azzanna il pacchetto lasciando il povero mozzo con un piccolo pezzo di carta fra le mani.

Tutti hanno gustato il biscotto al cioccolato, tranne il povero mozzo e il capitano in prima che era intento a dormire.

Bisogna sapere che Antonio, quando succede qualcosa che lo vede protagonista, addita sempre come responsabili animali selvatici tutti particolari che, a suo dire, sono i veri colpevoli dell'accaduto. Ora noi non ci sogneremmo mai di mettere in dubbio le sue dichiarazioni (per carità), né di disquisire sulla reale esistenza dei suddetti, ma quello che abbiamo visto coi nostri occhi è stato che Nicoletta ha dato il pacchetto aperto ad Antonio, il quale l'ha preso per la debole striscia di plastica che ne spuntava fuori. Il tempo di un battito di ciglia, si è udito un pluf e Antonio aveva il pezzetto di plastica in mano e gli occhi sbarrati con un'espressione sorpresa e vagamente colpevole. A ciascuno la propria interpretazione dei fatti.

Parte seconda: il racconto di Marta
Il capriolo del Baltico

Midsommar perfetta in barca a vela, nella migliore tradizione svedese. Non è semplice scegliere il momento più bello, ce ne sono tanti, tantissimi; sono stati quattro giorni di momenti belli.
La cosa più importante? La compagnia di amici veri. E' difficile trovarne, di amici veri, di quelli con cui non hai mai bisogno di trattenere un pensiero, una riflessione… ma questo è un altro post ;)
Prima di esporre il mio personale ricordo, un semplice quesito: qual è la dinamica che definisce il ruolo delle persone in un gruppo? Perché su sei, due vengono ‘scelte’ per assumere il ruolo di ‘mozzo di quarta classe’, mentre altre vengono innalzate a ruoli di ben altro spessore?
Commentate gente, commentate!

Antonio e Marta: mozzi di quarta classe, con il compito alla sera di aiutare il nostro skipper, Rikard, a ormeggiare la barca nei porti naturali scelti per trascorrere la notte.
Mauro e Nicoletta: aiutanti al timone di Rikard, capitani temporanei con la responsabilità di far navigare la barca.
Davide: barman di fiducia di tutti noi, quello a cui non si può mai dire di no. Il barman perfetto, come ha commentato qualcuno, quello che ti segue ovunque!
Giusi: ‘allt i allo’, come si dice qui, sempre presente a sostenere tutti… in tutti i sensi e soprattutto a documentare!
Sia chiaro, non mi lamento, si tratta del famoso diritto di mugugno di cui Antonio parla spesso e che io... noi... non gli riconosciamo mai.
Ciò che mi piace di più ricordare sono gli attimi di puro panico e grasse risate ogni volta che dovevamo attraccare, condivisi prima con Antonio a prua, e con tutti gli altri subito dopo.
La prima sera, in approdo davanti a un'isoletta disabitata e con un freddo assurdo, ho chiesto ad Antonio di saltare: da quel momento lui è diventato il ‘capriolo del Baltico’.
Coraggioso, ma MAI abbastanza per il nostro skipper.
Io ero quella che doveva occuparsi delle cime.
Non siamo quasi mai stati all’altezza delle aspettative di Rikard, noi due mozzi di quarta classe ... a differenza di altri che non commettevano mai errori, pur avendo mansioni di gran lunga ‘superiori’ alle nostre! (Marta si riferisce a uno dei tormentoni del viaggio: la supposta predilezione dello skipper per Nicoletta, in effetti rararmente da questi ripresa :) NdB.)
Le cime erano sempre corte, troppo corte per il capitano. Io imploravo ogni volta l’aiuto di Mauro per fare il nodo di congiunzione, ricevendo uno sguardo di disprezzo dallo skipper.
Fermarsi con una barca di tredici metri non è proprio semplice, bisogna calare l’ancora e lentamente avvicinare la barca agli scogli fino a una distanza ‘possibile’ e da li’, leggeri come caprioli, saltare giù...

Prima sera, giovedì, un'isola piccola e bassa, noi soli into the wild. Primo attracco tutto perfetto, il capitano non può lamentarsi di noi.
Il posto è bellissimo ma c’è un gran vento che spinge la barca contro gli scogli. La barca tocca una, due, tre volte e Rikard dice che dobbiamo spostarci. Io e Antonio, dopo esserci rivestiti da velisti veri, usciamo fuori e andiamo a prua a liberare la barca mentre Rikard tira su l’ancora, al freddo e sotto la pioggia. A un tratto vedo Antonio e il capitano che confabulano, la barca si riavvicina all’isola da un’altro lato della caletta rispetto a dove avevamo attraccato e Antonio scende dalla barca.
All’improvviso è solo sugli scogli... e la barca si allontana.
Da vero capriolo comincia a correre saltando da un sasso all’altro, arriva dalla parte opposta della caletta e comincia a tirare fuori dall’acqua una cima che non finisce mai... lunga, ma lunga di quelle che piacciono tanto a Rikard!
Tutti noi siamo sulla barca a guardare, intanto Antonio recupera la cima e anche la sua posizione, solo sullo scoglio... mi guarda molto perplesso e grida: ‘E adesso?’
Ce lo siamo chiesto anche noi, e adesso che facciamo?
Alla fine siamo andati a ripescarlo e dopo essere ritornati al largo abbiamo rifatto tutta la procedura di attracco, riuscita anche questa volta perfettamente!
Bravi, siamo stati bravi (e brave)!
Ma a Biskopsö, isola conosciuta per la presenza di cervi, tutto cambia.
Ci fermiamo solo un momento, la mattina di sabato per fare una passeggiata sull’isola, nel bosco per cercare di vedere i cervi, anche se più che altro abbiamo trovato zecche, uno degli animali più diffusi in Svezia.

L'approdo a Biskopsö

Antonio e io a siamo a prua: ormai siamo diventati bravissimi nell'approdo e siamo sicuri di noi, ma ora ci troviamo di fronte a una parete VERTICALE e ci rendiamo conto che Rikard punta direttamente a quella. Mi giro verso Rikard, in cerca di conforto, lui mi guarda impassibile e indica la parete; contemporaneamente Antonio mi dice di aver individuato un piccolo scalino dove la manovra sarebbe molto più agevole e me lo indica. Lo scalino lentamente scompare di lato mentre la prua punta inesorabilmente verso LA PARETE: "Devi saltare Antonio, salta, devi essere coraggioso!"
"Ma tu sei pazza", mi risponde il capriolo! Me ne rendo conto perfettamente, ma io e te, capriolo, siamo SOLO due mozzi di quarta classe!
Abbiamo esitato entrambi... e alle nostre spalle Rikard, che ci guarda disgustato, all’improvviso mi sposta di lato e incuneandosi tra noi salta si lancia sulla parete a 53 gradi, con i suoi stivali di gomma blu.

Foto dalla parete ad approdo avvenuto. In effetti l'inclinazione è notevole.

Sento ancora il suono dello schiaffo morale che ci ha dato... più a te, Antonio, che a me. In quell’istante abbiamo perso i pochi punti guadagnati nei giorni precedenti, per sempre. Mozzi di quarta classe for ever! Be brave, be brave!

Però a me, come ad Antonio, credo, questo ruolo è piaciuto!

Avendo già navigato parecchio in passato, Marta era la più esperta di tutti. Soprattutto all'inizio, era quella che prima di tutti recepiva cosa lo skipper voleva che facessimo ed eseguiva. Rikard doveva sempre dirci di andare ad aiutarla. Antonio, da vero gentleman, in occasione del primo attracco è stato lesto a offrirsi per il salto sulla roccia. A mio parere, la cosa gli è piaciuta così tanto che ci hanno preso gusto. Per l'ultimo attracco, ad esempio, quando si riportava la barca in marina, eravamo ancora distanti dall'arrivo che loro avevano già preparato scaletta e cime, e Antonio era prontissimo a saltare, carico come una molla. Purtroppo avevano dimenticato che ci attendeva un pontile, cui la barca sarebbe stata accostata. Appena se ne sono resi conto, ho visto un'ombra di delusione attraversargli il volto, e mestamente hanno ritirato scaletta e cime.


In attesa dei racconti di Nicoletta, Mauro e Giusi...

giovedì 18 giugno 2009

Ah, il teatro...!



Ah, che bello il teatro! Soprattutto se a recitare sono gli amici di tutti i giorni e se la commedia è un classico, godibile e senza tempo.
Questa sera siamo andati a vedere le prove generali dello spettacolo che si terrà domani, giovedì 18 alle 20.00, all'Istituto italiano di cultura di Stoccolma: "L'avaro" di Moliére. Per essere attori non professionisti se la sono cavata proprio bene, grandissimi complimenti.
Si sono preparati e ce l'hanno messa tutta, lo spettacolo fila liscio e veloce e noi ci siamo divertiti un sacco a vederli. Purtroppo, anche se siamo tra i fan più accaniti, mancheremo alla prima di domani sera, causa partenza per il viaggio in barca nell'arcipelago, e la cosa ci dispiace molto...

Ma straconsiglio a tutti quelli che sono in città di andarci. Anche perché l'occasione è letteralmente unica, dato che non sono previste repliche. Pensate, tutte queste settimane di fatica, studio, prove, scampoli di tempo faticosamente ritagliati nella giornata lavorativa e nei week-end, tutto per una sola serata.
Per l'ingresso è richiesto il misero contributo di 50 corone, onde aiutare i ragazzi a rientrare almeno in parte delle spese che hanno dovuto sostenere (pulizie, elettricità, custode, ecc. ecc.).

Come per le grandi compagnie, anche noi affiggiamo in cartellone alcune foto della prova di stasera.


Arpagone e Valerio


Arpagone, Frosina e Mariana



Arpagone e Don Anselmo


Frosina

La compagnia al completo



Quindi, ricapitolando:

L'avaro
Una commedia in italiano per italiani e italofoni a Stoccolma
Giovedì 18 giugno 2009, ore 20:00

lunedì 8 giugno 2009

Pirati svedesi all'arrembaggio di Bruxelles




Sembrava una barzelletta, ma ce l'hanno fatta. Si sono presentati alle elezioni con un unico, solo obiettivo: far eleggere un loro rappresentante per portare in Europa il problema del file sharing e del diritto alla privacy su internet. Programma pirata, simbolo pirata. Partito pirata. Si può dire di tutto, l'argomento si presta a ore e ore di discussioni polemiche, ma a mio parere se è innegabile che diritti di produttori di musica e film vengano immancabilmente violati da anni tramite il download selvaggio e il file sharing, è anche vero che a un occhio più attento anche le rappresaglie sono spesso selvagge, e che forse un limite dovrebbe essere definito. Io non sono un esperto in materia e purtroppo non ho ora il tempo di documentarmi sufficientemente, ma basta cercare un attimo su google e si scopre che in molti stati i poteri di chi indaga su presunte violazioni di questo tipo sono praticamente infiniti.
Capisco, concordo e sostengo tutori dell'ordine che a seguito di sospetti o denunce possano frugare nella vita di presunti pedofili, mafiosi ma anche criminali vari di ogni tipo. Sono più scettico quando sono permessi controlli random a campione per vedere se e cosa scarica il signor Rossi (non dimentichiamo che scaricare di per sé non è assolutamente un'attività illegale, che esiste un sacco di software e materiale vario libero da copyright, checché ne dicano i giudici che anni fa hanno condannato l'inventore del BitTorrent.). Poi anche sul discorso del copyright ce ne sarebbe da dire... che i bisnipoti di chi 90 anni prima ha fatto un jingle continuino ad arricchirsi coi diritti... (un piccolo esempio, Happy Birthday to You, 1893) mah...vabbe', sto andando fuori argomento. E' comprensibile che chi si senta derubato del proprio lavoro cerchi di ricorrere a ogni mezzo possibile per "difendersi", no matter what. Ma dal comprendere al permettere che un cartello di multinazionali (ma non era proibito?), più o meno a base statunitense, dettino legge (nel senso a volte letterale di "dettare le leggi") all'incirca in ogni paese del mondo e che ancora denuncino "secondo la legge americana" persone che vivono e piratano in nazioni che con l'America non hanno nulla a che fare, questo a molti può dare fastidio.




In molti paesi del mondo, dicevo, ma non in tutti. In Svezia fino a poco tempo fa non era così, e uno dei più famosi e longevi siti dove era possibile trovare file torrent aveva bellamente sede a poco più di un chilometro da dove mi trovo in questo momento. Il fortunato logo di PirateBay, una nave di bucanieri con le vele spiegate, era da anni un'istituzione qui in Svezia (ma lo è ancora). Poi anche qui è passata una legge (1 aprile), il sito è stato chiuso, i tipi del sito sono stati denunciati, c'è stato il processo in cui sono stati condannati (il 17 aprile, tutto rapidissimo. Un anno di carcere a testa più 3,8 milioni di dollari di multa. Ciumbia!). Ci sono state pure le susseguenti polemiche quando è emerso che il giudice era non ricordo più in che maniera collegato con le major (verrà sicuramente fuori nei commenti al post, ora davvero non ho tempo di circostanziare tutto quello che scrivo. Del resto questo è solo un post amatorialissimo, fatto mentre sono bloccato in una mezz'ora vuota sul lavoro... perdonatemi). Se non sbaglio sembra pure che il processo stesso debba essere rifatto... Ahhh... in questo esatto momento su "The local" pubblicano l'ultim'ora in cui la Corte distrettuale di Stoccolma ha dichiarato che il giudice non è stato influenzato "dalla sua appartenza a diverse organizzazioni che difendono il copyright". Ehi, ma ora leggo che la Stockholm District Court è la stessa che a suo tempo aveva scelto il giudice... Ma grazie al... ops, scusate... :)




Comunque, come si può notare, si parla di avvenimenti recentissimi e in continua evoluzione... Le sentenze, il clamore, tutto questo è avvenuto a breve distanza dalle elezioni di ieri, e gli scottati "avversari" politici dei partiti "normali" reputano questa concomitanza come la principale causa della strepitosa affermazione dei pirati. Se a detta di alcuni sono solo un pugno di sgangherati fanfaroni dalle idee confuse, il fatto che si siano beccati un seggio sui soli 18 totali a disposizione dell'intera nazione (7.1% dei voti) deve fare capire a tutti che il problema deve essere affrontato, e che un'opinione chiara deve essere espressa da ogni partito, di destra o di sinistra.

Chiara, e in periodo elettorale.

Dico questo, (e chiamo la loro affermazione "strepitosa") perché nella fascia di età under 30 (non solo diciotteni, quindi) il partito pirata ha ottenuto il 19% dei voti! Tra i giovani, vari analisti politici lo reputano il primo partito in assoluto, sorpassando addirittura Social Democratici e Moderati.

Anche se i Pirati non otterranno niente, se anche il tutto si dimostrerà una bolla di sapone, io se fossi un dirigente di uno degli altri partiti, storicamente da sempre alla caccia dei nuovi elettori, terrei gli occhi bene aperti e cercherei di farmi un'opinione precisa in materia. E chissà che il successo del piccolo gruppo di fanfaroni non accenda gli animi anche negli altri paesi, e che nuovi corsari e filibustieri non vengano fuori da qualche altra parte... Del resto il mare è grande e selvaggio, i galeoni passano carichi dell'oro delle gabelle e in molti sentono il bisogno di una nuova Tortuga.

martedì 26 maggio 2009

vår ruset...

la corsa (e l'ebbrezza) della primavera...

sono molteplici gli eventi podistici organizzati a stoccolma fra primavera ed estate: maratone, marce, corse... tutte occasioni per godere dell'esuberanza del verde e della luce scandinava.

proprio stasera si terrà la vår ruset, una gara nata del 1989 e dedicata alle donne che si svolge in ben 17 città della nazione, con picnic finale. a stoccolma, in zona universitet-ekoparken.
il messaggio di fondo? rispettare l'ambiente e consumare prodotti biologici (la coop svedese è lo sponsor principale).

è tardi per iscriversi all'evento, ma lancio un'idea. cerco volenterose per formare un gruppo che partecipi alla tiejmilen, altra corsa al femminile, che si terrà il 30 agosto. 10 chilometri intorno a djurgården... chi ci sta?

domenica 24 maggio 2009

Vieni a zappare a Skarpnäck

Questo lunghissimo weekend, iniziato ben mercoledì sera, essendo giovedì festa nazionale (Ascensione), e non ancora terminato, si è rivelato intenso e pieno di sorprese.
In particolare mi preme ricordare proprio l'evento di giovedì mattina.

Tutto ha origine molto tempo fa, quando Marta e Alessandro hanno affittato dal comune (credo, attendo correzioni), due piccoli rettangoli di terreno coltivabile ai margini della città, non lontano dalla loro abitazione. Località Skarpnäck.
Il nome che qui gli danno è ... (inserire prego.), e in sostanza si tratta di terreni anche di ampie dimensioni, suddivisi in tantissimi piccoli lotti, dove non è permesso risiedere né tantomeno costruire, ma solamente coltivare. E' una cosa che c'è anche in tante città italiane, niente di sbalorditivo. Generalmente ad affittare questi piccoli appezzamenti sono persone anziane, ma non mancano le giovani coppie e i gruppi di amici che vogliono sperimentare il loro pollice verde e magari mangiare ogni tanto qualche cosa coltivata con le proprie mani.
Ma l'orto va curato. E per l'appunto questo era il periodo in cui andava vangato e seminato.

Per cui Marta ha chiamato a raccolta gli adepti. Purtroppo improvvisi impegni di lavoro sono comparsi più o meno uniformemente attraverso tutto il vasto gruppo di amici.
Alla fine comunque uno sparuto manipolo di volontari (Mauro e io), ha per una giornata accantonato i pressanti obblighi lavorativi e si è presentato, impavido ed entusiasta, al luogo e all'ora convenuti (più o meno), pronto a buttare il cuore oltre l'ostacolo.
Dopo un breve rifornimento di sementi, terra e piantine alla serra più vicina, il lavoro è cominciato.
Non dovrei dirlo io, ma siamo stati proprio bravi. Sapientemente diretti da Alessandro, nostro vate e nume tutelare, nonché primo infaticabile lavoratore, abbiamo vangato, zappato, fatto solchi quando c'era da fare solchi, buchette quando necessitavano buchette, seminato, ricoperto le semine più delicate, innaffiato... insomma, messo le basi per quello che sembra diventerà un bell'orto, pronto a suscitare le invidie delle più esperte (benché attempate) vicine. Fragole, zucche, fagiolini, prezzemolo, insalata (3 tipi diversi), carote, rucola, rape rosse, rabarbaro e presto zucchine e cipolle....
Eccovi qualche foto.

Alè, al lavoro. Notare la mia tecnica. A mia discolpa devo dire che avevo una pala cortissima!


Mauro viene circondato da Alessandro, che gli taglia ogni via d'uscita. Scacco matto.

Si fa tutto come si deve. Anche i vialetti interni.


Semina. I semi delle carote vengono venduti già in striscioline. Pratico.

Pausa pranzo. Ci si rifocilla.

Esce il sole. Mauro innaffia con aria estremamente professionale.

L'orto finito. Carino, no?


Mi sono divertito un sacco, e sono tornato a casa rilassato e nemmeno troppo stanco.

Ma soprattutto rilassato...

mercoledì 13 maggio 2009

pippi calzelunghe, piccola grande cuoca

... se l'ultimo post di davide aveva, in via eccezionale, un titolo in svedese, il mio di adesso, dopo un silenzio di due mesi, ha un titolo in italiano.

e l'occasione è veramente ghiotta!

a novembre dello scorso anno ricevemmo un'e-mail da elisabetta tiveron, una blogger come noi, della stessa età di davide, con una predilezione per la storia sociale dell'entroterra veneziano e la passione per la cucina e le tradizioni culinarie considerate minori.

da qualche anno elisabetta si dedica con successo alla consulenza in ambito ecogastronomico e si è imbattuta nel nostro blog facendo ricerche sulla mia (e sua) amatissima pippi e sulle ricette del sud della svezia (temi di per sé sufficienti per attirare ipso facto il nostro interesse, come potrà immaginare chi ci conosce bene).

il risultato del suo impegno, di cui siamo felici di poter dare notizia nel nostro spazio, è appena stato pubblicato da il leone verde edizioni.

pippi calzelunghe, piccola grande cuoca è un percorso fra cibo e letteratura, entrambi nutrimenti per l'anima, e non potrà che spiccare fra le novità più stuzzicanti della fiera del libro di torino. "leggere è un gusto!"




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mercoledì 6 maggio 2009

Majblomma


Questa volta sono io a intitolare un post con una parola svedese. Fiore di Maggio. Bello, no?

I fiori sono di carta, e sono colorati. Sono montati su spillettine, ma non solo. Ogni anno un colore diverso. Ogni anno, sin da Aprile, per le strade di ogni città svedese si possono incontrare bambini che li vendono. E' una lodevole iniziativa benefica nata addirittura nel 1907, a Göteborg, grazie al lavoro di un'intraprendente signora del luogo, Beda Hallberg.


Una parte dei fondi raccolti rimane alla classe dei bambini che vendono i fiori ed è utilizzata per piccole attività, un'altra parte viene data all'omonima associazione che coordina la gestione di varie iniziative, tutte rivolte ai bambini ("Barn hjälper barn" è il motto). Dal sostegno ai bambini portatori di handicap, ai contributi per comprare occhiali e vacanze in colonia per i bambini provenienti dalle famiglie meno agiate. La tradizione è molto forte e molto sentita in Svezia e si è diffusa anche in altri paesi scandinavi.

A onor del vero c'è anche un piccolo strascico polemico. Fino al 1997 i fiori erano prodotti in Svezia, poi la fabbrica ha chiuso e la produzione è stata spostata in Cina, con un notevole aumento degli introiti e della produzione stessa. Nulla da dire dal punto di vista economico, ma in un paese dove i diritti dei lavoratori sono sacri, le foto delle fabbriche cinesi e i miseri guadagni degli operai non sono piaciute.
Ma rimane comunque una bella iniziativa. I colori di quest'anno sono il rosso e il rosa. Eccone qui uno.

martedì 14 aprile 2009

Ecco qua...


Ne sono successe di tutti i colori in questo periodo. Giornate buffe, strane ricorrenze, novità.
Purtroppo ci siamo allontanati un po' dal blog e non abbiamo aggiunto nuovi post come invece avremmo voluto e come eravamo soliti fare per descrivere la nostra vita in Svezia.
Ma l'evento principale è di sicuro che siamo andati incontro a un ennesimo cambiamento. In breve, ho terminato il vecchio contratto, quello che per la legge svedese doveva obbligatoriamente essere l'ultimo come Post-Doc e ho iniziato non uno, bensì due nuovi lavori. Nella pratica quello che faccio ora non si distanzia poi molto da quello che facevo prima. Ma sotto altri punti di vista le differenze ci sono, eccome.

Prima di tutto la casa. Giusi in questo momento è in Italia, non solo per le vacanze di Pasqua, ma perché ha letteramente smontato l'appartamento a Bologna, venduto il vendibile, traslocato il traslocabile, dipinto il dipingibile.
Basta.
Nessuna più "connessione" con l'Italia. Ora è diventato solo il posto per andare a trovare parenti e amici che ci vivono.
Noi siamo a Stoccolma.
Può sembrare un cambiamento da poco, ma non lo è. Disfarsi di mobili e soprammobili scelti con cura per durare a lungo termine è stata un'operazione come previsto dolorosa.
Significa anche staccarsi ancora un po' di più dai genitori, dalla famiglia, dagli amici. Un prezzo pagato a cuore non leggero, e con cui diventa più difficile convivere ogni giorno che passa. Ma una scelta obbligata, per poter sopravvivere. Via dal paese che amo, e che ora anche odio per avermi costretto ad abbandonarlo.
Sì, gente. Siamo noi, trentenni, quarantenni. Ci siamo fatti il mazzo per studiare e/o crearci competenze, siamo arrivati alla vita, quella vera, carichi dei nostri sogni, pronti a buttare il cuore oltre l'ostacolo e a fare di tutto per realizzarli. Ma il cuore ci è stato ributtato indietro. Dalla palizzata ci è stato detto che se volevamo potevamo entrare, ma i nostri sogni dovevamo lasciarli fuori.
Siamo noi, con la nostra valigia di cartone lucida lucida, abbonati alle linee low-cost, noi che abbiamo mollato tutto solo per poter alzarci la mattina, guardare dalla finestra e poter respirare.
E il prezzo di quel respiro vale tutto l'oro del mondo, vale le lacrime di rabbia nel non poter vedere crescere la propria nipotina, la frustrazione di non poter fare due risate a tavola col proprio padre ed essere seppellito di cibo dalla propria madre, vale mille altre cose ancora.

È il respiro, lento e triste, di noi nuovi emigranti.


Cena a casa di Mauro, qualche giorno fa


venerdì 13 marzo 2009

E cammina, cammina... arrivarono in Arizona


Chiunque si trovasse a passare per qualche giorno nei vari dipartimenti del Karolinska Institute, non potrà fare a meno di notare con una certa frequenza il ripetersi della stessa scena. Due o più persone che si incontano per i corridoi, a pranzo, sui sofà della sala comune, in caffetteria, in cucina (eh, sì, ci si tratta bene qui), che dopo essersi salutate si chiedono a vicenda: "A quanto sei oggi?" E prima di rispondere controllano un contapassi attaccato alla cintola: "Seimilasettecentootto". "Ah, beato te! Io sono ancora a quattromilaedue. Stasera mi tocca dell'extra jogging".
La competizione non è ancora iniziata, ma tutti sono già eccitatissimi.


Quale competizione? Qualche tempo fa è comparso un avviso: l'Università dell'Arizona (ASU) e il Karolinska Institute di Stoccolma (KI) hanno dato il via al progetto ASUKI. Ora, pur facendone parte come verrà a breve rivelato, non ne conosco tutti i dettagli e al momento non riesco neppure a documentarmi, per cui mi limiterò a fornire nformazioni di massima e a riportare i dovuti link.
Si tratta di reclutare il maggior numero possibile di individui fra tutti i dipendenti e gli affiliati alle due strutture (dai dottorandi in su, per intenderci) in team di 3-4 persone, fornirli di contapassi, di un elaborato questionario e di una buona motivazione per camminare ogni giorno per almeno 10.000 passi.
La buona motivazione risiede principalmente nel fatto che la squadra che supera per più giorni questa soglia vince un viaggio e un soggiorno in Arizona. Un altro team vincente sarà sorteggiato fra tutti i partecipanti, e altri ricchi premi e cotillon saranno distribuiti agli sconfitti.
E' un progetto scientifico: alla fine dei SEI MESI (lo enfatizzo perché a me era stato detto due mesi, sennò col cavolo che mi beccavano), con un altro questionario e, pare (ehm, non ho letto bene) alcune visite mediche volontarie e random, verranno valutate numerose variabili relative alla salute psicofisica dell'individuo.


Io sono stato reclutato all'ultimissimo momento, poco prima della scadenza del termine per iscriversi, e ho già ricevuto il mio contapassi (che poi potrò tenermi... vabbe', è una robina da 5 euro), con su scritto ASUKI. Non ho ancora compilato il questionario perché non ne ho voglia, ma lo farò prima di lunedì, quando la gara avrà ufficialmente inizio. Ho però scoperto che praticamente TUTTI sono iscritti e fanno parte di qualche team.
Il nostro si chiama Data Rats ed è il team più improbabile che si sia mai visto: Capogruppo Jingmei, dottoranda di Singapore con una passione per tutto ciò che è fashion e ritmi tutt'altro che sportivi, diciamo rilassati. Poi Lovisa, anche lei dottoranda ma stoccolmese doc, ipersportiva, iperginnica, che attualmente segue almeno 4 corsi fra danze orientali, fitness, e svariate altre attività (di quelle robe che, quando le vedo scritte sul tabellone in palestra, mi ritrovo per una metà atterrito al pensiero di che cosa si riesca a studiare per spillare quattrini alla gente e per l'altra ammirato per la fantasia che gli addetti ai lavori dimostrano nel combinare pratiche etnico/ginniche con la svariata e perennemente in rinnovo accessoristica da palestra).
Segue Lisen, ricercatrice svedese, che vive in un paesino appena fuori Stoccolma, neomamma per la seconda volta che si è imposta di camminare un po' di più per tornare in forma. Dulcis in fundo, io, che da bravo italiano avevo già studiato un modo per attaccare il contapassi ai conigli.
Insomma, al di là di ogni speranza.

L'idea del coniglio che corre al mio posto è in realtà abbastanza inutile per un motivo che farà inorridire tutti gli italiani che leggono (e cioè, credo, più o meno tutti quanti). Tenetevi forte. Inizia come una barzelletta (e forse lo è):
sapete come fanno a controllare quanti passi ogni persona compie ogni giorno?
No, i risultati non vengono trasmessi automaticamente dal contapassi al centro di raccolta dati via internet, sms, ecc...
No, non vengono nemmeno immagazzinati dall'aggeggio e poi scaricati alla fine del concorso...
Vi arrendete?
Ok, ve lo dico io. Siete seduti? Bene.
Semplice, ce lo chiedono. E noi, cortesemente, glielo diciamo.
In breve: si fidano.

Scusate, faccio fatica a scrivere perché l'eco delle risate di scherno proveniente dall'Italia intera copre i miei pensieri, ma questo è il succo. Noi segnamo su un foglio quanti passi facciamo e poi entriamo in internet e lo scriviamo. Punto.

Chiudo volutamente qui il discorso, aggiungendo soltanto che, quando ho detto a Lisen "Ma così chissà in quanti fregheranno!", ho ricevuto per tutta risposta uno sguardo inorridito e un "Starai scherzando, vero?"

Io e Lisen che ci alleniamo in una tiepida giornata primaverile a Stoccolma

Comunque, scherzi a parte, ho intenzione di provarci sul serio, e anche le altre del mio team hanno la stessa spinta. Non sottovalutiamo la bi-mamma, che alla mattina quando arriva in ufficio ha già al suo attivo quasi cinquemila passi, spesi solo per rincorrere i bambini per casa e accompagnare il più grande all'asilo e la piccolina dalla nonna. Jingmei ha già iniziato ad andare tutti i giorni a fare la spesa a piedi. Lovisa è una sicurezza, manterrebbe senza fatica una media ben più alta.

E dal canto mio, io non ho nessuna intenzione di barare, o comunque intendo farlo il meno possibile.
Promesso.

Arizona, arrivooooooooo!

Io finalmente arrivato in arizona, a piedi.

domenica 8 marzo 2009

radio 24

il riposo del guerriero

stefano gallarini, di radio 24, ha intervistato davide su come si vive a stoccolma, nell'ambito di un gioco a premi che mette in palio voli per le capitali europee. il tempo a disposizione era poco, ma chi avrà modo di ascoltare anche le interviste successive avrà un bel quadro della città.

per chi è di fretta, la voce di davide compare più o meno a metà del file audio.