domenica 31 agosto 2008

Amici in visita

Oggi, nonostante la bella giornata, siamo stati in casa. Questo perché nel weekend ci sono venute a trovare due carissime amiche: Shystie e Morris.
Questa è Shystie:



E questa è Morris:



Le altre due loro e nostre amiche, quelle più grandi e con solo due gambe (Amy e Sofia), ce le hanno portate giovedì prima di partire per una breve vacanza, e noi siamo stati felicissimi di ospitarle.
Siamo rimasti in casa perché nessuna delle due nuove arrivate si sentiva molto in vena di fare passeggiate. L'ambiente estraneo le aveva un po' intimorite.
A dire il vero, stasera un girettino all'Haga Park con Shystie l'abbiamo fatto. Sembra avere fatto pace con i dintorni proprio all'ultimo giorno.

Shystie e Morris pesano un totale di 7 chili e hanno in tutto 7 zampe (4 Shystie e 3 Morris, poverina. Ma se la cava benissimo).

Shystie in uno dei rari momenti di riposo diurno, in una piccola alcova che si è ricavata da sola nel cuscino del divano


Shystie è incontenibile. Vuole continuamente fare qualcosa, e preferisce stare sempre vicino a uno di noi, quando gioca, quando dorme, quando mangia. Quando dorme poi, deve obbligatoriamente stare con almeno il muso, meglio tutto il corpo, appiccicato a qualcuno. In genere si incunea in posizioni impossibili. Shystie è una vera e propria stufetta e per uno come me perennemente accaldato questo può costituire un problema.
In questo momento è ai piedi (o meglio tra i piedi) di Giusi, che sta cucinando e che le intima di spostarsi, visto che è a rischio schizzi bollenti.
Giusi non ha ancora capito che difficilmente Shystie potrà afferrare il senso delle sue parole. Prima di tutto perché è di una specie diversa, poi perché probabilmente non ha mai sentito nessuno parlare in italiano, da quando è arrivata dagli Stati Uniti, un annetto fa. Shystie, dal canto suo, oltre all'affetto che la lega a Giusi, spera sempre che del cibo cada a terra (evento più probabile quando sono io a cucinare), per cui è restia a muoversi da lì.
Shystie è anche chiamata "cane salsiccia", o semplicemente "salsiccia", "stufetta", come già detto, e "periscopio" perché quando si è a letto si vede la sua testa comparire e sparire dal bordo del materasso. Essendo più bassa del letto stesso, tenta di farsi vedere saltando più in alto che può (non tantissimo), in maniera che chi si trova disteso la prenda e la porti su. Continua a saltare su e giù fino a quando non le si da retta. Shystie è un pochino viziata e odia fortissimamente la lavastoviglie, solo quando è spenta e aperta. Ma è simpatica così.

Shystie che aspetta attenta l'apertura dell'odiata lavastoviglie


Morris mentre guarda dalla finestra

Morris, come detto prima, ha solo 3 zampe, avendone persa una in seguito a una brutta caduta dal quarto piano del suo palazzo. Fortunatamente se l'è cavata. E' l'opposto di Shystie. Placida e tranquilla, si scompone raramente. E' morbidissima e si fa prendere e accarezzare senza mai opporsi. In tre giorni ho sentito sono un paio di lievissimi "miao". Va perfettamente d'accordo con Shystie, o meglio, Shystie è quella che la cerca per giocare (alla sua maniera, ovvero scatenandosi) e lei sta al gioco quanto basta. Tende a ignorarla.

In un momento di svago (Shystie vuole giocare, Morris no)


Morris, come tanti altri gatti, passa interi pomeriggi alla finestra, guardando spazi e mondi che non ci è dato sapere. Morris a volte muove un pochino le zampe durante il sonno. Probabilmente sogna. Chissà.

Morris alla finestra

Morris non si sa mai dov'è (al contrario di Shystie, che è immancabilmente vicino a te), e dal momento in cui è entrata a casa nostra, ne ha preso possesso, relegandoci al ruolo di ospiti devo dire graditi.
Morris è una gatta dolcissima, che vuole spesso le coccole e che ama atterrare sulla scrivania di Giusi mentre sta lavorando, spiccando salti dalla poltrona che hanno del miracoloso, considerando il numero impari di zampe. A quel punto adora sedersi sui documenti che Giusi sta traducendo e farle compagnia.

Morris assiste Giusi nel lavoro di traduzione

Già ci dispiace che stasera sia l'ultima sera, e che domani Amy e Sofia le vengano a prendere.
Comunque si è deciso insieme che ci si rivedrà presto, che torneremo a trovarle.
Glielo abbiamo spiegato chiaramente, in italiano. Speriamo che abbiano capito.

Io e Shystie a passeggio per l'Haga ParkShystie e io che corriamo su un prato (Shystie è la pallina nera, io la figura accanto che fatica a starle dietro)

sabato 30 agosto 2008

surströmmings premiär

è scattata l'ora dell'aringa fermentata.

una buona scusa per far festa (l'ultima all'aperto prima che arrivi il freddo)?

da giovedì scorso - il terzo del mese di agosto, come ogni anno - questa specialità del nord della svezia è in vendita in tutto il paese. i temerari la gustino con tunnbröd, le immancabili patate bollite e un po' di cipolla rossa cruda.

e non indugino – anche se potrà sembrare un po' avventato – davanti all'eventuale rigonfiamento della scatoletta. fa parte del normale processo di fermentazione del pesce, conservato con un pizzico di sale e via...


ma attenzione: meglio aprirla di fuori per evitare che il proprio appartamento sia invaso dal fetore. "fermentata" sta per "putrida". non so se mi spiego.

nonostante la voglia di sperimentare sempre cose nuove, davide e io non siamo ancora riusciti a trovare il coraggio di affrontare questa impresa. voi cosa fareste al nostro posto? (vedi sondaggio a sinistra).

p.s.: se per ingollare la speciale aringa i più si servono di una generosa dose di snaps, i puristi sostengono ci voglia un bel bicchiere latte! sarà?!


===

it's time for fermented herring!

a good excuse to party (outdoors for the last time before the cold comes in)?

as of the third thursday in august, like every year, this traditional dish from northern sweden is now being sold everywhere in the country. the daring ones shall relish it with tunnbröd, the
ubiquitous boiled potatoes and freshly chopped red onions.

a pinch of salt preserves the fish as it ferments, which may result in bulging cans – not to be discarded... (i know, it sounds reckless!)

herring lovers are heartily recommended to open the can outside, if they want the stench to stay out of their apartment. “fermented” stands for “rotten”, if you know what i mean...

davide and i do love to try out new things, but we still haven't found the guts – literally – to undertake this venture. what would you do in our shoes?

p.s.: if this special herring is generally washed down with a generous shot of snaps, purists claim a nice glass of milk is what you really need. i have my doubts but i could give it a try.

take the poll on the left side of the page: would you like to taste fermented herrings?

answers:

  • no way! you've got to be kidding.
  • i should think not, even though i would still be curious.
  • i guess so, but i know i may regret it
  • yes, i'm so looking forward to it!

giovedì 14 agosto 2008

pussar och kramar

baci e abbracci.

finita l'estate, è il momento dei saluti. per quelli che lasciamo a casa, per quelli che ritroviamo... a casa.

due case, la faccenda si complica.

ma torniamo ai baci. uno, due. c'è chi dice tre o addirittura quattro. chi li lancia nell'aria sfiorando il viso dell'altro, chi glieli stampa direttamente sulla guancia. c'è poi chi aggiunge un abbraccio con un certo distacco. e chi preferirebbe dare solo quello.

c'è anche chi chiede da che parte si dovrebbe cominciare. da destra o da sinistra? oddio, non ci avevo mai pensato. è vero, ogni tanto capita l'inevitabile e comico imbroglio di nasi e bocche. ma che ci possa essere perfino una regola... o mi sbaglio?

immagino sia un po' come ballare il tango. il nostro corpo manda un segnale: ehi tu, guarda che mi sto sporgendo verso destra. il nostro ballerino recepisce e scarta a sinistra. chi non avverte l'altro (e funziona in entrambi i sensi del verbo), potrebbe inciampare. tutto qui.

si arrendano gli amici nordici. neanche noi sappiamo... solo i tangueros sanno.


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hugs and kisses.

summer is over, it's time for greetings. goodbyes to those we leave home. hellos to those we meet... at home again.

two homes? it's getting tricky.

but let's get back to kisses. one, two. some people say three or even four. some just brush cheeks and kiss the air, some others plant their kisses directly on the other's face. some add a loose hug. and some others would rather this was their only option.

also, some wonder what cheek you should start with. right or left? gee, i never thought about it. actually, funny and awkward crashes of noses and lips-brushing do happen once in a while. but i don't think any rule applies here. or does anyone know better?

i assume it's a bit like dancing tango: our body sends a signal: look, i'm leaning to the right. our partner receives the cue and swerves to the left. those who don't tell the other nor read the given information are likely to stumble. it's as simple as that.

our nordic buddies shall give up. even mediterranean people don't know. only tangueros do.

martedì 5 agosto 2008

regnet öser ner

di rientro, con la faccia cotta dal sole, ecco che diluvia...



So I pull my Stockings off
Wading in the Water
For the Disobedience's Sake [...]




Così mi tiro via le Calze
Sguazzando nell'Acqua
Per il Gusto di Disubbidire [...]

Emily Dickinson

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