venerdì 28 novembre 2008

bortåt en diplomatisk incident...

siamo al limite dell'incidente diplomatico!

in un articolo in inglese di the local, ecco cosa pensa dell'italia cecilia wikström, deputata liberale di uppsala al parlamento svedese, nonché vice presidente della commissione parlamentare sulla cultura.

nel suo messaggio al parlamento si legge: "in molti paesi esprimere il proprio pensiero significa correre un pericolo mortale - e d'istinto si penserà alla russia, dove capita che i giornalisti siano assassinati, o all'egitto, dove i blogger sono condannati a scontare lunghe pene in carcere - ma che vi sia un paese appartenente alla comunità europea non in grado di garantire la libertà di espressione è del tutto inaccettabile".

anna della croce brigante colonna, ambasciatrice italiana in svezia, ha definito calunniose le parole della deputata. ma nonostante wikström abbia confermato di comprendere parte delle critiche rivolte alla formulazione del messaggio, la petizione non è stata cambiata di una virgola.

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post scriptum: mi permetto di copiare qui la lettera che avevo scritto al forum di beppe severgnini e la risposta del giornalista, ricevuta oggi, 6 dicembre 2008.

Caro Beppe, abito nella civilissima Stoccolma da un anno e mezzo e, nonostante la distanza, cerco di seguire le vicende italiane come meglio posso, fra queste la storia del nostro Roberto Saviano. Forse non tutti sanno che cosa è successo dopo la bella conferenza sulla libertà di espressione che Saviano ha tenuto a Stoccolma insieme a Salman Rushdie su invito dell'Accademia svedese, la stessa che assegna il premio Nobel per la letteratura. Cecilia Wikström, deputata liberale di Uppsala al parlamento svedese, nonché vice presidente della commissione parlamentare sulla cultura, ha presentato una petizione in parlamento in cui invita l'Italia ad assumersi la responsabilità di proteggere coloro che hanno il coraggio di fare uso del diritto inviolabile di esprimersi (vedi articolo in inglese del quotidiano online "The Local": http://www.thelocal.se/15948/20081126/). Nella petizione (che sono andata a cercarmi in lingua originale, http://www.folkpartiet.se/FPTemplates/ListPage____82632.aspx) si legge anche: "In molti paesi esprimere il proprio pensiero significa correre un pericolo mortale - e d'istinto si penserà alla Russia, dove capita che i giornalisti siano assassinati, o all'Egitto, dove i blogger sono condannati a scontare lunghe pene in carcere - ma che vi sia un paese appartenente alla Comunità europea non in grado di garantire la libertà di espressione è del tutto inaccettabile". Anna Della Croce Brigante Colonna, ambasciatrice italiana in Svezia, ha definito calunniosa l'allusione contenuta nel messaggio e ha ritenuto opportuno un incontro con la deputata. Ma nonostante Wikström abbia accolto alcune delle critiche rivolte alla formulazione del testo, la petizione non è stata cambiata di una virgola. Ora, ritengo sia doveroso da parte di tutti tenere sempre altissima la guardia in tema di libertà di parola, ma francamente non sento di essermi lasciata alle spalle un paese fondamentalista. O sono un'ingenua?

Giusi Barbiani, giusi.barbiani@gmail.com

Salve Giusi. Sapevo della venuta di Saviano; me l'avevano anticipato, in ottobre, a Stoccolma (e, per quel che conta, avevo detto: ottima idea). Veniamo alla petizione. La frase "... ma che vi sia un paese appartenente alla Comunità europea non in grado di garantire la libertà di espressione..." è infelice. Saviano ha potuto scrivere quello che ha scritto, e lo Stato - giustamente, ovviamente - lo difende. Mi sembra che in Russia non funzioni così, e la signora Cecilia Wikström dovrebbe saperlo. Perciò la nostra ambasciatrice ha ragione a essere scocciata. Aggiungiamo: esistono problemi di libertà di espressione, in Italia. Penso al controllo militare della politica sui tg Rai, alla proprietà di Mediaset, ai conflitti d'interessi di tutti i giornali (banche, costruttori, industriali etc). Ma sono altre questioni, e con Saviano e la camorra non c'entrano. Ripeto: l'uscita di Ms Wikström è disinformata e inopportuna.


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aggiungo che, come mi ha fatto notare una lettrice che mi ha scritto in privato, il link della petizione è scomparso. per questo copio e incollo la petizione in lingua originale che ho trovato su un altro sito d'informazione. ecco il testo:

- Sverige införde grundlagsskyddad yttrandefrihet som ett av de första länderna i världen. Vi har därför ett ansvar att stå upp för denna frihet och visa världen, och i det här fallet särskilt Italien, att yttrandefriheten är en grundläggande mänsklig rättighet som inte får inskränkas. Italien måste nu ta sitt ansvar och skydda de individer som har mod nog att nyttja denna fundamentala frihet.

Det säger Cecilia Wikström, riksdagsledamot (fp) och vice ordförande i riksdagens kulturutskott, som i dag startar ett upprop i Sveriges riksdag till förmån för Saviano.

- I många länder är det förenat med livsfara att uttrycka sin mening, man tänker då instinktivt på Ryssland där journalister mördas och på Egypten där bloggare döms till långa fängelsestraff, men att vi har ett land som tillhör den europeiska gemenskapen och inte kan garantera yttrandefriheten är helt enkelt oacceptabelt, säger Cecilia Wikström.

7 commenti:

TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

In un mio post precedente ho linkato per errore l'articolo che tu citi, scambiandolo per un altro questo quì.

Ho un talento nel fare casini.
Correggo subito.

tornando in tema.
Purtroppo è così che ci veodono, forse è proprio questo quello che siamo, temo.

Davide ha detto...

Proprio non capisco... probabilmente perchè sono fuori dall'Italia e non ho seguito la vicenda. Di sicuro sono disinformato...
Perchè dice la tipa che in Italia non c'è libertà di espressione ?
Cos'è successo, è stato pubblicamente criticato Saviano?
Vedo adesso un video con delle affermazioni ridicole (a dir poco) di Emilio Fede, (e immagino ce ne siano state altre di altri).

Per quanto io non sia d'accordo con lui (Fede), non mi sembra che questo (ad esempio) intervento condizioni la libertà di espressione di Saviano.
Potrà volere dire semmai che Saviano viene criticato stupidamente e ingiustamente in un telegiornale, ma non che gli viene negata la libertà di espressione.

Voglio dire, in un paese veramente libero, persino il mafioso ha diritto di dire la sua, per quanto sbagliata che sia. Non è perchè ha torto che uno non può parlare: "Tu stai dicendo una str..., attacchi ingiustamente, quindi stai zitto, non puoi parlare..."...Mah!

Poi, ripeto, non so se le polemiche della deputata svedese si riferiscano ad altro, se Saviano sia sta ostacolato nella pubblicazione e diffusione del libro (che comunque mi pare uscito per il più grande editore italiano, e non ciclostilato di notte in cantine buie), se sia arrivato al successo del pubblico nonostante un boicottaggio sistematico da parte delle istituzioni o non. Questa sì sarebbe una limitazione della libertà di espressione.

Ma non essendo in Italia non posso dirlo, ho cercato un po' in rete e non ho trovato nulla, ma non so.
Spero proprio che non sia così, in quel caso sarei il primo a firmarla la petizione.

Se la deputata voleva intendere che in Italia si critica ingiustamente chi parla di temi scottanti, doveva presentare la petizione in un'altra maniera. Ma a quel punto io personalmente non l'avrei firmata. Non perchè non sia d'accordo (lo sono), ma perchè chiunque è criticabile, soprattutto chi può facilmente dimostrare di avere ragione.

TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

Agli inizi del fenomeno Saviano, nessuno si filava ne lui ne il libro.
Parlo proprio dei primordi.
E quando già correva pericoli lo stato non si è fatto sentire subito.


Se non fosse stato per personaggi del calibro di un Umberto Eco Saviano sarebbe stato per lungo tempo senza scorta.

Questo è quello che ho percepito io stando in Italia.

Vorrei incazzarmi e difendere l'Italia ma su certe cose non si può imbastire nessuna difesa.

Davide ha detto...

Ripeto, non essendo in Italia, non conosco quello che è successo, e il fatto che venga attaccato è semplicemente vergognoso. Dopo tanti post sono ormai note le ragioni per cui me ne sono (ce ne siamo) venuto (i) via. L'Italia non la difendo più da tempo...

Mi darebbe solo fastidio se la deputata svedese dicesse che non c'e' libertà di espressione basandosi sull'esperienza editoriale di Saviano, che per quel poco che ne so ha potuto esprimersi (ma ripeto, potrei pure sbagliarmi). Poi che in Italia non ci sia lo Stato, questo è tutt'altro paio di maniche. Che vai allo stadio e non sai se tornerai a casa tutto intero, che pedali per le vie di Bologna perchè ti hanno tolto la scorta nonostante sia stato ripetutamente minacciato di morte e ti ammazzano, che scrivi un libro facendo nomi e cognomi di camorristi e la scorta fanno fatica a dartela. Di sicuro non e' una bella cosa...

Mancanza di protezione e assistenza, critiche spesso ingiuste e cattive = mancanza di libertà di espressione ? Non lo so, probabilmente mi sto impuntando sulle parole. Ma nella petizione le parole sono tutto. Le virgole sono studiate.
Se avesse fatto una petizione dicendo che in Italia, un paese dell'Unione Europea, non esiste lo stato che ti protegga, e uno scrittore che parla di camorra venga criticato e abbia fatto fatica ad avere la scorta, ero il primo a firmare, ma dico sul serio.

Comunque, Saviano stesso l'altro giorno ci ha detto che se non avesse avuto il successo enorme che ha avuto, sarebbe stato molto probabilmente ignorato dalla camorra, come successo per altri testi usciti in questi anni, che la cosa che più li ha feriti (i camorristi) è quando il libro è dilagato in Italia e nel mondo. A quel punto non hanno potuto più nascondersi, e si sono arrabbiati. Lui l'ha chiamato l'oltrepassare la linea del silenzio (per Repubblica: la linea d'ombra. Sic. Il giornalista ha fatto casino con Conrad).

Comunque forse sto davvero disquisendo troppo su un termine o un altro, di sicuro la vicenda rimane brutta sotto tanti aspetti.
Ma, posto che posso avere una visione parziale dei fatti, la petizione della Wikström mi sembra un po' superficiale, tutto qui.

TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

Bhe ti impunti su una cosa sulla quale ritieni opportuno impuntarti.
Fai bene.

Non capendo io lo Svedese forse non riesco a cogliere le sfumature eventuali del testo della petizione.
Probabilmente la deputata ha fatto un pò un casotto e si è confusa?

O magari questa cosa è il frutto di un pregiudizio nei nostri confronti?
(solo voi che vivete fuori potete dirmi se davvero vi siete dovuti confrontare con i classici stereotipi da Italiani all'estero prima di farvi valere per quello che siete).

ciao

Anonimo ha detto...

Non ho capito esattamente cosa ha detto la svedese, ma anche io condivido le perplessità di Davide. In fondo, come fai notare, il libro è stato venduto dalla prima casa editrice italiana (paradossalmente del datore di lavoro di Fede, nonché capo del governo, direi che non c'è l'imposizione di un pensiero unico, no? Non ho visto il video di Fede, magari butta sul piatto il link che ho voglia di farmi del male ;-). E ha venduto l'impossibile: dire che in Italia non c'è la libertà di stampa mi sembra molto azzardato. Abbiamo mille altri problemi che in Svezia non ci sono, ma questo è un altro discorso. Morale: devo assolutamente leggere Gomorra, la terza lettura dell'ultimo Harry Potter può aspettare ;-)
L

gattosolitario ha detto...

Io non penso che si tratti di Saviano onestamente. In Italia, ormai, sulle televisioni pubbliche gira solo quello che vuole il PresDelCons. e le persone, piú ci parlo, piú sono addormentate. Il lavaggio del cervello dei media controllati dalla destra mi sembra funzioni alla grande, anche io direi che in Italia c'é pochissima libertá di stampa ormai.

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