lunedì 8 giugno 2009

Pirati svedesi all'arrembaggio di Bruxelles




Sembrava una barzelletta, ma ce l'hanno fatta. Si sono presentati alle elezioni con un unico, solo obiettivo: far eleggere un loro rappresentante per portare in Europa il problema del file sharing e del diritto alla privacy su internet. Programma pirata, simbolo pirata. Partito pirata. Si può dire di tutto, l'argomento si presta a ore e ore di discussioni polemiche, ma a mio parere se è innegabile che diritti di produttori di musica e film vengano immancabilmente violati da anni tramite il download selvaggio e il file sharing, è anche vero che a un occhio più attento anche le rappresaglie sono spesso selvagge, e che forse un limite dovrebbe essere definito. Io non sono un esperto in materia e purtroppo non ho ora il tempo di documentarmi sufficientemente, ma basta cercare un attimo su google e si scopre che in molti stati i poteri di chi indaga su presunte violazioni di questo tipo sono praticamente infiniti.
Capisco, concordo e sostengo tutori dell'ordine che a seguito di sospetti o denunce possano frugare nella vita di presunti pedofili, mafiosi ma anche criminali vari di ogni tipo. Sono più scettico quando sono permessi controlli random a campione per vedere se e cosa scarica il signor Rossi (non dimentichiamo che scaricare di per sé non è assolutamente un'attività illegale, che esiste un sacco di software e materiale vario libero da copyright, checché ne dicano i giudici che anni fa hanno condannato l'inventore del BitTorrent.). Poi anche sul discorso del copyright ce ne sarebbe da dire... che i bisnipoti di chi 90 anni prima ha fatto un jingle continuino ad arricchirsi coi diritti... (un piccolo esempio, Happy Birthday to You, 1893) mah...vabbe', sto andando fuori argomento. E' comprensibile che chi si senta derubato del proprio lavoro cerchi di ricorrere a ogni mezzo possibile per "difendersi", no matter what. Ma dal comprendere al permettere che un cartello di multinazionali (ma non era proibito?), più o meno a base statunitense, dettino legge (nel senso a volte letterale di "dettare le leggi") all'incirca in ogni paese del mondo e che ancora denuncino "secondo la legge americana" persone che vivono e piratano in nazioni che con l'America non hanno nulla a che fare, questo a molti può dare fastidio.




In molti paesi del mondo, dicevo, ma non in tutti. In Svezia fino a poco tempo fa non era così, e uno dei più famosi e longevi siti dove era possibile trovare file torrent aveva bellamente sede a poco più di un chilometro da dove mi trovo in questo momento. Il fortunato logo di PirateBay, una nave di bucanieri con le vele spiegate, era da anni un'istituzione qui in Svezia (ma lo è ancora). Poi anche qui è passata una legge (1 aprile), il sito è stato chiuso, i tipi del sito sono stati denunciati, c'è stato il processo in cui sono stati condannati (il 17 aprile, tutto rapidissimo. Un anno di carcere a testa più 3,8 milioni di dollari di multa. Ciumbia!). Ci sono state pure le susseguenti polemiche quando è emerso che il giudice era non ricordo più in che maniera collegato con le major (verrà sicuramente fuori nei commenti al post, ora davvero non ho tempo di circostanziare tutto quello che scrivo. Del resto questo è solo un post amatorialissimo, fatto mentre sono bloccato in una mezz'ora vuota sul lavoro... perdonatemi). Se non sbaglio sembra pure che il processo stesso debba essere rifatto... Ahhh... in questo esatto momento su "The local" pubblicano l'ultim'ora in cui la Corte distrettuale di Stoccolma ha dichiarato che il giudice non è stato influenzato "dalla sua appartenza a diverse organizzazioni che difendono il copyright". Ehi, ma ora leggo che la Stockholm District Court è la stessa che a suo tempo aveva scelto il giudice... Ma grazie al... ops, scusate... :)




Comunque, come si può notare, si parla di avvenimenti recentissimi e in continua evoluzione... Le sentenze, il clamore, tutto questo è avvenuto a breve distanza dalle elezioni di ieri, e gli scottati "avversari" politici dei partiti "normali" reputano questa concomitanza come la principale causa della strepitosa affermazione dei pirati. Se a detta di alcuni sono solo un pugno di sgangherati fanfaroni dalle idee confuse, il fatto che si siano beccati un seggio sui soli 18 totali a disposizione dell'intera nazione (7.1% dei voti) deve fare capire a tutti che il problema deve essere affrontato, e che un'opinione chiara deve essere espressa da ogni partito, di destra o di sinistra.

Chiara, e in periodo elettorale.

Dico questo, (e chiamo la loro affermazione "strepitosa") perché nella fascia di età under 30 (non solo diciotteni, quindi) il partito pirata ha ottenuto il 19% dei voti! Tra i giovani, vari analisti politici lo reputano il primo partito in assoluto, sorpassando addirittura Social Democratici e Moderati.

Anche se i Pirati non otterranno niente, se anche il tutto si dimostrerà una bolla di sapone, io se fossi un dirigente di uno degli altri partiti, storicamente da sempre alla caccia dei nuovi elettori, terrei gli occhi bene aperti e cercherei di farmi un'opinione precisa in materia. E chissà che il successo del piccolo gruppo di fanfaroni non accenda gli animi anche negli altri paesi, e che nuovi corsari e filibustieri non vengano fuori da qualche altra parte... Del resto il mare è grande e selvaggio, i galeoni passano carichi dell'oro delle gabelle e in molti sentono il bisogno di una nuova Tortuga.

6 commenti:

Davide ha detto...

Ecco fatto. Se avessi letto qui mi sarei risparmiato mezz'ora di lavoro.

http://tinyurl.com/meghov

Il "pirata" italiano qui intervistato è molto più pessimista, o forse realista di quanto preventivato...

gattosolitario ha detto...

C'é anche da dire che hanno raccolto molti voti dai disoccupati maschi ed in particolare hanno tolto voti all'estrema estrema destra (sentivo la radio stasera). Insomma anche un voto di protesta.

Davide ha detto...

Verissimo... E le previsioni erano per un 6% massimo, quindi un po' meno di quanto realmente ottenuto. Comunque una sorpresa in parte annunciata, visto che i sondaggi li davano come papabili per un seggio da tempo. Conosco personalmente qualche votante che ha fuso le due motivazioni. Voto di protesta (o se vogliamo indice di delusione nei confronti degli altri partiti) e al tempo stesso di interesse verso questa cosa.
Mi è stato anche detto che a sentirli parlare non è che i rappresentanti del Piratpartiet ci facciano un figurone...
Io, da pseudocronista improvvisato, riporto tutto... ;)

TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

La tutela di chi "inventa" qualcosa, e deve veder riconosciuti i suoi diritti sulla proprietà intellettuale ci deve essere.

In molto scaricano Musica e Film.
Ma il mezzo è troppo potente e troppo diffuso per ignorarlo.
Secondo me potrebbe essere alle porte una rivoluzione.
Quelli del partito pirata potrebbero essere dei "carbonari" che ce l'hanno fatta?

un dato è innegabile però, che il file sharing aiuta la crescita culturale.

Pensa a quante volte sentendo un pezzo alla radio, oppure la colonna sonora di un film, capita di voler ricercare quel pezzo, conoscere l'artista.

Il file sharing ti permette questo, come pure permette a chi per questioni anagrafiche non ha potuto godere della musica, che sò dei beatles, di conoscerli.
oggi in poco tempo di può fare una cosa che fisicamente sarebbe più complicata e Troppo costosa (al punto da scoraggiare l'iniziativa), trovare tutti i pezzi de Beatles.
Pensiamo quanti sono, e pensiamo ai gruppi ai musicisti che hanno fatto la storia della musica, in tutti i generi....

pensiamo ai capolavori di Woody Allen...

La domanda è, il crimine è scaricare un Mp3 oppure fissare dei prezzi assurdi?
Dove finisce la giusta tutela del proprio lavoro e la tutela del diritto a conoscere ad evolversi a capire, e ad amare un bel pezzo più tosto che un film?

TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

Aggiungo un altro elemento.

Nozioni rudimentali di diritto pubblico, mi riportano alla mente il concetto di diritto e ordinamento.
Una collettività stabilisce regole per conseguire degli scopi comuni.

Se tutti scaricano gratuitamente, ma la legge ancora non è adeguata (vuoi perchè le lobby della discografia sono forti, vuoi perchè partiti e governi hanno ignorato la cosa), non è che magari sono le major in minoranza rispetto alla collettività e che il bene ed il volere collettivo dovrebbero prevalere?

una riflessione\provocazione

Anonimo ha detto...

Paco, sei troppo avanti! Venerdi' hanno fatto un articolo simile su Repubblica!! ;)

Lucia

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