giovedì 2 agosto 2012

Ricetta: i QPQR (Quasi Passatelli Quasi Romagnoli)

E  proseguiamo con gli esperimenti culinari, questa volta attingendo a piene mani dalle ricette della tradizione italiana.
Come già presentato nel titolo, li abbiamo chiamati QPQR (Quasi Passatelli Quasi Romagnoli). Non ci azzardiamo a definirli Passatelli Romagnoli, ne deve passare di acqua sotto i ponti prima... Diciamo che siamo arrivati alla versione beta, al prototipo, insomma.
Anche se devo ammettere che il risultato finale non si è rivelato poi male, lo sforzo impiegato per giungere a tale traguardo si è rivelato sproporzionato rispetto alla presunta facilità della ricetta.
Come dice mia mamma, "Bisogna farci la mano".  Ma sono queste poche parole che fanno tutta la differenza.

Forse, però, parto da un assunto errato. Lo sapete tutti cosa sono i passatelli? No? Beh, si tratta di un tipo di pasta per cui non si usa farina, ma che è realizzata a partire da pangrattato e formaggio, con una caratteristica forma a "vermicello". È pasta fatta a mano, fresca, che tradizionalmente viene cotta e servita in brodo.
Oltre che negli ingredienti di base, la particolarità sta nella maniera in cui questi "vermetti" vengono realizzati. Come succede per altri tipi di pasta, si ottengono tramite "spremitura" dell'impasto attraverso una superficie forata. Oggigiorno è frequente produrli tramite robot da cucina o addirittura schiacciando l'impasto con un semplice passapatate, ma la tradizione romagnola si distingue dalle altre versioni dello stesso prodotto per l'utilizzo del "ferro", un apposito e strano strumento che ogni romagnolo che si rispetti (almeno fino alla mia generazione, poi non so) ha sempre visto usare in casa.
Come viene descritto da giallozafferano, si tratta di "un disco di metallo leggermente bombato del diametro di circa 15-20 cm, dotato di fori di circa 4-5 mm di diametro, che possiede un manubrio con due impugnature laterali".


Eccolo qua:




Questo strumento di tortura è la disperazione di tanti, principalmente perché a) non sanno come usarlo, b) gli è stato spiegato o hanno visto come si usa, ma non riescono a farlo loro stessi.

Della categoria a) fanno parte tanti e anche illustri personaggi. Indimenticabili le performance involontariamente esilaranti di Antonella Clerici e della (si suppone) più esperta Anna Moroni a "La prova del cuoco", dove il ferro per i passatelli è stato protagonista per un anno intero, durante il quale "le cuoche" non sono mai riuscite a usarlo. Alla fine è stato necessario lanciare un appello al pubblico da casa. Nella categoria b) sono a tratti finito anch'io due sere fa, quando a momenti di strepitoso successo alternavo attimi di sconforto. Devo dire che operavo su una superficie instabile, avevo un tagliere molto liscio dove la pasta non faceva presa ed era la mia prima volta assoluta, basata sui pur recenti ricordi e le vaghe impressioni che l'angolo del mio occhio aveva subliminalmente catturato mentre, parlando d'altro, mia madre li preparava. Inoltre, bisogna farci la mano.

Negli ultimi anni è sempre più frequente vederli proposti non in brodo, ma in versioni "asciutte": da quelle più invernali con ad esempio formaggio di fossa o funghi, a quelle estive con verdure, pomodorini, o gamberetti e zucchine. Possono essere anche serviti freddi, a mo' di insalata di pasta.


Noi ci abbiamo provato, come avete già capito, partendo subito a testa bassa, usando il ferro ("così, duri sulla fascia! cattivi!"), come quasi più nessuno fa. Giusi ha preparato un impasto perfetto, eccezionale per consistenza e sapore. Ha però mollato il colpo alla realizzazione finale, cedendo la resa incondizionata delle armi (beh, "dell'arma"). Sono rimasto a combattere io, impuntandomi testardamente fino a quando non sono riuscito a ottenere qualcosa.
Anche perché altrimenti rimanevamo senza cena.
Non serve a nulla schiacciare l'impasto dall'alto. Bisogna fare scorrere il ferro sul tagliere, schiacciando sì, ma mentre si trascina l'impasto. La forma bombata del ferro fa sì che si possa variare l'angolazione dello stesso mentre si trascina, ottenendo passatelli più lunghi...
Insomma un casino.
E bisogna farci la mano.

Ecco il nostro risultato. Ci sono un po' troppi passatelli venuti così così e parecchi sono un po' corti, ma come prima volta forse forse forse può andare.




 Abbiamo deciso di farli asciutti, con un sugo di pomodorini e rucola e mozzarella aggiunte a fine cottura.






RICETTA per due persone:

-3/4 uova
-pangrattato e parmigiano grattugiato (più o meno metà e metà), quanto ce ne va
-un po' di scorza di limone grattugiato

Fine.  
Non scherzo, è vero.
La quantità di pane e formaggio non può essere misurata esattamente. Ce ne va cioè quanto "ne prendono" le uova. In altre parole una quantità tale da ottenere un impasto simile per consistenza a quello delle tagliatelle. Partite con un pugno di uno e uno dell'altro, a fontana, metteteci dentro le uova, impastate e poi aggiungete formaggio e grana fino al raggiungimento della consistenza indicata.

Preparate del brodo e versatevi i passatelli, si cuociono velocemente e salgono a galla. Se li volete fare nella versione "pastasciutta", tirateli su con un colino e conditeli col sugo desiderato.

E davvero, scherzi a parte, ci sono venuti proprio buoni, sia come sapore che come consistenza. Lì per lì avevamo pensato però di fare passare un po' di tempo prima di rifarli. Troppa fatica. 
Ma ora ci stiamo già ripensando.... La prossima volta verrano ancora meglio... Ohi, bisogna farci la mano. E ce la faremo.




EDIT: la resa sta migliorando, così come l'uso del 'ferro'. Se la pasta non fa presa sul tagliere, basta aggiungere un pochino d'acqua per aumentarne la viscosità e il gioco è fatto.
Vi lascio con questa foto:


Direi che ci stiamo facendo la mano, no? ;)

martedì 31 luglio 2012

Ah, le olimpiadi!

C'eravate anche voi? Davanti alla TV a seguire la cerimonia inaugurale, intendo...
Quale eccitazione! Quale magnifico entusiasmo a pervadere l'aria! Quale spettacolo! Elettrizzati e frementi, incapaci di distogliere lo sguardo dallo schermo, per tutte le milleduecento ore della sua durata. Né uomini, né animali potevano resistere a tale contagioso fascino.
Tutto questo è a mio parere perfettamente testimoniato dalle due seguenti foto, scattate in Mockasinvägen 10, primo piano.


.........






mercoledì 25 luglio 2012

Magellano colpisce ancora

No, non mi sono fissato con le peripezie del nostro cane, né voglio monopolizzare il blog con le sue avventure.
Spero di non dare l'impressione di una quotidianità "cinocentrica": come disse un saggio, "Chi mi conosce, lo sa!" (credo fosse Alberto Tomba).

Qualche giorno fa, di passaggio all'IKEA, gli abbiamo comprato un pallone morbidone di peluche, sicuri che sarebbe stato di suo gusto. Ma non immaginavamo quanto... Appena arrivati a casa glielo abbiamo dato ed è letteralmente impazzito di gioia. Se lo è preso tra le zampe e ha cominciato a morderlo e rilasciarlo... Morso e rilascio, morso e rilascio, velocemente. E voracemente! Se lo cacciava praticamente in gola... Ma la cosa che ci ha divertito di più, e il motivo di questo post, è successa alla fine. Giusi e io ci siamo seduti a tavola a prenderci un caffé, e lui se ne è andato via. Dopo un po' lo abbiamo trovato in sala che ronfava e ci siamo fatti una grassa risata. Perché? Beh, per scoprirlo bisogna scorrere tutte le foto fino all'ultima.

"Gnam..."

"...gnam.."


"Aaaaa..."


"...mmmm!"


"Basta, io vado..."


"....zzzzzz....."

E così è rimasto per quasi un'ora....

Buonanotte, e sogni d'oro..!

venerdì 20 luglio 2012

Il cane nascondi-crocchette


Tema.
Titolo: Il cane nascondi-crocchette.

Svolgimento.

Il cane si chiama Magellano. Magellano oltre ad avere un nome buffo, fa anche tante cose strane.

Ad esempio, nei primi giorni dal suo arrivo in Svezia, insicuro se la sua ciotola che magicamente vedeva piena davanti a sè sarebbe stata nuovamente riempita il giorno dopo, evitava accuratamente di saziarsi preferendo prendere qualche crocchetta e nasconderla nei posti più impensati, per i tempi duri, non si sa mai. Sotto i tappeti, dietro gli armadi, sotto il divano, dietro i cuscini, dentro il camino. Era una continua sorpresa quando pulendo casa venivano allo scoperto i nascondigli che la sua fantasia aveva escogitato.
Poi gli è passata.
A forza di panze piene, Magellano ha capito che sulle razioni di cibo giornaliere poteva stare ragionevolmente sicuro. Ovviamente ciò non gli ha mai impedito di venire a elemosinare con occhioni languidi almeno un pezzettino piccino picciò del nostro cibo, ma devo dire senza particolari insistenze e sempre educatamente, almeno per gli standard canini.

Recentemente ci siamo trasferiti nel nostro nuovo appartamento (ebbene sì, proprio nostro! Ce lo siamo comperato! :)). Un bel posto, tranquillo e carino, ma qualcosa di totalmente diverso da quello a cui Magellano era abituato e che rappresentava tutto il suo universo conosciuto.

Era logico prevedere, quindi, qualche piccolo ritorno di insicurezza e conseguente ricaduta. E così, a distanza di due anni, le prime volte che Giusi e io siamo usciti dalla nuova casa lasciando ingenuamente un po' di pappa per Magi, al nostro rientro abbiamo trovato crocchette dietro i cuscini, sotto i divani, dietro gli armadi, eccetera eccetera.

A dire il vero la cosa si sta protraendo nel tempo, per cui ora evitiamo di lasciare crocchette in giro, e quando troviamo i divani ripieni, puliamo e rimettiamo tutto a posto.
Magellano deve essersi accorto che il sistema non funziona più, e il suo ingegno ha portato l'atto del nascondere a un livello successivo: la mimetizzazione.

Qui sotto vedete un cuscino rotondo a forma di "grosso bottone" acquistato qualche tempo fa.



Qui invece vedete lo stesso cuscino dopo che Magellano vi ha nascosto tre crocchette.



Le avete viste? Capirei se così non fosse, perché la tecnica mimetica è perfetta...
A scanso di equivoci, le evidenzio qui sotto:


Incredibile vero?
Non vi potete immaginare le nostre risate!!!! Il piccolotto si è così guadagnato un dolcettino premio. 
Quindi si può dire che la strategia è servita, forse non esattamente nel senso che intendeva lui... O forse sì?

mercoledì 18 luglio 2012

Siamo in cucina...

Forse dovremmo cambiare nome al blog, visto che i rari post che publichiamo hanno spesso a che fare con tematiche di tipo gastronomico... Ma lasciamo trattare l'argomento ad altri che lo fanno benissimo, come l'amico Alessandro del favoloso "La renna in cucina"Noi ci limitiamo a lanciare in rete i risultati di qualche esperimento...
Ecco qui i "PANINI DI DITTE". Ditte è il nome di una cara amica/parente che dopo averci deliziato il palato ci ha passato la ricetta (che non sappiamo bene dove abbia preso). Vive ad Århus, in Danimarca, con il compagno Marco (fratello di Giusi) e la piccola Frida.
Giusi è invece la realizzatrice del prototipo stoccolmese che vedete qui, nella foto appena scattata ai panini appena sfornati...


I panini di Ditte

Dentro c'è farina di farro, farina di avena, carote e zucchine a julienne e altro. La preparazione è abbastanza lunga, l'impasto deve lievitare tutta la notte. Se interessa la ricetta precisa non avete che da chiedere. 


Bene, saluto tutti. Come avrete intuito, ora ho un po' daffare...  GNAM!

Buon appetito!

EDIT:

a grande richiesta, ecco la ricetta...


Panini di Ditte (con farina di farro e fiocchi di avena)

  • 1 litro di acqua
  • 50 gr. lievito (se la farina non lo contiene già)
  • 1 uovo intero
  • 1 dl. yoghurt (altrimenti più o meno la stessa quantità di olio evo)
  • Circa 2 cucchiaini di sale e 1 di zucchero (SE NON CONTENUTO NELLA FARINA )
  • Si possono aggiungere carote, zucchine, mele o altro (tagliati tipo alla julienne, danno morbidezza al pane)
  • 250 gr. fiocchi di avena (se hai altri semi, puoi fare un mix fra i fiocchi e i semi)
  • 250 gr. farina di farro spezzato grosso (se la trovi; altrimenti cerca qualche tipo di farina un po’ grossa)
  • 1 kg. farina di farro “fine”


Mescoli il tutto e lasci riposare in frigo o in ambiente freddo per tutta la notte (prima copri con la pellicola).
Il composto risulterà molto umido e appiccicoso. Va bene così.
Il giorno dopo, puoi usare due cucchiai per aiutarti a formare i panini.
Metti in forno per circa 15 minuti a 200 gradi.
Prima di mettere nel forno, puoi aggiungere semi a piacimento sul panino.


Come detto sopra, la nostra versione aveva la farina di avena al posto di quella di farro grossa, che non abbiamo trovato. Sui panini alla fine abbiamo messo semi di girasole. A noi sono venuti 24 bei paninotti. Alcuni li mangeremo freschi, gli altri li congeleremo.

Fateci sapere!




sabato 28 aprile 2012

Passeggiando tra gli scaffali...

...ho notato un nuovo alimento. Assomiglia al salmone, ma forse è qualcosa di diverso, almeno stando al nome. Che ne dite?



Ah, che buone le fettine di salma!!!
In realtà capitano spesso di questi qui pro quo linguistici, ma quando succede con i nomi di prodotti, non so perché ma la cosa mi fa molto ridere... :)

giovedì 26 aprile 2012

Ah, pasta e fagioli...



Eccoci qui, appena ritornati da una breve vacanza in Italia.

In mezzo alla miriade di cose buonissime di cui ci siamo rimpinzati sia a casa dai miei che al ristorante, mi piace ricordare uno dei miei tormentoni storici, da anni ricorrente nei miei discorsi con Giusi.

È d'uopo far presente come Giusi si sia spesso trovata di passaggio a Roma in questi anni, complice anche la frequente presenza nella città eterna della sua famiglia. Qualche tempo fa, Giusi mi ha raccontato di aver cenato in uno dei tanti ottimi ristoranti tradizionali che lì si trovano (a saper conoscerli). Ma quello che più mi intrigava era il nome: IL FACIOLARO.

Anche io sono capitato in città alcune volte, ma per vari motivi non vi avevo mai pranzato. Ebbene su suggerimento di Giusi, la signora Giovanna e Aventino ci hanno portato a cena lì. :)

In realtà, sono venuto a sapere che il vero FACIOLARO era il padre dell'attuale proprietario, e che alla sua scomparsa i figli si sono divisi gli affari e aperto due locali simili, uno di fronte all'altro, "dal Barroccio er faciolaro" e "er Faciolaro". Ma dopo un po' l'attività di quest'ultimo si è notevolmente abbassata di livello, sino a quando il locale è stato venduto e la tradizione si è un po' persa.
Quindi quello che io chiamo "Il faciolaro" è in realtà "Il Barroccio". Bisogna essere precisi, perchè coi facioli non si scherza.
E anche perchè casomai qualcuno ci passasse e volesse seguire i miei consigli si troverebbe ad andare in un posto invece che nell'altro.

La cena è stata ottima, con una buonissima "pasta e facioli" (neanche a dirlo). Giusi ha preso la zuppa di farro e fagioli, ops, scusate, "facioli", ma molti altri sono i piatti gustosi della cucina romana e toscana che si possono gustare, dai classici primi piatti, alla carne e al pesce freschissimo. Mi sono già fatto una lista (celo/manca) e ci tornerò di sicuro. Il locale è a due passi dal Pantheon, i prezzi mi sembrano più che onesti e i gestori simpatici e cordiali.

Ecco adesso, facioli o non facioli, mi è venuta fame...

Zuppa di fagioli, in questo caso cannellini.



sabato 17 marzo 2012

...


magi magello magellano maghellano magiuz magio magito mago panino cipolla pipsqueak petrektet chipito fagiolo pallottola coniglio scappone cavallo cinghialino pursel ciabatta patato cuspide grillo salame caciucco mordino fifone frambalà mattonzolo furbone cicci cucciolo scrptsq pisquano zampirone pallavolista falco cagone fringuello caciotta coccodrillo cicchi ciccetto peloso canguro carciofo couch-potato picio tato tatone puzzino sfinge corgi topo fungo cippirimerlo cavalletta aspirapolvere

sabato 3 marzo 2012

Autogestione di qualità


Lontani i tempi dei primi tentativi di autogestione, ho deciso di lasciarmi alle spalle sperimentazioni di ogni tipo e di rifugiarmi sul classico.

Ma classico classico.



Voilà.

Bravo, eh? Sono un po' pallidine (colpa dell'uovo), ma il sapore alla fine non era male. Le ho fatte semplici semplici, con pomodorini a pezzi saltati in padella (con un soffrittino) e abbondante grana.

La cosa più incredibile è che sono andato anche molto veloce... Nemmeno il tempo di pensare: "Ma oggi, a Stoccolma, in quanti (ristoranti inclusi) stanno facendo tagliatelle con pasta fatta in casa, tirata e tagliata a mano?", ed erano pronte.

Lo so, l'orgoglio è un peccato capitale... e anche la gola... Vorrà dire che domani mi accontenterò di una delle solite sbobbe senza sbandierarlo tanto in giro.

Baci

D

sabato 17 dicembre 2011

Il teorema di Bau


Riporto qui, per i non addetti, il primo enunciato del noto Teorema di Bau:

Un cane portato a spasso sotto la neve si ricopre della stessa esattamente come ogni altro corpo solido, animato o inanimato, sottoposto a identiche condizioni.





(nelle foto: verifica sperimentale.)


Lemma di Arf:

La quantità di neve che l'animale accumula è inversamente proporzionale al numero di asciugamani presenti in casa.

Corollario di Growl:

L'impellenza del desiderio di scrollarsi è inversamente proporzionale alla distanza dall'asciugamano più vicino.






lunedì 12 dicembre 2011

Impressioni - Qualche foto della mostra




Simone inizia a ordinare le sue opere.













Josefin appende le foto che illustrano il lavoro di Simone...











... e prepara il cartellone con le sue "impressioni".













Io titubo...













... e appendo a mia volta.
















I fratelli Caldognetto alle prese con chiodi, pinze e catenelle.






Dove la mettiamo, la locandina?

























Così mi piacciono...





Facce un po' sconvolte, ma ci siamo divertiti. Fra qualche ora, l'anteprima!







Ecco i primi visitatori, dopo lo splendido concerto di chitarra classica di Carlo Bruno :-)












E finalmente il giorno dell'apertura...















... con le deliziose tartine preparate da Saya ed Elvira...

















... e qualche caro amico!






Di quel giorno, non ho neppure una fotografia con Davide. Peccato. Perché senza di lui la mostra non ci sarebbe proprio stata...

Grazie per avermi sopportata e sostenuta, sempre!

E grazie anche a Samuele, Simone e Josefin per la bella avventura insieme :-)

giovedì 24 novembre 2011

Impressioni – mostra d'arte e fotografia di Simone Caldognetto, Giusi Barbiani e Josephine Öhrn

Eh sì, avete letto bene! Quale migliore occasione per riprendere in mano il blog, dopo così tanto tempo?

Alcune foto di Giusi saranno presto in mostra a Stoccolma, e nientemeno che al prestigioso Istituto italiano di cultura. Insomma, sono molto contento! :))))))) Si capisce che sono contento?


L'inaugurazione sarà questa domenica, il 27 Novembre, alle ore 14.00, in occasione di una festa per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia organizzata dall'associazione AAIS, che ha fatto partire la cosa. Siete tutti invitati! (vabbè, chi sta a Stoccolma ha già ricevuto da tempo inviti su Facebook e via email, e chi è invece in Italia, per quanto possa volere bene a Giusi, non vedo probabile riesca ad esserci. Ma io invito tutti lo stesso! Anche l'adesione spirituale è bene accetta :) ).

Giusi è molto emozionata, tesa ma anche felice (anche se forse adesso non si vede tanto ;) ). Insomma, la prima mostra non si scorda mai, no?! Le sue foto saranno esposte insieme alle xilografie, (una tecnica tutta particolare) di Simone Caldognetto, artista diplomatosi a Brera e con al suo attivo varie mostre in Italia e all'estero. Mi piace molto il suo lavoro, e trovo che alcune tra le foto più riuscite di Giusi, quelle che rimandano all'astratto, abbiano vari punti di contatto con l'immaginario di Simone.

Assieme a loro, anche Josephine Öhrn, una giovane fotografa diplomata a Stoccolma. Devo purtroppo ammettere che non conosco tanto il suo lavoro... mea culpa... :( Mi dicono che è molto brava, ma non ho link o altre informazioni da darvi. Appena trovo qualcosa di più, prometto che aggiorno il post.

Ha curato il tutto il caro amico Samuele Caldognetto, fratello del già citato Simone nonchè mio regista teatrale :)))

Io che fotografo Giusi che fotografa. La foto che sta scattando sarà esposta Domenica. Sul serio... allora non lo sapevo...! :)

La mostra rimarrà fino al 15 dicembre, e l'ingresso è gratuito.

Solo per l'inaugurazione, che come detto avverrà durante la festa AAIS di domenica, è previsto un biglietto di ingresso, che è poi l'ingresso alla festa, di 70 corone. Per chi proprio volesse venirci a salutare in quel giorno :)), il programma della festa prevede un concerto di piano e voce con le più famose arie d'opera italiana (André e Desirée Baraula), musica leggera d'autore italiana (Lucky Luciano), interventi sulla storia dell'unificazione d'Italia, e in più un panino e un bicchiere di vino, per non farsi mancare niente.

Altrimenti, se vi va avete comunque tempo fino al 15 dicembre, o dopo quella date potete passare a farci un saluto a casa, dove le troverete molto probabilmente esposte.

Insomma ringrazio l'AAIS, Samuele e Simone, e anche me stesso per avere sfidato le potenziali ire di Giusi che di sicuro mi rimprovererà per questo post con parole tipo: ”Ma dai che poi sembra che mi creda chissà chi!!!”. Chi conosce Giusi sa che andrà probabilmente così. Ma io mi porto in avanti preparando un'omelette coi funghi che dovrebbe riequilibrare le cose.

E Magellano sta a guardare.


venerdì 1 luglio 2011

sommar

qualche giorno fa sono finalmente riuscita a trascinare magi sotto la doccia... questa la sua espressione quando l'ho portato ad asciugarsi al sole, sul balcone :-)


mentre questo scatto è di un paio di sere fa, quando siamo andati a fare un giretto a hässelby strand.


insomma, è estate anche qui!

mercoledì 8 giugno 2011

Il bar sotto la neve



Rieccoci di nuovo a parlare di teatro... E questa volta non lo facciamo in maniera del tutto disinteressata... :)

Per i pochi che ancora non lo sanno, Giusi e io facciamo parte di un gruppo teatrale, TeaterPi, formatosi poco più di un annetto fa a Stoccolma su iniziativa degli amici Nicola e Samuele. Il gruppo è già andato in scena con La signorina Papillon, di Stefano Benni, di cui abbiamo già parlato, e con Novecento di Alessandro Baricco, che invece è stato rappresentato in uno dei lunghi periodi in cui non seguivamo più il nostro blog.
Samuele (Caldognetto) è un regista e attore italiano, e può vantare un buon curriculum in Italia e all'estero. È anche membro e regista del SEST, gruppo teatrale in lingua inglese che ha appena concluso le rappresentazioni di Boston marriage di David Mamet, con un grosso successo di critica e recensioni a livello nazionale.

Durante l'inverno scorso Samuele ha tenuto un corso di avvicinamento al teatro, e io finalmente mi sono deciso e mi sono buttato.
Il corso è stato molto bello e ben fatto, e oltre a essermi divertito e ad avere imparato un sacco di cose, ora abbiamo nuovi cari amici.
Alla fine del corso abbiamo deciso di mettere in scena uno spettacolo (e questo è più o meno il motivo per cui scrivo).
Non è tutto qui. TeaterPi non è solo un gruppo teatrale, ma anche un contenitore di varie altre cose, dalla musica alla fotografia. Giusi è stata contattata e, oltre ad aver collaborato alla creazione del sito web, si sta occupando dei racconti fotografici che accompagneranno la rappresentazione, insieme ad altre due persone (Miriam e Gabriele). Inoltre Michele (al contrabbasso) e Mirco (alla tromba) suoneranno vari brani dal vivo...

Il titolo dello spettacolo è Il bar sotto la neve. La locandina l'avete appena vista, eccovene una descrizione e i dettagli su dove e quando si terranno le rappresentazioni:

Il gruppo teatrale π

è lieto di presentare lo spettacolo

“Il bar sotto la neve”

Testi di

Stefano Benni (“Pari e patta”)
Marchesini-Lopez-Solenghi (“Il funerale”)
Franck Pavloff (“Mattino bruno”)
Jonathan Safran Foer (brano tratto da “Ogni cosa è illuminata”)

Regia
Samuele Caldognetto

Con
Désirée Baraula, Samuele Caldognetto, Elvira De Troia, Ingela Lundh,
Simone Pallottino, Franco Pauletto, Nicola Pierini, Tiziana Spadafina,
Davide Valentini

Musica dal vivo
Michele Benincaso, Mirco Rabitti

Fotografia
Giusi Barbiani, Gabriele Garavini, Miriam Ventura

Scenografia
Samuele Caldognetto

Per un italiano il bar ha un significato particolare. È un luogo che tutti frequentano.
A volte semplicemente per vedere qualcuno. Ma anche per starsene soli e riflettere.
Per guardarsi negli occhi e innamorarsi. Per dirsi cose orribili e lasciarsi.
Per prendersi un caffè, elemento speciale che accomuna tutti.
Per prendersi una pausa da quel mondo frenetico che è rimasto là fuori.

Ma dove trova un posto così un italiano che vive all’estero?

Benvenuti ne IL BAR SOTTO LA NEVE,
dove la finzione incontra la realtà, dove il tempo sembra fermarsi.
Qui le parole (dette, non dette, sussurrate), prendono vita tra risate, lutti e amori
e si consumano nel rito quotidiano del caffè.
Quattro storie che si intrecciano in un unico luogo,
sottolineate da immagini e da musica dal vivo.

Entrate anche voi ne IL BAR SOTTO LA NEVE.
Tanto lo avete già fatto, anche se ancora non ve ne siete accorti…

La rappresentazione (in lingua italiana)
andrà in scena presso
Fria Teatern: Stora Scenen i Högdalen, Önskehemsgatan 15, Stoccolma
17-18 giugno 2011 alle ore 19:00,
19 giugno 2011 alle ore 16:00
Ingresso 120 corone
(
ridotto -studenti, pensionati, membri associazione Caravaggio, Il Ponte, Dante Alighieri - 100 corone)

Per informazioni
sito internet:
www.teaterpi.com
e-mail:
teaterpi@gmail.com


Mi raccomando, se siete a Stoccolma o se pensate di esserci in quei giorni, venite a vederci!!!

martedì 7 giugno 2011


E visto che non scriviamo da mesi, ecco una foto scattata qualche tempo fa, in occasione della visita di un amico conosciuto nella Turchia curda al confine con la Siria. Bell'incontro, quello, con una cena specialissima: ristorante gestito da una delle poche imprenditrici donne dell'Anatolia, cucina tipica eccezionale, vista sulla Mesopotamia dalla terrazza coperta di una casa siriaco-cristiana della bellissima Mardin. Indimenticabile!

Tornando a Stoccolma, questa è una parte del panorama che si gode da Katarinahissen. Mi piace tanto la pubblicità della pasta dentifricia Stomatol. Ha più di cent'anni e fece la sua comparsa sui tetti di Södermalm quando solo una famiglia su cinque aveva la corrente elettrica in casa e la città, di notte, era molto più buia! Accanto a noi, al momento dello scatto, una troupe cinematografica faceva riprese per The girl with the dragon tattoo, di Fincher, in uscita a fine anno.

Fine del post aneddotico.

folkomröstning


abbiamo tempo per pochissime cose, ultimamente.

ma non dimenticheremo di votare per il referendum.

le schede sono arrivate oggi, in extremis, visto che devono essere rispedite e pervenire in ambasciata entro il 9 giugno.

sarà il nostro primo voto dall'estero :-)

giovedì 17 marzo 2011

grattis, italia!


auguri, italia, per i tuoi primi 150 anni!

i nostri festeggiamenti sono iniziati così, seduti al tavolo della colazione con una maglietta verde e una rossa indossate per caso e con il nostro bianco magi - un po' anarchico, lui! - che non voleva saperne di stare in posa per completare il tricolore.

una bandiera estemporanea!

la festa proseguirà in maniera più consapevole domani, con quella che speriamo sarà una bella serata!

mercoledì 9 marzo 2011

women are heroes

è il titolo di un progetto artistico - a mio avviso molto intenso e ben fatto - del francese jr ed è il film scelto dalla tv svedese (svt1) per la seconda serata di ieri.



il ritratto di tante donne fragili e forti insieme in un viaggio intorno al mondo, con tetti di lamiera, baracche fatiscenti, treni senza porte e viadotti che scavalcano intere favelas trasformati in grintose, oltre che inedite, gallerie d'arte.

da vedere!

Dal sito del giovane artista: "JR ha la più grande galleria d'arte del mondo. Espone liberamente nelle strade di tutto il mondo, richiamando l'attenzione di chi di solito non frequenta i musei. La sua opera unisce arte e azione e parla di impegno, libertà, identità e limite".

mercoledì 2 marzo 2011

johan thörnqvist

lampa

vengo a conoscenza dell'opera di questo artista attraverso il post, quindi non sarò certo la sola a parlarne. e per fortuna!

io me ne sono innamorata... si chiama johan thörnqvist, ha 26 anni e viene da helsinborg. uno che ha studiato a hyper island, accademia sui generis e fucina di talenti creativi di cui ho già sentito parlare. qui si trovano i programmi e alcuni video di presentazione. suggerisco hyper island in a nutshell. da vedere, per chi è interessato, anche la presentazione di riccardo tagliabue (italianissimo, lui). ah, vorrei iscrivermi a questa scuola. dite che sono ancora in tempo???

johan thörnqvist, dicevo... dopo qualche anno come web creator in un'agenzia di pubblicità, ha deciso di mettersi in proprio e di studiare disegno da autodidatta. si è comprato una tavoletta grafica ed ecco gli irresistibili risultati: foto (royalty-free) su cui, o meglio in cui johan costruisce un mondo stravagante e delizioso, fitto fitto di particolari minuti e fantastici che richiamo le atmosfere di alcuni fumetti (lui cita alcune animazioni: il celebre e bellissimo appuntamento a belleville, samorost e machinarium; io ci vedo qualcosa di più leggero, tenero e meno apocalittico, ma altrettanto espressivo e poetico). a opera ultimata, le foto possono contare anche cinquanta diversi strati di colore. basta confrontare questa immagine originale con il quadro finito per intuire quanto lavoro ci sia dietro.

per chi conosce lo svedese e volesse saperne di più, ecco l'intervista all'artista su benshi, rivista di cinema, letteratura e musica.

e qui il sito di johan thörnqvist con le sue opere (guardate anche la parte riservata alle pubblicità)!

huset

höstrobot


(cliccare sulle immagini per ingrandirle)