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martedì 13 agosto 2013

Che si fa stasera?



Probabilmente noi italiani siamo abituati anche troppo bene. L'offerta culturale e di intrattenimento estivo non solo nelle grandi città, ma anche nelle località di provincia e nei piccoli paesini, è abbondante e varia. Dall'alta cultura classica alla spaghettata in piazza con musica, ovunque ci si muova per lo stivale si può più o meno sempre incappare in qualcosa di interessante.

Ovviamente non si può pretendere che in Svezia accada la stessa cosa. Pochi milioni di persone sparse su un territorio considerevolmente vasto, una tradizione se vogliamo meno differenziata, un'indole diversa, forse un po' meno disposta al festeggiamento compulsivo e più alla pianificazione accurata e senza rischi di sorta, condizioni meterologiche diverse, tutto questo e altro ancora può avere il suo impatto.

Comunque qualcosa succede. Specialmente in città, specialmente nelle grandi città, e ovviamente specialmente a Stoccolma.



Da questo punto di vista, questa settimana sarà la più attiva di questa bella estate. Da oggi infatti comincia il Kulturfestival, il festival della cultura cittadino.
Nel pieno centro della città, a Sergelstorg e dintorni, sono stati allestiti vari palcoscenici dove si terranno decine e decine di concerti, esibizioni, spettacoli, mostre e performance di vario tipo. Il programma completo di tutti i dettagli lo trovate qui.  Tra poche ore mi aggregherò anch'io. Ho in mente di farmi un salto alle immancabili bancarelle di libri usati di Drottninggatan e poi di passare la serata al palco GAT (uno spazio verde proprio davanti all'Opera), dove ci sarà un concerto jazz/world music del trombettista sudafricano Hugh Masekela. Masekela ha vissuto a lungo in esilio negli Stati Uniti. Una volta giunto al successo è stato richiamato in patria, durante il periodo dell'apartheid: per convincerlo gli è stato detto che lui era un caso particolare, e che se fosse tornato avrebbe ottenuto lo status legale di "bianco onorario". Inutile dire che Masekela li ha mandati a quel paese.


Subito dopo, nello stesso luogo, ci sarà un giovane chitarrista che mi dicono molto bravo, e probabilmente rimarrò a vedere anche lui.
Ma ci sono tante altre cose che mi interesserebbe vedere. Quattro palchi più varie location, c'e' solo l'imbarazzo della scelta. La caratteristica è che è tutto AGRATIS!!!!

Ecco il trailer ufficiale della manifestazione:




Ma non è finita qui!




Parallelamente al Kulturfestival, un'altra serie di eventi avrà luogo in settimana. Sommarbio (cinema d'estate). Mi sono a lungo chiesto se questa concomitanza delle due kermesse (è da tanto che volevo usare la parola kermesse in una frase di senso compiuto) sia voluta o meno. Fatto sta che da domani a domenica lo Svenska Filminstitutet festeggerà l'inizio della sua stagione associativa, in pratica l'inizio anticipato del festival del cinema), proiettando una serie di film, uno a sera, nel parco di Tantolunden, vicino a Hornstull. Tra i titoli, "Eternal sunshine of a spotless mind" ("Se mi lasci ti cancello") e The Fly ("La mosca"). Anche qui tutto gratis.






Non è finita. Una bella rassegna, da me particolarmente apprezzata, è quella di Parkteatern. Cioè, teatro al parco. A partire da giugno, praticamente ogni sera in vari angoli della città vengono rappresentate pièce teatrali, per adulti e per bambini, balletti classici, contemporanei o etnici, e tenuti concerti o spettacoli di acrobati e clown. Il tutto fino a fine agosto. Il programma degli eventi che si terranno nei prossimi giorni lo trovate qui (mentre qui il pdf completo di tutti gli eventi estivi).




Bene, è giunta l'ora. Io vado. A domani..





domenica 16 gennaio 2011

Avanti Caravaggio!


Uno degli aspetti positivi che personalmente ho riscontrato dopo il trasferimento a Stoccolma è che la nostra vita sociale è decisamente migliorata, sia in termini di quantità che di qualità. Ricordo i mesi solitari nell'appartamento di Bologna, cercando (quando non eravamo troppo stanchi e demoralizzati per farlo) di convincere un paio di amici a uscire per una cena o un cinema. Una volta terminato il periodo più spensierato dell'università, poi tutti (noi inclusi) erano troppo pieni di problemi e altro da fare che passare un po' di tempo fuori.



Qui invece, anche passato il comprensibile entusiasmo iniziale, continuiamo ad avere parecchio daffare... Be', si può anche dedurre da quanto riportato nel blog in questi anni... e, come dicevo solo ieri, la carenza di post dell'ultimo periodo corrisponde in realtà a un intensificarsi delle nostre attività extra-lavorative...

E' l'occasione perfetta per parlare dell'ultima impresa in cui ci siamo lanciati.

Ben 6 anni fa a Uppsala, su iniziativa dell'amico Alessandro e di altre persone, è nata l'associazione culturale Caravaggio.
Fino ad ora l'associazione è stata attiva soprattutto nella città di Linneo. Ma, complice il trasferimento di Alessandro a Stoccolma, tra breve aprirà i battenti anche nella capitale. Alessandro cercava aiuto, e Giusi e io ci siamo buttati, coinvolgendo altri due amici, Elvira e Alessandro2.
Giusi, in particolare, è la coordinatrice del gruppo di Stoccolma.

Quello che può venire in mente di primo acchito è: "Un'associazione culturale italiana in Svezia...? Sarà il solito ritrovo di emigrati."
E invece no.


Non potete immaginare quanto tutto ciò che riguarda la nostra nazione sia popolare in Svezia. Dopo anni, la cosa continua a sorprendermi. E non parlo solamente di cucina, evidente dalla miriade di ristoranti presenti ovunque in città, ma di tanto altro. Film italiani continuamente in TV e al cinema, corsi di italiano ovunque. Mi vengono in mente ben 3 grosse scuole private che ne tengono diversi, e vari amici che insegnano la nostra lingua agli autoctoni. Molto di più di quanto accada per francese e spagnolo. Basta controllare il programma dei corsi della più grossa scuola privata della città, la Folkuniversitet, e fare un confronto.

Spesso però quando si parla di Italia si rimane legati agli stereotipi, mafia-pizza-mandolino-sofia loren, ecc., e devo dire che molte delle iniziative culturali "ufficiali" a mio parere non fanno altro che rinforzarli.
Inoltre un nuovo stereotipo che purtroppo si va sempre più consolidando è quello dell'Italia corrotta e dei problemi, delle donne nude in TV, dove niente funziona.


La nostra associazione, assolutamente senza scopo di lucro e su base volontaria, si propone di diffondere un'immagine dell'Italia odierna che vada al di là di tutto ciò, pur non rinnegando il favoloso nostro grande passato, e non nascondendo i problemi che ci sono oggi.
Inoltre, grandi intenti a parte, rimane principalmente un'opportunità per stare insieme, divertirsi, fare cose interessanti e allargare la propria cerchia di amicizie.

Non siamo gli unici presenti in città, conosco ben altre due associazioni culturali italiane, ma crediamo di essere diversi per un paio di motivi fondamentali:

1) Non chiediamo fondi alle istituzioni. Che sia l'amministrazione cittadina, lo stato svedese o quello italiano, la nostra ambasciata o la comunità europea. Ogni evento è finanziato con la tessera annuale di iscrizione (sole 100 corone). Questo comporta due vantaggi: la cosa rimane a un livello non professionale (non essendo mai in ballo grosse cifre) e chi ci lavora lo fa per passione, non per guadagnarci. In più siamo liberi di fare quello che ci pare, senza sottostare a nessun dettame. Vi pare poco?
2) E' e rimane una cosa tra amici. Amici italiani e amici svedesi.

Abbiamo stilato un programma che per il solo primo semestre dell'anno (sottolineato) include:
- Cineclub gratuito (4 proiezioni: Caos calmo, Questione di cuore, Caterina va in città, Le conseguenze dell'amore)
- In Vino Veritas: serata con corso di degustazione di vini italiani e giochi a tema (costo da definire, ma solo per rimborso delle spese sostenute per i vini)
- A casa del pittore: visita alla mostra personale della pittrice Chiara Albertoni condotta dalla pittrice stessa (gratuito)
- Cuochi per un giorno: serata di cucina tradizionale italiana, dove si cucina insieme e si cena con il risultato delle nostre fatiche (rimborso spese)
- (titolo da definire): incontro sulla letteratura italiana per bambini in Svezia (gratuito)
- Språkcafè: incontri periodici dove si prende un caffè insieme e si fa conversazione in italiano, per chi vuole migliorare la propria conoscenza della nostra lingua (gratuito).

Inoltre sponsorizzeremo due, forse tre spettacoli teatrali in italiano. Si parte subito a razzo, domenica 23 alle 16, con Novecento di Alessandro Baricco, con Samuele Caldognetto, regia di Samuele Caldognetto e Nicola Pierini, e musiche dal vivo di Michele Benincaso e Mirco Rabitti, costo 50 sek, incluso caffè e biscotti.

Questo, come detto, solo nel primo semestre. Abbiamo già un sacco di idee per la seconda metà dell'anno.

Per lanciare l'associazione a Stoccolma e inaugurarne la sede in città abbiamo organizzato una festa che si terrà sabato 22 alle 17.00 nei locali messi a disposizione dalla Studieförbundet Vuxenskolan, Hantverkargatan 12. Ci sarà musica dal vivo con i BaraBarba (suonerò anch'io... mammamia!!!!), proiezioni di video, cibo e bevande. Il costo di ingresso sarà di 100 sek e con l'ingresso è incluso il tesseramento per il 2011 all'associazione. E la tessera è valida sia per Stoccolma che per Uppsala, dove sono organizzati altrettanti eventi e film... Più di così?!

Invito alla festa di inaugurazione. (clicca per ingrandire)

Il nostro sito web è www.caravaggioitafore.se, oppure ci trovate qui su Facebook. O ancora scrivete pure a me davide@caravaggioitafore.se.

Comunque vada, sarà un successo... me lo sento...


Davide

PS: Update dell'ultimo minuto. I biglietti per "Novecento" sono andati rapidamente esauriti. In caso qualcuno fosse interessato, c'è la possibilità di stilare una mini-lista di riserva.

venerdì 28 maggio 2010

Eurofestival, che tormento.


Non ci posso credere!!! Me lo sono perso!

Dopo tante chiacchiere, ho perso l'inizio di uno degli spettacoli più importanti d'Europa (Italia esclusa).

E' iniziato l'Eurofestival!

Ieri sera ci sono state le prime eliminazioni e sabato ci sarà la finale.

E' già un po' che la cosa era nell'aria... Le maggiori reti televisive svedesi hanno da qualche tempo addirittura programmi del tipo "Aspettando l'Eurofestival", dove mostrano gli altri contendenti nelle competizioni che li hanno visti protagonisti nelle rispettive nazioni, ne commentano punti di forza e debolezze, fanno pronostici. Un po' quello che succede da noi per i mondiali di calcio, ma con ascolti più alti (lo share per le finali si aggira intorno al 50%!!!).

E così, tra un festival azero e una manifestazione greca, si entra nel clima della competizione.
La nuova formula con eliminazione pare uccida un po' lo spettacolo. Ieri sera, subito la mazzata per la Svezia.
La "nostra" rappresentante Anna Bergendahl è stata fatta fuori.
Oggi i giornali nazionali l'hanno massacrata, titolando impietosamente: "This is... over" (dal titolo della sua canzone "This is my life"), "La Svezia si lecca le ferite", "Fiasco svedese", ed enfatizzando il fatto che per la prima volta nella storia la Svezia non arriva in finale! (Magari non ricordandosi che la formula a eliminazione esiste solo dal 2004).
Insomma una serataccia per la diciannovenne di belle speranze, salutata come la grande rivelazione, annunciata protagonista, e baluardo degli amanti della buona musica che la consideravano artefice di un salto di qualità nel livello delle canzoni proposte. (Per quanto sia una ballatina semplice semplice, è qualcosa di molto diverso dal puro pop commerciale tradizionale, il puro "schlager" di cui si è già parlato). Ora in molti si scatenano con il classico "Te l'avevo detto!", maledicendo chi l'ha votata al Melodifestivalen.


La delusione di Anna Bergendahl


Una nazione spaccata in due, quindi. Proprio poco fa è entrata in ufficio a sorpresa la mitica signora Lizbeth, la mia preziosa fonte di notizie speciali, inossidabile, indistruttibile e sorridente anche dopo la brutta caduta di qualche giorno fa.
Ovviamente ha seguito tutto, e lei sta dalla parte della Bergendhal. Pare che la performance sia stata buona e che gli stessi speaker fossero estremamente sorpresi quando venivano annunciati uno a uno i finalisti e il suo nome non compariva.
"Ancora tre posti rimasti, sarà sicuramente la prossima... ancora due... Ma come è possibile?". Quando l'ultimo posto libero è stato accaparrato dagli amati/odiati cugini danesi, i conduttori - e con loro metà nazione - sono rimasti a bocca spalancata.
Grande delusione anche perché gli svedesi avevano il sogno di andare a vincere a casa degli altri cugini (questi un po' più odiati che amati), i norvegesi, detentori del titolo.

Di nuovo la solita e in parte legittima polemica sulle nazioni dell'ex blocco sovietico. Vado a spiegare perché:
Con il televoto in ogni nazione partecipante si determina una classifica nazionale. Alle varie posizioni in graduatoria viene assegnato un punteggio decrescente (come nella Formula Uno). I punti di ogni nazione vengono sommati e si calcola la classifica finale.
Unica limitazione: non si può votare per il rappresentante della nazione da cui si chiama.
Recentemente la competizione ha allargato le proprie frontiere con l'inclusione di molti paesi dell'ex blocco sovietico e balcanico e negli ultimi anni i voti si sono orientati un po' in quell'area lì. Non solo per simpatia verso il vicino, visto che il fattore campanilistico può in alcuni casi sfavorirlo, ma anche per l'altissimo numero di migranti originari della nazione confinante, che mai come in queste occasioni ritrovano sentimenti patriottici.

Essendo tanti i paesi dell'ex-URSS ed ex-Jugoslavia, rimescolatisi nei decenni, non è impossibile che questo accada. Le classifiche degli ultimi anni ne sembrano in effetti un po' influenzate. Quella che potrebbe sembrare un'eccezione, e cioè il vincitore dell'anno scorso, è il giovanissimo violinista Alexander Rybak, che oltre a essere bravissimo è in effetti di padre e madre bielorussi.
C'è anche da dire che lo stesso discorso veniva fatto in passato proprio per i paesi del gruppo nordico, che quindi non dovrebbero lamentarsi...
La Grecia e Cipro sono noti per scambiarsi ogni anno il primo posto delle rispettive classifiche, e la Germania contribuisce sempre abbondantemente al punteggio della Turchia.
La polemica da questo punto di vista è veramente infuocata, tanto che sono stati persino commissionati studi per stabilire la fondatezza della cosa, e che da quest'anno sono state reintrodotte le giurie nazionali a contribuire al voto per il 50%.


Alexander Rybak, nell'esibizione vincente dell'anno scorso

Tutta questa attenzione verso il festival può sembrare esagerata, ma vi assicuro che la competizione è veramente sentita. Poco fa parlavo con una nuova collega, rumena, amante di musica jazz e che snobba e denigra totalmente il festival, eppure, tra una lamentela e l'altra, anche lei mi ha confessato che uno sguardo alla finale lo darà, e che voterà per la sua nazione.

Ecco la lista dei finalisti di Eurovison, Oslo 2010:

Azerbaijan, Armenia, Georgia, Ucraina, Romania, Turchia, Portogallo, Bielorussia, Grecia, Albania, Islanda, Bosnia, Moldavia, Russia, Serbia, Belgio, Israele, Irlanda, Cipro e Danimarca, a cui si aggiungono le BIG FOUR, (le quattro ammesse di diritto in finale, in sostanza perché cacciano i soldi), Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna.

Da tempo ha suscitato interesse e scalpore la sorpresa Azerbaijan, con la cantante Safura. Una diciassettene di quasi 180 cm (senza tacchi), padre pittore e madre pianista, che suona violino, pianoforte e sassofono, e che si esibisce con una canzone in perfetto stile eurofestivaliero, scritta (guardate un po') da tre svedesi. Ha già iniziato la sua corsa verso il successo con una serie di concerti e ospitate TV in giro per l'Europa, e tutti questi investimenti su di lei hanno addirittura fatto parlare di sponsor legati alla mafia russa. Mah...





"Drip Drop" di Safura è una delle canzoni favorite dei bookmaker, insieme a "Satellite", di Lena, Germania, nazione assente da lunghissimo tempo dalla rosa dei favoriti.

Lena, anche lei giovanissima (19 anni) ha al suo attivo qualche ruolo in serie TV tedesche e si è presentata senza nessuna formazione da cantante all'apposito concorso (una sorta di X-Factor), organizzato dalla tv del suo paese per scegliere il rappresentante della Germania all'Eurofestival. Ha avuto in patria un successo senza precedenti, vincendo dischi d'oro e primeggiando in tutte le classifiche.



La sua canzone è diversa da quello che si sente di solito in queste occasioni, ma gode comunque di pronostici favorevoli...Vedremo sabato sera che succederà. Tutta Europa (allargata, Italia esclusa) è in trepidazione!
Mi rendo conto di come tutto questo suoni strano in Italia, ma all'estero non è così. E tutto l'entusiasmo che circonda l'evento mi affascina.

Beh, direi che anche questa volta ho scritto proprio un articolone, e anche questa volta non ne sapevo nulla fino a mezz'ora fa :)
Comunque, se siete arrivati sino a qui, complimenti.

Appuntamento alla finale,

D

venerdì 12 marzo 2010

Il Festival della canzone svedese...



Ci siamo.

Tutti stanno contando le ore, i minuti, i secondi. La nazione freme, chi sarà quest'anno il vincitore?

Sto ovviamente parlando della finale del melodifestivalen l'evento musicale (e non solo) dell'anno. Roba che anche Sanremo impallidisce al confronto. Da settimane non si parla praticamente d'altro. TUTTI lo seguono: dalle finestre i televisori lasciano trasparire tutti gli stessi colori, nei pub il dj interrompe la musica a metà serata per lanciare il collegamento con il festival. Al ristorante camerieri e cameriere si aggirano per i tavoli vestiti a tema (coroncina dorata, finto microfono luccicante). TV ovunque, come per la finale dei mondiali.

E il successo è sempre crescente: nel 2002 vista l'immensa popolarità della competizione, si è deciso di passare dalla tradizionale formula a serata singola a una competizione ben più complessa.
Secondo le nuove regole, dopo una lunga serie di preselezioni, inizia la gara televisiva che dura cinque settimane ed è composta da un totale di sei serate. Si svolge per le maggiori città svedesi, e prevede varie sfide a due, una serata di ripescaggio, e una finale, tenuta a Stoccoma, al Globen (il famoso palazzetto dello sport sferico, sede classica dei più importanti eventi musicali e sportivi di Svezia). Domani sera, per l'appunto.

Grandi e piccini sono in trepida attesa.
Il vincitore del Melodifestivalen avrà il privilegio di rappresentare la Svezia all'altro grande evento musicale che coinvolge l'Europa intera (Italia esclusa): l'Eurofestival. Scegliere l'artista e il brano che rappresenteranno la Svezia all'Eurofestival è proprio il motivo per cui la competizione è nata, nel 1959.

Non so perché non ne abbiamo mai parlato nel blog in questi anni, di sicuro è impossible evitarlo, persino per strada le pubblicità sono a tema, e tutti gli anni, volenti o nolenti, ci cozziamo contro...


Pubblicità a tema dei dolcettini "Delicato" con tanto di riflettori
e paillettes

Quest'anno i conduttori sono Måns Zelmerlöw, Christine Meltzer e Dolph Lundgren (Sì, proprio lui!!! Ivan Drago di Rocky: "Ti spiezzo in due").


I tre conduttori

Måns è un cantante commerciale molto famoso qui in Svezia, idolo delle ragazzine, emerso con Idol (una sorta di X-factor) e giá concorrente in due passate edizioni del festival: nel 2007, quando arrivò terzo, esplodendo con la canzone Cara mia (tormentone dell'anno e ora quasi un "classico"), e nel 2009, quando, da vincitore annunciato si classificò alla fine soltanto quarto. Nel frattempo è stato il protagonista della versione svedese dei musical Grease e Footloose e ha pure partecipato al Ballando con le stelle locale.
Dai più (me incluso) è considerato commerciale e kitsch, ma sta di fatto che ha un gran successo e ha solo 24 anni.

Christine Meltzer è un'attrice comica televisiva, anche lei molto conosciuta, che ha partecipato a famose sit-com e programmi tv e che è spesso ospite in vari programmi.

Dolph Lundgren non ha bisogno di essere presentato. Al festival si è fino ad ora esibito anche in balli e canti e persino in una performance alla batteria, con risultati diciamo nella media... A prima vista fa un po' ridere e un po' tristezza questa cosa, ma non si può dire che il buon Dolph non sia una persona dalle mille risorse: due volte campione europeo di sollevamento pesi, karateka professionista (cintura nera di terzo dan), esperto di varie arti marziali, schermitore e pugile, è pure ingegnere chimico, laureato col massimo dei voti alla KTH di Stoccolma e, udite bene, vincitore di una borsa di studio totale al MIT, dove ha studiato per due anni prima di dedicarsi alla carriera di attore, rinunciando saggiamente alla ricerca.

Per domani sera non c'è un vincitore annunciato. Io non ne ho ancora guardato nemmeno un pezzettino, ma da buon cronista mi sono informato e ho scoperto che si parla molto di Eric Saade, giovanotto che piace alle ragazzine e alle mamme, e che gioca sull'ambiguità ragazzo/uomo. Memorabile la sua performance nella semifinale, conclusasi a sorpresa sotto una cascata d'acqua, stile Flashdance.



Altre papabili le "Timoteij", gruppo di quattro biondissime ragazze appena diciannovenni che hanno fatto fremere il cuoricino dei fanciulli e che normalmente mi si dice sappiano pure suonare, anche se al Melodifestivalen si scatenano nel più puro trash pop, come fanno anche tutti gli altri e come va tanto di moda qui.



Inoltre Darin, anche lui molto famoso, giovane e romantico, Peter Jöback, vera icona in Svezia, strafamoso ed entrato con la wildcard della SVT (la televisione distribuisce delle wild card per equilibrare la competizione e accontentare un po' tutti i gusti e le fasce di pubblico), Anna Bergendahl, lanciatissima dopo che è arrivata quinta all'ultimo Idol, Salem al Fakir, pianista pop molto amato, e Pernilla Wahlgren, la decana del gruppo, forse la più famosa, ma anche considerata ormai fuori età per vincere (classe 1967).

Di seguito vi riporto i link delle esibizioni dei vari cantanti citati, cosicché anche voi possiate farvi un'idea e scegliere per chi parteggiare.

E che vinca il migliore (o il più giovane, o il più carino, o il più furbo...)

Darin
Peter Jöback
Anna Bergendahl
Salem al Fakir
Pernilla Wahlgren


And the winner is...

Anna Bergendhal


Risultato un po' a sorpresa, ma, come si diceva, probabilmente anche l'eco della sua partecipazione a "Idol" ha pesato nella votazione.
Secondo, Salem al Fakir, che un mio personale exit-poll dell'ultimo minuto rivelava tra i favoriti, smentendo i dati da me raccolti e qui pubblicati. Ve l'ho detto, non sono un esperto della manifestazione e prima di ieri pomeriggio non ne sapevo niente :)

Il buon Salem era in testa (di poco) dopo il primo round di voti, quello della giuria tecnica svedese e di quella internazionale, novità di quest'anno. Nella finalissima con Anna, però, come spesso accade il televoto ha ribaltato la situazione.

Terzo, il favorito della nostra fonte (la signora Lizbeth, collega di ufficio), Eric Saade, che molti ora dicono sarebbe stata una scelta migliore per competere all'Eurofestival, più in sintonia con la massa degli ascoltatori europei.
Non dimentichiamo, infatti, che vincere l'Eurofestival rimane l'obiettivo principale, ben superiore al Melodifestivalen stesso. Soprattutto quest'anno che la finale si terrà in casa dei cugini norvegesi, campioni uscenti.

Se mi permettete un commento da non esperto e nemmeno da ascoltatore (stasera siamo andati a mangiare la pizza "da Luigi", e quello che trovate scritto qui è un riassunto di quanto appena apparso sui giornali :P), dopo una rapida visione dei filmati su youtube direi che ne esce nettamente ridimensionato il pop ritmato e da disco-pub che la fa solitamente da padrone in queste terre (due limpidi esempi, i due video precedentemente postati). Entrambi i brani finalisti, infatti, sono melodie sì semplici e orecchiabili (Al Fakir forse un po' meno a dire il vero), ma comunque diverse dal solito stile "disco anni '80", e anche dal piagnisteo disperato che ne è spesso l'unica alternativa. A mio parere comunque un'evoluzione rispetto a quanto si sente qui di solito. La ballata di Anna Bergendhal è carina e ascoltabile, forse un po' furbetta, ma che diamine...poteva andare molto peggio, ve lo assicuro.

Visto che non l'abbiamo fatto prima, mi pare giusto proporre ora la sua esibizione.
Onore alla vincitrice.



mercoledì 27 gennaio 2010

Life is a Cabaret, old chum, Come to the Cabaret

Dopo un paio di settimane di indecisione, e dopo aver ascoltato le recensioni entusiastiche degli amici, ieri sera mi sono unito al folto gruppo di italiani che si è ritrovato al Blå Skåpet, un caffè a pochi metri da Medborgarplatsen, per il

CAbaret CAbinet BLEU

Assistere dal vivo a uno spettacolo di cabaret mi mancava, e mi sono proprio divertito. Assolutamente sopra le righe, com'è bene che sia, irriverente e allegramente sciocco, com'è bene che sia, lo spettacolo (quasi tutto in inglese) ruotava intorno alla figura del membro sicuramente più esperto (e notevolmente più anziano) del gruppo, Lars Jacob Demitz, per gran parte dello show in perfetta e sciccosa tenuta da drag queen. Gli si alternavano due cantanti e vari altri "performer".
Con qualche minuto di ricerca su internet ho scoperto che, com'era prevedibile, Lars Jacob è il regista dello spettacolo, e che ha un curriculum impressionante in Svezia e all'estero come scrittore, regista, autore, ecc. ecc...
In teoria sarebbe in pensione, ma quando gli va si lascia coinvolgere, come è successo in questa occasione.

Sono stati rappresentati sotto forma di sketch e parodie alcuni brani del repertorio di Mae West, altri tratti da West Side Story, e altro ancora. Alla regia musicale, nonché in scena con un paio di pezzi suonati dal vivo, il nostro amico Shep Gest, chitarrista e fondatore degli Aristocrats, band più volte citata nel blog.
Unico piccolo neo, il palco veramente minuscolo, dove faticavano a entrare più di 3 persone. Ma è stato divertente comunque.


Lo spettacolo del gruppo CabarEng viene replicato ogni martedì verso le 21.00, sempre nello scantinato del Blå Skåpet (angolo tra Götgatan e Folkungagatan). Ogni settimana lo show è in parte diverso. È assolutamente necessario prenotare, visto che i posti sono pochi. Per le prime settimane l'ingresso era gratuito, a scopo promozionale, da ora in poi costerà 100 SEK. Esistono volantini per l'ingresso omaggio per 4 persone che vengono distribuiti in varie occasioni.

Sono riuscito a trovare un video su youtube dello spettacolo di apertura. La qualità sia sonora sia video è decisamente pessima, ma rende l'idea. Da notare la parodia di "Blue Moon", canzone tradizionalmente presente in quasi ogni cabaret. In questo caso il "fine" gioco di parole è tra CAbaret CAbinet BLEU, ovvero CACA-Bleu, e il titolo dato alla loro versione del brano, e cioè "Blue Poo" (pupù blu).

E ho detto tutto.





giovedì 19 novembre 2009

tangoklubb

i giorni si fanno notti? il cielo è sempre più livido e pesante? la pioggia non dà tregua?
andiamo a ballare il tango!

o almeno ad ascoltare un po' di musica dell'epoca d'oro delle grandi orchestre davanti a un bicchiere di vino o una tazza di caffè, all'ultimo piano di un edificio di vetro, con vista panoramica sulle luci e i tetti bagnati della città. dentro, un pavimento di legno, lucido e sgombro, e tanti tangueros.

l'evento - gratuito - si terrà stasera e ogni due giovedì fino al 17 dicembre alla kulturhuset, che non si frequenta mai abbastanza. la descrizione in svedese dice: niente lezioni né consigli, solo ballo, finché il buonumore (o la malinconia) non sarà abbastanza...

venerdì 23 gennaio 2009

lars demian



så går det till.

l'avevo sentita dal vivo al folklore center di cui davide aveva scritto tempo fa e mi era piaciuta molto. come dire, o mangiar questa minestra o saltar dalla finestra...

giovedì 22 gennaio 2009

lisa ekdahl



è la scoperta musicale della mia serata casalinga (grazie, betulla!). davide è a milano per il nuovo progetto di cui si occupa al karolinska e io sono in partenza per århus. che bello abitare in scandinavia e poter pensare di fare un salto da mio fratello&ditte. non vedo l'ora di riabbracciarli!

venerdì 12 dicembre 2008

luciatåg & konserter

processioni di santa lucia e concerti.

dicembre è un mese a dir poco febbrile, anche in svezia. e sotto i ponti è già passata l'acqua delle prime luci dell'avvento, quella dello julbord di nuovo a fjäderholmarna con gli amici, come l'anno scorso, quella delle feste pazze per ravvivare l'oscurità invernale.

domani sarà il giorno che per tradizione è considerato il più breve dell'anno, il giorno di santa lucia.

visto che è sabato, mi piacerebbe riuscire ad andare a uno dei tanti concerti o luciatåg, la processione - non per forza religiosa - di santa lucia, organizzati in città.

ecco un elenco:

sabato 13 dicembre

adolf fredriks kyrka, adolf fredriks kyrkogata, tunnelbana hötorget, 9:30 e 11: recita natalizia dei bambini.

stockholms konserthus, hötorget 8, tunnelbana Hötorget, 15 e 17: santa lucia con gli allievi della scuola di musica adolf fredrik.

nordiska museet, djurgårdsvägen 6-16, djurgården, 15 e 17: concerto di santa lucia della scuola di musica adolf fredrik e quella di stoccoma. 120-150 SEK.

storkyrkan, trångsund 1, tunnelbana gamla stan, 16 e 18: concerto di santa lucia con cori della scuola di musica adolf fredrik e l'orchestra della lilla akademien. 70-275 kr.

engelbrektskyrkan, karlavägen 13, tunnelbana tekniska högskolan, 18: coro di voci bianche e voci miste. 100 SEK adulti, 50 SEK bambini.

maria magdalena kyrka, bellmansgatan 13, tunnelbana slussen, 16 e 19: concerto di natale tradizionale del grande coro maschile di stoccolma (kfum) e katharina frogner kockum. 100 kr.

gustav III kafé, operan, gustav adolfs torg, tunnelbana kungsträdgården, 12, 13:30 e 15: processione di lucia e concerto della scuola di musica di nacka. 130 SEK adulti, 100 SEK bambini.

stockholms stadshus, tunnelbana t-centralen, 17 e 19: cantano gli allievi della adolf fredrik e della scuola di musica di stoccolma. 120-150 SEK.

musikvalvet baggen, svartmansgatan 27, tunnelbana gamla stan, 13 e 15: processione di santa lucia degli allievi della roslagens kulturskola.

oscarskyrkan, narvavägen 6, tunnelbana karlaplan, 16 e 18: concerto di santa lucia. 80-100 SEK.

skansen, djurgården, concerti e processioni tutto il giorno.

kungsträdgården, stora scenen, tunnelbana kungsträdgården, 17:30: qui è dove termina la processione della lucia di svezia. ingresso libero.

matteus kyrka, vanadisvägen 35, tunnelbana odenplan, 14 e 17: coro della chiesa di san matteo e orchestra sinfonica.

berwaldhallen, dag hammarskjölds väg 3, tunnelbana karlaplan, 15. solo musica tradizionale natalizia con l'orchestra sinfonica della radio svedese.


domenica 14 dicembre

storkyrkan, trångsund 1, tunnelbana gamla stan, 16: concerto di santa lucia con cori della scuola di musica adolf fredrik e l'orchestra della lilla akademien. 70-275 kr.

stockholms stadshus, tunnelbana t-centralen, 17: cantano gli allievi della adolf fredrik e della scuola di musica di stoccolma. 120-150 SEK.

adolf fredriks kyrka, adolf fredriks kyrkogata, tunnelbana hötorget, 17 e 19:30: concerto di santa lucia. 80-120 SEK.

matteus kyrka, vanadisvägen 35, tunnelbana odenplan, 15 e 18: concerto di natale e di santa lucia, coro della chiesa di san matteo e orchestra sinfonica.


e non dimenticate i lussekatter, da gustare bevendo glögg, in città non mancheranno di certo! (qui la ricetta sul bel blog scoperto per caso di un'altra italiana a stoccolma, però in inglese). sono in assoluto fra i miei dolci preferiti. semplici ma d'atmosfera. ricordano un po' il pane dolce cremonese... uh, che nostalgia!

sabato 6 settembre 2008

Pet Sounds Bar


Uno scopo per cui il blog ha la sua ragione di esistere, non è certo quello di essere il "repository" delle mie occasionali str...upidaggini, ma piuttosto quello di dare indicazioni, più o meno desiderate, più o meno utili, alle anime erranti della rete. Di solito questo compito è portato avanti da Giusi, ma questa volta voglio contribuire anch'io. Da tempo mi frulla in testa l'idea di indicare locali/ristoranti/caffé che più ci sono piaciuti tra quelli dove siamo stati in questo anno e un po'.


Un paio di sere fa sono stato al "Pet Sounds Bar". E' un locale strafamoso, qui a Stoccolma.
La fama è quella di essere locale "cool" e molto "trendy" e anche un po' "fashion" e così via, per cui non ero entusiasta di andarci, ma un amico si era assolutamente impuntato e lo abbiamo seguito.
Devo essere onesto e dire che ne è valsa veramente la pena.
E' in Skånegatan, una via che a me piace molto per tutta una serie di locali carini, dove bere qualcosa, cenare ed ascoltare musica. E' il bar associato al fornitissimo omonimo negozio di dischi cd e dvd musicali, il più vecchio di Stoccolma (dove si trova di tutto e si ascoltano band dal vivo), e si trova dall'altra parte della strada rispetto al negozio, a qualche metro di distanza.


Anche tra gli Svedesi ha la fama di essere un locale fighetto e un po' snob, per cui a volte finisce per subire la stessa sorte e venire a sua volta snobbato. A me e ai miei amici (italiani, svedesi e indiani) non è parso così. Per lo meno NULLA in confronto ai locali dello stesso tipo in Italia. Assolutamente affrontabile.

Aspetti positivi:

-In assoluto, la caratteristica che lo ha reso famoso. Un'ottima selezione musicale... Indie rock, ma non solo. Musica vecchia e nuova, tutta robbba buona. Mooolto valido.
-Buon assortimento di vini, birre e cocktail (per gli standard di Stoccolma).
-Come tanti altri locali a Stoccolma è anche ristorante e mi dicono che la cucina sia di tipo creativo e di buon livello, ma personalmente non l'ho sperimentata, per cui riporto l'opinione di terzi (ps: è comunque da ricordare che il volume della musica è abbastanza alto).



Aspetti negativi:

-Come in tanti altri locali della città (ma non nella maggioranza), più di metà locale è riservato a chi pranza, e quelli sono gli unici posti a sedere. Per cui, o si sta in piedi con il bicchiere in mano, o si aspetta che la cucina chiuda e che chi è seduto se ne vada. In genere verso le 22.30-23.00, durante la settimana, ben più tardi durante il week-end (chi è stato a Stoccolma sa che questa è un'eccezione, e che è difficile trovare un locale disposto a sfamarti dopo le 22.00). In soldoni, ci si rassegni a stare in piedi.
-Durante il fine settimana è gremito di gente fino a tardi. Questa cosa la metto tra gli aspetti negativi perché intendo VERAMENTE gremito. A livello di metro nell'ora di punta. Con la coda fuori per entrare.
-Prezzi leggermente più elevati che da altre parti (ma non tanto).

Nonostante quello che può sembrare leggendo questa sorta di "recensione" (brrr), ribadisco che è da provare, magari, se si ha del tempo, durante la settimana ed evitare così la ressa.


venerdì 5 settembre 2008

Teatro, che passione.

Ok, ancora una volta non siamo in tempo, perché l'evento che vado ad illustrare è già passato. Ma ve ne saranno altri per le prossime 3 serate (incluso oggi). Direi che ci stiamo avvicinando a grandi passi verso il blog di servizio! :)


Per l'intera durata di questa settimana, che come già puntualizzato siamo tutti concordi nel definire "agli sgoccioli", c'è stata/c'è/ci sarà una serie di commedie e spettacoli in lingua inglese , dal titolo "A touch of Britain" allo Scalateatern, in Wallingatan 32, a Stoccolma.

Noi ci siamo stati lunedì e abbiamo visto "The sinking of the Titanic", una sorta di commedia/documentario rappresentata da due comici britannici a mio parere molto bravi, Kesselofski & Fiske. Questo duo gira il nord Europa da molti anni ed ha un suo pubblico di affezionati. "L'affondamento del Titanic" era già stato rappresentato molte volte a Stoccolma ,per cui il teatro non era pieno. Per me è stata una piacevole scoperta, e anche Giusi si è divertita un sacco. Ho riso di gusto a lungo e me ne sono tornato a casa veramente soddisfatto. Il loro umorismo è diretto, semplice, a tratti perfino sciocco, ma non privo di trovate geniali. Sono molto buffi e ricalcano lo stile della classica coppia comica, in cui uno è il vessatore, il furbo, e l'altro è il succube, il sempliciotto. Al tempo stesso sono entranbi dei bambinoni e si ride delle loro stramberie.



Tramite questa tonalità leggera, però, riescono a comunicare i particolari, spesso ignoti al grande pubblico, di una tragedia che poteva essere mille volte evitata, e che invece è stata aggravata dalla superficialità di chi ne è stato protagonista.
Insomma, una bella serata. Ora aspetto di vederli ne "il mastino dei Baskerville", e spero che accada presto.
Tra l'altro questa serata mi ha dato l'occasione di scoprire un caffè/ostello non troppo costoso e carino, del quale riferirò presto in un altro post.



In cartellone per i restanti giorni della settimana c'e' "The Ukulele Orchestra of Great Britain", una sorta di concerto comico di un'orchestra (appunto) di ukulele. Il loro repertorio spazia su tutti i generi musicali, da Tchaikovsky agli Iron Maiden. Tutto, ovviamente, con l'ukulele. Sul loro sito (linkato) ci si può fare un'idea di che cosa si andrà a vedere, ed addirittura ascoltare alcuni loro brani.



Hanno suonato praticamente in tutto il mondo e mi dicono siano molto bravi (però, io non li ho mai visti, per cui non posso darlo per certo. Vedendoli su youtube sembra proprio cosi). Il biglietto costa 350 SEK, come per "The sinking of the Titanic". In quel caso noi abbiamo prenotato in 10 ed abbiamo ottenuto uno sconto, pagando alla fine 250 SEK a testa. Gli studenti al di sotto di 26 anni pagano 100 SEK.



Gli spettacoli dureranno fino a domenica, ulteriori dettagli sul sito del teatro.
E chi più ne ha, più ne rappresenti.

giovedì 27 marzo 2008

Grandi Musicisti

Da oggi voglio inaugurare uno spazio culturale interno al blog. Mi sono accorto che scrivo troppe str...upidaggini e non posto mai niente di serio. Quelli che vi propongo oggi sono dei grandi musicisti cecoslovacchi, purtroppo non noti al grande pubblico. Io li ho conosciuti grazie a Marco, il fratello di Giusi, e hanno riscosso grande apprezzamento tra i miei contatti in facebook.
Quindi rilassatevi, abbassate le luci e guardate il video, fino in fondo.

giovedì 13 marzo 2008

"Have you ever heard of a man called... Hercule Poirot?"

Se gli anni '80 sono stati, fra le altre cose, gli anni del Walkman, ora siamo agli anni del lettore mp3.
Una cosa che mi fa sorridere è vedere come la situazione si sia in qualche modo ribaltata. Negli anni '80 i più fanatici avevano degli scatolotti di walkman di medie dimensioni dotati di microcuffie, più piccole erano e meglio era. Ora (non so se vi sia mai capitato, ma qui è abbastanza frequente), si vedono ragazzini che girano con microscopici lettori e megacuffie imbottite da deejay.


Che sia iPod, cellulare (vera nuova mania) o lettore puro e semplice, ne siamo letteralmente invasi. In metropolitana praticamente ce l'hanno tutti quanti. Sarà capitato un po' a tutti almeno una volta di chiedersi che musica stia ascoltando la persona seduta di fronte. Un distinto signore in giacca e cravatta che si ascolta il reggae, un ragazzino vestito di cuoio e dai jeans laceri che si bea di Mariah Carey, e così via. E' vero che a volte il volume della musica è tale da non lasciare molto spazio all'immaginazione...

Di recente ho trovato anch'io il tempo di aggregarmi alla folla degli utenti di lettore mp3. Il mio è di marca anonima, comperato in un ipermercato due o tre anni fa a 20 euro, ma va benissimo. Solo che nel mio caso indovinare che cosa stia ascoltando è già più difficile.

Audiolibri.

La trovo una cosa entusiasmante. Il primo che ho ascoltato è "The Zombie Survival Guide: Complete Protection from the Living Dead" di Max Brooks. Molto carino, a tratti (pochi) un po' lento, ma a suo modo geniale. Se avete tempo, date un'occhiata anche al sito appena linkato, per essere il sito di un libro è fatto bene. E se invece volete più dettagli, chiedete a Stefano nei commenti, lui è il traduttore dell'edizione italiana!!! (Einaudi).


Da un po' di tempo sto ascoltando "Murder in Mesopotamia" di Agatha Christie. Non è un audiolibro nel senso vero e proprio del termine, ma uno sceneggiato della BBC radio, fatto mooolto bene, con suoni, effetti, musiche di sottofondo. Dopo un lungo prologo, la Lady di turno è stata uccisa. Proprio questa mattina, vista l'incapacità dei protagonisti di risolvere il mistero, il dottore ha chiesto al capitano:


"Have you ever heard of a man called... Hercule Poirot?"

E io ho sorriso.




Ok, sono solo cinque minuti al giorno, mentre si sale sull'autobus, si sobbalza in metropolitana o si cammina per un lungo viale, ma perché sprecarli guardando le scarpe del vicino?

E chi più ne ha più ne ascolti.

giovedì 13 dicembre 2007

Italian Jazz



Ciao, era un po' che non mi facevo sentire con un mio post.

L'occasione è di quelle buone.

Qualche giorno fa il mio amico Giuseppe mi chiama dicendo: "Sai che Martedì al Fasching Jazz Club suonano Stefano Bollani e Paolo Fresu?". E io: "Orpo !" E lui: "Io vado, tu vieni ?" E io: "Orpo !" E lui: "Costa solo 15 euro, con la tessera del Karolinska 9.5". E io: "Orpo !"

Insomma si decide di andare. Non mi ferma nemmeno una serie di defezioni impressionanti. Giusi è stanca. Federica ha fatto tardi. Brunella non fa in tempo. Lo stesso Giuseppe mi chiama con la voce sommessa e il morale sotto le scarpe: l'hanno chiamato d'urgenza per un'operazione, passerà la nottata al lavoro in ospedale. Essendo cardiochirurgo, la chiamata non è di quelle che si possono rifiutare. Parto da solo.



Arrivo nel locale che è ancora semivuoto (o già semipieno, a seconda del grado di ottimismo di cui si dispone). Nella speranza che si faccia vivo almeno Michele, scelgo l'unico tavolo grande libero, che, guarda un po', è accanto a quello dove cenano i musicisti.

Il locale si sta riempiendo, Michele chiama: sta per arrivare con un amico e tre amiche. Fatico a tenere i posti. Acconsento a far sedere un signore distinto che per questo gesto mi adorerà per il resto della serata. Scorgo Marco con un piccolo plotone di Italiani, li invito al mio tavolo. La situazione si sta movimentando. Bollani, Fresu e Paolo Russo (fisarmonicista che non conoscevo, bravissimo) sono al dessert. Una ragazza del gruppo di Marco, Francesca, Cagliaritana DOC, parte alla conoscenza di Paolo Fresu. A lei si aggrega un altro ragazzo. In un batter d'occhio siamo tutti a rompere le scatole al tavolo dei musicisti. Loro sono simpaticissimi, alla mano, dopo 5 minuti siamo amici. Arriva Michele col Bòcia e tre svedesi. Il Bòcia è uno nuovo. Servirebbe un intero post solo per lui, ma poi si monta la testa, quindi lascio stare.

Siamo in troppi, non ci stiamo più. Bollani è lì in giro con un bicchiere in mano. Gli urlo: "Stefano!" E lui: "Ohi ! Dimmi !" E io: "Posso prendere il tuo tavolo?" E lui: "Orpo !"

Del concerto invece non voglio parlare: dico solo che è stato incredibile. Sono proprio bravi. Io poi adoro Stefano Bollani, per me è un genio, che sa di esserlo ma non gliene frega assolutamente niente. E' un deficiente nel senso più nobile del termine, chi mi conosce sa che cosa intendo. Nel mezzo di un passaggio complesso ti infila una serie di note da "Pippi Calzelunghe" e poi ritorna su quello che faceva prima. Ogni nota NON è quasi mai quella che ti aspetteresti e il suo jazz NON è quello serioso e pseudointellettuale che siamo abituati a sentire, trasfigurato rispetto alle sue origini.


Insomma una grande serata, che si è conclusa nel migliore dei modi. Ci hanno chiesto se li aspettavamo, andavano a portare gli strumenti in hotel e poi ci facevamo un giro. E noi tutti in coro: "Orpo!"

E così via, a cazzeggiare e sparare battutacce per le strade deserte del martedì notte di Stoccolma, alla ricerca di un posto dove ripararsi dal nevischio che stava scendendo, passando per un pub irlandese da cui ci cacciano fuori perché una del gruppo aveva meno di 23 anni (sì, qui è così), per un Burghy che ci chiude le porte in faccia, finendo da un kebabbaro aperto fino all'alba, con un Fresu che rimpiangeva sempre più di aver alla fine declinato l'invito di Michele a una spaghettata a casa sua, mentre Bollani annuiva speranzoso ("Dai, ha anche il limoncello!").



Il gruppo di Marco se n'era andato, ignaro del seguito, alla fine del concerto, per cui eravamo rimasti in sette (contando le tre povere svedesi che non capivano niente, visto che parlavamo quasi sempre in italiano, ma che erano felici lo stesso) a rimpinzarsi di falafel pessimo e di kebab appena sulla soglia della sufficienza, bevendo birra leggerissima (Bollani: "Paolo, ce l'hanno la birra, ma è quella leggera". Fresu: "Beh, prendine dodici!"). Una serata piacevolissima, con Michele, musicista, liutaio e fan accanito, che non credeva ai suoi occhi (credo che Fresu non scorderà facilmente il tormentone della serata, Michele che gli prende una spalla e dice: "Paolino, ti posso toccare? Oddio, sto toccando Fresu!"), con Paolo Russo, il fisarmonicista, che voleva assolutamente sapere che cosa aveva fatto la Lazio e lo chiedeva a tutti quelli che incontrava.

Insomma musicisti eccezionali (Michele a Edith, una delle svedesi, scuotendola: "You don't know, but they are the number one!!! THE NUMBER ONE!!!". Risate.), persone eccezionali. Sono contento che abbiano il successo che si meritano. Andateli a sentire ovunque e comunque, quando potete e anche quando non potete.

Baci,

io




martedì 4 dicembre 2007

juletid

il periodo natalizio... le feste!

oltre che da un'eccezionale ondata di lavoro poco natalizia, siamo stati investiti da una valanga festiva di vaste proporzioni:

julmusik
julmarknader
julkakor
julklappar
julgranar
julsånger
julbockar
julbord
jultomtar
julkalendrar
julfrimärken
julöl
julkonserter
julkärvar
julkort

... e ce ne sono molti altri!


un esempio per me divertentissimo di julsång è nu är det jul igen.

per avere un'idea della melodia, ecco un video della versione danese (nu er det jul igen) della stessa canzoncina, che in entrambi i paesi si canta tenendosi per mano intorno all'albero di natale e in giro per casa, dentro e fuori... una specie di allegra benedizione.

ricordo che l'anno scorso in danimarca, a casa dei genitori di ditte - praticamente mia cognata - ci siamo divertiti un mondo!

versione svedese:
nu är det jul igen
och nu är det jul igen
och julen varar väl till påska
men det var inte sant
oche det var inte sant
för däremellan kommer fasta

versione danese (per chi volesse fare un po' di traduzione comparata o più semplicemente cantare e girotondare insieme alla folla del video):
nu' det jul igen
og nu' det jul igen
og julen varer lil' til påske
nej det ikke sandt
nej det ikke sandt
for ind imellem kommer fasten

[è di nuovo natale e così sarà fino a pasqua! non è vero, perché in mezzo c'è il digiuno (di quaresima)!]

la traduzione non è altrettanto divertente, ma magari aggiungendo un paio di julsnaps... (qui altre ricettine di cocktail natalizi - juldrinkar - da provare).

a presto per le altre jul-cose!

lunedì 29 ottobre 2007

en gång till

ovvero... bravo, bene, bis!

è così che il pubblico del berlin ieri sera ha acclamato le baskery di cui ha appena scritto davide. io non ho molto da aggiungere, se non che adesso voglio imparare a suonare il contrabbasso. mi è sempre piaciuto e da ieri sera lo adoro.

p.s. il berlin è sicuramente un locale in cui tornare. un francobollo di ristorante, a dire il vero. ma con un menu da buongustai divoratori (e neanche troppo caro). e, appunto, musica dal vivo.

en gång till, en gång till...

Se un giorno d'Autunno un viaggiatore...

Cominciamo dall'inizio, da un post mancato che avrei voluto seriamente scrivere.

Il nostro amico Liutaio Benni, che d'ora in poi chiamerò Michele come in effetti si chiama, lavora, per l'appunto, come liutaio nel più grande negozio di chitarre di tutta la Svezia.

Che è successo? È successo che un giorno, da poco uscito dall'Accademia Stradivari di Cremona si è detto: "Che ci sto a fare in Italia, ad ammazzarmi per ricevere poco o nulla, ecc. ecc. ecc. ?" (insomma il discorso che comunemente si sente fare da NOI emigranti). "Vado a vivere... vediamo... in Svezia!". Così è partito, con delle polaroid in tasca di alcuni suoi lavori e, credo, anche un basso smontato in valigia, ed è venuto a farsi un giro qui. È entrato al JAM gitarrer e ne è uscito con un lavoro. Niente di strano se si pensa che qualche giorno dopo ne è uscito fidanzato.

Niente di strano se si pensa che è un liutaio molto bravo, diplomato in strumenti classici, ma che lavora da sempre su chitarre e bassi elettrici.


Chitarra BlueDophin, copyright by Michele


SPAZIO PROMOZIONALE

Chiunque sia interessato a cotali strumenti, vada a vedere il suo sito, è proprio bravo. Tra l'altro non credevo che una chitarra custom-made potesse costare così poco.

FINE SPAZIO PROMOZIONALE


Insomma per farla breve, una volta al mese in negozio c'è vino e birra gratis, e tre o quattro gruppi che suonano. Tutto, lo ripeto, AGRATIS. Per coincidenze varie fino ad ora non c'ero potuto andare, ma mercoledì scorso ce l'ho fatta.

Mi sono trovato in un posto fantastico, un'estensione di metri e metri cubi di chitarre, bassi, banjo, ukulele e chi più ne ha più ne suoni. Da impazzire, roba di milioni di euri appesi ovunque.
Ho incontrato lì il mio amico, nonché insegnante di Tai Chi, Wilmar, e la nostra amica Jing Wen.

Il concerto è stato mooolto carino. Prima un gruppo acustico di quattro ragazzi in giacca e cravatta che suonavano del country vecchio stile (alla "Fratello dove sei", per intenderci), molto ben fatto. Poi una cantautrice, brava, e a seguire quattro ragazzi che suonavano pop-rock, bravi e volenterosi. In realtà tutti erano molto bravi, molto più della media di Bologna, ma ora a pensare a quello che è venuto dopo rientrano nei ranghi della normalità.

Infatti, verso la fine, quelle che sembravano tre spettatrici, mescolate tra la folla dei tipi e delle tipe vestite Rockabilly, sono salite sul palco. Tre ragazze carine - una delle quali portava con sé un contrabbasso, una con una chitarra e la terza che non la finiva mai di sistemare i suoi strumenti, da quanti ne aveva - si sono presentate come le "Baskery", e hanno iniziato a suonare.

Mioddio.

Io e Michele ci siamo guardati negli occhi. Mai sentito nulla di così trascinante negli ultimi anni.


Facevano un country-rock, con un pizzico di bluegrass, travolgente. La tipa con contrabbasso (Stella) slegava note che non le si vedeva la mano. Sunniva, cantante (anche se sono numerosi i cori a più voci) e chitarrista acustica pure. Ma la più incredibile di tutti era la terza, Greta, che suonava (e bene) tutto il resto. Con un piede la cassa, con un altro piede il rullante, al collo l'armonica e in braccio il banjo a sei corde, con cui faceva paura. Con e senza bottleneck, con e senza distorsore, comunque una cascata di note. Alternandovi, ovviamente, chitarre acustiche, slide sguitars, ecc. ecc. etc.

Tutte e tre brave e integrate benissimo, con le tre voci che si sovrapponevano in tre tonalità diverse. Insomma bello bello bello. Ecco.
La gente era estasiata, i pur freddi svedesi si erano sgolati a furia di battere le mani e gridare "yahoo".

Mi sono divertito molto.

Tanto che sono andato sul loro sito e ho scoperto che qualche giorno dopo (ieri sera) avrebbero di nuovo suonato a Stoccolma. Pensato e fatto, sono tornato con Giusi, Amy e Sofia, a sentirle... ma di questo vi racconterà Giusi stessa...
Da disco, subito. Io ho comperato il singolo, autoprodotto, e sono in attesa dell'album. Spero che facciano successo, perché sono tipe carine e alla mano e perché (lo si era capito?) sono brave.

Girano un sacco, Svezia, Finlandia, Francia, Svizzera, e per altri due mesi almeno non ricapiteranno a Stoccolma, ma quando succederà ... beh, per allora ci sarò.

Aggiungo una cosina: se siete interessati andate a vedere la loro pagina su myspace, si possono ascoltare 2 canzoni. Ok, dal vivo è tutta un'altra cosa, ma meglio di niente...