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lunedì 12 febbraio 2018

Come si cambia il pannolino. Manuale pratico.

Luca.
Da qualche tempo cambiare il pannolino al mitico Luca é diventato una faticata. È incredibile quanto un cosino così piccolo possa essere così sgusciante e anguillesco.

Credo sarebbe più semplice mettere un pannolino a una trota salmonata, pensavo pochi giorni fa.

Conscio della profonda verità di queste parole, mi è tornato in mente un testo vecchissimo che girava su internet molti anni fa quando ancora non esistevano né social media né blog (ora si direbbe un testo virale, all'epoca era semplicemente una mail divertente che la gente si inoltrava l'un con l'altro) dove veniva fatta la stessa associazione bimbo-pesce. 

Ho ritrovato quel testo e ho pensato di riproporlo qui, a beneficio di chi non lo ha mai letto o se lo era dimenticato.. A parte il borotalco che non si usa più, e i ruoli mamma/papà interscambiabili, mi sembra sempre valido. All'autore, sempre rimasto anonimo, continua ad andare ogni merito.

Buona lettura :)


Il Pannolino

Ogni mamma dice: "La cacca del mio piccolino non puzza". Avete mai provato a cambiare il pannolino ad un bambino?

Cose che accadono quando si cambia un pannolino:

Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:

a)         perché lo dice la mamma;
b)         perché lo dice la suocera;
c)         perché il bimbo ha cagato.

Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità. 
Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della merda.

Di solito accade così:

La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce gaia e piuttosto cretina:
'E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino: cosa ha fatto l'angioletto?'.
Poi la mamma va di là e vomita.

A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
Il padre di destra dice: 'Che schifo!' e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio.
Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.
Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino.
Far star fermo il bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E' fondamentale non distrarsi mai.

Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott'acqua.

Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.
Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava "l'estruso". E' il momento della verità. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata è impressionante. E' singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant'è: non c'è niente da fare.
O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.

Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt.
Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna. Se guardate è più difficile. Ma senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.

Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina.
Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appesa come un idiota, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po' di cacca in giro.

Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.

NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l'aria. Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all'olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano.

Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da lì spariranno nell'underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido. Ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc. A quel punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipì.

Il bambino non fa pipì a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un istintivo salto indietro.
Errore.

La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio.
Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l'accaduto.

Prendere il pannolino nuovo. Capire qual è il lato davanti (di solito c'è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere. Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma 
quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto,così è troppo largo. Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi. E' in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un martire. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.

Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. E' questo il momento dei poussoir (bottoncino a clip, NdR). Quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir.

Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, 
culo della madonna.
Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.

Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito.
Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossirà. Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossirà, e che sarà mai? Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei chiederà: 'L'hai messo il borotalco?'. Voi direte: 'Sì'. Con convinzione.


Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso.

Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d'animo di Madre Teresa di Calcutta.

Quando l'effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po' di destra. Alcuni si spingono fino a consultare il settore 'Decappottabili' su Gente & Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente,  ritornano.
In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.


Un anonimo neo-papà

mercoledì 22 giugno 2016

Midsommar for beginners!





Ci siamo quasi. Sta per arrivare!

Ora non starò qui a spiegare nel dettaglio che cosa sia la festa di Midsommar, e cosa rappresenti per gli svedesi. Non me ne vogliano gli amici italiani, ma occorrerebbe troppo tempo, e su internet si trovano già un sacco di notizie.
Diciamo solo che è una antichissima festa pagana (non solo in Svezia, ma in tutto il Nord Europa), celebrazione del solstizio d'estate (che a dire il vero era ieri), e quindi dell'estate che sta cominciando, nonché dei mesi fertili che verranno. Tutta questa gioia si porta dietro anche una coda di malinconia, visto che al tempo stesso le giornate iniziano ora ad accorciarsi, ricordandoci che, seppure ancora lontano, l'inverno è in arrivo (gli svedesi amano scherzarci su, ma è uno scherzare con una coda di amarezza...)


Prima di tutto si fa in campagna, o in mancanza di questa in un luogo aperto e verde. Ma in campagna è meglio. Più in campagna è, meglio è. Tra le mete più ambite, il meraviglioso Dalarna.
Si festeggia con gli amici e la famiglia. Anche qualora si sia in un posto pubblico, ogni gruppo rimane per conto proprio. Niente di strano, si pensi ai nostri picnic di pasquetta...
Si mangia cibo portato da casa, e si beve, si beve tanto (uh, quanto si beve!). In particolare Aringhe, patate bollite e snaps non mancano mai.





Poi, la festa porta con sé un sacco di tradizioni e simboli, legati quasi sempre alla fertilità e al propiziamento della stessa, e la cui origine si perde nella notte dei tempi (era un sacco che volevo usare la frase “si perde nella notte dei tempi”).




C'è il Midsommarstång, il palo di Midsommar (più noto col suo nome inglese, Maypole), dalla simbologia abbastanza evidente e che qui non riportiamo per eccesso di pudore, che viene alzato durante i festeggiamenti al centro dello spazio ad essi dedicato e che è parte fondamentale degli stessi. Attorno al palo si danza in circolo (qui sì si sta tutti insieme) balli tradizionali suonati, se possibile, dal vivo. Questi balli prevedono movenze specifiche, che tutti gli svedesi conoscono, ma che non sono difficili da imparare. Ed è divertentissimo mescolarsi e provare. Si balla e si ride, si ride e si balla (dipende anche da quanti snaps avete bevuto).
Tra di essi, il celeberrimo “Små grodorna”, la danza della rana. Non commento, lascio la parola ai video (1, 2, 3).

E poi tanto altro. Come sanno anche i sassi ormai, in teoria la tradizione prevede che le ragazze in età da marito al ritorno dalla festa raccolgano loro stesse da sole nel bosco sette tipi di fiori diversi, che porranno sotto il cuscino, avendo così la fantastica e unica (beh, una all'anno...) opportunità di vedersi apparire in sogno il proprio futuro sposo. Il fiore è infatti anch'esso simbolo di fertilità.
Nel caso aveste occasione di parteciparvi, vi capiterà di vedere signore, ragazze e bambine con una coroncina di fiori in testa. Corone di fiori sono anche poste sul palo. Anche queste sono (ma vah?) simbolo di fertilità (sebbene con l'avvento del cristianesimo il loro significato si stato traslato a quello di “purezza”)
Ora, c'è chi sostiene a spada tratta che tali corone portate sul capo il giorno della festa siano in origine state, secondo la tradizione, indicazione che la fanciulla che le vesta sia in età da marito, libera, e si presuppone (complice anche tutta 'sta atmosfera di fertilità nell'aria), disponibile.
Raffreddiamo subito però l'entusiasmo dei giovanotti nostrani. Nonostante qualche film degli anni '60, ad oggi è in ogni caso semplicemente una cosa divertente, che tutte quante, anzi tutti quanti (pure qualche burlone del genere opposto, con e senza snaps in corpo) indossano.

Midsommar in Svezia secondo una pubblicità IKEA tedesca. A parte il vestirsi in costume e le ovvie esagerazioni, il fine umorismo teutonico ci prende abbastanza :)



Un' altra spiegazione meno estrema e comunque ironica...

Come al solito, nel finale, il motivo che mi ha spinto a scrivere tutto ciò. E meno male che non volevo entrare nei dettagli. Succede sempre così quando il demone (pagano) della scrittura mi afferra.

Questa volta è una motivazione sociale. Dove e quando andare a festeggiare midsommar? Prima di tutto quando. Si perchè il piccolo particolare è che quello che tutto il bailamme sopra descritto accade a Midsommarafton, il giorno dalla vigilia (cioé, quest'anno, venerdì), che è una vacanza “de facto” in Svezia. Il giorno di Midsommar si dedica al riposo e allo smaltimento degli snaps.

Nell'area di Stoccolma segnaliamo (ma solo per dovere) il parco di Skansen, frequentato più che altro da turisti.
Se si vuole vivere l'esperienza completa, con palo, danze eccetera, e assaporare (per quanto possibile) un'atmosfera autentica, da anni viene organizzata con successo una celebrazione presso il castello di Tyresö (bus 875 da Gullmarsplan, dettagli qui). Ci siamo stati, ed è sufficientemente pazza da essere interessante. Oppure un'alternativa è Hagelbypark (dettagli qui , bus 707 o 708 dalla metro di Alby o dalla stazione di Tumba). Qui non ci siamo stati, ma ce ne parlano bene.


E buon divertimento... :)

martedì 13 agosto 2013

Che si fa stasera?



Probabilmente noi italiani siamo abituati anche troppo bene. L'offerta culturale e di intrattenimento estivo non solo nelle grandi città, ma anche nelle località di provincia e nei piccoli paesini, è abbondante e varia. Dall'alta cultura classica alla spaghettata in piazza con musica, ovunque ci si muova per lo stivale si può più o meno sempre incappare in qualcosa di interessante.

Ovviamente non si può pretendere che in Svezia accada la stessa cosa. Pochi milioni di persone sparse su un territorio considerevolmente vasto, una tradizione se vogliamo meno differenziata, un'indole diversa, forse un po' meno disposta al festeggiamento compulsivo e più alla pianificazione accurata e senza rischi di sorta, condizioni meterologiche diverse, tutto questo e altro ancora può avere il suo impatto.

Comunque qualcosa succede. Specialmente in città, specialmente nelle grandi città, e ovviamente specialmente a Stoccolma.



Da questo punto di vista, questa settimana sarà la più attiva di questa bella estate. Da oggi infatti comincia il Kulturfestival, il festival della cultura cittadino.
Nel pieno centro della città, a Sergelstorg e dintorni, sono stati allestiti vari palcoscenici dove si terranno decine e decine di concerti, esibizioni, spettacoli, mostre e performance di vario tipo. Il programma completo di tutti i dettagli lo trovate qui.  Tra poche ore mi aggregherò anch'io. Ho in mente di farmi un salto alle immancabili bancarelle di libri usati di Drottninggatan e poi di passare la serata al palco GAT (uno spazio verde proprio davanti all'Opera), dove ci sarà un concerto jazz/world music del trombettista sudafricano Hugh Masekela. Masekela ha vissuto a lungo in esilio negli Stati Uniti. Una volta giunto al successo è stato richiamato in patria, durante il periodo dell'apartheid: per convincerlo gli è stato detto che lui era un caso particolare, e che se fosse tornato avrebbe ottenuto lo status legale di "bianco onorario". Inutile dire che Masekela li ha mandati a quel paese.


Subito dopo, nello stesso luogo, ci sarà un giovane chitarrista che mi dicono molto bravo, e probabilmente rimarrò a vedere anche lui.
Ma ci sono tante altre cose che mi interesserebbe vedere. Quattro palchi più varie location, c'e' solo l'imbarazzo della scelta. La caratteristica è che è tutto AGRATIS!!!!

Ecco il trailer ufficiale della manifestazione:




Ma non è finita qui!




Parallelamente al Kulturfestival, un'altra serie di eventi avrà luogo in settimana. Sommarbio (cinema d'estate). Mi sono a lungo chiesto se questa concomitanza delle due kermesse (è da tanto che volevo usare la parola kermesse in una frase di senso compiuto) sia voluta o meno. Fatto sta che da domani a domenica lo Svenska Filminstitutet festeggerà l'inizio della sua stagione associativa, in pratica l'inizio anticipato del festival del cinema), proiettando una serie di film, uno a sera, nel parco di Tantolunden, vicino a Hornstull. Tra i titoli, "Eternal sunshine of a spotless mind" ("Se mi lasci ti cancello") e The Fly ("La mosca"). Anche qui tutto gratis.






Non è finita. Una bella rassegna, da me particolarmente apprezzata, è quella di Parkteatern. Cioè, teatro al parco. A partire da giugno, praticamente ogni sera in vari angoli della città vengono rappresentate pièce teatrali, per adulti e per bambini, balletti classici, contemporanei o etnici, e tenuti concerti o spettacoli di acrobati e clown. Il tutto fino a fine agosto. Il programma degli eventi che si terranno nei prossimi giorni lo trovate qui (mentre qui il pdf completo di tutti gli eventi estivi).




Bene, è giunta l'ora. Io vado. A domani..





lunedì 27 maggio 2013

Primo trofeo calcistico internazionale "Caravaggio" scapoli-ammogliati, altresì detto "Coppa Kobram"

Vado qui a riportare la dettagliata cronaca commentata di quello che è stato l'evento calcistico più importante degli ultimi tempi. Ne avrete già di sicuro sentito parlare. No, non si tratta della finale di coppa Italia giocata ieri, né di quella di Champions league.
Sto parlando del 1° trofeo calcistico internazionale "Caravaggio" scapoli-ammogliati, altresì detto "Coppa Kobram".

Prima, un video illustrativo in cui alcuni attori ricreano (devo dire con estrema verosimiglianza) le fasi salienti della partita.





Poi la telecronaca, il tabellino marcatori e il commento tecnico.


1° trofeo calcistico internazionale "Caravaggio" scapoli-ammogliati, altresì detto "Coppa Kobram

Formazioni:
Scapoli: Myftiu, Barbieri (c), Poiret, Appelberg, Sorrentino.
Ammogliati: Pierini (c), Marrone, Bruno, Ferrara, Sottile.
Arbitro: Valentini, coadiuvato dai signori Attila da Mantova e Otto da Roma.
Luogo: Stadio olimpico di Gärdet, Stoccolma, domenica 26 maggio 2013, ore 12.30.
Condizioni atmosferiche: Girone infernale dantesco.

Risultato: 3-4 (Marrone (A), Sorrentino (S), Marrone (A), Sorrentino (S), Sottile (A), Marrone (A), Sorrentino (S) )

Cronaca: Già le previsioni atmosferiche non lasciavano presagire una situazione meterologica idilliaca. Tuttavia la fede riposta nell'incertezza dei venti nordici, la splendida mattinata e il coraggio dei nostri impavidi atleti hanno fatto sì che ogni dubbio fosse spazzato via e l'incontro venisse regolarmente disputato. Da non sottovalutare l'apporto dato dall'assiduo e folto pubblico che dagli spalti incitava incessante le due compagini e applaudiva generosamente gli spettacolari gesti atletici esibiti su un terreno ostico e pesante.

Fasi iniziali della partita: l'arbitro/speaker Valentini osserva l'azione dipanarsi in area scapola


Dopo le prime iniziali schermaglie tattiche che vedevano le formazioni studiarsi rimanendo però ancorate sul punteggio nullo, la sfida si è velocemente aperta dando vita a una ridda di emozioni e capovolgimenti di fronte degna dell'importanza che questo trofeo riveste.
I massicci e rocciosi ammogliati hanno presto imposto il loro ritmo alla gara, arrivando a sfiorare la marcatura. La rete degli scapoli è rimasta inviolata solo grazie a un acrobatico salvataggio di Barbieri (su tiro di Ferrara, spesso presente nelle azioni offensive), che con sprezzo del pericolo ha messo in gioco la propria salute fisica sfoderando una perfetta condizione muscolare. Il gioco rimaneva però appannaggio degli ammogliati che continuavano a riproporsi in attacco, senza altresì distruggere l'indomito spirito agonistico degli scapoli, che in più occasioni reagivano con contropiedi fulminanti del francese Poiret. Ma Pierini difendeva stoicamente la rete ricordando in un'occasione il grande Dino Zoff del '76-'78.

A insaccare per primi il pallone nella rete avversaria sono stati però gli stessi ammogliati, grazie a un tiro a ridosso dell'area del centromediano Marrone, baluardo della difesa ma anche puntello del centrocampo e regista arretrato.
Non si pensi che il morale degli atletici scapoli ne sia risultato fiaccato in alcun modo. Con scambi veloci la triade Poiret, Barbieri, Appelberg (nulla da invidiare a Gren, Nordahl e Liedholm) si è più volte fatta vedere davanti alla rete avversaria. È stato però il presidente onorario Sorrentino che dopo un inizio graduale è emerso e ha rimesso in gioco le sorti della gara segnando per gli scapoli un inaspettato e spettacolare pareggio.

Bruno fa ripartire l'azione degli ammogliati dopo un'azione degli scapoli
    
Mai furia degli elementi fu così feroce. Tuoni, fulmini, saette e secchi di acqua gelida si rovesciavano sugli eroi e sulla terna arbitrale, che continuava imperterrita ad abbaiare ammonimenti agli atleti, annullando un gol di Ferrara viziato da un evidente fallo di mano.
La furia di Giove pluvio, o forse dovremmo dire di Thor e Freyr, incrementava inarrestabile, purtuttavia nulla potendo contro l'eroica tempra dei nostri campioni, che deridevano beffardi le condizioni avverse e proseguivano nelle loro gesta, sprezzanti del pericolo e incuranti della calamità.

La compagine degli ammogliati ribadiva la propria voglia di vincere riproponendosi in avanti, grazie alle magistrali giocate di Bruno, recuperato in extremis e mente della squadra. In porta era nel frattempo subentrato Myftiu (fino ad allora perno della difesa) a Barbieri e Ferrara a Pierini, quest'ultimo a prendere pieno possesso della fascia sinistra in toto, sulla quale compiva da quel momento in poi scorribande corsare partendo dalla difesa sino ad arrivare all'area avversaria.

Ammogliati in attacco

Gli sforzi degli ammogliati venivano premiati da una nuova rete di Marrone, con una secca rasoiata dalla trequarti. Ed era il 2 a 1. Ma gli scapoli non ci stavano e confermavano il sostanziale equilibrio in campo mandando di nuovo a rete Sorrentino per il nuovo pareggio e controllando a uomo Marrone, spesso lasciato troppo solo nelle vicinanze dell'area. Questo aumento di sforzi veniva però a lasciare libera Sottile che, pur da tempo attiva sottorete, riusciva a concretizzare i propri sforzi con una rapida rete alla Schillaci, causando il tripudio della tribuna ammogliata.
Il nuovo vantaggio degli avversari piegava per un attimo il morale (mai lo spirito!) degli scapoli e Marrone ne approfittava e insaccava una furba palombella, allungando il punteggio a 4-2. Con estrema generosità e tirando fuori ogni riserva di energia, gli scapoli riuscivano però a ricompattare la formazione e a riorganizzare una strategia di attacco efficace, esibendo qui il loro miglior gioco.
Sfoderando una tempra pregna di vigorìa si affacciavano più volte alla porta di Ferrara, e andavano infine in gol con il triplete di Sorrentino, uomo-rivelazione della partita.

Finiva così sul 4-3 la prima frazione di gioco. Le condizioni meterologiche non accennavano a migliorare e dopo una veloce consultazione con dirigenza e organizzazione, Valentini decideva di interrompere l'incontro e di assegnare la coppa alla squadra in vantaggio, gli ammogliati, lasciando questi ultimi liberi di decidere se rendersi disponibili per una rivincita.

I vincitori, fieri e bagnati. In piedi da sinistra: Marrone, Bruno. Accosciati da sinistra: Sottile, Pierini. Assente dalla foto, Ferrara
Scapoli. Da sinistra: Appelberg, Poiret, Barbieri, Sorrentino, Myftiu

Lasciatemi spendere una parola sulla nobiltà d'animo di questi giocatori, che non può essere messa in discussione. In serata, infatti, è stato emesso un comunicato stampa a firma Marrone, nel quale la coppa viene rimessa in palio, e il guanto di sfida lanciato agli scapoli per sabato 1° giugno 2013, stessa ora, stesso luogo.

Chi saranno i detentori finali del trofeo? Quali nomi passeranno alla storia di questa manifestazione?

Qualunque sia il risultato finale, la sfida epica di ieri verrà ricordata negli annali e tramandata di generazione in generazione. Fortunati coloro che c'erano, se nel fattempo non gli è presa una polmonite.

Da Stoccolma è tutto, a voi la linea, studio.





sabato 5 febbraio 2011

Direi che è andata bene... :))))


Sto parlando della festa d'inaugurazione, (e a dire il vero sono andati bene anche tutti gli eventi che si sono susseguiti). C'era tanta gente, tanti amici, ma anche tante persone che non conoscevamo e che ci ha fatto piacere conoscere. Insomma un successo innegabile, per quanto modesti si voglia essere.

Caravaggio Stoccolma consta ora di più di 100 membri! E chi se lo immaginava?



La cosa più bella è che la gente si è divertita... hanno fatto amicizia, chiacchierato tra loro, mangiato le torte salate, la pasta, i dolci che avevamo preparato, brindato alla nostra e loro salute e usufruito dell'intrattenimento da noi organizzato.

In una sala era stato allestita la proiezione di Ratatouille; sì, lo so, non c'entra con la cultura italiana, ma vi garantisco funzionava benissimo nel tenere occupati i vari bimbi presenti, dopo che si erano stufati di stare in mezzo ai grandi. Indimenticabili gli sguardi riconoscenti dei genitori.
Inoltre, qualche ora prima dell'inizio, passando davanti a un'altra saletta ho avuto un'illuminazione: ho scritto "Torneo di briscola" sulla lavagna, ho chiamato l'amico Mauro e gli chiesto di portare le carte.
Ecco, questo c'entra con la cultura italiana. Era divertentissimo vedere agguerrite coppie formatesi sul momento sfidarsi duramente al gioco di carte più popolare del nostro paese.
E per finire uno degli eventi più riusciti della serata, il concerto dei BaraBarba, i tre barbuti musicisti che hanno intrattenuto la folta e sudata audience con brani accuratamente scelti dal repertorio italiano. Devo veramente fare i complimenti al nostro gruppo. Michele ha suonato alla grande, Giuseppe ha cantato benissimo e io avevo una maglietta bellissima. Fantastico. Mi sono divertito tanto e, a quanto mi dicono, anche gli spettatori si sono divertiti.



Un ringraziamento a tutti quanti, all'opera infaticabile di Elvira che ha fronteggiato le orde di persone che si accalcavano all'ingresso, al sacrificio di Giusi che ha passato buona parte della serata ad accogliere la gente, ad Alessandro R,. che saltava infaticabile come un folletto a destra e a sinistra trovando pure il tempo per girare e montare in diretta un filmato, alla autorevole figura del nostro presidente, Alessandro S., ma soprattutto a tutti gli intervenuti, italiani e svedesi, e alla loro voglia di partecipare.



Da allora abbiamo sponsorizzato due appuntamenti teatrali (vedi qui), che sono andati benissimo, e domani avremo la proiezione di Caos calmo (già a oggi è quasi tutto esaurito). In più, oltre le cose di cui abbiamo parlato la volta scorsa, altri e nuovi eventi ancora saranno organizzati a breve.

Cosa chiedere di più?

sabato 29 maggio 2010

Uuuhhhhh... Che domenica!!!

Un post veloce veloce per dare un paio di indicazioni su cosa fare domani.

È un po' tardi, lo so, ma si apprezzi il tentativo: diciamo un "blog di servizio last minute"...Per chi è lì pronto a cogliere l'attimo.

1) Due care amiche ci comunicano che domani si terrà un'edizione speciale del mercato all'aperto di Hornstull strand, lo "Street". La zona è veramente molto carina, sia di giorno che di sera, e il mercato pare sia divertente. Noi, tra una cosa e l'altra, non abbiamo avuto mai tempo di andarci, e probabilmente non ce la faremo neanche domani.
Ecco un link che ne parla (in Inglese). Fermata Hornstull, linea rossa della T.




le foto dello "Street" sono di Anna t, da flickr

2) Sempre per domani, il comune di Solna ha organizzato l'Haga Day, la festa annuale dell'Haga Park, uno dei più grandi parchi cittadini. Ne abbiamo parlato tantissime volte nel blog, visto che è a pochi passi da dove abbiamo abitato per due anni, ed è un luogo di ritrovo classico in Primavera ed Estate. Alla festa di domani ci saranno stand gastronomici, clown, battelli colorati per il lago, animali e attrazioni varie. Il parco è molto grande, una mappa e il programma dei vari eventi si trovano qui (pdf, in Svedese). Per Brunnsviken (il punto di aggregazione principale), bus n.2 fermata Norrtull.



Buon divertimento!!!

D

mercoledì 27 gennaio 2010

Life is a Cabaret, old chum, Come to the Cabaret

Dopo un paio di settimane di indecisione, e dopo aver ascoltato le recensioni entusiastiche degli amici, ieri sera mi sono unito al folto gruppo di italiani che si è ritrovato al Blå Skåpet, un caffè a pochi metri da Medborgarplatsen, per il

CAbaret CAbinet BLEU

Assistere dal vivo a uno spettacolo di cabaret mi mancava, e mi sono proprio divertito. Assolutamente sopra le righe, com'è bene che sia, irriverente e allegramente sciocco, com'è bene che sia, lo spettacolo (quasi tutto in inglese) ruotava intorno alla figura del membro sicuramente più esperto (e notevolmente più anziano) del gruppo, Lars Jacob Demitz, per gran parte dello show in perfetta e sciccosa tenuta da drag queen. Gli si alternavano due cantanti e vari altri "performer".
Con qualche minuto di ricerca su internet ho scoperto che, com'era prevedibile, Lars Jacob è il regista dello spettacolo, e che ha un curriculum impressionante in Svezia e all'estero come scrittore, regista, autore, ecc. ecc...
In teoria sarebbe in pensione, ma quando gli va si lascia coinvolgere, come è successo in questa occasione.

Sono stati rappresentati sotto forma di sketch e parodie alcuni brani del repertorio di Mae West, altri tratti da West Side Story, e altro ancora. Alla regia musicale, nonché in scena con un paio di pezzi suonati dal vivo, il nostro amico Shep Gest, chitarrista e fondatore degli Aristocrats, band più volte citata nel blog.
Unico piccolo neo, il palco veramente minuscolo, dove faticavano a entrare più di 3 persone. Ma è stato divertente comunque.


Lo spettacolo del gruppo CabarEng viene replicato ogni martedì verso le 21.00, sempre nello scantinato del Blå Skåpet (angolo tra Götgatan e Folkungagatan). Ogni settimana lo show è in parte diverso. È assolutamente necessario prenotare, visto che i posti sono pochi. Per le prime settimane l'ingresso era gratuito, a scopo promozionale, da ora in poi costerà 100 SEK. Esistono volantini per l'ingresso omaggio per 4 persone che vengono distribuiti in varie occasioni.

Sono riuscito a trovare un video su youtube dello spettacolo di apertura. La qualità sia sonora sia video è decisamente pessima, ma rende l'idea. Da notare la parodia di "Blue Moon", canzone tradizionalmente presente in quasi ogni cabaret. In questo caso il "fine" gioco di parole è tra CAbaret CAbinet BLEU, ovvero CACA-Bleu, e il titolo dato alla loro versione del brano, e cioè "Blue Poo" (pupù blu).

E ho detto tutto.





giovedì 19 novembre 2009

tangoklubb

i giorni si fanno notti? il cielo è sempre più livido e pesante? la pioggia non dà tregua?
andiamo a ballare il tango!

o almeno ad ascoltare un po' di musica dell'epoca d'oro delle grandi orchestre davanti a un bicchiere di vino o una tazza di caffè, all'ultimo piano di un edificio di vetro, con vista panoramica sulle luci e i tetti bagnati della città. dentro, un pavimento di legno, lucido e sgombro, e tanti tangueros.

l'evento - gratuito - si terrà stasera e ogni due giovedì fino al 17 dicembre alla kulturhuset, che non si frequenta mai abbastanza. la descrizione in svedese dice: niente lezioni né consigli, solo ballo, finché il buonumore (o la malinconia) non sarà abbastanza...

lunedì 31 agosto 2009

Ricominciamo


Eccoci di nuovo.
Anche quest'anno ci siamo assentati per un po'. Vacanze, riposo dopo le vacanze, stress da inizio lavoro, pigrizia... beh, ora ci siamo. Siamo pronti a ricominciare.
Certo, ci dispiace anche quest'anno di non aver raccontato l'estate di Stoccolma. Abbiamo parlato spesso in passato di neve, laghi ghiacciati, tavolate di Natale, ecc., ma ci è quasi sempre sfuggita l'occasione di descrivere il sole a mezzanotte (beh, quasi...), i barbecue sui prati, le gite in kayak, e così via. Quest'anno in particolare ci sono stati un paio di momenti in cui il post stava per scaturire spontaneo dalla tastiera, e solo la già citata pigrizia lo ha impedito.
I rimasugli di quei pensieri mi sono rimasti appiccicati alle dita, e mi accorgo ora che sbatacchiandole ne salta fuori un nanoblog post-estivo...


Vacanze: Giusi e io per la via dell'influenza suina. Alla scoperta di New York prima e in giro per il Messico (Yucatan) in autobus poi. I primi Backpacker-Gourmet-Ambientalisti-Viveur che il mondo ricordi. Una vacanza che collocherei esattamente al centro del triangolo televisivo "Passaggio a Nord Ovest", "Pianeta mare" e "Gusto", con una puntatina involontaria a "E.R. medici in prima linea".

Famiglia: le cene in Romagna, principalmente a base di pesce e prodotti tipici. La fatica di mesi passati in palestra resa vana dai profumi e dai sapori di casa. Il viaggio in Danimarca, dove si è fatta conoscenza con la piccola e dolcissima Frida, neo-nipotina di Giusi (e per proprietà transitiva pure mia). Un batuffolo patatoso che ci ha rallegrato la fine dell'estate.

Stoccolma: di nuovo la nostra città, invasa come ogni estate (forse quest'anno ancora di più) dagli italiani, che nella sua dimensione non turistica ha offerto interessanti svaghi. Scuoto ancora un po' anulare e mignolo e ne salta fuori un microblog fotografico:


Stoccolma: didascalie estive


Pride: anche quest'anno ce lo siamo perso, essendo arrivati in città che era appena finito. La festa che caratterizza l'inizio di agosto, dove senza eccessivo caos, senza polemiche inutili, con una buona dose di divertimento e autoironia si manifesta per i diritti della popolazione omosessuale in tutti quei paesi dove tali diritti vengono lesi o negati. Vengono anche portati avanti interventi sociali e solidarietà. All'interno della manifestazione numerosi sottocortei hanno sfilato, come le fantastiche golden ladies, o varie categorie lavorative (ad esempio i medici, i poliziotti, gli insegnanti). Una festa.

Golden ladies




Proud policemen





Kulturfestival: una settimana dedicata alla cultura e alla musica, dal 10 al 15 agosto. La città era tutta un palco, un evento, un reading. Tutto gratis.
Dalla piazza dove si esibiva un ensemble di danzatori armeni, all'angolo dove sparava note un gruppo ska-punk turco. Film, musica d'avanguardia, musica classica, tango. Architettura, fumetti, fotografia, libri usati.









La corsa di mezzanotte: la Midnattsloppets è ormai una tradizione stoccolmese (e non solo). 21000 corridori registrati (numero massimo consentito, raggiunto diverse settimane prima della gara) si sono dati appuntamento il 15 di agosto per correre insieme per la città. Alla registrazione veniva fornito un chip e una maglietta Nike (sponsor). Ogni anno il colore è diverso, quest'anno è stato il turno del verde. Colpo d'occhio notevole. Corsa, fuochi d'artificio e città in festa fino a tarda notte.


giovedì 26 febbraio 2009

Laser, conigli e principesse

Può succedere quando meno te l'aspetti di avere una settimana strana. Magari una settimanina che parte bella tranquilla e che poi all'improvviso svolta e si trasforma in un grammelot dadaista.

L'altro giorno Mauro mi fa: "Ci vieni al Laserdome?" Il laserdromo, a mio parere, è una di quelle cose decisamente anni '80, ma che al contrario delle giacche con le spallone e dei Duran Duran, non schiatta mai. Ci sarà un perché, mi sono chiesto.

Questa curiosità, unita al fatto che negli anni '80 ero troppo timido per fare qualsiasi cosa che comportasse un'aggregazione sociale anche minimerrima e perciò non l'avevo mai provato, mi ha spinto a rispondere: "Orpo!" nonostante fossi stanco morto stremato per motivi tuttora a me stesso ignoti.
Organizzazione Sandrino, che quando si tratta di aperitivi fancy o laserdromi non sbaglia mai. Ci troviamo a Rådsmangatan (beh, "troviamo" è una parola grossa. Quando ti dai appuntamento a Rådsmangatan devi mettere in conto un quarto d'ora al cellulare, con relativi: "Dove sei?" "Vicino al PressByran". "Anche io". "Ma non ti vedo". "Alza un braccio". "Fatto". "Ah, ti ho visto... 'spetta... No, non sei tu". "Sono quello con la sciarpa a striscie". "Non vedo ne sciarpe nè strisce". ecc. ecc.). Alla spicciolata si radunano 16 persone. Tra queste, 11 mi sono totalmente nuove. Ricordo che erano tutte persone simpatiche, ma non ricordo né il nome, né la nazionalità di nessuno, grossomodo metà fanciulle e metà fanciulli.




Abbiamo preso il locale tutto per noi e ci siamo divertiti un sacco. Io me la sono cavata abbastanza bene, arrivando nel primo round 8º su 16 e nel secondo 6º su 12, seguendo un'onorevolissima linea di tranquilla e sobria medietà che ben mi si confà, in puro stile lagom.
Sono stato massacrato da Sandrino. Sono stato inseguito come un pollo da una ragazza che zitta zitta quatta quatta tomo tomo cacchio cacchio mi sparava alle spalle, aspettava che tornassi attivo e mi risparava, e così via per minuti interi, mentre io ignaro combattevo con il nemico che mi stava di fronte. Ho rambescamente saltato da un riparo all'altro, svoltato velocemente angoli a pistola spianata, colpendo in fronte in un'occasione un'altra ragazza che continuava a ripetere poco furbescamente l'errore di sporgere dall'angolo prima con la testa poi con la pistola. Ho cavallerescamente chiesto scusa e alzato le braccia offrendomi alla giusta e meritata esecuzione.
Insomma divertente. Andateci vestiti leggeri, che si suda.
Per la cronaca, alla fine ha vinto proprio Mauro, notevolmente dotato di una midiciale miscela di maestria tattica e precisione di tiro. Che facesse sul serio lo abbiamo capito quando prima di entrare si è andato a cambiare in bagno ed è tornato tutto vestito di nero.

Tornando a casa mi sono fermato a comperare del sushi per Giusi e dei broccoli per i conigli. Ah, non ho ancora detto dei conigli? Si chiamano Luna e Gimli, vivono nel nostro soggiorno, all'interno di un recinto che occupa un quarto circa della stanza. Fanno tante palline di cacca, mangiano continuamente e, con grande disappunto di Giusi, non si lasciano prendere in mano per farsi accarezzare. In pratica li puoi solo guardare dormire e litigare. E pulirsi le orecchie con entrambe le zampine anteriori unite. Quello è molto divertente.
Ce li hanno portati qualche giorno fa Daniela e Andre, due nostri amici tedeschi che ci hanno chiesto di ospitarli per due settimane. A dire il vero noi ci aspettavamo una gabbietta di medie dimensioni e conigli relativamente proporzionati. Invece il tutto è arrivato in scala 4:1, con in più un sacco pieno di fieno e uno di segatura.
Luna in particolare non ha gradito il cambio di residenza e ha reagito inquieta provocando e combattendo il povero eunuco Gimli, nonché lanciando di tanto in tanto grida ventrali mai udite prima dagli stessi proprietari. Ora le cose sembrano essersi calmate, ma la prima notte è stato un incubo.
Alzarsi alle 3:30 per andare a rimproverare un coniglio che non sta zitto non ti fa sentire la persona più brillante dell'universo.

Da qui all'evento della settimana per alcuni e del mese per altri, il passo è breve.
L'evento: il fidanzato della principessa Victoria le ha chiesto di sposarlo. E lei ha risposto: "Ja, ja, ja". Virgolettato su tutti i giornali. Che c'entra coi conigli e il laserdromo? Ma come? Questa è schizofrenia narrativa pura, senza la necessità di un minimo sforzo immaginativo, visto che è tutto vero e concomitante.

L'erede al trono di Svezia Victoria. L'unica donna al mondo erede al trono.
Ah, strano come gli svedesi si ostinino a negare ciò
che a suo tempo fece scalpore e di cui sarebbe
educativo per molte ragazzine di questo paese parlare,
e cioè i suoi passati problemi di anoressia
e come ne è felicemente uscita.

Comunque, la principessa si sposerà. Quando non si sa, ma la cosa pare certa: si farà.
Victoria sarà la prima regina (nel senso di capo della monarchia, non di moglie del re) dopo tantissimo tempo (credevo la prima di sempre in Svezia, ma ieri sono stato smentito da un collega svedese, mah... Attendo ulteriori lumi dai lettori). In passato il titolo veniva trasmesso da padre a figlio maschio, e le figlie femmine non potevano essere eredi al trono. Ora, in virtù della tanto sbandierata parità svedese tra i sessi (e, dicono i maligni, anche grazie al fatto che Victoria è quella un pelo più sveglia tra i figli di re Gustav, che pare non brillino certo per intelligenza e carisma... ma, aggiungo io, questo non mi sembra sia mai storicamente stato un problema per nessuna casa regnante), la costituzione è stata modificata e Victoria sarà regina.
Che bello!
C'è la favola del Cenerentolo moderno, venuto a Stoccolma da un minuscolo paesino del centro-nord del paese, figlio di un impiegato ai servizi sociali e di una bancaria, prima personal trainer e poi proprietario di una palestra in città (oh, che volete! Queste sono le favole moderne, o così o niente!)
C'è anche l'anello (che anello regali all'erede al trono? Entri in gioielleria e dici: "Vorrei fare bella figura, ma non posso spendere più di tanto. Ho solo i soldi dell'ipoteca sulla palestra, in più posso aggiungere un corso di kick boxing in omaggio, che per un gioielliere al giorno d'oggi può tornare utile..."), sul quale si è scatenato il gossip di mille Alfonsi Signorini.
C'è un lungo fidanzamento, sei anni (o sette, boh), che alcuni dicevano dovesse durare per sempre, c'è l'opposizione dei tradizionalisti che non vedono di buon occhio il diluirsi della purezza metilenica del blu circolante per i regali vasi sanguigni, c'è tutta una sorta di eccitazione popolare, in cui tutto è frizzantemente proiettato verso il futuro.
C'è il primo ministro (credo, o comunque chi è preposto alla cosa, ora non ricordo, ma un signore dalla faccia seria, ho visto la foto...), che si dice contento e dà la sua benedizione, perché il giovine è un bravo ragazzo. Sì, perchè in Svezia, senza l'autorizzazione statale, l'erede al trono non si può sposare. Toh mo'.
C'è la domanda più attesa, che ha lasciato per ore trepidante l'intera popolazione. "Ma Victoria, anche tu hai sentito il 'click'?".
Questo perché il buon Gustavo, l'attuale re, nella sua giovinezza disse di essersi accorto che la futura regina brasilo-teutonica Silvia era "quella giusta" perché non appena la incontrò sentì un "click". I bravi giornalisti hanno aspettato trent'anni, ma ora sanno cosa chiedere.
Victoria ha molto diplomaticamente risposto che il loro amore è nato e cresciuto piano piano nel tempo, acquistando lentamente spessore, come un buon vino in barrique (la cosa del vino in barrique, Victoria non l'ha detta, l'ho messa io...), che il principe consorte Daniel, detto Bobo (Principe Bobo...che ridere!), è stato prima di tutto sempre il suo migliore amico... ecc. ecc. Toh mo'.


Il re Gustaf. Non sembra un po' Braccio di Ferro e un po' Capitan Findus?

Ce ne sarebbero ancora, di chicche simili, ma non voglio elevare ulteriormente i contenuti di questo blog, per cui la pianto qui.
Del resto devo sbrigarmi ad andare a comperare ancora broccoli per i conigli prima che i negozi chiudano. Orpo, come gli piacciono i broccoli! Tra loro e Giusi, che ogni tanto se ne frega un po' per pranzo, non sto dietro a comprarne...

Saluti,

D

mercoledì 28 gennaio 2009

World Pillow Fight Day

Stoccolma è città d'Europa. È anche città del mondo.

Lo si deduce, tra le altre cose, da una serie di importanti iniziative che coinvolgono i siti urbani dal maggior respiro internazionale.
Dopo una sola edizione, è già diventato un evento irrinunciabile il Worldwide Pillow Fight Day, organizzato dal Pillow Fight Club. Il successo del 22 marzo 2008 è stato tale che moltissime città (tra le quali Bologna) si sono organizzate e hanno riproposto la cosa in maniera autonoma, e che si è già fissata la data della seconda edizione mondiale, il 4 Aprile 2009.


Foto dell'edizione stoccolmese del 2007


Circa 25 città in tutto il globo hanno aderito e sono pronte a smazzuolarsi di cuscinate in contemporanea. Viene tutto deciso e organizzato tramite il passaparola, sia reale che tramite internet, e come per il Fight Club di Chuck Palahniuk, a cui gli incontri sono dichiaratamente ispirati (con la minima variante che invece di prendersi a botte ci si prende a cuscinate), bisogna osservare rigide regole:

1) Parla a tutti del Pillow Fight Club.
2) Parla A TUTTI del Pillow Fight Club.
3) Se qualcuno si lamenta o non ha il cuscino, non può essere colpito.
4) Tutti possono partecipare.
5) La battaglia inizia all'ora esatta stabilita - NON PRIMA.
6) Niente cuscini rinforzati o con oggetti all'interno.
7) Le battaglie vanno avanti fino all'ultimo.
8) Se è la tua prima volta al Pillow Fight Club, sarai invariabilmente impiumato.

Se qualcuno volesse organizzare l'evento nella propria città ed essere incluso nella lista internazionale, basta seguire le indicazioni del sito e comunicarlo al Pillow Fight Club. Per il momento nessuna città italiana lo ha ancora fatto, ma chissà...

mercoledì 21 gennaio 2009

brunnsviken är frusen!

è dai primi del mese che brunnsviken, il piccolo fiordo dietro casa che ho più volte attraversato in kayak, è completamente ghiacciato!

di ritorno da abisko, con 14 gradi sottozero a mezzogiorno ci siamo goduti una delle più belle passeggiate mai fatte a stoccolma, crack e rumori cupi provenienti da sott'acqua compresi.

su flickr ho pubblicato qualche foto di quella camminata e delle altre piccole escursioni degli ultimi giorni.

lo strato solido aveva sempre uno spessore di almeno una spanna, a giudicare dalle sottilissime spaccature che di tanto in tanto tagliano in verticale la lastra trasparente. e dato che il ghiaccio non è certo elastico, crepe e fenditure sono normale amministrazione. ma occorre essere più che cauti.

chi pattina per lunghe distanze non si sposta mai senza fischietto, rampini di sicurezza e funi galleggianti da lanciare ai compagni in caso di tuffo in acqua gelida. uno zaino in spalla fa da salvagente.

noi ci siamo avventurati in mezzo al fiordo solo perché decine e decine di persone lo stavano attraversando con tutti i mezzi possibili: a piedi, con i pattini, trainati dai propri cani, in bici, a vela, con passeggini o carrozzine al seguito. ma mai e poi mai ci saremmo fidati ad andare da soli!

il colore del ghiaccio è uno degli indicatori più affidabili quando si tratta di valutare la consistenza dello strato gelato (più è scuro, meglio è), ma i fattori da considerare contemporaneamente sono molti: spessore (di solito 10 cm bastano per sostenere una persona che cammina), eventuale presenza di neve, numero di bolle d'aria intrappolate sotto la superficie, correnti d'acqua che scavano sotto la lastra di ghiaccio, temperatura esterna, ecc.

l'emozione di spostarsi su uno specchio che riflette cielo e nuvole è grande, ma sconsigliamo vivamente di fare di testa propria. camminare sul ghiaccio non è mai sicuro al 100%!

in rete si trovano numerosi consigli e indicazioni, eccone una sintetica lista in inglese.

venerdì 26 settembre 2008

Comunicazione di servizio

Non vorrei commentare più di tanto. Lascerei la parola ai lettori...


Cliccare per ottenere tutte le info del caso...

sabato 6 settembre 2008

Pet Sounds Bar


Uno scopo per cui il blog ha la sua ragione di esistere, non è certo quello di essere il "repository" delle mie occasionali str...upidaggini, ma piuttosto quello di dare indicazioni, più o meno desiderate, più o meno utili, alle anime erranti della rete. Di solito questo compito è portato avanti da Giusi, ma questa volta voglio contribuire anch'io. Da tempo mi frulla in testa l'idea di indicare locali/ristoranti/caffé che più ci sono piaciuti tra quelli dove siamo stati in questo anno e un po'.


Un paio di sere fa sono stato al "Pet Sounds Bar". E' un locale strafamoso, qui a Stoccolma.
La fama è quella di essere locale "cool" e molto "trendy" e anche un po' "fashion" e così via, per cui non ero entusiasta di andarci, ma un amico si era assolutamente impuntato e lo abbiamo seguito.
Devo essere onesto e dire che ne è valsa veramente la pena.
E' in Skånegatan, una via che a me piace molto per tutta una serie di locali carini, dove bere qualcosa, cenare ed ascoltare musica. E' il bar associato al fornitissimo omonimo negozio di dischi cd e dvd musicali, il più vecchio di Stoccolma (dove si trova di tutto e si ascoltano band dal vivo), e si trova dall'altra parte della strada rispetto al negozio, a qualche metro di distanza.


Anche tra gli Svedesi ha la fama di essere un locale fighetto e un po' snob, per cui a volte finisce per subire la stessa sorte e venire a sua volta snobbato. A me e ai miei amici (italiani, svedesi e indiani) non è parso così. Per lo meno NULLA in confronto ai locali dello stesso tipo in Italia. Assolutamente affrontabile.

Aspetti positivi:

-In assoluto, la caratteristica che lo ha reso famoso. Un'ottima selezione musicale... Indie rock, ma non solo. Musica vecchia e nuova, tutta robbba buona. Mooolto valido.
-Buon assortimento di vini, birre e cocktail (per gli standard di Stoccolma).
-Come tanti altri locali a Stoccolma è anche ristorante e mi dicono che la cucina sia di tipo creativo e di buon livello, ma personalmente non l'ho sperimentata, per cui riporto l'opinione di terzi (ps: è comunque da ricordare che il volume della musica è abbastanza alto).



Aspetti negativi:

-Come in tanti altri locali della città (ma non nella maggioranza), più di metà locale è riservato a chi pranza, e quelli sono gli unici posti a sedere. Per cui, o si sta in piedi con il bicchiere in mano, o si aspetta che la cucina chiuda e che chi è seduto se ne vada. In genere verso le 22.30-23.00, durante la settimana, ben più tardi durante il week-end (chi è stato a Stoccolma sa che questa è un'eccezione, e che è difficile trovare un locale disposto a sfamarti dopo le 22.00). In soldoni, ci si rassegni a stare in piedi.
-Durante il fine settimana è gremito di gente fino a tardi. Questa cosa la metto tra gli aspetti negativi perché intendo VERAMENTE gremito. A livello di metro nell'ora di punta. Con la coda fuori per entrare.
-Prezzi leggermente più elevati che da altre parti (ma non tanto).

Nonostante quello che può sembrare leggendo questa sorta di "recensione" (brrr), ribadisco che è da provare, magari, se si ha del tempo, durante la settimana ed evitare così la ressa.