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mercoledì 9 marzo 2011

women are heroes

è il titolo di un progetto artistico - a mio avviso molto intenso e ben fatto - del francese jr ed è il film scelto dalla tv svedese (svt1) per la seconda serata di ieri.



il ritratto di tante donne fragili e forti insieme in un viaggio intorno al mondo, con tetti di lamiera, baracche fatiscenti, treni senza porte e viadotti che scavalcano intere favelas trasformati in grintose, oltre che inedite, gallerie d'arte.

da vedere!

Dal sito del giovane artista: "JR ha la più grande galleria d'arte del mondo. Espone liberamente nelle strade di tutto il mondo, richiamando l'attenzione di chi di solito non frequenta i musei. La sua opera unisce arte e azione e parla di impegno, libertà, identità e limite".

mercoledì 20 ottobre 2010

Vignetta


Pubblico qui una vignetta che ho buttato giù stamattina, ispirato dalla programmazione televisiva di ieri sera... E' un po' piccola.. cliccare per ingrandire... :)

venerdì 28 maggio 2010

Eurofestival, che tormento.


Non ci posso credere!!! Me lo sono perso!

Dopo tante chiacchiere, ho perso l'inizio di uno degli spettacoli più importanti d'Europa (Italia esclusa).

E' iniziato l'Eurofestival!

Ieri sera ci sono state le prime eliminazioni e sabato ci sarà la finale.

E' già un po' che la cosa era nell'aria... Le maggiori reti televisive svedesi hanno da qualche tempo addirittura programmi del tipo "Aspettando l'Eurofestival", dove mostrano gli altri contendenti nelle competizioni che li hanno visti protagonisti nelle rispettive nazioni, ne commentano punti di forza e debolezze, fanno pronostici. Un po' quello che succede da noi per i mondiali di calcio, ma con ascolti più alti (lo share per le finali si aggira intorno al 50%!!!).

E così, tra un festival azero e una manifestazione greca, si entra nel clima della competizione.
La nuova formula con eliminazione pare uccida un po' lo spettacolo. Ieri sera, subito la mazzata per la Svezia.
La "nostra" rappresentante Anna Bergendahl è stata fatta fuori.
Oggi i giornali nazionali l'hanno massacrata, titolando impietosamente: "This is... over" (dal titolo della sua canzone "This is my life"), "La Svezia si lecca le ferite", "Fiasco svedese", ed enfatizzando il fatto che per la prima volta nella storia la Svezia non arriva in finale! (Magari non ricordandosi che la formula a eliminazione esiste solo dal 2004).
Insomma una serataccia per la diciannovenne di belle speranze, salutata come la grande rivelazione, annunciata protagonista, e baluardo degli amanti della buona musica che la consideravano artefice di un salto di qualità nel livello delle canzoni proposte. (Per quanto sia una ballatina semplice semplice, è qualcosa di molto diverso dal puro pop commerciale tradizionale, il puro "schlager" di cui si è già parlato). Ora in molti si scatenano con il classico "Te l'avevo detto!", maledicendo chi l'ha votata al Melodifestivalen.


La delusione di Anna Bergendahl


Una nazione spaccata in due, quindi. Proprio poco fa è entrata in ufficio a sorpresa la mitica signora Lizbeth, la mia preziosa fonte di notizie speciali, inossidabile, indistruttibile e sorridente anche dopo la brutta caduta di qualche giorno fa.
Ovviamente ha seguito tutto, e lei sta dalla parte della Bergendhal. Pare che la performance sia stata buona e che gli stessi speaker fossero estremamente sorpresi quando venivano annunciati uno a uno i finalisti e il suo nome non compariva.
"Ancora tre posti rimasti, sarà sicuramente la prossima... ancora due... Ma come è possibile?". Quando l'ultimo posto libero è stato accaparrato dagli amati/odiati cugini danesi, i conduttori - e con loro metà nazione - sono rimasti a bocca spalancata.
Grande delusione anche perché gli svedesi avevano il sogno di andare a vincere a casa degli altri cugini (questi un po' più odiati che amati), i norvegesi, detentori del titolo.

Di nuovo la solita e in parte legittima polemica sulle nazioni dell'ex blocco sovietico. Vado a spiegare perché:
Con il televoto in ogni nazione partecipante si determina una classifica nazionale. Alle varie posizioni in graduatoria viene assegnato un punteggio decrescente (come nella Formula Uno). I punti di ogni nazione vengono sommati e si calcola la classifica finale.
Unica limitazione: non si può votare per il rappresentante della nazione da cui si chiama.
Recentemente la competizione ha allargato le proprie frontiere con l'inclusione di molti paesi dell'ex blocco sovietico e balcanico e negli ultimi anni i voti si sono orientati un po' in quell'area lì. Non solo per simpatia verso il vicino, visto che il fattore campanilistico può in alcuni casi sfavorirlo, ma anche per l'altissimo numero di migranti originari della nazione confinante, che mai come in queste occasioni ritrovano sentimenti patriottici.

Essendo tanti i paesi dell'ex-URSS ed ex-Jugoslavia, rimescolatisi nei decenni, non è impossibile che questo accada. Le classifiche degli ultimi anni ne sembrano in effetti un po' influenzate. Quella che potrebbe sembrare un'eccezione, e cioè il vincitore dell'anno scorso, è il giovanissimo violinista Alexander Rybak, che oltre a essere bravissimo è in effetti di padre e madre bielorussi.
C'è anche da dire che lo stesso discorso veniva fatto in passato proprio per i paesi del gruppo nordico, che quindi non dovrebbero lamentarsi...
La Grecia e Cipro sono noti per scambiarsi ogni anno il primo posto delle rispettive classifiche, e la Germania contribuisce sempre abbondantemente al punteggio della Turchia.
La polemica da questo punto di vista è veramente infuocata, tanto che sono stati persino commissionati studi per stabilire la fondatezza della cosa, e che da quest'anno sono state reintrodotte le giurie nazionali a contribuire al voto per il 50%.


Alexander Rybak, nell'esibizione vincente dell'anno scorso

Tutta questa attenzione verso il festival può sembrare esagerata, ma vi assicuro che la competizione è veramente sentita. Poco fa parlavo con una nuova collega, rumena, amante di musica jazz e che snobba e denigra totalmente il festival, eppure, tra una lamentela e l'altra, anche lei mi ha confessato che uno sguardo alla finale lo darà, e che voterà per la sua nazione.

Ecco la lista dei finalisti di Eurovison, Oslo 2010:

Azerbaijan, Armenia, Georgia, Ucraina, Romania, Turchia, Portogallo, Bielorussia, Grecia, Albania, Islanda, Bosnia, Moldavia, Russia, Serbia, Belgio, Israele, Irlanda, Cipro e Danimarca, a cui si aggiungono le BIG FOUR, (le quattro ammesse di diritto in finale, in sostanza perché cacciano i soldi), Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna.

Da tempo ha suscitato interesse e scalpore la sorpresa Azerbaijan, con la cantante Safura. Una diciassettene di quasi 180 cm (senza tacchi), padre pittore e madre pianista, che suona violino, pianoforte e sassofono, e che si esibisce con una canzone in perfetto stile eurofestivaliero, scritta (guardate un po') da tre svedesi. Ha già iniziato la sua corsa verso il successo con una serie di concerti e ospitate TV in giro per l'Europa, e tutti questi investimenti su di lei hanno addirittura fatto parlare di sponsor legati alla mafia russa. Mah...





"Drip Drop" di Safura è una delle canzoni favorite dei bookmaker, insieme a "Satellite", di Lena, Germania, nazione assente da lunghissimo tempo dalla rosa dei favoriti.

Lena, anche lei giovanissima (19 anni) ha al suo attivo qualche ruolo in serie TV tedesche e si è presentata senza nessuna formazione da cantante all'apposito concorso (una sorta di X-Factor), organizzato dalla tv del suo paese per scegliere il rappresentante della Germania all'Eurofestival. Ha avuto in patria un successo senza precedenti, vincendo dischi d'oro e primeggiando in tutte le classifiche.



La sua canzone è diversa da quello che si sente di solito in queste occasioni, ma gode comunque di pronostici favorevoli...Vedremo sabato sera che succederà. Tutta Europa (allargata, Italia esclusa) è in trepidazione!
Mi rendo conto di come tutto questo suoni strano in Italia, ma all'estero non è così. E tutto l'entusiasmo che circonda l'evento mi affascina.

Beh, direi che anche questa volta ho scritto proprio un articolone, e anche questa volta non ne sapevo nulla fino a mezz'ora fa :)
Comunque, se siete arrivati sino a qui, complimenti.

Appuntamento alla finale,

D

venerdì 12 marzo 2010

Il Festival della canzone svedese...



Ci siamo.

Tutti stanno contando le ore, i minuti, i secondi. La nazione freme, chi sarà quest'anno il vincitore?

Sto ovviamente parlando della finale del melodifestivalen l'evento musicale (e non solo) dell'anno. Roba che anche Sanremo impallidisce al confronto. Da settimane non si parla praticamente d'altro. TUTTI lo seguono: dalle finestre i televisori lasciano trasparire tutti gli stessi colori, nei pub il dj interrompe la musica a metà serata per lanciare il collegamento con il festival. Al ristorante camerieri e cameriere si aggirano per i tavoli vestiti a tema (coroncina dorata, finto microfono luccicante). TV ovunque, come per la finale dei mondiali.

E il successo è sempre crescente: nel 2002 vista l'immensa popolarità della competizione, si è deciso di passare dalla tradizionale formula a serata singola a una competizione ben più complessa.
Secondo le nuove regole, dopo una lunga serie di preselezioni, inizia la gara televisiva che dura cinque settimane ed è composta da un totale di sei serate. Si svolge per le maggiori città svedesi, e prevede varie sfide a due, una serata di ripescaggio, e una finale, tenuta a Stoccoma, al Globen (il famoso palazzetto dello sport sferico, sede classica dei più importanti eventi musicali e sportivi di Svezia). Domani sera, per l'appunto.

Grandi e piccini sono in trepida attesa.
Il vincitore del Melodifestivalen avrà il privilegio di rappresentare la Svezia all'altro grande evento musicale che coinvolge l'Europa intera (Italia esclusa): l'Eurofestival. Scegliere l'artista e il brano che rappresenteranno la Svezia all'Eurofestival è proprio il motivo per cui la competizione è nata, nel 1959.

Non so perché non ne abbiamo mai parlato nel blog in questi anni, di sicuro è impossible evitarlo, persino per strada le pubblicità sono a tema, e tutti gli anni, volenti o nolenti, ci cozziamo contro...


Pubblicità a tema dei dolcettini "Delicato" con tanto di riflettori
e paillettes

Quest'anno i conduttori sono Måns Zelmerlöw, Christine Meltzer e Dolph Lundgren (Sì, proprio lui!!! Ivan Drago di Rocky: "Ti spiezzo in due").


I tre conduttori

Måns è un cantante commerciale molto famoso qui in Svezia, idolo delle ragazzine, emerso con Idol (una sorta di X-factor) e giá concorrente in due passate edizioni del festival: nel 2007, quando arrivò terzo, esplodendo con la canzone Cara mia (tormentone dell'anno e ora quasi un "classico"), e nel 2009, quando, da vincitore annunciato si classificò alla fine soltanto quarto. Nel frattempo è stato il protagonista della versione svedese dei musical Grease e Footloose e ha pure partecipato al Ballando con le stelle locale.
Dai più (me incluso) è considerato commerciale e kitsch, ma sta di fatto che ha un gran successo e ha solo 24 anni.

Christine Meltzer è un'attrice comica televisiva, anche lei molto conosciuta, che ha partecipato a famose sit-com e programmi tv e che è spesso ospite in vari programmi.

Dolph Lundgren non ha bisogno di essere presentato. Al festival si è fino ad ora esibito anche in balli e canti e persino in una performance alla batteria, con risultati diciamo nella media... A prima vista fa un po' ridere e un po' tristezza questa cosa, ma non si può dire che il buon Dolph non sia una persona dalle mille risorse: due volte campione europeo di sollevamento pesi, karateka professionista (cintura nera di terzo dan), esperto di varie arti marziali, schermitore e pugile, è pure ingegnere chimico, laureato col massimo dei voti alla KTH di Stoccolma e, udite bene, vincitore di una borsa di studio totale al MIT, dove ha studiato per due anni prima di dedicarsi alla carriera di attore, rinunciando saggiamente alla ricerca.

Per domani sera non c'è un vincitore annunciato. Io non ne ho ancora guardato nemmeno un pezzettino, ma da buon cronista mi sono informato e ho scoperto che si parla molto di Eric Saade, giovanotto che piace alle ragazzine e alle mamme, e che gioca sull'ambiguità ragazzo/uomo. Memorabile la sua performance nella semifinale, conclusasi a sorpresa sotto una cascata d'acqua, stile Flashdance.



Altre papabili le "Timoteij", gruppo di quattro biondissime ragazze appena diciannovenni che hanno fatto fremere il cuoricino dei fanciulli e che normalmente mi si dice sappiano pure suonare, anche se al Melodifestivalen si scatenano nel più puro trash pop, come fanno anche tutti gli altri e come va tanto di moda qui.



Inoltre Darin, anche lui molto famoso, giovane e romantico, Peter Jöback, vera icona in Svezia, strafamoso ed entrato con la wildcard della SVT (la televisione distribuisce delle wild card per equilibrare la competizione e accontentare un po' tutti i gusti e le fasce di pubblico), Anna Bergendahl, lanciatissima dopo che è arrivata quinta all'ultimo Idol, Salem al Fakir, pianista pop molto amato, e Pernilla Wahlgren, la decana del gruppo, forse la più famosa, ma anche considerata ormai fuori età per vincere (classe 1967).

Di seguito vi riporto i link delle esibizioni dei vari cantanti citati, cosicché anche voi possiate farvi un'idea e scegliere per chi parteggiare.

E che vinca il migliore (o il più giovane, o il più carino, o il più furbo...)

Darin
Peter Jöback
Anna Bergendahl
Salem al Fakir
Pernilla Wahlgren


And the winner is...

Anna Bergendhal


Risultato un po' a sorpresa, ma, come si diceva, probabilmente anche l'eco della sua partecipazione a "Idol" ha pesato nella votazione.
Secondo, Salem al Fakir, che un mio personale exit-poll dell'ultimo minuto rivelava tra i favoriti, smentendo i dati da me raccolti e qui pubblicati. Ve l'ho detto, non sono un esperto della manifestazione e prima di ieri pomeriggio non ne sapevo niente :)

Il buon Salem era in testa (di poco) dopo il primo round di voti, quello della giuria tecnica svedese e di quella internazionale, novità di quest'anno. Nella finalissima con Anna, però, come spesso accade il televoto ha ribaltato la situazione.

Terzo, il favorito della nostra fonte (la signora Lizbeth, collega di ufficio), Eric Saade, che molti ora dicono sarebbe stata una scelta migliore per competere all'Eurofestival, più in sintonia con la massa degli ascoltatori europei.
Non dimentichiamo, infatti, che vincere l'Eurofestival rimane l'obiettivo principale, ben superiore al Melodifestivalen stesso. Soprattutto quest'anno che la finale si terrà in casa dei cugini norvegesi, campioni uscenti.

Se mi permettete un commento da non esperto e nemmeno da ascoltatore (stasera siamo andati a mangiare la pizza "da Luigi", e quello che trovate scritto qui è un riassunto di quanto appena apparso sui giornali :P), dopo una rapida visione dei filmati su youtube direi che ne esce nettamente ridimensionato il pop ritmato e da disco-pub che la fa solitamente da padrone in queste terre (due limpidi esempi, i due video precedentemente postati). Entrambi i brani finalisti, infatti, sono melodie sì semplici e orecchiabili (Al Fakir forse un po' meno a dire il vero), ma comunque diverse dal solito stile "disco anni '80", e anche dal piagnisteo disperato che ne è spesso l'unica alternativa. A mio parere comunque un'evoluzione rispetto a quanto si sente qui di solito. La ballata di Anna Bergendhal è carina e ascoltabile, forse un po' furbetta, ma che diamine...poteva andare molto peggio, ve lo assicuro.

Visto che non l'abbiamo fatto prima, mi pare giusto proporre ora la sua esibizione.
Onore alla vincitrice.



mercoledì 14 ottobre 2009

hur dricker du?

come bevi? o meglio, chi sei quando bevi?



la canzone mi piaceva e ho fatto un po' di ricerca sul web. le parole sono di carl michael bellman, poeta e compositore svedese fra i più significativi nel panorama scandinavo del '700, il cui primo traduttore fu nientemeno che hans christian andersen. il pezzo del video si intitola vila vid denna källa, (riposa a questa fonte, ndr), e mi ricorda tanto un canto tradizionale italiano che secoli fa suonavo a quattro mani con il maestro di pianoforte: parlava di un cervo in mezzo a un bosco, che si abbevera... ovviamente non sono più in grado né di suonare né di fare la così poco gratificante parte da contralto, ma pazienza. senz'altro, in comune i due componimenti hanno qualche elemento barocco e idillico. l'originalità di bellman - per il suo tempo, almeno - sta nell'aver cantato la stoccolma di allora, nonché la vita di prostitute e marinai, con tanto di taverne, risse e scene di sesso, senza tralasciare le ambientazioni bucoliche. su musiche popolari destinate a diventare parte integrante del patrimonio culturale svedese, molte delle sue composizioni sono intonate ancora oggi in occasioni formali o comunque di festa o commemorazione.

questo canto, che fa parte della raccolta "le epistole di fredman", narra di un orologiaio realmente esistito - il signor fredman, appunto - che invita la sua sposa, la bella ulla, a unirsi a lui nei brindisi: una colazione a base di vino rosso speziato (ecco che entra in gioco la pimpinella d'inizio canzone, per cui davide sorride sempre) e carne di beccaccia, nei pressi di una sorgente orlata di fiori di ogni specie e ninfe zelanti del proprio dovere. peccato che i brindisi di fredman siano un po' troppi e che a fine canto lo conducano alla morte. äntlig i detta gröna / stod ulla sista gången brud / den sist gången brud (infine, in mezzo a questo verde / ulla fu sposa per l'ultima volta / sposa per l'ultima volta).

immagino sia proprio per evitare questi eccessi e portare l'attenzione sui rischi dell'alcol che la canzone di bellman è stata scelta per la campagna che imperversa in tivù. scelta azzeccata direi, ancor più per come il tema brioso stride con il delirio riproposto in video.

l'iniziativa è dell'iq, consociata della systembolaget ab (la catena di negozi a gestione statale, unici venditori al dettaglio di bevande alcoliche in svezia). lo scopo dell'azienda stessa è promuovere un approccio intelligente al consumo di alcol, aumentato significativamente negli ultimi anni. secondo i dati dell'iq, nel 1996 il consumo annuo di alcol puro per svedese dai 15 anni in su era di 8,4 litri ; nel 2005, era salito a 10,2 litri. l'oms avrebbe statistiche diverse, che vedrebbero gli italiani più bevitori degli svedesi.

in realtà, credo che il vero problema sia come è ripartito questo consumo. se in italia si beve in media un bicchiere di vino a pasto, per esempio, e si registra una minore frequenza di abusi alcolici, qui si tende più che altro al cosidetto "binge drinking", la prassi del bere finalizzata alla sbronza.

chi conosce lo svedese, potrà rispondere alle domande del test suggerito dallo spot (su una scala da 1 a 10, io arrivo alla seconda tacca, con un dito di vinello rosso quasi tutte le sere e un superalcolico una volta al mese...).

bellman, fra l'altro dedito a bacco, non avrebbe potuto augurarsi un uso migliore dei suoi pezzi!


Update:

ecco il video di IQ precedente, di cui si è discusso nei commenti. Anche qui il contrasto tra la melodia e le immagini è molto interessante ed efficace...



martedì 11 novembre 2008

vinters sjukdomar

con l'autunno - e ormai sembra quasi inverno - tornano i cosiddetti "malanni di stagione" e rispuntano le pubblicità dei farmaci da banco.

ecco la mia preferita, il classico medicinale forte contro i dolori e la febbre, delicato con lo stomaco:



e non si può che condividere il messaggio dato: chi è grande e grosso ha il dovere di essere gentile!

questa, invece, è di sicuro la più trash (da non perdere anche solo per la chicca in italiano):



chi vincerà la battaglia in farmacia?

martedì 10 giugno 2008

betessläpp

al pascolo.

kossorna, kom, kom... venite, mucche, è ora di uscire all'aperto.

questo post era nell'aria già un mese e mezzo fa. colpa della languidezza primaverile se compare solo poco prima di midsommar.

prima il tetra pak del latte (foto accanto): "vieni a vedere i nostri allevatori che liberano le mucche al pascolo perché possano giocare e sbizzarrirsi insieme alle compagne!" [gulp! possibile?]

poi la pubblicità in televisione: kossorna...

dei commercial dell'azienda danese avevo già parlato. ma questa volta l'arla ha fatto di tutto per convincermi (oddio, non che ci volesse poi molto) a partecipare a quella che ormai pare sia diventata una tradizione irrinunciabile per molti abitanti delle città svedesi, famiglie con bambini in testa: assistere alle mucche che si scapicollano fuori dalle stalle per saltare come grilli e rotolarsi nell'erba fresca.

noi non potevamo mancare all'appuntamento. abbiamo guardato qual era l'azienda agricola più vicina a noi e siamo andati. abbiamo trovato una fattoria in piena regola, campi verdissimi, una folla che non avrei mai immaginato, kanelbullar, latte fresco.


e le mucche, certo, più briose che mai. ecco qualche foto di quella giornata.

Corri, mucca, corri

Mi permetto di editare il post di Giusi per dare anche la mia testimonianza dell'avvenimento. Dopo che sono state tutto l'inverno rinchiuse al calduccio, le nostre mucchine muoiono dalla voglia di essere liberate. Appena il tempo si fa bello, moltissime fattorie organizzano una giornata di festa a cui chiunque può partecipare. Sul sito dell'Arla, la grande ditta danese che ha pressoché il monopolio del latte nei paesi scandinavi, è riportata una mappa con le date delle varie feste di liberazione-mucche. Il giorno in questione si va, loro ti offrono la colazione, si accarezzano i vitellini e si attende il momento fatidico. Noi siamo andati qui vicino a Stoccolma, con il pendeltåg, abbiamo seguito la massa ed eravamo in prima fila. La giornata era soleggiata, le mucche muggivano impazienti, avendo capito che qualcosa era nell'aria... tre... due...uno... VIA ! Si aprono i cancelli e la corsa delle mucche verso il prato ha inizio. C'è quella che sgroppa, quella che trotta, quella che scatta veloce, quella che rincorre il fotografo e quando lo raggiunge scappa per farsi rincorrere da lui, quella che ara il terreno con il muso, quella che fa capolino timida, esce un pochino, poi si guarda intorno e rientra dentro spaventata, e così via.


Mucche trotterellanti. Quelle che correvano, non sono riuscito a fotografarle.
Andavano troppo veloci.


Ci siamo divertiti molto.
Per chi ci legge da Stoccolma, ci rendiamo conto che di queste cose dobbiamo parlare anche PRIMA che succedano, in maniera che chi è interessato possa partecipare. Prima o poi ci riusciremo.
Ecco, ora Giusi ci starebbe bene il piccolo video che abbiamo fatto, anche se non si capisce molto. Ah, mi correggi gli errori più grossolani? Ciao, ci vediamo dopo, butta la pasta che stasera ho fame.

mercoledì 20 febbraio 2008

reklam

questa non è difficile. una delle tante parole svedesi derivanti dal francese, come miljö, fåtölj, affär, ecc. solo che se dici réclame a milano ti guardano come fossi rimasto ai tempi del carosello.

visto che sui canali svedesi la pubblicità dura una vita, forse peggio che in italia, ho pensato che tanto valesse cercare di godersela o almeno studiarsela un po'. ecco una delle pubblicità svedesi doc che preferisco.

arla, en ekologisk upplevelse - un'esperienza bio.

non sarà uno spot particolarmente innovativo - ha un che del genere "barilla", con meno miele - ma questa elin, la protagonista del video, è veramente un'allevatrice e ogni volta che la vedo mi verrebbe voglia di andare a visitare la sua bella azienda arla per poter accarezzare qualche amico peloso e a quattro zampe (un po' di pet therapy non guasta mai).

ovviamente il bimbo biondo è davvero il figlio di elin, e credo si capisca bene.

visto che ci siamo, ecco uno degli spot che invece mi fa venire l'orticaria ogni volta che passa in tv: parlino o i nani gialli.

insieme al commercial degli antipatici elfi di eniro che ti si coricano sulla macchina quando sei in dubbio sulla strada da imboccare, questo rientra nella categoria "pubblicità brutte e/o particolarmente trash", che qui riscuote grande successo. ma l'esperto è davide.

per chi desiderasse ardentemente parlare come i nani gialli, ho appena scoperto che esiste pure un parlinolizer che registra la vostra voce. da non perdere!

giovedì 6 dicembre 2007

solens mat



di nuovo per la serie "nostalgia canaglia"...

solens mat - il cibo, la tavola del sole - è il titolo di un programma molto carino trasmesso tutti i giovedì sera alle 20:00 dalla svt.

ricette italiane raccontate con garbo da un gentile signore svedese, bo hagström, che viaggia per tutto il bel paese in cerca di piatti e prodotti tipici, tradizioni gastronomiche reinventate e sapori antichi... forse anche dimenticati.

viaggio in un'italia di provincia, più vera che mai... bravo bo!