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domenica 16 maggio 2010

äntligen...

finalmente...

ieri un picnic improvvisato con amici, per approfittare del sole caldo sulla pelle.

noi in versione lucertola, fotografati da michele

e, oggi, una temeraria passeggiata fino a un bellissimo bosco poco distante da casa, dove abbiamo portato anche il nostro magi.


temeraria, dicevo, perché era la prima volta che magi prendeva la metro. quattro fermate per arrivare a åkeshov. sul treno magi ha trasalito, traballato, tremato. ma ce l'abbiamo fatta.

l'area riservata ai cani, peccato non sia recintata.
già, perché
ancora dobbiamo lavorare sul "corri libero, ma torna quando te lo dico io"...

un nano-secondo di relax

judarskogen è stata la prima riserva naturale di stoccolma. non il solito parco cittadino, ma un vero e proprio bosco, con fauna selvatica e laghetto naturale. uno spettacolo!

il teppista in riva al lago, in uno dei rarissimi momenti in cui è riuscito a stare fermo

Tenere Magellano è stata una vera faticata. Alla fine tutti e tre, stremati, non cercavamo altro che la strada per tornare a casa. E in mezzo al nulla, all'improvviso, è comparso come chiosa di quel breve viaggio fantastico proprio il personaggio che meno ci aspettavamo di trovare e che più era logico vedere: lo stregatto!

eccolo. lo stregatto di åkeshov!

- "Vorresti dirmi per dove debbo andare?"
- "Dipende molto dal luogo dove vuoi andare."
- "Poco m'importa dove... "
- "Allora importa poco sapere per dove devi andare."
- "...purché giunga in qualche parte".
- "Oh, certo vi giungerai! Non hai che da camminare."

martedì 22 settembre 2009

In zir par la furesta. Update/upgrade.

Il nostro raccolto, dopo la notevole scrematura effettuata dal micologo dei funghi vecchi o meno belli. In origine erano circa il doppio.


Siamo tornati a raccogliere i funghi. Il tempo non era ideale, ma ce la siamo cavata. Cesto da bici più una borsa di tela iperstrapieni di porcinelli e porcini. Battuto il record del fungo più grande, qui in foto con un modello.

Riuscite a trovare le 7 piccole differenze?

Come la volta passata, anche domenica abbiamo volutamente raccolto funghi del tipo Lactarius Torminosus. La volta scorsa se li era portati via Franco, il micologo, dicendo che ci faceva un trattamento lui con acqua e sale, altrimenti non erano buoni, e la cosa ci aveva fatto un po' sorridere, scettici.

Lactarius Torminosus

Ce n'era una quantità enorme e ne abbiamo riempita una borsa, ma avremmo potuto raccoglierne il doppio senza problemi.
Niente di strano se si considera che il Lactarius Torminosus è un fungo tossico e considerato velenoso e assolutamente non edibile in tutto il Mediterraneo. In Italia è chiamato "peveraccio delle coliche", per evidenti motivi...

Franco ci ha spiegato che in Finlandia lo consumano regolarmente, previo già citato trattamento. In effetti li avevamo raccolti per lui e glieli volevamo lasciare, ma non ha voluto, anzi ci ha reso edotti del segreto, che io ora divulgo...

-Pentola con 2 litri d'acqua
-3 misurini da caffè di sale (caffè svedese, un misurino circa... quanto? Aiutatemi... mezzo bicchiere?)
-Bollitura dei funghi tagliati a listarelle per almeno 10 minuti (noi abbiamo fatto 15)
-Eliminazione acqua di cottura e risciacquo
-Ricettina: condimento in insalata con pomodori a tocchetti, fagioli bianchi di Spagna, prezzemolo, aceto balsamico, capperi
-Riposo in frigo per un'ora
-Cena

Erano buoni. Un'insalata gustosa che Giusi, Mauro e io abbiamo mangiato senza nessunissimo problema, senza il minimo bruciore o la più piccola difficoltà digestiva.

Alla cottura odore di frutta (mele), carne soda e leggermente profumata di pepe (ma non piccante). Il giorno successivo il sapore era diventato un po' più amarognolo, ma di nuovo nessunissimo problema di alcun tipo. Non un fungo che ti cambia la vita, ma comunque nemmeno male.

Sino a qui il racconto, di seguito il commento:


NON FATELO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Proibisco a tutti categoricamente di ripetere la nostra esperienza, per una serie di validi motivi:

1) Tutto quello che ho scritto e scriverò potrebbe essere benissimo un'immane cavolata, io un pazzo malato o un burlone dal cattivo gusto.
2) Internet non possiede la verità assoluta e spesso vi sono scritte un mare di stupidaggini (tipo le mie). Ma con una rapida ricerca, potrete scoprire da soli che in Italia tutti gli esperti ne condannano il consumo. Scoprirete anche che in alcune zone della Calabria e Sicilia vengono tradizionalmente consumati (seguendo una ricetta più o meno simile), ma questo non cambia la classificazione del fungo: altamente tossico.
3) Se sbagliate qualcosa, o mi sono sbagliato io, o interviene un fattore X che qui non è venuto fuori, le conseguenze sono toste.
4) Non voglio prendermi, anzi solennemente e fortemente rifiuto, ogni responsabilità derivata dal consumo di Lactarius Torminosus.
5) Coi funghi non si scherza. Quasi tutti i Lactarius sono tossici, e ce ne sono di vari tipi, alcuni molto simili, ancora più pericolosi. I nostri erano stati tutti controllati da Franco, ed erano tutti Torminosus, ma i vostri?
6) Vi prego in ginocchio di non farlo.

mercoledì 9 settembre 2009

Titolo: Andrej Perboski. Ovvero incauti, sprovveduti principianti alla ricerca del porcino reale.

Sottotitolo: Per la föresta di Tyresta



Collocazione temporale: un discreto weekend di inizio autunno, con ancora nell'aria qualche lieve profumo tardoestivo.
Ambientazione: le foreste nei dintorni della capitale svedese.
Personaggi: "La banda dei cinque", versione ridotta de "I sinistri sei", ben noti al grande pubblico per le loro precedenti avventure.
Altri personaggi: la nervosa cavallerizza svedese, il micologo Franco.
Genere: avventura/thriller demenziale.


Stanchi della monotona vita cittadina e al contempo desiderosi di gustare prelibatezze della natura non apprezzate dagli indigeni, i nostri eroi decidono di passare una domenica diversa dal solito noleggiando una macchina e avventurandosi nella foresta. E' iniziata la stagione dei funghi, e gli stoccolmesi impazziscono per poche briciole di "kantarellen" (i nostri finferli, galletti, galluzzi, gallinacci).

Parentesi: tutte le altre prelibatezze micologiche che condiscono i nostri piatti, i locali non le conoscono. Apprezzano pizza o risotto coi porcini ordinati al ristorante italiano, ma non hanno idea di che cosa siano "i porcini". Verrebbe da pensare che questi e altri pregiati funghi qui non si trovino. Sbagliato. Ci sono, eccome. La varietà dei funghi è più o meno come quella italiana, e le foreste sono enormemente più grandi. Resta perciò un mistero perché negli anni non si sia sviluppata una cultura dei funghi simile alla nostra. Certo, ci sono gruppi micologici, mostre, come da noi, ma rimane assolutamente una cosa di nicchia. Gran parte della popolazione consuma e compra solo kantarellen, e se inciampa in un porcino, gli dà un calcio. Fine parentesi.

Consci delle enormi possibilità che la pressoché assoluta mancanza di concorrenza mette a loro disposizione, il magico gruppo di amici si butta all'avventura, nonostante la loro assoluta e scandalosa incompetenza.
Coraggiosi sì, ma stupidi no. Col fungo non si scherza. Viene definito da subito un piano di azione:

- dopo un breve brainstorming, concordano sul fatto che sommando tutte le loro conoscenze hanno un'idea di massima di come identificare il solo porcino. Sono ben di più i funghi che il palato vorrebbe assaggiare, ma l'inesperienza sovrana ne limita l'accesso. Ergo, si va a porcini, nient'altro. Coraggiosi e ottimisti.

- pare che al limitare della foresta di Tyresta, proprio domenica ci sia una mostra con esperti che si prestano al riconoscimento dei funghi. Questo è il punto nodale per gli ardimentosi. Se non dovessero trovare gli esperti, allora getteranno tutto.

- Marta conosce un posto. Tutti in coro: AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH! Ma alloraaaa!!! Beh? Coraggiosi, ottimisti, ma anche furbi come faine e approfittatori come il cagnolino di Amy quando ti giri e lasci il piatto incustodito. Zzzap!

Partono, lasciandosi dietro il reticente Antonio che adduce motivazioni verosimili di matrice vagamente lavorativa e che purtuttavia conferma da subito la sua presenza a un'eventuale susseguente mangiata di tagliatelle.
Il posto conosciuto da Marta (sul quale volutamente non sono qui rivelati dettagli) è al termine di una lunga stradina sulla quale forse le macchine non possono andare, ma che per pigrizia viene percorsa in macchina. Parcheggiano e si addentrano nel bosco alla rinfusa, senza bastone, un po' in fila indiana e un po' no, camminando su piani rocciosi o in mezzo a pozzanghere melmose, senza avere idea di come si cerchino i funghi.

-Ussssssignoreiddio!!! - esclama Mauro alla vista di un poderoso boleto, dopo pochissimi minuti.

Due degli esemplari raccolti. In questo caso entrambi leccini.


E non solo quello. In ogni angolo funghi di ogni tipo, di sicuro molti dei quali commestibili. In breve tempo la squadra riempie il cestino da bici che si era portata e posa per la foto ricordo, felice del risultato ottenuto, anche se incerta sulla commestibilità del raccolto.
I nostri vengono però interrotti nei festeggiamenti da una signora a cavallo che si avvicina e, con un sorriso gelido, senza nemmeno salutare, rammenta loro caustica che su quella strada le macchine non possono andare. Riporto questo passo per dare un'idea delle differenze tra Italia e Svezia: l'atteggiamento della signora equivale nella scala di comportamenti svedese a un più colorito "che c... ci fate qui con la macchina?" italiano, magari urlato.
I coraggiosi chiedono scusa e se ne vanno.


Foto di gruppo pre-assaggio funghi. Ci piace ricordarli così...


Destinazione Tyresta, foresta e parco Nazionale, di cui abbiamo parlato in un post qualche tempo fa. Bellissima, andateci. Tutte le info e i siti web di riferimento sono nel post già citato.
All'ingresso del parco, nel centro accoglienza, campeggia come sperato la mostra micologica, con relativi esperti a disposizione.
I due più impavidi, Marta e Davide, entrano timorosi con il loro cestino da bici dal contenuto dubbio, pronti a sottomettersi al giudizio dei luminari e speranzosi di non scatenare l'ilarità del convivio.
Mentre con fare giannipinottesco si palleggiano le responsabilità (-Vai avanti tu! -No, io non ci vado -Ma tu parli l'idioma... -E che c'entra, vai tu!) vengono interrotti da una voce che nella lingua natìa afferma:
-Qui si parla italiano, eh?

Il famigerato cestino, poi ulteriormente riempito...

E' il micologo Franco, un simpatico signore piemontese che da 35 anni vive a Stoccolma e che si è sempre occupato di funghi.
Racconta dell'associazione a cui appartiene, Svamp i Stockholm, ed esamina i funghi. Tutti leccini e porcini. Egregio lavoro. Alcuni li butta perché sono vecchi, e amministra consigli su come riconoscerli. Con estremo stupore si scopre che il tanto temuto boletus satanas è assente dalle terre di Svezia (a Gotland però c'è.). Nel frattempo arrivano i rimanenti eroi e si parla un po' di tutto, dell'Italia, della vita all'estero, della partita della nazionale, ecc.
Curiosamente, Nicoletta (minuta ragazza di origine sarda) viene da lui soprannominata la Sardina. Strano.

Ampiamente soddisfatti e appagati, i nostri trascorrono tronfi qualche altra ora per la meravigliosa foresta, buttando un occhio qua e là ogni tanto e rimediando un altro paio di porcini reali, facendosi un panino, e ritornando alla fine da Franco per un saluto e una controllatina finale agli ultimi reperti.

Sommamente stanchi e felici ritornano al fin de la historia a casa e impiegano le briciole di energie residue nel pantagruelico cenone a base di funghi serale, dove ricompare Antonio che, va detto, si dà molto da fare in cucina, e fanno la loro comparsa pure i meravigliosi fiori di zucca e le zucchine dell'orto di Marta... ma questa è un'altra storia.

Domenica 19 Settembre Franco e i suoi saranno ancora lì a dare una mano a chi ha bisogno di consigli. Per raggiungere Tyresta non è necessaria la macchina, ci si arriva anche in autobus. Se servono dritte, scrivete.
Noi ci torneremo di sicuro, questa volta con un cesto più grande.

martedì 26 maggio 2009

vår ruset...

la corsa (e l'ebbrezza) della primavera...

sono molteplici gli eventi podistici organizzati a stoccolma fra primavera ed estate: maratone, marce, corse... tutte occasioni per godere dell'esuberanza del verde e della luce scandinava.

proprio stasera si terrà la vår ruset, una gara nata del 1989 e dedicata alle donne che si svolge in ben 17 città della nazione, con picnic finale. a stoccolma, in zona universitet-ekoparken.
il messaggio di fondo? rispettare l'ambiente e consumare prodotti biologici (la coop svedese è lo sponsor principale).

è tardi per iscriversi all'evento, ma lancio un'idea. cerco volenterose per formare un gruppo che partecipi alla tiejmilen, altra corsa al femminile, che si terrà il 30 agosto. 10 chilometri intorno a djurgården... chi ci sta?

martedì 7 ottobre 2008

tyrestaskogen

con un'area protetta di quasi 5000 ettari, il parco nazionale e la riserva naturale di tyresta, a soli 20 km dal centro di stoccolma, sono un'enorme ricchezza per la città e meta ideale per tranquille escursioni in qualsiasi periodo dell'anno.

noi ci siamo appena stati con i genitori di davide, alla ricerca di qualche bel fungo... e cercheremo di tornarci in inverno, quando sarà tutto bianco, sperando di avvistare qualche animale (qui si trovano ben 8000 specie diverse).

il sito della fondazione che protegge la foresta è quasi interamente in svedese, con un breve riassunto in inglese e tedesco, ma scrivendo a questo indirizzo è possibile ricevere ogni genere di informazione in brevissimo tempo. io ho chiesto una cartina che ci è arrivata in due giorni.

la mappa dei diversi sentieri, comunque, è disponibile anche agli infopoint vicino agli ingressi principali, dove si trovano i parcheggi. volendo, non serve neppure la macchina (per calcolare il viaggio in autobus, basta inserire "tyresta by" qui).

i sentieri principali sono adatti anche alle bici, alle carrozzelle, ai passeggini, ecc. insomma, una foresta per tutti! cani al guinzaglio compresi.




per la cronaca, durante la passeggiata ho raccolto - io che non ero mai andata a funghi in vita mia - un fungo che assomigliava tanto a un porcino. dopo un attento esame del papà di davide, siamo giunti alla conclusione che doveva trattarsi di un ottimo fungo, ma si sa, in questi casi fidarsi è bene, non fidarsi è senz'altro meglio.




peccato, perché poi abbiamo scoperto che si trattava di un boletus pinophilus, un porcino dal cappello più rosso dei nostri boletus edulis che cresce prevalentemente sotto le conifere, detto anche "fungo da freddo" o "porcino dei pini".

ricordo che di tanto in tanto la fondazione del parco organizza gite nel bosco con l'esperto, un'occasione per raccogliere funghi e bacche in tutta sicurezza. vietatissimo, invece, raccogliere piante e fiori!


le foto sono state scattate lungo l'urskogstigen, il sentiero che attraversa la foresta vergine, e davanti a uno dei tanti laghetti del parco, il bylsjön.