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giovedì 20 settembre 2007

torsdag

giovedì... o anche il giorno di thor!
e parlo sia del figlio di odino, personaggio tanto caro ai vichinghi, che per l'appunto si definivano il "popolo di thor", sia de il mitico thor, nato in casa marvel.
sì, dai, quello che con la sua incredibile forza faceva roteare un martello magico, il mjöllnir, per poi sfrecciare in aria come un razzo, violando il principio di conservazione della quantità di moto.
suona, anzi rimbomba proprio, come una strepitosa baggianata. e invece no.
ed è precisamente con il fragore di un tuono - o di una martellata? - che sarebbe bello acclamare il libro in grado di spiegare la plausibilità - dal punto di vista strettamente fisico - di un martello come mezzo di trasporto (gulp).
oddio, forse non è un caso che il martello sia un simbolo tanto diffuso in scandinavia...
thor e il pantheon norreno sono scomparsi in pasto al ragnarök, che non è un ripugnante mostro gambuto che si cela nelle profondità lacustri di queste zone (come invece io me lo immagino). la fisica dei supereroi, tradotta per einaudi dal nostro super-lilli, avrà tutt'altro destino!

p.s. per i traduttori o quelli matti come i traduttori: non mi stupisce che "giovedì" si dica torsdag in svedese, danese e norvegese. ma il finnico torstai non me lo aspettavo. mi chiedo se anche gli altri giorni della settimana si ispirino a qualche divinità... e perché mai gli islandesi si sono sognati di dire "quinto giorno" - come i portoghesi del resto, ma questo non c'entra - ignorando il culto di thor?

domenica 9 settembre 2007

mjölk och... drakar

visto che qualche giorno fa si parlava di saghe nordiche, ecco un altro spunto...

nella cultura occidentale i draghi sono creature malefiche, serpenti o lucertole giganti dall'alito velenoso che custodiscono tesori e divorano vergini... in asia, invece, sono simbolo di fortuna e saggezza. i draghi cinesi custodiscono una perla in cui risiede tutta la loro forza.

non ho copiato dalla celebre e fortunata anticiclopedia, tradotta dal nostro più assiduo commentatore (anche se una voce riguardo al ragnarök forse c'era).
la mia fonte è ben più autorevole: si tratta del cartone del latte svedese...



la prossima volta che andrò in biblioteca, prenderò in prestito bröderna lejonhjärta, tradotto in italiano con il titolo i fratelli cuordileone. la dragonessa di astrid lindgren sputava fuoco e si chiamava katlà! un bel presupposto per leggere il libro.

ehm, sarà poi un passo in avanti, dopo var är du, måne?

martedì 4 settembre 2007

om hästar och... grodor





si parlava di sleipnir?


aveva otto zampe. accidenti, chissà com'era veloce! (anche se dalle immagini pare che le zampe fossero legate due a due...)



oggi, invece, ad avere qualche arto di troppo, sono le più placide rane!



ma saga, la bimba che ne ha trovata una a gävle, qui in svezia, è convinta che sia una trasformazione favorevole: una rana con cinque zampe salterà sicuramente meglio delle altre!
no?







domenica 2 settembre 2007

Le nuvole



Prima, mentre stavo digerendo, faticosamente e stoicamente, ho guardato fuori dalla finestra. Il cielo era azzurro azzurro e pulito pulito. Bello blù, come diceva mio fratello da piccolino. Ho abbassato lo sguardo per chiacchierare con Giusi per al massimo un paio di minuti, ho guardato di nuovo ed eccolo lì, pieno di cirrocumuli, di cumulonembi, di pallottole di poliuretano espanso arrotolate su se stesse.

Un paio di giorni fa stavo scendendo sfrenato (nel senso che non mi vanno i freni) in bicicletta lungo la discesa di Solnavägen (questa parola verrà editata da Giusi, che ci metterà gli accenti giusti) in direzione del centro commerciale. Mi beavo della folle velocità, dato che l'aria fresca contro il viso compensava gradevolmente il picchiare del sole, caldo ai suoi massimi nazionali. Anche qui l'azzurro del cielo era il colore predominante nel paesaggio. Non una nuvola a pagarla 100 corone. Nello spazio di un batter di ciglia, forse due (diciamo di un batter di ciglia alla mattina appena svegli, vah), ombra, buio e freddo. Un'astronave bianca di materiale nuvolaceo era comparsa credo dal nulla per invadere il pur ampio spazio a me sovrastante. Si muoveva a velocità estremamente elevata, sospinta da un vento professionale: il tempo di osservarla e non c'era più. Sole e caldo come prima.

Ma a quel punto mi ero fatto più guardingo, e non avrei assolutamente lasciato che la natura mi sorprendesse ancora. Per cui, un occhio alla strada e un occhio al cielo (è possibile, ma non provateci), con tutti i sensi all'erta ma senza ovviamente diminuire la velocità, mi sono preparato al successivo arrivo. Sono stato comunque colto di sorpresa dalla forte elettricità che ha cominciato a pervadere l'aria, seguita a ruota da un'armata di veloci e minacciosi carri di cotone scuro guidati, credo, da Odino in persona.

Sarà stata l'elettricità, sarà stata la velocità in continuo aumento, sarà stata l'energia ancestrale proveniente dal dio monocolo, ma una strana e esaltata euforia si è impadronita di me. Avrei potuto essere su qualche bestione ora estinto, roteando un martello da guerra, all'assalto di un bastione solitario e non avrebbe fatto la minima differenza.
Le forze della natura sono al comando. Piegarsi alla loro volontà ed averle come potenti alleati, o contrapporsi scioccamente, da veri eroi, a loro, sfidandole in campo aperto. Un nemico il cui valore nobilita chiunque lo affronti, perfetto per chi brama una fine gloriosa e sicura. La formica che grida orgogliosa e disperata di essere schiacciata, e il suo grido appare come il più flebile dei lamenti. Quella che monta sulle spalle del gigante, che grazie a esso andrà lontano, ma di certo il dove non lo deciderà lei.



Vivendo qui non è difficile capire l'origine delle saghe e di tutta la mitologia nordica. Calza a pennello. Ti viene da pensare che sia così anche altrove, in Italia ad esempio, e che altrove, se si esclude qualche temporale scenografico, sia solo un pò più difficile da sentire.


Per la cronaca, non sono caduto, non ci sono nemmeno andato vicino. Sono arrivato al centro comeciale sano e salvo, e c'erano pure gli avocado scontati. Del resto non avrebbe potuto succedermi niente: c'era Odino che mi proteggeva.