sabato 12 giugno 2010

Chi è di scena ? La signorina Papillon


Bellissima la sorpresa che ieri sera ci ha riservato il gruppo teatrale PI con "La signorina Papillon".
Devo confessare che un po' ce lo aspettavamo, avendo già assistito ad una commedia diretta da Nicola Pierini (allora con il gruppo Varför inte), "L'avaro" di Moliere (di cui si è parlato in passato), conoscendo di persona Elvira, che interpretava Rose, e Michele, che accompagnava dal vivo al contrabbasso, e avendo da sempre una gran stima di Stefano Benni, l'autore del testo.

Ma le aspettative sono state ampiamente superate: i ragazzi sono stati bravissimi, ciascuno perfettamente calato nella propria parte, e le divertenti e surreali atmosfere di Benni sono state ottimamente ricreate dal gruppo: Elvira De Troia nella stralunata e sognatrice Rose, Desirée Baraula nella frivola e snob Marie Louise, Samuele Caldognetto nel borioso sergente Armand e Nicola Pierini nel mellifluo poeta Millet, che ha ottimamente sostituito al volo Vincenzo Maggitti ammalatosi a tre giorni dalla prima.
Molto carina e originale la scenografia, ben integrata dalla regia con la narrazione. Romantiche e adattissime le musiche suonate dal vivo, come detto, da Michele Benincaso.
Una bella resa della divertente (ma al tempo stesso cinica e satirica) pièce di Benni, che ci fa ben
sperare per le prossime rappresentazioni.

Purtroppo per il momento non ho foto di scena da inserire, ma vedrò di rimediarne al più presto. Volevo comunque scrivere qualcosa oggi, dato che stasera ci sarà l'ultima replica della rappresentazione. Magari qualcuno all'ultimo momento legge e decide di andarci. Ecco tutte le informazioni:

TEATER VERKET
Västmannagatan 54 - STOCKHOLM

"La signorina Papillon"
(nel Paese dei Brutti Sogni)

di Stefano Benni

Regia
Nicola Pierini

Attori
Rose: Elvira De Troia
Armand: Samuele Caldognetto
Millet: Nicola Pierini
Marie Luise: Désirée Baraula
Centra
Musica dal vivo
Michele Benincaso

Scenografia
Samuele Caldognetto


consigliabile prenotare, telefonando al +46 76 2068879 o al +46 76 2262380.

Update: ed ecco qualche foto di scena (grazie a Michele)

Il poeta Millet e Rose


Marie-Louise


Ancora Millet, con il sergente Armand


Rose in mezzo alle sue farfalle

giovedì 10 giugno 2010

Arrivano i mondiali...

Ci sarebbero un milione di cose da raccontare in questo periodo. Prima di tutte il matrimonio nella casa regnante, la cui spasmodica attesa sta monopolizzando le discussioni di svedesi e non e l'attenzione dei media. Una ridda di chicche da non perdere, dai francobolli, ai cioccolatini ad altre più succose idee di cui parlerò a breve.
Ma c'è anche il mondiale di calcio! Come in tutti gli stati europei, è noto quanto in Svezia siano appassionati di questo sport. Ibrahimovic è eroe nazionale, i bambini per strada indossano le magliette del Barcelona dal giorno successivo al suo passaggio nella squadra spagnola. Tutte le partite della Liga sono trasmesse in TV. Ovviamente, la stessa cosa succedeva per Inter e Serie A fino a poco prima.
Questa volta però, la nazionale svedese non si è qualificata per le fasi finali della competizione. Ma il tifo c'è comunque. Ci saranno megaschermi e le piazze saranno invase dagli immigrati.
E in mezzo a tutto questo gli italiani fanno la loro bella figura. Se non in campo, la squadra del nostro paese di sicuro si sta facendo notare per le strade e le piazze della città.
La seguente pubblicità di biancheria intima Dolce&Gabbana campeggia in molti luoghi pubblici di Stoccolma e della Svezia intera. Per chi non li riconoscesse a prima vista, vi sono ritratti 5 giocatori della nostra nazionale, tutti seminudi, unti e mutandati, con faccia truce e molto italiana.



Presumo/credo/spero che gli stessi cartelloni siano presenti anche in Italia. Anche se qui fanno probablimente un effetto diverso....

mercoledì 2 giugno 2010

And the winner is...

Arrivo ultimo, tra gli ultimi, a dire brevemente due parole su come è andata a finire. Parlo dell'Eurofestival, ovviamente. A dire il vero credo di aver detto già fin troppo la volta scorsa, ma mi sembrava comunque doveroso chiudere il discorso. Non tanto per chi ci legge da qui (per loro è impossibile non averlo saputo, in una maniera o nell'altra) ma per coloro che sono stati di grand lunga meno esposti all'evento (c'è ci dice sia un bene): gli italiani.


Ha vinto Lena, la ragazzina tedesca, in testa sin dall'inizio delle votazioni, che ha raccolto consensi in ogni angolo del continente. Aria un pochettino ribelle, da una che non si prende sul serio, un po' guascona (si dice anche delle ragazze? Mah...), è piaciuta un po' ovunque, così tanto che il fenomeno del voto al paese amico o vicino di cui si è già parlato non si è verificato con l'intensità del passato e le preferenze andavano spesso alla canzone tedesca.
Un minimo di pressione è arrivata a un certo punto solo da Danimarca e Turchia, ma niente di che.

La citata Safura, Azerbaijan, finisce solo quinta, abbastanza votata, ma tradita proprio dai paesi dell'ex blocco sovietico che non l'hanno praticamente mai messa nelle prime posizioni.
Imbarazzante ultimo posto per la Gran Bretagna, con pochissimi punti raccolti e dure reazioni dei giornali in patria.

Nonostante dovrei esserci abitutato, rimango sempre più colpito dalla dimensione del fenomeno. Non solo la serata finale è stata seguitissima in tv, con uno share altissimo. Non solo uno dei più grandi stadi di Norvegia era strapieno, ma erano gremite anche intere piazze con megaschermo in giro per l'Europa.
Il collegamento con Amburgo ad esempio, parlava di 70.000 persone riunite a guardarsi la finale in piazza, e dai cappotti visti addosso agli spettatori sembrava facesse anche freschetto.

Noi per una serie di motivi abbiamo visto solo le votazioni, e una volta finito io ho portato Magellano a fare la sua passeggiatina serale.
Non potete immaginare quanti ragazzi ho visto uscire dai palazzi solo allora, dopo che si erano molto probabilmente riuniti in gruppi per guardare il festival insieme. Per strada c'erano diversi taxi in attesa di portare i loro clienti, già alticci ancora prima di cominciare la serata nel club, per una volta in direzione dei locali del centro e non solo a casa dopo averci passato la serata.
Tutta questa agitazione, e si consideri che la Svezia in finale non ci era nemmeno arrivata!

La finale e la vittoria della finale sono stati a lungo gli argomenti di discussione principi in ogni pausa pranzo/caffè/merenda, sia al lavoro che fuori.
Senza parlare di TV e giornali e Internet, che praticamente non hanno discusso di altro.
Uno dei tanti giochini di facebook, in cui bisogna "dare la caccia" ai fantasmi (i.e. cliccare ogni 15 minuti, come in più o meno tutti questi giochi) ha addirittura coniato per l'occasione il fantasma "Satellite", dal nome della canzone vincitrice, disegnato a mo' di caricatura di Lena, con tanto di microfono, pettinatura simile e bandiera tedesca proprio come da lei tenuta durante l'esibizione dopo la vittoria.


Insomma anche quest'anno è fatta. Ora tutti si riposeranno un po' (tranne Lena, immagino) e poi si ripartirà daccapo con le polemiche, i pronostici e le discussioni . Questo pazzo "Sanremone" gigante, non accusa minimamente gli anni, anzi sembra vivo e attivo ora più che mai, con altre nazioni che premono per entrare.

Appuntamento all'anno prossimo, in Germania (dove di preciso non si sa, i vari sindaci hanno appena iniziato a litigare)...


E chi più ne ha, più se la canti...

D

sabato 29 maggio 2010

Uuuhhhhh... Che domenica!!!

Un post veloce veloce per dare un paio di indicazioni su cosa fare domani.

È un po' tardi, lo so, ma si apprezzi il tentativo: diciamo un "blog di servizio last minute"...Per chi è lì pronto a cogliere l'attimo.

1) Due care amiche ci comunicano che domani si terrà un'edizione speciale del mercato all'aperto di Hornstull strand, lo "Street". La zona è veramente molto carina, sia di giorno che di sera, e il mercato pare sia divertente. Noi, tra una cosa e l'altra, non abbiamo avuto mai tempo di andarci, e probabilmente non ce la faremo neanche domani.
Ecco un link che ne parla (in Inglese). Fermata Hornstull, linea rossa della T.




le foto dello "Street" sono di Anna t, da flickr

2) Sempre per domani, il comune di Solna ha organizzato l'Haga Day, la festa annuale dell'Haga Park, uno dei più grandi parchi cittadini. Ne abbiamo parlato tantissime volte nel blog, visto che è a pochi passi da dove abbiamo abitato per due anni, ed è un luogo di ritrovo classico in Primavera ed Estate. Alla festa di domani ci saranno stand gastronomici, clown, battelli colorati per il lago, animali e attrazioni varie. Il parco è molto grande, una mappa e il programma dei vari eventi si trovano qui (pdf, in Svedese). Per Brunnsviken (il punto di aggregazione principale), bus n.2 fermata Norrtull.



Buon divertimento!!!

D

venerdì 28 maggio 2010

Eurofestival, che tormento.


Non ci posso credere!!! Me lo sono perso!

Dopo tante chiacchiere, ho perso l'inizio di uno degli spettacoli più importanti d'Europa (Italia esclusa).

E' iniziato l'Eurofestival!

Ieri sera ci sono state le prime eliminazioni e sabato ci sarà la finale.

E' già un po' che la cosa era nell'aria... Le maggiori reti televisive svedesi hanno da qualche tempo addirittura programmi del tipo "Aspettando l'Eurofestival", dove mostrano gli altri contendenti nelle competizioni che li hanno visti protagonisti nelle rispettive nazioni, ne commentano punti di forza e debolezze, fanno pronostici. Un po' quello che succede da noi per i mondiali di calcio, ma con ascolti più alti (lo share per le finali si aggira intorno al 50%!!!).

E così, tra un festival azero e una manifestazione greca, si entra nel clima della competizione.
La nuova formula con eliminazione pare uccida un po' lo spettacolo. Ieri sera, subito la mazzata per la Svezia.
La "nostra" rappresentante Anna Bergendahl è stata fatta fuori.
Oggi i giornali nazionali l'hanno massacrata, titolando impietosamente: "This is... over" (dal titolo della sua canzone "This is my life"), "La Svezia si lecca le ferite", "Fiasco svedese", ed enfatizzando il fatto che per la prima volta nella storia la Svezia non arriva in finale! (Magari non ricordandosi che la formula a eliminazione esiste solo dal 2004).
Insomma una serataccia per la diciannovenne di belle speranze, salutata come la grande rivelazione, annunciata protagonista, e baluardo degli amanti della buona musica che la consideravano artefice di un salto di qualità nel livello delle canzoni proposte. (Per quanto sia una ballatina semplice semplice, è qualcosa di molto diverso dal puro pop commerciale tradizionale, il puro "schlager" di cui si è già parlato). Ora in molti si scatenano con il classico "Te l'avevo detto!", maledicendo chi l'ha votata al Melodifestivalen.


La delusione di Anna Bergendahl


Una nazione spaccata in due, quindi. Proprio poco fa è entrata in ufficio a sorpresa la mitica signora Lizbeth, la mia preziosa fonte di notizie speciali, inossidabile, indistruttibile e sorridente anche dopo la brutta caduta di qualche giorno fa.
Ovviamente ha seguito tutto, e lei sta dalla parte della Bergendhal. Pare che la performance sia stata buona e che gli stessi speaker fossero estremamente sorpresi quando venivano annunciati uno a uno i finalisti e il suo nome non compariva.
"Ancora tre posti rimasti, sarà sicuramente la prossima... ancora due... Ma come è possibile?". Quando l'ultimo posto libero è stato accaparrato dagli amati/odiati cugini danesi, i conduttori - e con loro metà nazione - sono rimasti a bocca spalancata.
Grande delusione anche perché gli svedesi avevano il sogno di andare a vincere a casa degli altri cugini (questi un po' più odiati che amati), i norvegesi, detentori del titolo.

Di nuovo la solita e in parte legittima polemica sulle nazioni dell'ex blocco sovietico. Vado a spiegare perché:
Con il televoto in ogni nazione partecipante si determina una classifica nazionale. Alle varie posizioni in graduatoria viene assegnato un punteggio decrescente (come nella Formula Uno). I punti di ogni nazione vengono sommati e si calcola la classifica finale.
Unica limitazione: non si può votare per il rappresentante della nazione da cui si chiama.
Recentemente la competizione ha allargato le proprie frontiere con l'inclusione di molti paesi dell'ex blocco sovietico e balcanico e negli ultimi anni i voti si sono orientati un po' in quell'area lì. Non solo per simpatia verso il vicino, visto che il fattore campanilistico può in alcuni casi sfavorirlo, ma anche per l'altissimo numero di migranti originari della nazione confinante, che mai come in queste occasioni ritrovano sentimenti patriottici.

Essendo tanti i paesi dell'ex-URSS ed ex-Jugoslavia, rimescolatisi nei decenni, non è impossibile che questo accada. Le classifiche degli ultimi anni ne sembrano in effetti un po' influenzate. Quella che potrebbe sembrare un'eccezione, e cioè il vincitore dell'anno scorso, è il giovanissimo violinista Alexander Rybak, che oltre a essere bravissimo è in effetti di padre e madre bielorussi.
C'è anche da dire che lo stesso discorso veniva fatto in passato proprio per i paesi del gruppo nordico, che quindi non dovrebbero lamentarsi...
La Grecia e Cipro sono noti per scambiarsi ogni anno il primo posto delle rispettive classifiche, e la Germania contribuisce sempre abbondantemente al punteggio della Turchia.
La polemica da questo punto di vista è veramente infuocata, tanto che sono stati persino commissionati studi per stabilire la fondatezza della cosa, e che da quest'anno sono state reintrodotte le giurie nazionali a contribuire al voto per il 50%.


Alexander Rybak, nell'esibizione vincente dell'anno scorso

Tutta questa attenzione verso il festival può sembrare esagerata, ma vi assicuro che la competizione è veramente sentita. Poco fa parlavo con una nuova collega, rumena, amante di musica jazz e che snobba e denigra totalmente il festival, eppure, tra una lamentela e l'altra, anche lei mi ha confessato che uno sguardo alla finale lo darà, e che voterà per la sua nazione.

Ecco la lista dei finalisti di Eurovison, Oslo 2010:

Azerbaijan, Armenia, Georgia, Ucraina, Romania, Turchia, Portogallo, Bielorussia, Grecia, Albania, Islanda, Bosnia, Moldavia, Russia, Serbia, Belgio, Israele, Irlanda, Cipro e Danimarca, a cui si aggiungono le BIG FOUR, (le quattro ammesse di diritto in finale, in sostanza perché cacciano i soldi), Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna.

Da tempo ha suscitato interesse e scalpore la sorpresa Azerbaijan, con la cantante Safura. Una diciassettene di quasi 180 cm (senza tacchi), padre pittore e madre pianista, che suona violino, pianoforte e sassofono, e che si esibisce con una canzone in perfetto stile eurofestivaliero, scritta (guardate un po') da tre svedesi. Ha già iniziato la sua corsa verso il successo con una serie di concerti e ospitate TV in giro per l'Europa, e tutti questi investimenti su di lei hanno addirittura fatto parlare di sponsor legati alla mafia russa. Mah...





"Drip Drop" di Safura è una delle canzoni favorite dei bookmaker, insieme a "Satellite", di Lena, Germania, nazione assente da lunghissimo tempo dalla rosa dei favoriti.

Lena, anche lei giovanissima (19 anni) ha al suo attivo qualche ruolo in serie TV tedesche e si è presentata senza nessuna formazione da cantante all'apposito concorso (una sorta di X-Factor), organizzato dalla tv del suo paese per scegliere il rappresentante della Germania all'Eurofestival. Ha avuto in patria un successo senza precedenti, vincendo dischi d'oro e primeggiando in tutte le classifiche.



La sua canzone è diversa da quello che si sente di solito in queste occasioni, ma gode comunque di pronostici favorevoli...Vedremo sabato sera che succederà. Tutta Europa (allargata, Italia esclusa) è in trepidazione!
Mi rendo conto di come tutto questo suoni strano in Italia, ma all'estero non è così. E tutto l'entusiasmo che circonda l'evento mi affascina.

Beh, direi che anche questa volta ho scritto proprio un articolone, e anche questa volta non ne sapevo nulla fino a mezz'ora fa :)
Comunque, se siete arrivati sino a qui, complimenti.

Appuntamento alla finale,

D

venerdì 21 maggio 2010

fotografiska

ieri sera siamo stati a cena da hermans. a parte la veduta panoramica, sempre bellissima, sul centro cittadino, abbiamo potuto ammirare dall'alto l'ingresso dei vip alla prima festa del fotografiska museet, il nuovo spazio museale dedicato alla fotografia contemporanea ricavato all'interno della stora tullhuset, l'ex dogana reale costruita all'inizio del novecento nella zona portuale di stadsgården.

l'edificio, fra l'altro, è k-märkt, vale a dire di interesse culturale (k för kultur) e dunque tutelato dalla legge. 2500 metri quadri per almeno quattro grandi esposizioni e una quindicina di piccole mostre all'anno, oltre a corsi, seminari, conferenze...

si inizia con annie leibovitz e lennart nilsson, joel-peter witkin e vee speers!

oggi, a mezzogiorno, la grande inaugurazione. seguirà poi una settimana di incontri con gli artisti e colloqui. assolutamente da non perdere!
















Permesso? E' Davide che scrive :) Mi intrometto nel post di Giusi per aggiungere due cosine.

L'inaugurazione del museo mi fa molto piacere: crediamo che la mostra della grandissima Annie Leibovitz che inaugura lo spazio espositivo sia assolutamente da non perdere, e ci andremo al più presto.
Qualora il nome non vi dicesse niente, di sicuro avrete visto più di una volta qualcuna delle sue famosissime fotografie. I suoi particolari ritratti di cantanti e attori famosi hanno segnato un pezzo della storia della fotografia contemporanea, apparendo soprattutto sulle copertine di Rolling Stones e Vanity Fair, ma non solo.


Chi non conosce questa foto? John Lennon e Yoko Ono ritratti da Annie Leibovitz, 1980
. Poche ore più tardi, Lennon verrà ucciso.

Idolatrata da tanti, ma anche criticata da qualcuno perché troppo legata al mondo della pubblicità e dell'effimero, e accusata di non usare appieno il proprio talento per scavare a un livello più profondo, rimane una delle più grandi fotografe viventi, e la sua presenza a Stoccolma (pare che ieri fosse all'inaugurazione del museo) ma soprattutto quella delle sue foto, ci elettrizza un po'. Più di 200 foto esposte, alcune per la prima volta. Gli scatti più famosi, ma anche foto private e istantanee.


Altra celeberrima foto della Leibovitz, ritratto di Demi Moore, 1991

Di sicuro in questi giorni ci sarà il pienone, ma la mostra rimarrà in città fino al 21 settembre, per cui il tempo c'è :)

A presto!


Lo stupendo ritratto di Whoopi Goldberg

Le foto di Annie Leibovitz qui riportate sono prese dalla rete, il copyright è dell'autrice o della casa editrice che la rappresenta e possono essere rimosse dietro specifica richiesta.

domenica 16 maggio 2010

äntligen...

finalmente...

ieri un picnic improvvisato con amici, per approfittare del sole caldo sulla pelle.

noi in versione lucertola, fotografati da michele

e, oggi, una temeraria passeggiata fino a un bellissimo bosco poco distante da casa, dove abbiamo portato anche il nostro magi.


temeraria, dicevo, perché era la prima volta che magi prendeva la metro. quattro fermate per arrivare a åkeshov. sul treno magi ha trasalito, traballato, tremato. ma ce l'abbiamo fatta.

l'area riservata ai cani, peccato non sia recintata.
già, perché
ancora dobbiamo lavorare sul "corri libero, ma torna quando te lo dico io"...

un nano-secondo di relax

judarskogen è stata la prima riserva naturale di stoccolma. non il solito parco cittadino, ma un vero e proprio bosco, con fauna selvatica e laghetto naturale. uno spettacolo!

il teppista in riva al lago, in uno dei rarissimi momenti in cui è riuscito a stare fermo

Tenere Magellano è stata una vera faticata. Alla fine tutti e tre, stremati, non cercavamo altro che la strada per tornare a casa. E in mezzo al nulla, all'improvviso, è comparso come chiosa di quel breve viaggio fantastico proprio il personaggio che meno ci aspettavamo di trovare e che più era logico vedere: lo stregatto!

eccolo. lo stregatto di åkeshov!

- "Vorresti dirmi per dove debbo andare?"
- "Dipende molto dal luogo dove vuoi andare."
- "Poco m'importa dove... "
- "Allora importa poco sapere per dove devi andare."
- "...purché giunga in qualche parte".
- "Oh, certo vi giungerai! Non hai che da camminare."

domenica 9 maggio 2010

L'immane e impari lotta: l'aspirapolvere di Giusi contro il pelo di Magellano


Pubblico ora una cosa scritta diverso tempo fa, tre o quattro giorni dopo l'arrivo di Magellano a Stoccolma.
A rileggerla adesso sembra siano passati anni. Mamma, quante ne sono successe!!! Risa e pianti, relax e tensioni, gioie, paure e dolori. Tutto in meno di due settimane... Ora siamo più rilassati, e abbiamo pure perso qualche chilo...

L'immane e impari lotta: l'aspirapolvere di Giusi contro il pelo di Magellano, si diceva...

Campo di battaglia, due tappeti neri. Arbitro assolutamente imparziale, io. Sul serio, non me ne importa granché dei peli lasciati in giro da Magellano, che tra l'altro sono una quantità incredibile. Vi garantisco che non mi sorprendo con poco, e ho familiarità pluriennale con un cagnolone dal pelo lungo, una spendida maremmana di nome Nuvola che segna un'alta soglia di benevola sopportazione. E per Giusi questo è ancora più vero, visto che Nuvola è il cane dei suoi da tanti anni...
Ma da questo punto di vista Magellano non ha rivali. Tonnellate, spazzolate intere di pelo bianco/giallo/marroncino che invadono la casa e rendono zebrato il tappeto nero. No, non pensiamo proprio abbia nessun problema. Crediamo invece che non sia mai stato spazzolato molto e, una volta che l'hanno tirato a lucido per il viaggio più importante della sua vita, quello che lo portava via dal canile verso una casa nuova, sotto l'effetto dello sciampo il mantello del piccolo grande Magi si è preso un po' di respiro. Si aggiungano il parziale cambio stagionale del pelo, ecc. ecc. Ma ci pensa Giusi a spazzolarlo, si diverte un sacco. E anche Magino si diverte.

Magellano è un grande. È in gambissima.
È arrivato in un trasportino impilato con altri tre su un carrello spinto faticosamente dalla volontaria di Hundrondellen. In mezzo all'abbaiare generale e all'eccitazione del momento, non si è lasciato scappare il più piccolo guaito. Guardava, con i suoi occhioni scuri, attento.
Magellano è sempre attento. Non riposa mai. Mai. Si fida, ma veglia.
E' uscito dalla sua gabbia, magrissimo, molto più di quanto immaginassimo, e la signora gli ha fatto fare la conoscenza di Giusi. Le polpettine che Giusi si era portata in abbondanza sono durate l'attimo di una distrazione. Il muso dentro il sacchetto e una ventina di köttbullar sono svanite letteralmente in un boccone.
Magi ci ha subito dato fiducia e ci ha seguito al passo sino alla macchina, tremando e sobbalzando a ogni rumore di motore lontano, spaventatissimo e sconvolto, ma senza esitare, abbaiare o protestare. Si è fatto mettere l'imbracatura di sicurezza per il viaggio, sopportando pazientemente i maldestri tentativi di Giusi, durati svariati minuti. Si è accucciato e si è messo a dormire in macchina, ovviamente sempre pronto a risvegliarsi al minimo rumore.
Arrivato a casa, gli si è presentato un mondo completamente diverso. Rumori sconosciuti, odori nuovi, colori diversi. Anche adesso ogni tanto si ferma e annusa l'aria, seguendo tracce invisibili nel cielo, proprio come gli orsi alla ricerca della torta di nonna papera nei cartoni animati di Walt Disney.
Magi ha fatto conoscenza con un sacco di cose nuove. Ad esempio le scale. In marmo, ripide e a chiocciola, in un androne buio, perdippiù. Spaventevolissime. Non credo proprio le avesse mai viste prima. Ha tirato un po', ma poi senza che mi sforzassi più di tanto mi ha seguito, sempre al passo, tremante ma senza esitare.
Per questo io dico che Magellano è coraggioso: perché il vero coraggioso non è chi non ha paura, ma chi pur avendola ce la mette tutta e la supera.
E poi è anche intelligente. Ve l'ho detto quanto è intelligente? Di quell'intelligenza che non si impara a scuola, ma che si acquisisce per strada. Posto di fronte al suo giaciglio morbido, sembrava non capire cosa dovesse farci. In realtà eravamo noi che non capivamo lui. Appena lo abbiamo lasciato un po' solo, ha spostato la coperta di qualche decina di centimetri, giusto perché non fosse appoggiata allo specchio lungo, che dopo averci sbattuto il naso un paio di volte aveva deciso che sì, non era una cosa brutta, ma meglio non dormirci appoggiato contro.
Magellano ha fatto anche conoscenza col cibo nuovo, che gli è stato fornito in maniera abbondante ma senza esagerare. Lui ha divorato tutto fino a essere sazio, ma immagino non satollo da scoppiare, poi ha preso qualche crocchetta rimasta e l'ha nascosta nel camino. Ma nascosta sul serio. Ci siamo messi in un posto dove non ci poteva notare e lo abbiamo visto spostare col muso i portacandele dell'Ikea dalla base del caminetto, posare delicatamente le preziose crocchette all'interno, e riportare i tre portacandele nella posizione originale.

Magi non sembra sapere a che cosa servano palla, giocattolo che suona e cose di questo tipo. Ci osserva agitarglieli di fronte commentando la nostra eccitazione con uno sguardo a punto interrogativo. Ha reagito solo al finto osso di pelle, che ha sgranocchiato contentissimo per una decina di secondi prima di "scavare" il tappeto peloso e nascondere anche quello per i tempi duri.
Magi, quando allungavi una mano per fargli una carezza sulla testa, dapprima pensava che tu avessi una delle due seguenti intenzioni: dargli una botta in testa, dargli da mangiare. Ora ha capito che la botta in testa da noi non la prenderà mai, ma rimane convinto che la seconda alternativa sia l'unica possibile. In soli tre giorni abbiamo visto però che si sta rapidamente abituando alle carezze.
Ci sorprende continuamente. Ci rispetta e ha assunto un ruolo sottomesso. Ma vigile. Sempre vigile. Non ci facciamo illusioni, sappiamo che dopo i primi giorni cercherà di assumere il comando del branco, ma siamo prontissimi a mantenere il nostro ruolo in maniera ferma e calma. Giusi qualche esperienza ce l'ha, vista l'amicizia con Luna e Nuvola, coinquiline di casa dei suoi da molto tempo. Inoltre, abbiamo passato gli ultimi anni a nutrirci di programmi e libri su come gestire il proprio cane, ma soprattutto abbiamo già avuto a che vedere con viziatissimi cagnolini che abbiamo ospitato più volte, anche per lunghi periodi, ottenendo parziali successi.

L'unica cosa che ci sta dando qualche problema è il fatto che Magi non sembra avere la minima idea che sia possibile fare i propri bisogni fuori casa. Ce lo attendevamo, ma ci siamo un po' demoralizzati quando abbiamo capito che lui considera il "fuori" come posto dove correre e camminare, e il "dentro" come posto dove dormire, mangiare ed espletare. Per cui la trattiene proprio per tutto il tempo che è in giro, la trattiene per ore fino a quando non rientra.
Stamattina però c'è già stato il primo piccolo cambiamento. Ha fatto pipì nel boschetto, gli è stato dato un premio e un sacco di coccole, e lui era felicisssimo perché noi eravamo felici e saltava di gioia!

Domani riproveremo. Ci vuole pazienza, ma non ci scoraggiamo.







lunedì 3 maggio 2010

Skatteverket power. Ultimo giorno per la dichiarazione dei redditi.




L'ufficio delle tasse comanda. Già 3 anni fa, appena arrivato in Svezia, mi sono immediatamente reso conto che la trafila burocratica per trasferirsi e lavorare qui non era particolarmente lunga. Bastava andare al potentissimo ufficio delle tasse, lo Skatteverket, e una volta messi in regola lì, poi pensava a tutto lui... persino al documento di identità, alla residenza al recapito postale e a mooolte altre cose...
Di regola (ci sono sempre le eccezioni) una volta che sei a posto con lo Skatterverket, poi se qualcuno ha bisogno di te (pubblico o privato che sia), ti trova.

Oggi ci sono tornato per chiedere un chiarimento, un piccolo puntiglio a dire il vero, sulla dichiarazione dei redditi che mi è arrivata precompilata a casa. Un totale di TRE FACCIATE, bollettino incluso. Essendo lavoratore dipendente e non detraendo nulla (le spese per i medicinali, ad esempio, qui non si detraggono in dichiarazione, ma si riceve uno sconto direttamente in farmacia, in base all'ammontare globale speso fino a quel momento dell'anno) ,quanto da loro stampato era esatto.



In questo caso, la maniera più semplice per inoltrare la dichiarazione, come già riportato da numerosi blogger nei giorni passati, era quella dell'sms.

Partendo dal fatto che lo Skattaverket ha già tutto quello che gli serve, che ti ha calcolato e stampato sul modulo personale, l'unica cosa che devi fare se ti sta bene il loro calcolo è dare la conferma. E lo puoi fare in 3 modi. In un'apposita pagina internet, chiamandoli al telefono o, appunto, mandando un sms. In tutti e tre i casi devi comunicare il tuo "codice fiscale" e il codice che ti hanno stampato sulla dichiarazione. Basta. Non richiede più di 30 secondi, e funziona per il 70-80% delle persone che conosco.

Se invece hai delle sostanziali variazioni rispetto a quanto da loro previsto e vuoi fare una dichiarazione personalizzata, puoi farlo su internet o usando i moduli cartacei, che vanno poi spediti o portati nei loro uffici.

Oggi era l'ultimo giorno utile e a me non tornavano un paio di cose, per cui ho deciso di passare a chiedere. Avrei potuto anche telefonare, ma ho immaginato linee intasate e confusione e il rischio di non concludere nulla, per cui ho preferito non rischiare e non l'ho fatto, dirigendomi direttamente sul posto. Scelta sbagliata, perché a quanto pare si erano attrezzati per l'occasione. Un'amica si è trovata in coda telefonica al centottantacinquesimo posto. Un operatore le ha risposto 7 minuti dopo.

Ma non è andata male neppure a me.
Sono arrivato al principale ufficio di Stoccolma nel primo pomeriggio, rassegnato a una lunga attesa. C'era la TV che faceva interviste davanti all'ingresso per l'eccezionalità dell'evento. A lato, due chioschi (semivuoti) di bibite e panini con tavolini e sedie, e subito fuori dalla porta, una grande urna di cartone con due addetti che raccoglievano le dichiarazioni di chi le aveva compilate manualmente e doveva solo consegnarle, che così non stava nemmeno a entrare.

Dentro, due brevi code col numerino da prendere per le solite attività di rilascio documenti o altro, e poi l'allestimento speciale da ultimo giorno utile per la dichiarazione dei redditi.
In totale un numero di impiegati che quasi superava quello dei clienti. Molti dei problemi venivano risolti al banco informazioni/modulistica, dove un esercito di addetti gestiva e indicava che fare alla maggior parte dei bisognosi. Laddove questo servizio non risultava sufficiente, in un'area del grande ufficio ben delimitata venivano accolti quelli che necessitavano di un'assistenza più robusta. Appena entrati, si veniva praticamente abbordati da uno degli impiegati che gironzolava in cerca di qualcuno da aiutare e che ti chiedeva in che cosa poteva esserti utile. Un po' come quando si entra in un negozio di scarpe alla moda dove la commessa ha la percentuale sul venduto. In caso di necessità c'erano vari tavolini e poltroncine su cui l'impiegato ti faceva sedere per aiutarti a compilare i moduli.
Se il tuo era veramente un caso disperato, allora sì, dovevi fare la coda. Al momento in cui sono arrivato io, primo pomeriggio, la fila era di non più di una decina di persone, da smaltirsi in parecchi sportelli.
Io mi sono un po' impuntato su una piccolezza e sono arrivato alla fase 2, quella delle commesse del negozio di scarpe. Un totale di non più di 5 minuti.
Insomma ho fatto prima di quanto avrei impiegato in un giorno normale per chiedere un documento qualsiasi.
Per l'occasione l'ufficio rimane aperto fino alle 21.00 di stasera.
E, per la precisione, sulle mie tasse avevano ragione loro, e mi hanno pure spiegato perchè.

A presto,
D


sabato 1 maggio 2010

Urca...

Un saluto a tutti gli amici lettori...
Non ci stiamo di nuovo dimenticando del blog, è solo che Magellano richiede tutte le nostre energie, anche più di quelle che abbiamo, e per ogni problema che si va risolvendo sembra crearsene sempre un altro. E' dura, urca se è dura...

Buona festa di Valpurga a tutti,

noi.

venerdì 23 aprile 2010

Falco 584, ripeto, Falco 584, Arlanda 1500 minuti.



E' in arrivo! Escludendo tardivi e improvvisi sbuffi di vulcano, Magi sarà qui domani. Sì, lo so, il blog sta iniziando a essere un po' monotono ultimamente, ma comprendeteci, siamo eccitatissimi. Finalmente Falco-584 arriverá nella sua nuova casa.
Già, perché quello è il nome che c'è su tutti i suoi documenti: Falco-584.
non credo che per lui faccia molta differenza, e ci è stato detto che con un paio di köttbullar si abituerà immediatamente al suo nuovo nome....
Quindi, ora e per sempre: Magellano.

giovedì 22 aprile 2010

Contatore 0 - Vulcano 1


Come qualcuno già sa, Magi non è arrivato. Le previsioni si sono avverate.
Tra gli innumerevoli disagi che il blocco dei voli dovuto alle ceneri del vulcano islandese più famoso d'Europa ha causato, c'è stato pure questo.
Sapevamo bene che le probabilità non erano alte, ma alla fine ci eravamo un po' illusi vista la riapertura dell'aeroporto di Arlanda nel giorno previsto per l'arrivo e viste soprattutto le comunicazioni dal Portogallo, dove alla volontaria di Hundrondellen che doveva accompagnare il cucciolone e altri tre amici cani il volo era stato confermato.

Sophie (la volontaria) appresa la notizia ha organizzato il tanto atteso viaggio: martedì mattina, nemmeno troppo di buon ora, si è fatta i suoi duecento chilometri in furgone fino all'aeroporto.
Nel mentre lei scaricava i suoi quattro trasportini con cane dentro, a quasi quattromila chilometri di distanza io stavo entrando alla Statoil di Bromma per ritirare la macchina prenotata a mio nome che avrei utilizzato in nottata per andare in aeroporto. Una Yaris, prezzo giornaliero circa 50 euro, anticipati. Sulla strada per tornare a casa, mi sono fermato a un take-away tailandese dove ho preso delle verdure con salsa di arachidi per Giusi e un curry verde di pollo per me.
I dettagli sono importanti.
Mentre attendevo che il cibo venisse preparato, e mentre a casa Giusi finiva di sistemare tutto, la radio ha annunciato che l'aeroporto di Arlanda avrebbe chiuso alle 8. La notizia era già nell'aria (beh, parlando di aerei e aeroporti...), ma si pensava che i voli in arrivo atterrassero ugualmente: del resto il volo era stato confermato dalla compagnia aerea. La radio ha poi però aggiunto che non sarebbe decollato NE' ATTERRATO nessun volo.

Contemporaneamente, a quasi quattromila chilometri di distanza, Sophie si presentava al gate dove le veniva detto che il volo era, come promesso, confermato. Certo, anzichè atterrare a Stoccolma, sarebbe atterrato a Oslo, ma il volo c'era. Ora non so per certo, ma Sophie deve avere ribattuto che lei non doveva andare a Oslo, ma a Stoccolma. Le è stato risposto che c'era un comodo bus notturno che dall'aeroporto di Oslo sarebbe andato a Stoccolma, immagino incluso nel prezzo.
Sophie, dopo un giorno di preparativi e di viaggio, sola con quattro cani di media taglia in quattro trasportini di grossa dimensione, deve avere per una frazione di secondo considerato come diavolo poteva farcela. Ancora, non so cosa lei abbia risposto all'addetto della compagnia aerea, ma so cosa avrei risposto io.
Sophie ha chiamato giusi e poi lei e i quattro cani sono ripartiti in direzione del canile, con cinque code tra le gambe (quattro reali, una no).

A quasi quattromila chilometri di distanza, Giusi ha immediatamente chiamato me, ancora al ristorante che stavo ritirando il cibo appena preparato. Io sono salito in macchina, ho lasciato la cena a casa e sono ritornato alla stazione di servizio, dove l'addetto mi ha chiesto se avevo dimenticato qualcosa. Gli ho spiegato la situazione, e lui ovviamente ha detto che non si poteva più fare nulla, nada, niente, ciccia. Ho pagato la benzina che avevo consumato, 1 euro e mezzo, e sono tornato a piedi a casa.

Niente Magellano, un chilometro a piedi andare al noleggio, uno per tornare, e praticamente ho noleggiato la macchina per andare al take away.
Ah, il curry era piccantissimo.



lunedì 19 aprile 2010

Magellano, dove sei...?

Ci mancava anche la nube di cenere... Il volo di Magellano è a rischio!
Dapprima sembrava certo che sarebbe stato cancellato, poi stamattina l'annuncio della riapertura dell'aeroporto di Arlanda, ora una parziale smentita... Insomma non ci si capisce più niente. Noi sabato siamo stati a comperare cuscinoni, ciotole, cibo, giocattoli e guinzaglio... speriamo bene.
Top Gun nei commenti chiedeva di vedere delle foto del cagnolotto, e mi sono ricordato che avevo in mente di postarle ma, chissà perché, non l'ho fatto. Rimedio subito.
Nell'attesa di farne di nuove, speriamo prestissimo, qui a Stoccolma, ecco le immagini di Magellano in Portogallo.



venerdì 16 aprile 2010

Ci siamo quasi...


Il contatore segna quattro giorni, dieci ore e 7 minuti... Tra poco Magellano sarà qui, nube di cenere del vulcano islandese permettendo. Per ora gli aeroporti sono chiusi, ma sembra che le cose miglioreranno a breve. Ringraziamo ancora gli amici di Hundrondellen per il loro lavoro :)



Insieme a loro, volevo salutare Sara Turetta e tutti gli amici di Save the dogs e ringraziarli per l'enorme lavoro che fanno per cercare di contrastare il dramma che sta accadendo in Romania, e che sta purtroppo passando sotto silenzio. Già nelle scorse settimane era apparso sul blog un video introduttivo alla loro attività, con un link al sito. Da oggi trovate nella colonna sinistra del blog, proprio sotto l'archivio dei post, un banner che, con un clic, vi porterà alla pagina italiana del sito.


Bau,


noi