mercoledì 5 marzo 2008

Apology

Ecco, chiediamo scusa ai nostri lectores aficionados perché è da un bel po' di tempo che non postiamo più nulla.
Sarebbe troppo semplice spiegarlo col fatto che siamo oberati di lavoro, sarebbe.
Ma la verità è che siamo oberati di lavoro, ecco.
Forse, dico forse, per quanto riguarda la mia medesima persona stessa, le cose andranno un pochino migliorando verso la fine di questa settimana. Per cui se il tempo me lo permette (nel senso che se piove lo faccio, altrimenti vado fuori a mangiarmi un gelato), posterò un riassunto delle nostre mirabolanti avventure, vissute ai limiti dell'incredibile (oddio, starò esagerando?) nell'ultimo periodo.


Bella questa immagine, eh? Non c'entra niente.



Già che ci sono, ieri ho trovato in rete un brano preso da un libro di Mark Leyner che mi piacerebbe sottoporvi. Mark Leyner è un autore che mi va a genio (chi mi conosce, appena letto il testo capirà perché), di cui ho letto purtroppo solo un paio di libri. Questo, il suo libro d'esordio, si intitola "Mio cugino, il mio gastroenterologo" (trad. italiana di Dario Fonti, sono stato bravo, Giusi ?), e inizia in maniera folgorante.
Buona lettura.

ero un puntino infinitamente caldo e denso.
per evitare di schiacciare quei brandelli di pelle morta grigliati al sangue ero costretto a sterzare continuamente a destra e a sinistra, procedendo in uno zig-zag folle e incontrollato. guidavo come meglio mi permetteva il mio macinino coreano, ma la testa era altrove. erano giorni che non mangiavo. stavo letteralmente morendo di fame. improvvisamente, dopo la cima di una collina, un neon intermittente emerse dalla nebbia: PROSSIMA USCITA FOIE GRAS E HARICOTS VERTS. controllai sulla guida: cibo ottimo, ambiente antipatico. stavo abusando di un ormone estratto illegalmente da ghiandole pituitarie di cadaveri e mi sentivo annegare in un marciume escrementizio, ma la prospettiva di avere qualcosa di buono da ingollare mi tirò su. chiesi alla cameriera quale fosse la soup du jour e lei mi rispose zuppa primordiale: ammoniaca e metano mixati con acqua dell'oceano fulminata dal temporale. oh, prenderò una ciotola di quel brodo embrionale, le dissi, sentendomi subito meglio; ma non appena lei se ne andò, il mio buonumore finì per essere disintegrato dall'ambiente antipatico. i buttafuori stanno addosso a un gruppo di teppistelli che vogliono ubriacarsi; invece di controllarne i documenti, li sottopongono a un test al radiocarbonio per determinare la loro età. un fighetto della A&M a un tavolo vicino al mio chiede delle pastiglie antiulcera tritate sulle fettuccine e due camerieri untuosi se lo coccolano brandendo pepiere grosse come mazze. me ne torno in macchina a pettinarmi narcisisticamente la chioma corvina nello specchietto retrovisore e butto un occhio alla guida. c'è una locanda nella zona (si chiama riccioli d'oro) ed è frequentata da pastori. dopo una lunga giornata passata ad accudire le pecore, tosarle, suonare i corni per invocare le muse e conversare in egloghe è finalmente l'ora di una birretta e il riccioli d'oro straripa di arcadiani che hanno appena lasciato gregge e luce del sole per il fascino morboso e collettivo dell'amplesso sociale. tutti vorrebbero essere serviti da kikugoro. indossa un kimono in seta blu pallido e un caffetano broccato con crisantemi in oro e argento tra i cui petali si nasconde un piccolo ventilatore. il suo viso è truccato e incipriato per sembrare candida porcellana. un bovaro di oltreconfine ordina un biggo makko.


ma kikugoro lo rimprovera: "questo non è un makudonarudo". prende un lungo cilindro di arseniuro di gallio e ne taglia una fetta sottile che gli serve con salsa di soia, wasabi, zenzero sciroppato e daikon. "conduce gli elettroni dieci volte più veloce del silicio... è buono, mangia, gaucho-san, mangia" gli dice, inchinandosi.mia sorella è il bel giorno. oh, bel giorno, sorella mia, soffiami il naso, cullami in tessuti che sanno di fresco. mi nutro al capezzolo adamantino, succhio latte dal bel giorno e, per la prima volta dal 1956, faccio un ruttino in braccio al bel giorno. oh, bel giorno, lavami nel tuo lago limpido e azzurro. mi sono fatto un overdose di televisione, sono catalettico e cianotico, fammi rivivere nella tua doccia di gelida luce e fammi camminare nella tua antica piazza acciotolata. oh bel giorno, baciami. la tua bocca è come il columbus day. sei un mentolato profumo autunnale. i miei polmoni hanno sete di te. resuscitami, non sprecherò i tuoi gas tonici. gonfiami, ché io possa innalzarmi nei cieli e piangere la monotona topografia della mia vita. oh, bel giorno, sorella mia, soffiami il naso e avvolgimi nel tuo gaio splendore. andiamo a pranzare in un déor. i tuoi club sandwich sono imbottiti di fertile terriccio e vento olezzante di vecchi giornali. i tuoi stuzzicadenti stuzzicosi sono gli alberi caduchi dei giorni di scuola.


lunedì 25 febbraio 2008

mercoledì 20 febbraio 2008

reklam

questa non è difficile. una delle tante parole svedesi derivanti dal francese, come miljö, fåtölj, affär, ecc. solo che se dici réclame a milano ti guardano come fossi rimasto ai tempi del carosello.

visto che sui canali svedesi la pubblicità dura una vita, forse peggio che in italia, ho pensato che tanto valesse cercare di godersela o almeno studiarsela un po'. ecco una delle pubblicità svedesi doc che preferisco.

arla, en ekologisk upplevelse - un'esperienza bio.

non sarà uno spot particolarmente innovativo - ha un che del genere "barilla", con meno miele - ma questa elin, la protagonista del video, è veramente un'allevatrice e ogni volta che la vedo mi verrebbe voglia di andare a visitare la sua bella azienda arla per poter accarezzare qualche amico peloso e a quattro zampe (un po' di pet therapy non guasta mai).

ovviamente il bimbo biondo è davvero il figlio di elin, e credo si capisca bene.

visto che ci siamo, ecco uno degli spot che invece mi fa venire l'orticaria ogni volta che passa in tv: parlino o i nani gialli.

insieme al commercial degli antipatici elfi di eniro che ti si coricano sulla macchina quando sei in dubbio sulla strada da imboccare, questo rientra nella categoria "pubblicità brutte e/o particolarmente trash", che qui riscuote grande successo. ma l'esperto è davide.

per chi desiderasse ardentemente parlare come i nani gialli, ho appena scoperto che esiste pure un parlinolizer che registra la vostra voce. da non perdere!

martedì 19 febbraio 2008

istjänster

bollettino sullo spessore del ghiaccio, ovvero il servizio meteo quotidiano dei mesi invernali in svezia.


con grande delusione degli abitanti di stoccolma, orgogliosi di vivere appieno gli ambienti naturali della città anche nei mesi più rigidi dell'anno e così impazienti di misurarsi in attività sportive invernali, quest'anno il bollettino in questione si è rivelato poco utile, dato che in zona se n'è visto poco, di ghiaccio. ma durante il fine settimana il lago salmastro dietro casa nostra ha voluto farci un piccolo regalo e darci una vaga idea di come dovrebbe essere una superficie d'acqua gelata naturalmente.


anche nei canali della città si è formata qualche sottile lastra di ghiaccio, abbastanza spessa da sostenere cigni e papere che ci zampettano sopra.

ma questa non è stata l'unica sorpresa del fine settimana, trascorso felicemente con silvia e roberto. i nostri due amici hanno avuto l'onore di assistere a un paio di tormente che hanno fatto precipitare le temperature proprio mentre passeggiavamo per gamla stan e sul ponte di skeppsholmen. raffiche di neve polverizzata in un'atmosfera da fiaba.


ecco stoccolma dal giardino del municipio...


e dalla riva di skeppsholmen.


ed eccomi con silvia, entrambe congelate.

il copyright di queste bellissime foto è di silvia e roberto. GRAZIE!

giovedì 14 febbraio 2008

snöbyar

raffiche di neve.



improvvisamente, in barba a tanti meteorologi. siamo rientrati da poco. fuori c'era un freddo secco, tagliente. ma il cielo era limpido, quasi luminoso. sono bastati venti minuti di orologio perché il paesaggio si trasformasse.

e quando soffia il vento, sembra che faccia ancora più freddo. d'accordo, non è un gran scoperta. ma ho trovato uno specchietto interessante - solo per chi ha la fissa del meteo come me - che illustra in che proporzioni anche pochi metri al secondo abbassino sensibilmente la temperatura percepita.

sono contenta, una bella imbiancata per fare una sorpresa ai nostri amici silvia e roberto, in volo da orio!

martedì 12 febbraio 2008

kinesiska knyten

ravioli cinesi bolliti.

venire in svezia per imparare a cucinare piatti asiatici?! perché no? al wgc si può.

i residenti organizzano serate gastronomiche in cui chi vuole può preparare un piatto del proprio paese; gli altri osservano, imparano, si mettono alla prova. noi non potevamo mancare!

se il successo del piatto dipende dalla bravura del cuoco docente e dalla scrupolosità degli apprendisti (ieri una bimba, pensando di non essere vista da nessuno, chiudeva il suo bel raviolone incollando i due lembi di pasta con un pochino di saliva... funzionava benissimo!), il buon esito della serata è sempre assicurato, a prescindere dalla pietanza.

i ravioli erano in due versioni: vegetariana (ma attenzione, non vegana, c'era l'uovo) e con carne (di manzo). ma è difficile accontentare tutti: c'erano due italiani incuriositi (noi), qualche inglese molto attento, una giapponese abilissima, una sudcoreana che prendeva appunti, vari cinesi indaffarati, un paio di americani tranquilli e degli indiani piuttosto impensieriti. ma il bello è che, come minimo, in queste occasioni si impara a dribblare piccoli incidenti diplomatici su un argomento tanto serio - e delicato - qual è il cibo!

* * * piccolo sondaggio: di quale ricetta più o meno tradizionale potremmo dare una dimostrazione davide e io? sono esclusi i piatti di carne e i dolci, che non sono il nostro forte. anche se la crostata con ricotta e cioccolato (grazie fiordizucca) non ci viene male...


giovedì 7 febbraio 2008

Un altro anno





Ormai è ufficiale. È appena terminata la riunione di facoltà in cui si è deciso il rinnovo del mio contratto di post-doc per un altro anno! Ergo, rimarremo qui ancora per un po', almeno fino a Giugno 2009.

Tutto qui, niente di più niente di meno... beh, direi che non è poco, no?

Baci a tutti,
Davide



martedì 5 febbraio 2008

Indovina un po'


Che cos'è questa? Perché proprio oggi posto questa immagine?
A prestissimo con la soluzione.


PS: Giusi ovviamente è esclusa dalla competizione.




Bene, come supponevo nessuno si è fatto avanti: che dire? Svelo l'arcano? Svelo l'arcano!
Si chiama Semla, ed è la pastarella tradizionale scandinava che si mangia per il martedì grasso, accompagnata da latte caldo. Ovviamente negli altri periodi dell'anno non si trova. Oggi alle 15.00 si è smesso tutti (130 persone) di lavorare e ci si è trovati nel ljusgården (Giusi, si scrive così?) dove c'erano a disposizione degli intieri vassoi di cotali paste. A vederla non le avrei dato una lira, sembrava un panino con la panna montata dentro. Invece è buona. Innanzitutto la panna montata non è dolce (ohibò) e questo spesso succede qui in Svezia. La pasta è soffice e molto dolce, e all'interno c'è un nucleo sorpresa di pasta di mandorle buonissima. GNAMMMM!
Mangiata la pasta, siamo tornati a lavorare.

Per gli svogliati amanti delle curiosità (quelli abbastanza curiosi da leggere, ma non così tanto da aver cliccato sul link sopra), riporto questo brano preso da wiki.

"King Adolf Frederick of Sweden died of digestion problems on February 12, 1771 after consuming a meal consisting of lobster, caviar, sauerkraut, smoked herring and champagne, which was topped off by 14 servings of semla, served with bowls of hot milk. Semla was the king's favorite dessert".

E chi più ne ha più ne digerisca.

domenica 3 febbraio 2008

fotspår

impronte di coniglio...

stamattina dal balcone e ieri notte, di ritorno dal cinema.

sabato 2 febbraio 2008

äntligen...




finalmente...

ecco la perturbazione tanto attesa
(da noi, almeno).

una corrente di aria gelida groenlandese
si è scontrata a sud dell'islanda
con una corrente di aria calda e umida proveniente dall'atlantico = neve, con venti fino a 38 m/s.




osservato dal calduccio del proprio appartamento, lo spettacolo è entusiasmante!

ma non durerà ancora molto, data la velocità con cui si spostano le nubi. spero di sbagliarmi. comunque poco male, in un'oretta era già tutto bianchissimo. la neve era così attesa che è scattata pure qualche telefonata/email: avete visto? det snöar! nevica!

mercoledì 30 gennaio 2008

sprängningar

esplosioni.

ho scoperto qual è l'unica cosa che in questi giorni è in grado di scuotermi - letteralmente - dalla sonnolenza postprandiale: le cariche di esplosivo che aprono il tunnel nella roccia del parco qui accanto (ma si usa ancora la dinamite, per queste cose?). e meno male che sono precedute da una sirena che manda cinque o sei fischi consecutivi, altrimenti cadrei dalla sedia!

mi auguro solo che il costo pagato dalla natura oggi (i conigli fuggivano come... lepri) valga il vantaggio di un'autostrada sotterranea che conduce direttamente al porto e al resto d'europa fra qualche anno.

domenica 27 gennaio 2008

åka skridskor...

pattinare.

in mancanza del ghiaccio sui laghi e mari qui intorno, siamo stati a kungsträdgården, in centro. in fondo, verso il mare, c'è una piccola pista dove è possibile affittare i pattini (in altri posti c'è solo la pista, gratuita per tutti, ma occorre avere i propri scarponcini).


con noi c'erano anche bettina e wilmar. davide ha preferito rimanere a bordo pista per documentare l'evento. secondo me si aspettava anche qualche bel capitombolo, vista la mia iniziale esitazione... a dire il vero me lo aspettavo anch'io!

ma sembra che sia un po' come andare in bicicletta. una volta che hai imparato a tenerti in equilibrio, non lo dimentichi più. così, sebbene fosse solo la terza volta che pattinavo in vita mia, (l'ultima risaliva alla fine degli anni novanta al palaghiaccio di assago), sono riuscita a rimanere in piedi per tutto il tempo. e a divertirmi. chi verrà a trovarci prossimamente, si tenga pronto!


venerdì 25 gennaio 2008

gryning

solhälsning

saluto al sole. o surya namaskar.

flavia, la mia cara amica che mi ha introdotta alla pratica dello yoga, forse sarà contenta di sapere che da ieri ho ripreso a salutare il sole. e che mi manca (non solo come insegnante).

il wenner-gren offre varie possibilità di svago e socializzazione. il corso di yoga rientra nel ventaglio delle offerte. e per ora sono soddisfatta.



il maestro è ovviamente indiano ed è bello come shiva.

non so se sia merito dello yoga, ma stamattina mi sono alzata facendo meno fatica del solito. e sono già attiva! che sia una ricetta utile per superare il rigore invernale? (a questo punto parlo solo del buio, non del freddo.)

la prossima settimana forse partecipo anche a un corso di cucina. non voglio farmi mancare niente!

giovedì 17 gennaio 2008

Che vino abbiniamo agli Spätzle?

Spätzle, versione al burro fuso



Domani sera siamo a casa di Bettina e Wilmar per una cena a base di Spätzle, gli gnocchetti all'uovo bavaresi. Bettina ne preparerà due versioni: i Käsespätzle (quelli al formaggio, qui emmental, per i pochi frequentatori del blog che come me non hanno dimestichezza con il tedesco) e quelli con crauti e pancetta (non so se siano i Kräutern-Spätzle, ma non credo), in pratica una versione con pasta del famoso Choucroute alsaziano.

Nostro unico compito è quello di portare del vino.

Orbene, nonostante un'assidua ricerca su internet su siti in ogni lingua, non ho trovato nessuna indicazione che potesse aiutarmi. Mi sono prontamente rivolto al sommelier più divoratore del globo terracqueo, e cioè Mirio. (Ogni tanto mi metto nei suoi panni, e mi immagino come ci si possa sentire a ricevere i ben strani messaggi che gli mando io a volte dopo settimane di silenzio. A dire il vero un'idea ce l'ho, visto che lui fa lo stesso con me.)

Mirio mi ha dato utilissime indicazioni, che tra l'altro andavano nella direzione da me già intrapresa. I padroni di casa di domani sera suggerivano un bianco o un rosso leggero.

Scarto il rosso (attenzione, non così scontato. L'unico accostamento da me trovato in rete suggeriva addirittura un Marzemino. Ma al solo pensarlo mi si accapponavano le papille) e vado su un bianco robustello e profumato.

Un Gewurztraminer alsaziano, 13%.




Vedo sull'etichetta che è tra l'altro suggerito con i formaggi saporiti, in più viene dall'Alsazia come l'abbinamento crauti-pancetta, per ultimo non ne hanno altri in negozio, e mi butto.

Spero ardentemente che questo post contribuisca a eliminare una tra le poche gravi lacune presenti nel web, e aiutare altri volenterosi ancorché imberbi amanti dei piaceri della tavola come me.


E chi più ne ha più ne abbini.

martedì 15 gennaio 2008

Fa caldo...


Ragazzi, qui davvero siamo di fronte a un bel problema.
Ci aspettavamo Stoccolma sepolta dalla neve, laghi ghiacciati con la gente che ci cammina sopra, noi vagare nella tormenta imbacuccati fino alle orecchie.





Se lo aspettavano tutti, gli abitanti della città per primi. Del resto è sempre stato così, ed è parte del fascino del nord Europa, no? Ci avevano detto: "Farete il trasloco sotto la neve, con le strade ghiacciate. In bocca al lupo!" Beh, pioveva e c'erano 6 gradi.

Sei gradi a Stoccolma nel cuore dell'Inverno. Pensiamoci un attimo. Non si ghiacciano nemmeno le pozzanghere, figuriamoci i laghi.


Non voglio fare il catastrofista, ma mi preme sottolineare che ogni drastico cambiamento (lavorativo, relazionale, sentimentale... qualsiasi cosa vi venga in mente, clima ovviamente incluso) inizia con delle piccole variazioni. E tutti a dire: "Sta cambiando...", a riperterlo, come una tiritera, per un po'. Poi all'improvviso il crollo, il punto di rottura. La lettera di licenziamento, la fidanzata (o il fidanzato) che se ne va, il tumulto di piazza che esplode. L'Inverno in Svezia a sei gradi? Spero di no, ma ho un po' paura.






















Pochi giorni fa, ho visto un'immagine di Kiruna. A 200 km dal circolo polare artico non c'era né neve né ghiaccio. A Gennaio.



Fate un po' voi.

lunedì 14 gennaio 2008

flyttning

trasloco...





anche questa è fatta! ecco qualche foto per documentare il fine settimana fra scatoloni e pulizie.

















la vecchia casa era diventata un percorso a ostacoli...












poiché qui siamo diventati forzatamente ecologisti - per fortuna i mezzi di stoccolma portano davvero ovunque e a qualsiasi ora, non come a bologna - abbiamo dovuto noleggiare un'auto. la statoil offre ottimi prezzi (30 euro al giorno, la Polo in foto. n.d.D).










il cantiere sul retro della nuova casa ci aveva un po' demoralizzati: un muro al posto della bella vista sul lago...












ma il parco è splendido... (io sono ancora in attesa della neve! se non fa freddo neppure qui, al nord, siamo fritti sul serio).

















e la nuova casa ci è parsa subito comoda e accogliente, nonostante sia ancora tutta da sistemare.














il lago, poi, dista duecento metri e quest'estate sarà una pacchia.









dimenticavo: ieri sera bettina e wilmar ci hanno portato una pagnotta e del sale (oltre che del vino e un po' di dolce), un'usanza tedesca per inaugurare la nuova casa! viva i cambiamenti!

venerdì 11 gennaio 2008

vägverket

il vägverket sta all'anas, come il kebnekaise sta al monte bianco o il salame di renna sta alla coppa. vedete voi.

finalmente ho visto che lavori stanno facendo accanto al wenner-gren. ero stata informata del cantiere, ma non mi ero data la pena di verificare. forse avrei dovuto farlo, invece...

oggi siamo andati a ritirare le chiavi del nuovo appartamento e con grande gioia abbiamo scoperto che il cantiere si trova proprio davanti alle finestre delle nostre future camera da letto e cucina. il portoncino d'ingresso del blocco in cui abiteremo - blocco L - è proprio quello che si vede nella figura qui sopra, nell'edificio bianco. noi siamo al secondo piano.

stanno costruendo il norra länken, un importante snodo autostradale che attraverserà tutto il parco di bellevue, quello che ospita il wenner-gren. uno snodo sotterraneo, s'intende. gli svedesi fanno le cose per bene. per un attimo avevo temuto che ci saremmo trovati ad affacciarci sul ponte della ghisolfa - i milanesi sanno cosa intendo - e magari il cane dei vicini avrebbe abbaiato come bruno, il cane di appuntamento a belleville, al passaggio di ogni auto o treno.

il lago per ora è quasi completamente nascosto dalla paratia antirumore (che funziona, dato che non si sente niente), ma si raggiunge in un attimo e a piedi! e con la primavera - quando arriverà - sarà tutto più bello.

p.s. l'appartamento è molto carino e luminoso! domani traslochiamo.

mercoledì 9 gennaio 2008

hemkomst

ritorno a casa.

oddio, il concetto di casa in questi giorni è a dir poco vago. qual è CASA nostra? quella dei nostri genitori, quella che abbiamo lasciato arredata di tutto punto nel cuore di bologna, quella che lasceremo qui fra tre giorni?

traslochiamo di nuovo, ma ci spostiamo di qualche chilometro soltanto. ci aspetta il wenner-gren, un moderno complesso per la ricerca in parte adibito ad appartamenti per ricercatori del karolinska e altri istituti. eravamo in lista da marzo. di solito bisogna aspettare almeno un anno. ci è andata bene, o così ci dicono.

lasceremo i coniglietti marroncini con la coda bianca (silvilago o minilepri, per l'esattezza) per quelli tutti neri... e sul retro di casa, avremo il lago dello hagapark! non male.


il nostro appartamento sarà in qualche punto dell'edificio semicircolare che si trova appena sopra la scritta sveavägen. speriamo diventi presto casa.

p.s. questo è il lago ghiacciato e innevato. speriamo di poterlo vedere presto così!

sabato 5 gennaio 2008

årets första snögubbe

il primo pupazzo di neve (dell'anno... ma erano secoli che non ne facevo uno) l'abbiamo fatto due notti fa a san zeno, dai miei, insieme a marco e a ditte, dopo un paio d'ore trascorse a fare a palle di neve mentre dal cielo nero continuava a cadere un'infinità di fiocchi multiformi. incredibile la rapidità con cui a volte si torna bambini!

la procedura per costruire un buon pupazzo è molto semplice. prendere fra le mani un po' di neve e farne una pallina compatta. posizionarla a terra, sulla neve fresca, e iniziare a rotolare...


mi sentivo un po' come lo scarabeo dell'ape maia (sì, lo stercorario), ma il risultato è stato mirabile. in pochi minuti avevo una sfera bianca del diametro di un'ottantina di centimetri. dopodiché non ci è restato che sagomare la faccia...


mi giunge voce che a stoccolma sia iniziato l'inverno vero, finalmente. lo verificheremo molto presto. per ora buon pupazzo a tutti!